12. Una lunga nottata - Ellemir
La preside McGranitt e il Ministro Shaklebolt emergono dal folto degli alberi e si dirigono verso Ellemir che, ad andatura lenta, sta attraversando il prato antistante il castello per rientrare. È evidente che sta pensando intensamente a qualcosa, perché non si accorge dei due che le si avvicinano fino a quando quasi non sbatte loro contro.
"Oh. Preside. Mi scusi, non l'avevo vista!"
"Non preoccuparti, Ellemir. Come ti senti oggi? Ti stanca ancora tanto passeggiare all'aperto?"
"Sto abbastanza bene, grazie. Ogni giorno che passa faccio sempre meno fatica. Le forze mi stanno tornando in fretta, per fortuna" conclude sorridendo la ragazza.
"Molto bene" annuisce soddisfatta la preside, anche se ha notato l'ombra di tristezza che vela gli occhi espressivi di Ellemir. 'Le chiederò in separata sede cosa la turba...' pensa fra sé e sé. Intanto fa avvicinare Kingsley Shaklebolt per fare le presentazioni.
"Ellemir, vorrei presentarti il nostro Ministro della Magia. Ci teneva molto a fare la tua conoscenza."
L'uomo si avvicina e le stringe calorosamente la mano.
"È un vero onore pee me incontrarla, signorina" le dice Shaklebolt "Ciò che ha fatto per tutti noi, salvandoci da un possibile ritorno di Voldemort, è stato davvero straordinario. Niente potrà mai cancellare questo debito nei suoi confronti."
Alle parole del Ministro Ellemir arrossisce e fa un gesto per minimizzare. "La ringrazio, Ministro, ma credo che chiunque, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso... Credo che la sola idea di un possibile ritorno dell'Oscuro Signore sarebbe stata una molla sufficiente per superare qualsiasi remora o paura..."
"Non direi. Non conosco tante persone che avrebbero fatto una cosa del genere sapendo di rischiare la vita... Comunque" aggiunge sorridendo "non continuerò sull'argomento perché evidentemente ti imbarazza. Sappi però di avere un credito inestinguibile verso tutto il mondo magico. Minerva" aggiunge rivolgendosi alla Preside "che ne dici se andiamo a chiacchierare nel tuo studio? Ormai il sole è calato e non si vede più niente."
Al cenno di assenso della McGranitt i tre entrano nel grande atrio di Hogwarts e si dirigono verso il corridoio dove si trova il Gargoyle che indica la posizione dello studio dei presidi della Scuola di Magia.
Qua e là incrociano gruppi di studenti che, terminate le lezioni, si dirigono verso le loro Case prima di andare a cena.
Anche Ellemir vorrebbe andare nella sua camera perché la passeggiata e l'incontro con George l'hanno parecchio spossata, ma ha compreso che la "chiacchierata" di cui parla il Ministro evidentemente la riguarda perciò si limita a seguire i due mentre pensa, non senza una certa inquietudine, a cosa sentirà fra poco.
Entrati nello studio, la Preside si dirige verso la sua finestra preferita dopo aver scambiato uno sguardo con il ritratto di Albus Silente: non ha idea di cosa aspettarsi dal prossimo quarto d'ora.
"Accomodatevi" dice agli altri due indicando due comode poltrone in centro alla stanza.
Ellemir e il Ministro si siedono, poi per qualche minuto il silenzio regna sovrano. Si sentono solo, in sottofondo, i sussurri che i presidi ritratti nei quadri appesi alle pareti scambiano fra di loro mentre si apprestano a seguire la scena con la massima attenzione.
"Allora, Ellemir. Mu permetto di darti del tu perché potresti essere mia nipote" esordisce Shaklebolt "Non conosco un modo per darti questa notizia in modo 'indolore', per cui te lo dico senza tanti giri di parole: tuo zio è fuggito da Azkaban."
"Coosa?!" Ellemir salta in piedi come se fosse appena stata punta da un'ape "La prego, mi dica che è uno scherzo." Guarda il Ministro torcendosi le mani e iniziando a tremare violentemente. La McGranitt le si affianca e le passa un braccio intorno alle spalle per cercare di darle un po' di sostegno.
"Purtroppo non lo è" ammette Shaklebolt a malincuore " pare che sia stato aiutato da qualcuno all'interno del Ministero... Sono in corso delle indagini, ma la sostanza delle cose non cambia: è fuggito ed è probabile che una della sue prime mete sarà..."
"Hogwarts" conclude per lui Ellemir. "Verrà sicuramente qui, non appena saprà di potermi trovare." Mentre pronuncia queste parole si scioglie dall'abbraccio della McGranitt e inizia a passeggiare nervosamente per lo studio.
