Capitolo 4
Finalmente i due tornarono a casa, Mauro andò in cucina per farsi qualcosa da mangiare, mentre il piccolo Arede corse nello scantinato dalla sua mamma a raccontarle tutta la sua giornata.
Mentre parlava faceva facce confuse, sorprese e imbronciate, insomma, stava esprimendo tutte le sue emozioni nel racconto, scrivendo pure tutto sul suo amato diario.
Alys intanto lo ascoltava divertita e addolcita, cercando di calmarlo quando sembrava che stesse per avere una crisi isterica.
E i giorni continuavano così.
Settimane, mesi...
Arede che andava a tornava dall'asilo, e gli piaceva molto andarci, anche se la preoccupazione per sua madre non spariva.
Aveva ottimi voti nelle materie, era uno dei bimbi prodigio, era invidiato da un bel po' di bambini per questo.
Ma credete che lui fosse uno dei novellini che si faceva pestare dai più grandi o si facesse sottomettere?
Ma anche no.
Lui sapeva difendersi benissimo, ed in più aveva Daichi come amico-nemico.
Insomma, durante il suo primo anno di asilo avevano legato molto, forse un po' troppo.
Facevano praticamente tutto insieme, compiti, giochi, pranzo, scherzi, litigi, e persino scappavano dalle bambine "innamorate".
Daichi però si divertiva pure a farlo arrabbiare, e certe volte imbarazzare.
Si divertiva così tanto che certe volte esagerava, non solo usava i soprannomi che gli dava in pubblico, ma provava persino con il contatto fisico, abbastanza intimo diciamo.
E questo faceva imbarazzare e arrabbiare Arede al massimo, cercava di allontanarsi da lui tutte le volte che faceva così, senza successo, infatti in quell'anno di asilo, Arede ha scoperto cos'è la perversione grazie a lui.
Ed ha scoperto pure cosa vuol dire baci sul collo, marchi... vabbè, ci siamo capiti.
Ma nonostante questo, erano comunque amici inseparabili, anche se si intuisce che Daichi aveva una leggera cotta per lui, anche se più che cotta, sembrava attrazione.
E intanto Kris gli osservava in silenzio, memorizzando tutto quello che influenzava la vita di Arede, anche se a malavoglia.
Lui doveva vedere come progrediva Arede all'asilo, le sue relazioni con gli altri, e cosa imparava, e poi doveva riferire tutto a suo zio, senza che nessuno lo sapesse, oltre a lui, suo zio e suo padre.
Si, Luke, il padre di Kris e fratello di Mauro, sapeva perfettamente cosa voleva fare con quelle informazioni.
Gli era stato spiegato il piano nei minimi dettagli dal fratello in persona.
Luke avrebbe voluto rifiutare di partecipare al piano del fratello, ma Mauro era testardo, e dopo ciò che era successo quando erano piccoli, ha iniziato ad odiare la razza umana, ed essendo il fratello maggiore, ha dovuto salvare Luke proprio da alcuni di loro.
Ma torniamo al presente...
In cucina Mauro aveva appena finito di mangiare, non aveva proprio intenzione di rimanere in casa, anzi, stava ripensando al passato.
Arede gli ricordava molto lui da piccolo in fatto di aspetto, nonostante di carattere fossero diversi, ma in alcune cose erano un pochino simili.
E questo lo faceva pensare al passato, quando lui stesso era un bambino, ricordava tutto.
Pure quel dannatissimo giorno...
Strinse i pugni al ricordo e uscì di casa, dirigendosi verso quella del fratello, immergendosi nei suoi pensieri.
"Se non ci fossi stato io quel giorno, insieme a lui... avrebbe rischiato di morire. È stato fortunato che non lo ho lasciato andare, che sono andato a cercarlo nonostante fosse sparito da ore. Se non fosse stato per me, sarebbe morto, senza anima... per colpa di uno stupidissimo umano."
Si accarezzò leggermente lo scaldacollo che aveva indosso e sospirò cercando di scacciare quei ricordi.
"Adesso mi stai ripagando il favore fratello, ma cerca di evitare di rammollirti di nuovo. Gli umani sono dei mostri, ci giudicano, ci criticano, ci insultano... loro credono NOI i mostri. Bene... allora io farò in modo che loro abbiano ragione. Gli mostrerò IO cos'è un MOSTRO."
