Capitolo 25
Porta
Not allentò la presa con la quale teneva in scacco il trafficante, dal quale, in tutta risposta, fu inquadrato da uno sguardo pesante e ricolmo d'odio. "Me la pagherai, stanne certo!"sembrava comunicare l'espressione di Derr. Jone si avvicinò al compagno e, senza perdere il contatto visivo con gli acquirenti, posò dolcemente la mano destra sulla sua spalla cercando di tranquillizzarlo.
"La pagheranno, prima o poi. Non ora, però Derr. Adesso non possiamo fare altro che soddisfare la loro richiesta. " Disse lei con tono fermo e calmo, ben consapevole che la sua soave voce avrebbe definitivamente convinto l'omone.
"E dici poco!" Esclamò Derr nervosamente, lasciando intendere però che avrebbe fatto come la donna gli aveva chiesto.
"Ottimo, noto con piacere che siete persone ragionevoli!" Fece Mister Onion in maniera entusiasta, soddisfatto di come le cose si stavano mettendo.
"Noi lo siamo, ma mi verrebbe da dire che, a giudicare dalle vostre mire, quelli totalmente irragionevoli siete voi. Non vi rendete nemmeno conto del casino nel quale vi siete appena cacciati?" Puntualizzò Jone con il suo tipico modo diretto di dire quello che pensa. Un avviso che appariva quasi come un tentativo di salvare il vecchio ed i suoi da un destino che certamente li avrebbe visti morti in poco tempo.
"Irragionevoli?!" Urlò divertito tra un risata e l'altra Derr. " Siete già in un mare di merda vecchio, ma se vi piace tanto nuotare, seguitemi pure da questa parte". Concluse il trafficante indicando il muro alle spalle della comitiva con un ampio gesto della mano, simile alla gestualità tipica dell'oste che invita ad entrare nella sua locanda erranti viaggiatori in cerca di ristoro. Come spesso accade, i pellegrini accettarono di buon grado di seguire la strada indicata, nella speranza di trovare quello che cercano; che sia, come da tradizione, un pasto caldo o, come nel nostro caso, il capo di un'organizzazione criminale.
Derr fece strada, seguito da Mister Onion, Dear, poi Elos, Not ed infine, la minacciosa Jone. Si avvicinarono al muro indicato, che, a seguito di una rapida sequenza di gesti ben eseguiti da parte della guida, indietreggiò leggermente e poi scorse verso sinistra, rivelando un corridoio. Il nuovo spazio che si aprì davanti agli occhi dei ricettatori e dei loro finti clienti era un lungo tunnel illuminato a stento da lampade vecchie di chissà quanti anni, che sprigionavano una luce così flebile da permettere solo di intuire il percorso, la conformazione della struttura e soprattutto da non lasciar intendere dove andava a finire.
Mossi i primi passi all'interno del corridoio avvolto nella penombra, un olezzo di umido e marciume avvolse le narici dei nostri, suscitando in particolare una sensazione di forte disgusto in Dear e Onion, mentre Not, grazie ai filtri presenti nel suo naso, non fece una piega. Elos fece eroicamente finta di nulla, mentre i due estremi della fila, non fecero una piega, probabilmente ormai abituati al forte odore. Nonostante il disagio olfattivo, la comitiva proseguì a passi ben distesi, raggiungendo presto la fine del corridoio, che si palesò essere affacciata verso un grande portone che non sembrava neanche, per dimensione, poter stare in un struttura come quella. Giunti a ridosso dell'imponente ingresso, Jone poggiò, la mano stretta nel pugno, il vistoso anello che portava all'indice sinistro. Il portone si aprì rumorosamente.
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