"Non devi preoccuparti né avere timore." Il Ministro cerca di avere un tono di voce particolarmente tranquillo per cercare di calmare la ragazza, visibilmente alterata. "Saranno prese tutte le misure di sicurezza necessarie affinché tu non corra pericoli e..."
"Mi scusi Ministro... Io non sono spaventata, sono maledettamente furiosa!" Gli occhi di Ellemir mandano lampi. Sotto lo sguardo preoccupato dei suoi interlocutori e dei vecchi presidi nei ritratti, si dirige alla finestra e si appoggia con le mani al vetro, cercando di calmarsi. "Mi libererò mai di quel vecchio?" dice quasi fra sé e sé "Neanche la più sicura delle prigioni è riuscito a fermarlo... Accidenti!" Respira profondamente per calmarsi, poi si gira.
"Una cosa è sicura. Drusus Lestrange NON DEVE entrare a Hogwarts, sarebbe troppo pericoloso per tutti. È un mago molto potente e con una conoscenza molto approfondita della Magia Oscura, come penso immaginerete visto cosa stava per portare a termine l'autunno scorso. In più non è uomo da scomporsi davanti a un ostacolo: se una cosa, o una persona, si frappone fra lui e il suo obiettivo lui semplicemente la elimina. È un invasato e quando si mette in testa una cosa la persegue a qualsiasi costo... Non posso neanche immaginare a cosa potrebbe succedere se riuscisse a penetrare qui."
"Ellemir, ti garantisco che abbiamo i mezzi per tenerlo a bada e..."
"Come ad Azkaban?" La ragazza solleva un sopracciglio piuttosto perplessa. "Mi scusi, Ministro. Non avrei dovuto. Non potevate immaginare di avere spie al Ministero. Sono stata scortese, mi perdoni."
"Non c'è niente da perdonare, hai ragione. Però conosco personalmente le persone che farei venire per proteggerti, sono di assoluto valore e con loro saresti al sicuro."
"Non temo per me... Io sono più potente di mio zio, anche se ora non si direbbe. Temo per tutti gli altri, sono votati a morte certa, Ministro. Non posso permetterlo."
Un brivido le corre giù per la schiena al pensiero di George. Di sicuro lui sarebbe in prima linea per proteggerla e le viene male al pensiero di cosa potrebbe capitargli soprattutto se suo zio scoprisse il legame che li unisce. Scuote la testa. No, non può permetterlo.
"Non ci sono alternative mia cara."le dice la preside "Sei ancora convalescente e non nel pieno delle forze. Hai bisogno di stare qui sotto protezione. Hogwarts non è così facile da 'espugnare', se mi passi il termine."
Ellemir tace, guardandola. È evidente che non le è chiaro di che genere di persona sia suo zio.
"Ci penserò su, preside. Ora, se mi volete scusare, sono molto stanca e vorrei andare a riposare un po'."
"Certo, vai pure. Una buona notte di sonno porterà consiglio e domani vedremo le cose più chiaramente."
La McGranitt accompagna alla porta Ellemir che, salutato il Ministro, esce dallo studio.
La preside resta per un attimo appoggiata alla maniglia, poi si volta e scambia un lungo sguardo con il Ministro.
"Tienila d'occhio, Minerva. Quella ragazza medita di fare qualcosa di sconsiderato, con l'idea di salvare il castello."
"Penso anch'io." Conferma la McGranitt preoccupata. Ne avrebbe parlato con George il più presto possibile.
* * *
Nella sua camera, che una volta era l'aula di Divinazione della professoressa Cooman, Ellemir non ha pace.
La notizia della fuga di suo zio l'ha profondamente turbata. Sa cos'è in grado di fare quel vecchio maledetto e sa che, se resterà a Hogwarts, l'incolumità di tutti i suoi abitanti sarà in pericolo. Sarebbe capace di trovare il sistema di far crollare il castello, se fosse sicuro che lei perirebbe sotto le macerie.
"No no no! Non posso permettere che ciò accada. Devo andare via. Devo andare io da lui, non c'è altra soluzione. Se resto sono morti, George per primo."
Al pensiero di lui le si stringe il cuore. Sa di dover lasciare il castello senza dirgli nulla, sennò non glielo permetterebbe. Le viene male all'idea di allontanarsi senza una parola. Può solo sperare che capisca il motivo e non perda la fiducia in lei, pensando magari che in realtà non aspettava altro per ricongiungersi allo zio e progettare altri piani scellerati insieme.
"La sua famiglia penserà questo sicuramente... Lui darà loro ascolto?"
Purtroppo non può farsi fermare da questi dubbi, anche se la sola idea che la sua fuga venga male interpretata le devasta l'anima.
Guarda fuori dalla finestra. Il buio della sera ha coperto ogni cosa. È una notte senza luna 'ottima per allontanarsi indisturbati' pensa.
Poi si volta e inizia a preparare ciò di cui avrà bisogno per il viaggio e per affrontare lo zio.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro