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Capitolo 8


Scacco Matto



- Appena hai finito di mangiare ti aspetto nella sala B-4, non tardare mi raccomando. Dear ti indicherà la strada-. Disse Not uscendo dalla stanza. Elos annuì ed alzo la mano per salutare l'androide mentre finiva la colazione.

- Così tu conosci Not da quando era umano... Com'era?- chiese il soldato a Dear, che stava bevendo caffè di fronte a lui.

- Beh, era esattamente come lo vedi ora, forse un po' più flaccido.- disse sorridendo la ragazza, - Scherzi a parte non è cambiato per niente, almeno per me.-. Finita la frase Dear rimase a fissare il vuoto, la tazza in mano e gli occhi persi nei pensieri.

- Ho chiesto forse troppo?- cercò di capire Elos

- Tu sei una di quelle persone che chiede sempre troppo, credo, ma non stavolta, tranquillo. Ora forza, finisci di mangiare in fretta e andiamo.-

Nonostante cercasse in ogni modo di mascherarlo, ad Elos parve evidente che qualcosa che le aveva detto o chiesto aveva turbato la ragazza, ma preferì non indagare. Non erano fatti suoi.

Finito il piatto di uova e bevuto il suo tè, rigorosamente con latte, Dear si alzò per dirigersi verso la stanza B-4 ed Elos la seguì. Percorsero il corridoio e presero la prima rampa di scale sulla destra. Gli scalini di materiale trasparente ed illuminati da luci tenui lungo il perimetro, si arrampicavano incastonati direttamente sul muro. Erano piuttosto ripidi e privi di corrimano o di qualsiasi protezione che evitasse cadute, per questo motivo Elos camminava rasente al muro facendo molta attenzione ad ogni passo. Dear, invece, sembrava danzare sugli scalini incurante del pericolo di cadere. Alla fine delle scale, la ragazza fece cenno ad Elos di fermarsi ed un fascio di luce verde le riempì il viso; dopo qualche secondo una grande porta un acciaio si aprì, - Scansione della retina. È per sicurezza.-, disse Dear.

- Oh eccovi, vi aspettavo!-, li accolse Not. L'ibrido indossava solo dei pantaloni e per la prima volta Elos notò il tatuaggio che aveva lungo tutto il costato. Era una scritta che riportava la frase "Human After All".

- Non sapevo avessi un tatuaggio.-, fece il ragazzo stupito a Not.

- Mi ricorda quello che sono.-, rispose il maestro guardando con un sorriso affettuoso la scritta incisa sulla sua pelle.

- Tu hai tatuaggi, Elos?-, chiese al soldato curioso.

- No, non ne...-, la risposta di Elos fu interrotta dal rumore del meccanismo della grande porta blindata che lui e Dear avevano appena attraversato.

Subito i due giovani si girarono per cercare di capire che cosa stesse succedendo: quella porta poteva essere aperta solo da poche persone fidate. Elos non era molto preoccupato, pensava che potesse trattarsi solo di Mister Onion, Dear e Not, invece, avevano entrambi un brutto presentimento. La porta si aprì con molta lentezza facendo intravedere agli spettatori per prima cosa i piedi di coloro che stavano per entrare nella stanza B-4 della Piramide. Quando Not ed i ragazzi realizzarono il numero di persone che si celava dietro la porta cominciarono a mettersi in guardia: erano almeno 6. Mano a mano che la porta saliva verso il soffitto grazie al movimento meccanico, essa lasciava intravedere nuovi dettagli sui visitatori inaspettati. Sembravano portare una veste molto simile a quella che era solito indossare Not, il quale, una volta visto l'indumento, allentò di poco la guardia. Sembrava conoscere bene quella che pareva essere una divisa formata da pantaloni grigio-beige ed una veste, lunga fino al ginocchio, di colore verde scuro.

La porta si era quasi totalmente aperta e gli strani individui cominciarono a dirigersi verso la stanza: erano entrati. A muovere il primo passo fu quello che appariva come il leader del gruppo, un uomo alto, sulla quarantina, con il fisico atletico tipico del militare, il viso dalla forma squadrata e capelli grigi, quasi metallizzati, tagliati a spazzola. Una cicatrice profonda, probabilmente inflitta da una spada, che partiva dalla fronte e percorreva tutto il setto nasale, divideva il volto dell'intruso verticalmente; sembrava quasi avesse due volti. Appena vide Not la sua espressione si tramutò in un ghigno soddisfatto e divertito, ma allo stesso tempo minaccioso.

- Mister Carrot, non mi aspettavo di vederti proprio qui nella tana del lupo – disse l'uomo avanzando verso il centro della stanza.

- Mandarine, cosa ci fai qui?- esclamò Not sorpreso.

- Cosa ci fai TU qui. Mah, a pensarci bene non è che mi interessi molto, dimmi subito dove si trova Mister Onion, temo di dovergli dire un paio di cosette...- il tono di Mandarine si stava facendo sempre più subdolo e minaccioso.

- Mai, non puoi entrare qui così e pretendere di vedere il Maestro, neanche nella posizione che ricopri nell'organizzazione!- disse l'uomo macchina tentando, probabilmente invano, di prendere tempo.

- Ti conviene non farmi arrabbiare... Robot- escalmò Mandarine ponendo un'enfasi dispregiativa sulla parola "Robot" mentre portava la mano alla spada che portava sul fianco, cosa che fecero anche gli uomini dietro di lui.

- Tu non è meglio che non fai incazzare me, invece- ringhiò Elos, che si era mosso talmente rapidamente da non essere visto da nessuno. In una frazione di secondo si era portato alle spalle dell'intruso, il coltello in mano, puntato alla gola di quell'uomo che secondo il ragazzo aveva proprio oltrepassato il limite. Elos aveva ripromesso a sé stesso che non avrebbe più permesso a nessuno di attaccare Not e lo stesso, forse, valeva anche per Dear.

Elos era talmente infuriato da apparire calmo, nel pieno controllo di ogni singolo muscolo, che pulsava e fremeva in attesa che il cervello desse il segnale per scattare ed incidere un bel sorriso sulla carotide di Mister Mandarine. La voce di Not, ferma ed autoritaria, fermò il flusso di adrenalina nelle vene del soldato.

- Metti giù quel coltello, Elos. Non essere avventato, lui è dei nostri. Almeno, così era una volta...- fece Not dopo essersi avvicinato ai due con sguardo di sfida nei confronti dell'uomo con la cicatrice.

- Sei fortunato ragazzo, stavi per morire ed il Robot ti ha salvato... non servono a questo, del resto?- Mandarine sfoggiò ancora il suo fastidioso ghigno ed allontanò lentamente il braccio di Elos dal suo collo.

- Cosa succede qui?-. Era la voce di Mister Onion, che proveniva dalle spalle di Mandarine ed i suoi. L'intruso si voltò aprendo le braccia, come per accogliere il nuovo arrivato.

- Buongiorno, Maestro. Stavo cercando proprio lei.- disse con un sorriso beffardo Mister Mandarine.

- La cosa mi sorprende.- ribattè aggrottando lo sguardo il Maestro

- Non dovrebbe stupirla il fatto che il suo braccio destro voglia vederla. È una cosa normale- disse in tono affabile, ma allo stesso tempo subdolo e tagliente Mandarine.

- Non è questo che mi sorprende, infatti. A catturare la mia attenzione è più che altro il fatto che colui che si definisce ancora il mio braccio destro entri senza invito nella mia dimora e, per di più, lo faccia accompagnato da uomini armati, con intenzioni ostili, minacciando i miei ospiti, nonché suoi compagni!- esclamò l'anziano. La sua voce crebbe fino a gridare, mentre la mano si era già portata all'elsa della spada che portava sul fianco sinistro. Mister Onion si avvicinò e, ringhiando, chiese spiegazioni all'ospite indesiderato, e poi pregò Elos di tornare vicino a Dear e a Not.

- Vuoi sapere cosa mi porta qui, vecchio? Sono venuto a prendermi il tuo posto, d'ora in poi l'H.O.P.E. è cosa mia!-

- Come osi?!- urlò Not

- Ci penso io, Mister Carrot. Tu pensa ai ragazzi.- lo tranquillizzò il Maestro.

- Cosa ti fa pensare di poter ricoprire la MIA carica all'interno della MIA organizzazione?-

- Me lo fa pensare il fatto che tutti i membri dell'organizzazione sono dalla mia, escluso l'ammasso di ferraglia qui presente, ovviamente. Ah, quasi mi dimenticavo, la nuova H.O.P.E. ha già portato a termine la sua prima missione; sembra ieri che eri tu a gestire queste cose, ricordi?- concluse Mandarine ridendo di gusto.

- Capisco, quale sarebbe la vostra prima conquista?-

- Beh, diciamo che abbiamo fatto fare un bel botto ad un'aeronave zeppa di Up Specials, tra i quali comparivano anche il capitano Trafalgar ed il suo vice, Webb Occhi di Ghiaccio.-

- Trafalgar e Webb?! Se loro erano sul campo vuol dire che era una missione molto importante...-

- Esatto, pare che stessero venendo proprio qui nell'Hellaway – lo interruppe Mandarine- li abbiamo abbattuti appena varcato il confine e sembra che l'obiettivo fossero i tuoi amichetti, in particolare il ragazzino. È lui il figlio di Dest, vero?- sogghignò Mandarine guardando Elos col suo sguardo viscido.

- Stavano venendo qui... Allora abbiamo molto meno tempo di quanto pensassi.-. Fece il Maestro con aria preoccupata posando lo sguardo su Elos e la ragazza.

- Dobbiamo portarli via di qui, arriveranno presto, Not!- urlò Onion girandosi verso l'androide.

Not raggiunse veloce i due ragazzi, ma proprio mentre stava per afferrare la felpa di Dear, la figura di Mister Mandarine gli si parò davanti, come un muro invalicabile.

- Eh no, caro mio, questo proprio non posso permettertelo. Loro vengono con me!-

- Cosa diavolo dici, loro sono protetti della nostra organizzazione, il governo dà loro la caccia!- gli ringhiò di tutta risposta Not

- Esatto, sono protetti della MIA organizzazione, non più della vostra.-. Finita la frase, un malefico ghigno sorse sul ruvido viso ancor più tagliente della lama che teneva nella mano sinistra.

- No, non lo puoi fare! Vuole prendere con sé i ragazzi..-

- Dare la colpa dell'attentato alla vecchia H.O.P.E. e negoziare con il governo. Grazie a te, giovane Dest, la nostra organizzazione finalmente conterà qualcosa e sarà di nuovo forte e spaventosa agli occhi della Nazione!-. Il folle scoppiò a ridere di gusto, il suo sguardo era assetato di potere; era disposto a tutto pur di ottenere quello che voleva e stava per darne dimostrazione.

Not fece fuoriuscire dai suoi avambracci le lame per cui era famoso e si mise tra Mandarine ed i giovani. – Uomini, occupatevi del vecchio, il "Robot" è cosa mia-, ordinò ai suoi passandosi la lingua sui denti mentre fissava Not. Rapida, la mano di Mandarine si mosse e vibrò un colpo violento, subito ribattuto dall'ibrido, che rispose all'attacco con la sua velocità, riuscendo con un fendente a lacerare superficialmente la cappa del traditore.

- Ricordavo che eri un osso duro, ma ne è passato di tempo, eh "Robot"?-

Le milizie di quella che si era autoproclamata la nuova H.O.P.E. avevano già raggiunto il Maestro. Uno dei soldati lo attaccò e fu abilmente abbattuto con un calcio tanto veloce quanto forte e preciso, dritto al collo. Mister Onion si muoveva con un agilità che Elos non poteva neanche immaginare un uomo potesse avere, figurarsi un vecchio. Constatata la pericolosità dell'avversario, gli altri miliziani lo attaccarono contemporaneamente, ma il Maestro mise una mano al fianco destro e con un movimento secco estrasse una spada ad impulsi. Menò due fendenti e l'annientamento dei nemici fu istantaneo.

