2. Rinascita
Ellemir Lestrange passeggia lentamente lungo le rive del Lago Nero, lasciando che l'aria fresca e frizzante di inizio primavera le accarezzi il viso e le scompigli i capelli.
Nel silenzio del mattino, ode in lontananza i richiami degli uccellini e i passi frettolosi di qualche animaletto che fugge impaurito dal suo passaggio.
Dal Castello cominciano ad arrivare i rumori della giornata che comincia. Balconi che si aprono, risate e richiami rotolano fino a Ellemir che si scopre a sorridere: qualche parola lasciata cadere sapientemente qua e là dalla Preside McGranitt dopo la distruzione dell'Horcrux e la vittoria contro lo zio e gli altri Mangiamorte, hanno avuto come effetto che ora gli studenti non la guardino più con odio o diffidenza, limitandosi a far finta che non esista. Questo per la ragazza è quanto di meglio possa desiderare, essendo ancora molto debole e fragile: non sarebbe in grado di fronteggiare gli sgarbi e le parole scortesi di cui era stata oggetto all'inizio della sua permanenza al castello.
Guarda il cielo terso sopra di lei contro il quale si stagliano le Torri di Hogwarts poco lontano e si sente in pace. La bellezza del panorama e la natura che rinasce e che la circonda con i suoi colori e i profumi delicati, agisce da balsamo energizzante per il suo corpo martoriato che sta faticosamente tornando alla vita dopo lo scontro dello scorso ottobre.
I medici del San Mungo, venuti a visitarla assiduamente per tutto l'inverno, sono stati categorici: avrebbe avuto bisogno di riposo assoluto e tranquillità per recuperare appieno le forze.
"Mia cara, le magie avverse che hai manovrato per distruggere l'Horcrux hanno attinto a quasi tutta la tua energia vitale." Le spiegarono poco dopo il suo risveglio, impedendole di muoversi dal letto dell'infermeria. "L'antico rimedio donato dalle Creature Magiche ha consentito che da quella piccola particella di vita rimasta potesse attivarsi il meccanismo di rigenerazione che ti ha salvata. Tuttavia ci vorrà ancora molto tempo prima che tu torni a essere quella di prima. Fino a quel momento... cautela. Non appena le giornate saranno più miti uscirai a fare qualche passeggiata, prestando però attenzione a non stancarti. Dovrai avere molta pazienza, il tuo fisico è stato sottoposto a uno sforzo immane e ora devi dargli il tempo di riprendersi."
Così Ellemir, da brava paziente coscienziosa, si è attenuta scrupolosamente alle indicazioni dei dottori e pian piano, giorno dopo giorno, ha ricominciato a recuperare forza e salute.
'Che giornata meravigliosa' pensa osservando lo straordinario spettacolo del Castello incastonato in mezzo alle montagne e trovandolo, come ogni volta che lo guarda, unico e meraviglioso. 'Chi lo ha costruito ha fatto davvero un ottimo lavoro, sia per la scelta del posto che per le soluzioni architettoniche...chissà come hanno fatto a trovare questa valle' si chiede oziosamente mentre, adocchiato un morbido cuscino di muschio vicino a un tronco caduto, vi si siede sopra per godersi ancora per un po' la tranquillità della riva del lago.
Quel luogo le piace particolarmente, nonostante lo specchio d'acqua di fronte a lei sia molto cupo e vagamente inquietante anche in una giornata così radiosa: nessuno mai arriva fin là per cui ci si può rilassare senza rischio di essere disturbati.
Si mette in una posizione comoda e si appoggia al tronco dietro di lei, chiudendo gli occhi.
Mentre rilassa i muscoli affaticati dalla lunga passeggiata, i suoi pensieri corrono, come sempre, a colui che ha reso possibile il miracolo di farla tornare alla vita guardando al futuro con fiducia e ottimismo e che le ha riempito il cuore... George Weasley, che non l'ha abbandonata un attimo dal momento del suo risveglio quasi tranne che per andare a fare lezione ai suoi studenti, che non si è mai mosso dal suo capezzale neppure nei lunghi periodi di incoscienza in cui lei cadeva nei primi tempi, che l'ha sostenuta con le sue braccia forti e con dolci incoraggiamenti mentre muoveva i primi passi incerti dopo mesi trascorsi a letto, che non ha mai dato mostra di accorgersi di quanto l'accaduto l'avesse segnata fisicamente...
A questo pensiero, come sempre, a Ellemir si stringe il cuore: dentro di sé prova sempre un fastidioso senso di inadeguatezza nei confronti di George, come se non si meritasse le sue attenzioni o il suo affetto. E come al solito, a questo pensiero si tocca i capelli: ora fortunatamente sono ricresciuti e le contornano il viso con morbide onde castane, ma fino a poco tempo prima non era così, anzi. Anche adesso, ripensandoci, si sente sprofondare dalla vergogna al pensiero che George l'abbia vista in quelle condizioni, anche se lui non ha mai dato mostra di averci fatto caso...
Il giorno dopo il suo risveglio, Madama Chips arriva da lei con un'espressione strana in viso. George è a lezione, per cui Ellemir è sola e sta riposando. La ragazza apre subito gli occhi, nel sentir pronunciare il suo nome a bassa voce dall'altra.
