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Capitolo 21


Senza dare nell'occhio



"C'è una cosa che non ci hai spiegato, capitano: come facciamo ad andarcene da questo posto di merda? Se avessimo avuto la possibilità di andarcene subito l'avremmo già fatto, invece no, abbiamo dormito per terra, camminato chissà quanto per raggiungere questo posto delizioso e abbiamo concluso il tour rinchiudendoci come topi dentro i condotti fognari. Quindi scusa tanto se sono dubbioso sul nuovo "piano" e ti chiedo come cazzo facciamo a tornare alla Capitale!", si adirò Webb, ancora colmo di adrenalina per lo scontro che, suo malgrado, non aveva potuto concludere. Trafalgar lo guardò in volto, Costantine sostenne lo sguardo del superiore con aria fiera in attesa di una risposta, che non tardò ad arrivare.

"Dove ci troviamo, Seph?", chiese il capitano al soldato con aria pacata e dando quasi l'impressione di ignorare Webb.

"Non mi sono ancora ambientato a sufficienza Signore, ma secondo i miei calcoli dovremmo essere a circa novecento metri di distanza dalla porta della città più vicina", rispose pronto e scattante come una molla Seph.

"No soldato, pensa più in generale; dove ci troviamo?", lo incalzò Trafalgar.

"A Draft City, capitano, ci troviamo a Draft City", replicò il giovane, lasciato un poco basito dalla richiesta del superiore.

"Ci sei quasi..."

"Hellaway", risolse l'arcano Webb, in realtà per niente contento di aver fornito la soluzione; stava iniziando a capire le mosse del capitano.

"Costantine vince, non a caso sei il mio vice!" esclamò Trafalgar agitando la mano destra per mimare un tintinnio di campanella. "Siamo nell'Hellaway, non abbiamo un mezzo di trasporto per tornare a casa e non dobbiamo farci riconoscere. Faremo come si fa da queste parti. Seguitemi e non curatevi troppo di non essere visti, queste cose qui sono all'ordine del giorno, prendendo troppe precauzioni daremmo troppo nell'occhio", disse bisbigliando alla squadra il capitano.

"In che senso come si fa da queste parti, Signore? Applichiamo la procedura A-3? O la B-12?" chiese, assai confuso, Seph.

"il capitano intende dire che, giovane soldato, per non essere scoperti, faremo come si fa da queste parti, ovvero a cazzo di cane, come si dice in gergo militare. Hai capito ora?" chiarì il concetto Webb appoggiando una mano sulla spalla del ragazzo e sorridendogli amichevolmente. Seph non l'aveva mai visto con quell'espressione di gioia e divertimento prima, se ne stupì, anche perché fino poco prima sembrava gonfio di rabbia.

"Faremo esattamente così. Ora bocche chiuse e seguitemi", sussurrò Trafalgar, che in seguito cambiò direzione, facendo svoltare il gruppo a destra, verso uno dei tanti, minuscoli, capillari della città. Ancora una volta, agli occhi dei suoi compagni, sembrò che il capitano conoscesse vagamente quella città, sapeva muoversi come facevano gli indigeni e non pareva avere quella sensazione di disagio che avevano gli altri due alla vista del degrado, della sporcizia, dell'egoismo che trasudava dai muri umidi e sudici di Draft City.

Entrati nel vicolo scelto, lo percorsero a passo spedito poi girarono rapidamente a sinistra e si trovarono in una strada più larga ed affollata, non come l'arteria principale che attraversarono appena arrivati in città, ma comunque di dimensioni ben più larghe dei vicoli ai quali si erano abituati. Facendosi strada tra le tradizionali bancarelle, i loschi figuri che le gestivano e gli ancor meno raccomandabili, se possibile, clienti, notarono una nave delle dimensioni ideali per il loro scopo. Trafalgar illustrò il piano e la recita iniziò. Trafalgar e Seph si appoggiarono vicino al portellone d'accesso, per coprire Webb, che aveva il compito di forzarlo. Dopo pochi secondi, un grido si alzò sulla confusione generale che governava la via.

"Figlio di puttana, la mia aeronave! Bastardo!", esclamò con violenza all'indirizzo di Webb il proprietario del mezzo, che iniziò a correre verso di lui brandendo un lungo pezzo di ferro rimediato tra e cianfrusaglie in vendita alla bancarella che gli stava affianco. Costantine non si curò delle minacce verbali dell'uomo e del suo avvicinarsi, continuando ad armeggiare nel tentativo di aprire il portellone.

Trafalgar, appena il proprietario si portò abbastanza vicino a loro, estrasse senza esitazione la pistola d'ordinanza, meticolosamente celata dalla cappa, in modo a non far riconoscere il modello, tipicamente in dotazione all'esercito della Nazione. Caduto a terra l'uomo, Seph si avvicinò, frugò nelle tasche del cadavere e prelevò la chiave d'accesso e di accensione della nave.

"Questa ci serviva proprio, grazie", disse al corpo esanime. Tutto intorno al luogo del delitto, per qualche istante, si crearono il vuoto ed il silenzio, ma la situazione tornò con immediatezza alla normalità, essendo, appunto, normale che si verificasse un fatto del genere in quella città.

"Avete fatto?" chiese impaziente Webb ai colleghi.

"Sì, ecco la chiave di accesso", gli disse Seph passandogliela. Costantine la inserì nel vano apposito ed il portellone si aprì. Tutti e tre entrarono rapidi all'interno del veivolo, che dopo pochi secondi, dopo che la chiave di accensione fu inserita, si accese con potente rombo del motore. Trafalgar si mise al posto di guida ed impostò il pilota automatico in modo che li portasse esattamente al confine tra L'Hellaway e gli altri territori della Nazione.

"Si torna a casa soldati, bel lavoro" disse, ultimata la procedura di decollo.




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