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33. Chiamata alle armi

In qualche modo George arriva davanti al Gargoyle che indica dove sia lo studio della professoressa McGranitt, trasciando con malagrazia una Ellemir completamente assente, come se la cosa non la riguardasse. Ormai è quasi l'alba e George, sapendo quanto sia mattiniera la preside, spera di trovarla già alzata.

Con il solito movimento della bacchetta magica, l'uomo fa spostare la statua, poi entra nello studio con Ellemir.

In effetti la professoressa è già sveglia e sta riflettendo sulla scrna a cui ha assistito il giorno prima in biblioteca, mentre un crescente senso di urgenza si fa strada nel suo animo.

Sta proprio pensando che dovrà parlare al più presto con Ellemir, quando un movimento cattura la sua attenzione: solleva lo sguardo e si trova davanti George, evidentemente sconvolto, e Ellemir... La McGranitt aggrotta le sopracciglia fissando la ragazza. C'è qualcosa di diverso in lei, di molto diverso. Senza distogliere lo sguardo perplesso dalla giovane, ascolta George che le spiega in modo piuttosto concitato dove l'abbia trovata e cosa ha tatuato sul braccio.

A quel punto Ellemir alza gli occhi e lancia uno sguardo glaciale alla preside. Passano alcuni istanti, poi la McGranitt prende una decisione.

"Grazie George. Credo che la signorina Lestrange e io dobbiamo fare quattro chiacchiere. Da sole" George guarda esterrefatto la preside e sta per protestare, ma lei alza la mano, fermandolo prima ancora che cominci. "Aspetta fuori, George. Se ho bisogno ti chiamo. E per favore, fai venire qui Hagrid." Il tono della preside non ammette repliche e l'uomo non può fare altro che uscire dallo studio, non prima di aver lanciato uno sguardo molto preoccupato alle due donne, in piedi rigide una di fronte all'altra.

Una volta fuori, non gli resta che aspettare.

E pensare, suo malgrado.

Scoprire che Ellemir è in realtà un Mangiamorte, che si è presa gioco di lui e di tutti loro per chissà che scopi, lo ha ferito più di quanto credeva possibile. Si rende conto solo ora che è troppo tardi che, per la prima volta dopo anni, con lei ha abbassato la guardia e le ha permesso di avvicinarsi a corde troppo sensibili e vicine al cuore. Per questo adesso scoprire di aver sbagliato fa così male...

'Sei stato un completo idiota!' continua ripetersi mentre cammina avanti e indietro per il corridoio come una tigre in trappola.

Sente un male quasi fisico, a ripensare a tutto quello che è successo, a quello che ha provato mentre ballavano insieme poche ore prima, al bacio lungo e dolce che ne è seguìto. Al momento aveva avvertito una sensazione di completezza che era certo fosse la stessa che sentiva lei...solo ora si rende conto di quanto si fosse sbagliato. Ma non si capacita di quanto lo ferisca questa nuova consapevolezza.

Si passa una mano sulla fronte appoggiandosi al muro privo di forze, quasi a voler cancellare la piega dolorosa che hanno preso i suoi pensieri. Cerca disperatamente di farli tacere e di eliminare dalla sua memoria gli ultimi mesi, perché torni a bruciare in lui lo stesso odio di un tempo.

Per fortuna arriva Hagrid a distrarlo: il quasi-gigante ha sempre qualche nuovo aneddoto da raccontare sulle Creature Magiche che lui trova e cura, così a George basta solo fargli un paio di domande giuste e ascoltare il fiume in piena di parole che lo travolge, per avere una piccola tregua dai pensieri che lo stanno torturando così duramente.

* * *

Dopo un tempo che pare interminabile, il Gargoyle si muove e dalla porta aperta dello studio escono la professoressa McGranitt ed Ellemir, le espressioni dei volti assolutamente impenetrabili.

"Hagrid" chiama la preside "Porta la signorina Lestrange in una delle Camere Chiuse. Che resti sotto strettissima sorveglianza."

Guarda per un attimo i due che si allontanano, poi fà a George il cenno di seguirla e uno dopo l'altra entrano in studio.

"Signori" inizia la McGranitt, rivolgendosi ai ritratti appesi alle pareti dello studio. "Avete sentito tutto. Ora sapete cosa fare. Andate."

I gentiluomini raffigurati sulle pareti spariscono all'istante.

"George." continua poi, rivolta all'uomo che la sta guardando stralunato. "Avvisa a casa: chiama a raccolta tutti i maghi che conosci. Domani notte andremo a caccia di Mangiamorte."

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