Capitolo 7
Arede era ancora un po' triste, non riusciva ad essere contento o tranquillo dopo quel giorno.
Aveva deciso di provare davvero con il metodo di Daichi, e infatti, con Spectra flirtava e provava pure a rubarle qualche bacio, e intanto Daichi guardava infastidito, ma non smetteva di provarci con Arede, e ultimamente è persino riuscito a rubargli più baci del solito.
Intanto Spectra aveva notato che era Daichi a dare consigli ad Arede, e ha deciso di sfruttare quella situazione per fargli mettere insieme, insomma le scene erano così.
Arede era triste e Daichi lo "consolava", Arede flirtava con Spectra, ma lei lo rifiutava, e quest'ultima cercava di far mettere insieme i due bambini.
Intanto rientra in gioco un altro personaggio...
Kris guardava il trio, aveva evitato di dire a Mauro delle relazioni sentimentali di Arede per Spectra, ma durante la sua ultima visita, scoprì che suo zio sapeva già tutto.
E lui non riusciva più a sopportare di continuare a spiare Arede, così si è finalmente deciso che gli avrebbe detto tutto.
Kris chiese a suo zio se potesse portare Arede nel loro prossimo incontro, per avere più compagnia, e Mauro anche se dubbioso, accettò.
Infatti, dopo l'asilo, Mauro e Arede invece di tornare a casa, andarono a casa di Kris, Luke e Holly.
Kris appena vide Arede lo trascinò subito in camera, lasciando gli adulti da soli.
Entrati in camera, Kris chiuse la porta a chiave e sospirò, lasciando Arede confuso.
Il maggiore lo guardò con serietà e anche un po' preoccupato.
Kris: "Devo dirti delle cose molto importanti Arede, non ce la faccio più a tenermi tutto dentro, e ti prego, non lasciare che tuo padre scopra che ti ho detto."
Arede annuì ancora confuso, e suo cugino cominciò a raccontare, dalla nascita di Arede, fino a quel giorno, parlando pure del piano di Mauro per lo sterminio degli umani e qualunque altra razza.
Il minore ascoltava e lo guardava sconvolto, dopo ciò che aveva sentito, era ancora più preoccupato per sua madre, e aveva una voglia matta di chiedere spiegazioni.
Kris notando che il suo cuginetto stava entrando in panico, provò a calmarlo, nonostante fosse agitato anche lui.
Kris: "Lo zio non deve sapere, capito?! Metteresti in pericolo tutti se lo scoprisse!"
Arede non fiatava, pensando ancora ad Alys, e non dava minimamente conto alle parole del cugino.
Arede: "D-Devo tornare a c-casa..!"
Tutto agitato provò ad aprire la porta, ma suo cugino lo bloccò subito tappandogli la bocca.
Kris: "Stai calmo! Se continui così peggiorerai solo le cose!"
E così, il piccolo prese respiri profondi, provando a calmarsi, e quando si calmò del tutto, il maggiore lo lasciò andare, e insieme tornarono dai grandi, che avevano appena finito di parlare.
Arede e Mauro salutarono e tornarono a casa, il piccolo corse subito da sua madre e le saltò in braccio, facendosi prendere di nuovo dal panico.
Arede: "P-Perchè non m-me l'hai detto..?!"
Alys lo guardò confusa, con un brutto presentimento.
"Di che parli, tesoro..?"
Arede era quasi sull'orlo delle lacrime per l'agitizione e la paura.
Arede: "D-Di papà! L-Lui ti ha a-abusata, torturata.. perchè n-non mi hai detto n-niente?!"
La madre sgranò gli occhi, sbiancando e facendo segno di stare zitto, per evitare che Mauro li sentisse.
Ma ormai, lui aveva sentito Arede disperarsi, e per non interromperli e ascoltare la conversazione, guardò ciò che succedeva dal PC in camera sua, che trasmetteva ciò che vedeva una telecamera nascosta.
"A-Ary, t-ti prego, fai silenzio..! N-Non deve sentirci, s-sennò sarai in pericolo..!"
Alys era terrorizzata, parlava a bassa voce e balbettava dalla paura, mentre Arede la guardava con gli occhi lucidi.
Alys cominciò a raccontare come fosse stata rapita da Mauro, e subito dopo il racconto, fece promettere al piccolo di stare in silenzio e far finta di non sapere nulla.
"A-Adesso stai calmo, v-va bene..? N-Non aver paura, s-staremo bene, te l-lo prometto.. o-ora vai a riposare.."
La madre fece un sorriso forzato, facendo scorrere qualche lacrima sul suo viso, mentre suo figlio la abbracciava forte, completamente spaventato.
Mauro intanto, che ha osservato tutto, guardava irato lo schermo del PC.
"Da domani, avrò una nuova vittima con cui giocare."
Spense il PC, e si mise a scrivere sul suo quadernino in cuoio verde, vicino a tutti gli appunti di Arede, scrisse una voce.
"Nota: Sbarazzarsi della zaborra e trovare una nuova vittima."
Chiuse il quadernino, conservandolo in un cassetto, e uscì di casa, andando sulla Terra, a cercare una nuova vittima, che trovò senza sforzo.
Arede, che era nato con un rapporto con un'umana, era di grandi potenzialità, quindi pensò guardando la sua nuova vittima.
"Come sarebbe il figlio tra un demone e una strega?"
Secondo lui, avrebbe avuto molte possibilità di avere non uno, ma addirittura due figli da allenare, e se fosse stato per sterminare l'umanità, lui lo avrebbe fatto.
Mauro seguì la strega fino alla casa di quest'ultima, e dopo averla spiata e raccolto informazioni per un'intera giornata, decise di tornare finalmente a casa sua.
Quandò tornò, sentì solo silenzio in casa, nessun rumore.
Andò verso lo scantinato, e vide Alys che dormiva abbracciando Arede in modo protettivo.
Il piccoletto invece era sveglio, aveva gli occhi chiusi, ma non aveva sonno, voleva proteggere sua madre ad ogni costo, pure non dormire o rischiare lui stesso.
Mauro si avvicinò a loro con sguardo serio, mentre Arede percependolo, cominciò a tremare come un matto.
"Lo so che sei sveglio, Arede. Alzati."
Purtroppo Arede fu costretto ad alzarsi, ancora spaventato, e a sguardo basso.
"Domani niente asilo, resterai con Kris e gli zii a casa loro."
Arede: "E m-mamma..?"
Mauro lo guardò con un piccolo sorrisetto.
"Resterà qui con me. Dobbiamo finire un gioco."
Arede pensò subito male e gli urlò contro, scagliandogli una sferetta di fuoco senza neanche accorgersene o farlo apposta.
Arede: "NON PROVARCI NEANCHE!"
L'uomo deviò facilmente la sferetta con un gesto della mano, e guardò il figlio compiaciuto.
"Carina la fiammella, ma potresti fate di meglio. Appena finirò di giocare a nascondino con tua madre, ti allenerò. Ma prova anche solo un'altra volta a ribellarto e attacarmi, e ti getto nei fiumi di lava."
Arede restò in silenzio, stringendo i pugni, non dando cenno di risposta.
Di risposta suo padre se ne andò, lasciandolo lì, a passare gli ultimi momenti con Alys.
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