Lo scontro tra Not e Mandarine si era ormai acceso e sembrava che potesse avere fine solo quando uno dei due contendenti non fosse caduto inerme al suolo, possibilmente in un bagno di sangue; questo suggeriva lo sguardo dei due. L'invasore ribattè al colpo del rivale con una poderosa gomitata al setto nasale; il sangue riempì il viso dell'androide ed il braccio di Mandarine allo stesso tempo. Not indietreggiò e si mise su un ginocchio, la mano destra portata alla ferita nel vano tentativo di fermare l'emorragia.

- Vigliacco, tipico di uno come te un colpo del genere!- esclamò Not, che, dopo aver inspirato profondamente, sputò una grande quantità di sangue; il colpo subito doveva aver provocato danni più gravi del previsto.

- Vigliacco? Ti spuntano delle lame dalle braccia e sarei io il vigliacco? Non farmi ridere e muori, misero agglomerato di ferro e carne putrida!-

Mandarine si scagliò contro il suo obiettivo, stava per dargli il colpo di grazia, quando il suo fendente venne fermato da una lama colorata di un rosso vivo: era una spada ad impulsi e la mano che la brandiva era quella di Elos.

- Una spada ad impulsi alla tua età?! Ma come cazzo è possibile, quanti anni avrai, quindici al massimo?!-

- Mi spiace, la mia età non è cosa che ti riguarda, ma te lo assicuro, ho abbastanza di anni per ucciderti.- risposte serio Elos, scuro in volto e dall'espressione greve, cupa e rabbiosa.

- Non mi ammazzerai e verrai con me, sei il mio trofeo piccolo Dest.- disse sottovoce al ragazzo Mandarine.

Le lame stavano vibrando l'una contro l'altra mente gli sfidanti si studiavano. Con rapida mossa, Elos attivò il meccanismo, la sua spada scintillò per un attimo ed una potente onda d'urto travolse Mandarine, che finì al suolo. Anche il giovane soldato, per il pesante contraccolpo cadde a terra.

- Elos, fermo! Non puoi ancora usare la tua spada in quel modo. – gli urlò dall'altra parte della stanza Mister Onion, ormai uscito vincitore dallo scontro con gli scagnozzi dell'invasore.

Sia il ragazzo che Mandarine erano a terra. Il primo ad alzarsi fu Elos, aiutato da Dear, che lo supportò verso una colonna all'angolo destro della stanza, come le aveva chiesto Onion. L'anziano tramortì con un calcio in pieno viso l'agonizzante Mandarine, diede una mano a Not ad alzarsi e con lui si diresse verso i ragazzi. Una tastiera virtuale venne proiettata sulla colonna e Dear inserì un codice alfanumerico. Ultimata la digitazione, la colonna si spostò ed un passaggio si aprì: era un corridoio stretto, buio e molto meno corto di quanto si potesse immaginare. Attraversate le tenebre, la colonna si riportò alla sua posizione originaria ed una luce si accese.

- È meglio sparire da qui, Dear guida tu-, ordinò Mister Onion aiutando i due feriti ad accomodarsi sugli ampi sedili di pelle bianca.

- Agli ordini.-, rispose Dear, dopo aver premuto il pulsante di accensione dei motori.

L'aeronave era pronta al decollo, quando Elos vomitò copiosamente sul candido sedile su cui era stato fatto sedere, imbrattandolo.

- Dio mio che femminuccia, sei proprio un tirapiedi della Nazione tu!-, lo insultò Dear.

Elos, ricurvo sulla sua postazione, si limitò ad invitarla a decollare con un gesto della mano.

- Pronti per il decollo, destinazione ignota.-

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