32. Chi sei?
'Che fantasma sgradevole' pensa Ellemir mentre guarda la colonna d'acqua causata da Mirtilla Malcontenta che, furiosa per essere stata disturbata nelle sue funeree elucubrazioni sulla morte dal suo arrivo, si è tuffata dentro un bagno con il massimo di foga possibile.
Allontanandosi per non venire schizzata, comincia a guardarsi intorno.
Subito vede la fontana spenta con i rubinetti su cui sono disegnati dei serpenti che, secondo le 'Cronache di Hogwarts del primo millennio', nasconde un tunnel che porta nella Camera dei Segreti, dove Harry Potter aveva sfidato, e vinto, il terribile Basilisco salvando Ginny Weasley da morte certa.
Ellemir sente le palme delle mani sudare. Sa che potrebbe trovarsi vicino al termine della sua missione... e alla sua liberazione. Forse domani potrà soffermarsi a pensare a ciò che è successo con George con tutt'altro spirito... Una grande speranza le danza nel cuore mentre gira intorno alla fontana per cercare il rubinetto giusto.
Per fortuna, durante gli anni di addestramento, suo zio Drusus ha ritenuto utile insegnarle il Serpentese... "mio caro zietto, ancora una volta ti devo ringraziare: se riuscirò ad avere la meglio si di te sarà merito tuo!" esclama con un sorriso non appena nota su una manopola un disegno di serpente un po' diverso dagli altri.
"Apriti!" dice in Serpentese a bassa voce, sollevando la bacchetta magica. Subito la colonna di marmo si abbassa con un stridìo e viene alla luce un tunnel buio.
"Lumos!" la punta della bacchetta si illumina ed Ellemir, senza pensarci due volte, si infila nel pertugio nero come la notte.
Non fa caso a niente, tanta è la fretta. Cade, cammina, corre... vuole arrivare nella Camera dei Segreti il più in fretta possibile e non si cura di ciò che la circonda.
Il tunnel si allarga. 'Ci siamo!' pensa al culmine dell'eccitazione.
Poi si ferma di botto e si siede per terra, la bacchetta luminosa dimenticata fra le mani.
"MALEDIZIONE!" Esclama disperata.
Di fronte a lei ci sono solo macerie. E' stato tutto distrutto, forse durante l'Ultima Battaglia o forse dopo. Non c'è più niente. Impossibile trovare qualsiasi cosa, in mezzo a quel macello.
Guardando i massi che sono quello che rimane della Camera dei Segreti, qualcosa dentro di lei si spezza per sempre. Il seme della speranza, che negli ultimi giorni aveva iniziato a mettere radici nel suo cuore, si brucia e scompare. Tutto è perduto. Suo zio ha vinto. Non c'è via di salvezza in questo mondo per la figlia di Bellatrix. La sua strada è segnata, senza possibilità di scampo né possibile via di fuga. Nessuna lacrima scende dai suoi occhi, svuotati di ogni luce. E' andata oltre anche quello sfogo.
Stancamente solleva la manica sinistra e guarda il Marchio Nero tatuato sul suo braccio: è sempre più evidente e pulsa senza sosta: significa che Drusus e gli altri sono vicini, vicinissimi... e hanno vinto, anche se non lo sanno ancora.
A meno che... fissando il disegno sulla sua pelle un'idea prende forma. E' folle e disperata, ma è l'unica che potrebbe funzionare. Ha un prezzo molto alto, ma il gioco vale la candela. Ellemir ci pensa ancora qualche istante, ma sa già che non potrà fare altro che seguirla e far sì che sia portata a compimento, ora che le è venuta in mente.
Alzandosi lentamente, è come si lasciasse alle spalle la persona che è sempre stata. Gli occhi grigi diventano freddi come l'acciaio, i lineamenti del bel viso si induriscono fino a farla sembrare un'altra persona. Chiude il suo cuore nei recessi più profondi del suo animo: non la può ostacolare in questo cammino.
Mentre pensa alle prossime mosse, sovrappensiero si inizia a tirare giù la manica del vestito, preparandosi a tornare in superficie...
Una mano forte le prende il polso sinistro e lo stringe con forza. Ellemir sbatte gli occhi, tornando in sé. Di fronte a lei si trova George, gli occhi azzurri piantati nei suoi e stravolti dalla sorpresa e dall'ira.
"Tira su quella manica" le ordina. Ellemir lo fissa un lungo momento poi, con un mezzo sorriso gelido come il ghiaccio, fa quello che le è stato ordinato. L'espressione del viso di lui nel vedere il Marchio Nero è inequivocabile: dolorosa sorpresa, speranze distrutte, e poi il riaffiorare dell'antico odio nei suoi confronti.
"Ti sei presa gioco di me e di tutti noi" sussurra con voce che trattiene a stento la rabbia "che tu sia maledetta. Alla fine sei infinitamente peggio di tua madre, lei almeno non ha mai finto di essere ciò che non era." La guarda di nuovo con rinnovato disprezzo. Quasi non la riconosce, sembra un'altra persona da quella che poche ore prima teneva fra le braccia. Il pensiero di quel ballo e del bacio seguente gli fa andare ancora di più il sangue alla testa. "Cosa ci fai qua sotto? Cosa speravi di trovare? Volevi far arrivare qui i tuoi colleghi? Che sorpresa, vero? E' stato tutto distrutto, non potete usare questa Camera per i vostri piani, quali che siano".
Ellemir continua a non parlare. Sembra totalmente insensibile a tutte le parole dure che lui le riversa addosso e non fa caso alla mano che le tiene prigioniero il polso sinistro con presa strettissima, facendole male.
Poi sorride scuotendo la testa "George... George..." un altro sorriso gelido le increspa le labbra serrate "non sai che una mela non cade mai lontana dall'albero? Pensavi che fossi venuta qui per redimere l'eredità del mio sangue? O che sia rimasta per la tua bella faccia? Che ingenuo che sei..." termina, vedendo quanto le sue parole abbiano colpito l'uomo di fronte a lei, che nell'ascoltarle è trasalito come se fosse stato schiaffeggiato.
"A quanto pare sì, mi sono decisamente sbagliato" ammette fra i denti. La fissa: per la prima volta vede sul suo volto alcuni dei tratti inconfondibili di sua madre... schifato distoglie gli occhi "ma almeno ti ho scoperta in tempo. Ora verrai con me. La preside sarà molto interessata quando le racconterò quello che ho scoperto".
E, senza tante cerimonie, la trascina via verso la superficie in malo modo.
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