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Capitolo 18


Incontro tanto atteso



La voce risuonò nelle orecchie di Not, nella sua mente riaffiorarono ricordi di una doppia vita che, nel profondo, non aveva mai accettato, ma comunque condotta con fedeltà alla causa. L'ibrido non aveva dubbi, conosceva troppo bene quella persona per non capire chi fosse, anche con il volto nascosto quasi interamente dall'ombra creata dalla tendina aperta di una delle tante bancarelle.

"Trafalgar, che sorpresa!", esclamò, cercando di nascondere il timore nervoso di cui era in realtà preda.

"Perspicace come sempre, Invisibile", rispose Trafalgar, la voce fiera, lo sguardo alto, come quello di un cacciatore che si trova davanti alla preda più ambita, conscio di avere il coltello dalla parte del manico, o sarebbe meglio dire, la spada.

"Avete provato a fotterci", disse con tono duro un'altra voce, "Ma non avete fatto i compiti fino in fondo. È importante finire i compiti, non ve l'hanno insegnato a scuola, bimbi?".

"Webb, ti sono ancora debitore per quella volta a Fort Palmers", replicò Not chinando con rispetto il capo in direzione del vicecapitano. Circa dieci anni prima, infatti, durante la guerra per la difesa di Fort Plamers, Webb, allora ammiraglio delle Forze Ordinarie d'Attacco, rischiò la propria vita per salvare quella di Not, colpito già alle spalle da un Photon-Laser, cannoni a luce concentrata a lunga gittata in dotazione ai ribelli. Webb affrontò tre nemici evitando curandosi che non colpissero a morte il compagno ferito.

Pur mezzo uomo e mezzo macchina, l'ibrido, per diktat personale, non lasciò mai, nemmeno per un secondo, che la sua parte meccanica prendesse il sopravvento su quella umana in tutto quello che faceva e proprio per tale ragione ricordò il gesto dell'allora alleato ed onorò la memoria di quel gesto disperato e di chi lo compì.

"Hai ragione, perché non ripaghi il tuo debito morendo adesso, traditore?". Così esclamò Webb, esplodendo uno scatto contro il nemico.

Not, che non aveva ancora fatto in tempo a ritirare le lame nel proprio corpo, si mise in posizione di guardia attendendosi un primo colpo dalla destra. Webb, però, intuita la guardia alta, rapido, fu abile a cambiare strategia d'attacco e, dopo aver attivato la modalità offensiva più adeguata attraverso il tatuaggio dermo-elettronico che aveva inciso sul polso sinistro, si abbassò per evitare la difesa e colpì l'avversario all'addome. Il pugno fu, grazie ai campi forza generati dai segni che portava vicino alle mani, di estrema potenza, tanto da mettere in ginocchio Not. Già solo per aver resistito ad un simile colpo, tuttavia, dimostrò di possedere una forza ed una resistenza fuori dal comune, anche per un ibrido meccanico come lui.

Il traditore della Nazione non fu l'unico a subire il colpo, quel modo di combattere così esplosivo e feroce, infatti, recava danni anche a chi se ne serviva per via delle ripercussioni delle onde d'urto generate dai campi di forza. Era l'arma segreta di Webb, raramente la usava, spesso le preferiva una pistola o un fucile, con cui sapeva essere assai preciso. In pochi ebbero la sfortuna di assistere alla piena potenza del vicecapitano degli Up Specials, nessuno il piacere di raccontarlo.

Anche per tener fede alla sua fama, Webb, dopo aver guardato l'avversario negli occhi con quello sguardo che si può rivolgere solo ad un traditore, ad un infame bugiardo, senza esitazione caricò il colpo di grazia. Il pugno si stava avvicinando al viso impassibile di Not accompagnato dal campo di forza che già era in grado di esercitare la sua pressione sulla sua guancia destra, quando Trafalgar, dopo averlo raccolto da terra, scagliò con forza un pezzo di asfalto divelto in direzione del suo compagno. Il proiettile di pietra colpì Webb alla schiena proprio mentre era sul punto di porre fine alla vita di Not, dopo avergliela salvata anni prima.

"Che cazzo fai?", chiese senza girarsi neanche verso il suo capitano, lo sguardo iniettato di sangue e di spirito di vendetta.

"Mi hanno appena contattato dalla capitale, ci vogliono alla base a fare rapporto sull'incidente. Priorità assoluta". Il tono di Trafalgar fu di una durezza che non ammetteva repliche, il tipico tono che ha un capo quando deve dare ai propri sottoposti un ordine che, in realtà, non vorrebbe dare. La sua faccia era ancora in parte celata dalle ombre, ma l'oscurità non fu in grado di nascondere la luce brillante che emanavano i suoi occhi, tagliati dalle sopracciglia come fossero lame pronte a colpire il suo bersaglio, Elos Dest.

L'espressione di tutti i militari, Seph compreso, era corrucciata, un misto di rabbia, impotenza ed irrefrenabile voglia di vendetta. Era l'espressione di tutti gli Up Specials massacrati dalle lamiere, dalle fiamme e dalle rocce allo schianto a terra. Gli occhi di Seph si riempirono di lacrime, ma neanche una lacrima cadde, non se lo poteva permettere, decise che non sarebbe dovuto essere lui a doversi disperare stavolta.

Webb, infine, dopo attimi di esitazione, ritirò i campi di forza e si girò per riunirsi al suo gruppo. Quando i tre si riunirono, dopo un gesto d'intesa, si voltarono e tornarono sui loro passi. Seph non si trattenne ed esclamò, senza smettere di avanzare, con tutto il fiato che aveva nei polmoni "Ti ucciderò, Dest! Vi ucciderò tutti!"

"Ma stai zitto, coglione", lo riprese Webb tirandogli uno schiaffo sulla nuca.


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