"Buongiorno Madama Chips" le dice sorridendo.
"Buongiorno a te mia cara, come ti senti oggi?"
"Sempre molto stanca, ma a parte questo non c'è male..."
"Senti... c'è una cosa che dovremmo fare, tu e io" Dice l'anziana strega un po' titubante.
"Mi dica, non ho impegni per la mattinata" scherza Ellemir
"Sei di buon umore, vedo... bene." Madama Chips fa un profondo respiro e poi continua:
"Come sai il tuo corpo è stato attraversato da magie di notevolissima potenza. Fortunatamente non hanno lasciato segni evidenti, tranne uno" a queste parole Ellemir si alza a sedere di scatto, preoccupata "a cui possiamo rimediare facilmente." Si affretta ad aggiungere l'altra. "Purtroppo i tuoi capelli si sono bruciati , ma la base è fortunatamente perfettamente sana. Se li tagliamo oggi, nel giro di qualche mese saranno ricresciuti più belli di prima."
La ragazza si porta una mano sulla testa e scioglie la coda con cui le erano stati raccolti i capelli. Ne prende una ciocca in mano e la guarda... lente lacrime iniziano a scenderle dagli occhi nel vedere quella specie di paglia annerita. Ha sempre avuto degli splendidi capelli castani lunghi fino a metà schiena e mossi da morbidi riccioli... e ora cos'è quella roba che ha sulla testa? Guarda inorridita Madama Chips senza riuscire a dire una parola. L'infermiera le accarezza dolcemente la mano per rassicurarla "Stai tranquilla, una volta tagliata la parte bruciata, ricresceranno belli come prima."
"Ma... ma..." la voce fa fatica a uscirle "E cosa penserà Ge..." si blocca, ma il suo pensiero è scritto a caratteri cubitali sul suo viso espressivo: cosa penserà George nel vederla in quello stato?
Madama Chips sorride "Ellemir... penso che non se ne accorgerà neppure, è troppo felice che tu sia tornata fra noi per badare a una sciocchezza del genere..."
Madama Chips ha ragione.
Più tardi George arriva in infermeria e quando vede Ellemir stesa a letto girata di schiena per non farsi vedere da lui, non dice una parola. Si siede sul letto accanto a lei e con dolcezza la prende in braccio accarezzandole la corta zazzera che ormai ha sulla testa. Sente lacrime di vergogna scendere senza sosta e bagnargli la mano che ha avvicinato al suo viso per farla girare.
Si guardano negli occhi per un istante, poi lei distoglie lo sguardo sussurrando fra i singhiozzi "Ti prego non mi guardare, vai via... sono orribile... ti meriti di meglio di questo..."
"Io non vedo niente di orribile, anzi" le risponde con tenerezza mentre cerca di incontrare di nuovo il suo sguardo "Vedo una ragazza coraggiosa che è riuscita in un'impresa quasi impossibile, salvando tutti noi... Guardami Ellemir, per favore..."
Lentamente lei volge il suo sguardo e incontra gli occhi verdi di George. Ciò che vi legge dentro le scalda il cuore e le fa cessare i singhiozzi: lui la sta guardando come la cosa più bella mai incontrata in tutta la sua vita.
"Ellemir, sono io che non so cos'ho fatto per meritarmi di incontrare te. Non vorrei essere in alcun altro posto che qui e non vorrei avere fra le braccia nessun'altra. Credimi, ti prego" le sussurra dandole un lieve bacio sulla bocca "L'unica cosa cui devi pensare è riprenderti. Tutto il resto sono dettagli senza importanza..." la sua voce si spegne in un sussurro, poi restano in silenzio e George continua ad accarezzarle lentamente la schiena finché la sente rilassarsi e appoggiarsi completamente a lui...
Ellemir riapre gli occhi e sente nel cuore il riflesso di quella sensazione di calore e completezza che aveva quel giorno fra le braccia di George. Eppure adesso, nonostante che con le parole e, soprattutto, con i fatti lui abbia sempre confermato ciò che le aveva detto quel giorno, lei ha ricominciato a sentirsi non all'altezza... soprattutto oggi, perché sta aspettando il suo ritorno dopo essere stato a casa due giorni per parlare di lei ai suoi famigliari e chiedere loro di conoscerla.
Cosa diranno, sapendo chi è e di chi è figlia? George, partendo, le ha detto di non preoccuparsi, ma Ellemir non riesce a pensare alla cosa senza apprensione... conoscere la famiglia Weasley è un suo profondo desiderio ma non vuole assolutamente essere causa di screzi o dissapori fra George e i suoi.
Infastidita dalla piega che hanno preso i suoi pensieri, si rende conto che il piacere di restare fuori è passato. Ora desidera solo che il tempo passi in fretta e che la sera arrivi presto e le riporti George con qualche notizia.
Si alza con un po' di fatica e a passi lenti si dirige verso il Castello: vuole andare dalla Preside McGranitt affinché le dia qualcosa da fare che le riempia il tempo, e la testa, per tutta la giornata.
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