Fece un ghigno inquietante a quel pensiero, ma dopo poco si riprese e appena arrivato, bussò alla porta di casa, dove aprì Luke, con la sua solita aria tranquilla, ma meno inquietante di Kris.
Luke: "Ciao Mauro, come mai qui? Credevo dovessi lavorare ai tuoi piani adesso."
Entrambi ridacchiarono leggermente, e Luke lo fece entrare in casa.
"Nah... ho già tutto il piano memorizzato in testa, ci ho lavorato per mesi... comunque, dov'è Kris? Ha appreso altro?"
Il fratello minore annuì facendo un piccolo sorriso forzato.
Lui sapeva che suo fratello maggiore voleva solo vendicarsi di quando avevano quasi ucciso Luke, e li avevano pure insultati.
Ma addirittura usare suo figlio per sterminare un intero pianeta...
Gli pareva un po' esagerato.
Ma lui gli doveva un favore... e doveva ricambiarlo.
Luke: "Si, Kris dovrebbe essere in camera adesso. Era molto stanco-"
"Stanco? Luke, dovresti farlo allenare di più. I demoni più forti non si stancano mai."
Luke: "Tranquillo.. So come trattarlo, ok? È ancora un bambino, sa usare bene i poteri, e per ora va bene così-"
Mauro si incupì a quella frase, e lo guardò seriamente.
"È la stessa cosa che dicevi da piccolo. La solita scusa per non allenarti, pigrone. Avresti potuto avere un bel potenziale, e invece ti sei quasi fatto ammazzare."
Nello sguardo di Mauro si notava rabbia e odio per quel ricordo, ma Luke sapeva che faceva così perchè era preoccupato, e sotto quella corazza di serietà e sadicità, lui gli voleva bene, e lo sapeva perchè da piccoli glielo dimostrava più facilmente, ora no... ma lui è suo fratello minore, e sa cosa passa per la testa al maggiore.
Nonostante le differenti età, sembravano gemelli da come si capissero al volo, nonostante fossero molto diversi in carattere.
Luke: "Lascia perdere questa storia, dai... ormai è tutto passato... senti, vai da Kris ed io arrivo con qualcosa da bere, ok?"
Luke sospirò, e il maggiore annuì semplicemente, andando nella camera del piccolo Kris.
Appena entrò in stanza lo vide che stava giocherellando con una tavoletta grafica, facendo degli schizzi.
"Hey Kris."
Kris posò con calma la tavoletta e il pennino accanto a sè, e guardò Mauro sempre con il solito sguardo senza emozioni.
Kris: "Le solite domande, vero zio?"
In risposta Mauro annuì sedendosi accanto a lui, e prendendo un piccolo quadernino con la copertina verde scuro in cuoio.
Lo aprì, e prendendo una penna dalla tasca iniziò a scrivere degli appunti, ovvero tutto ciò che gli diceva Kris riguardo ai progressi di Arede.
"È il bimbo prodigio dell'asilo, mh?"
Fece un piccolo sorrisetto pensando.
"Si sta rivelando molto più abile di quel che credevo. Si sta pure relazionando con tutti, come previsto. Ma quel Daichi non va bene... lo sta condizionando, Arede deve rimanere innocente, facile da manipolare, e invece quel mocciosetto gli sta aprendo gli occhi. Pft... poi.. ha una cotta per lui, eh? Spiacente, ma mio figlio non è interessato ad alcun tipo di relazioni con un ragazzo. Servono i discendenti sanguigni, non adottati. Vabbè... troverò il modo di sbarazzarmene... eccome se lo troverò. Eheh..."
Continuò a scrivere gli appunti, pensando queste parole, con un ghigno malefico stampato in faccia.
Kris invece lo osservava scrivere.
Suo padre gli aveva parlato che lo zio era molto sadico riguardo agli umani, e che ha una voglia matta di vendicarsi, ma gli dispiaceva dover essere proprio lui il contatto fra Mauro e Arede.
Vorrebbe essere un cugino normale, e invece si sente una spia, un imbroglione.
Kris: "Perdonami cuginetto... ma non posso fare nulla per adesso se non osservarti in ogni tua mossa."
Dopo qualche minuto, arrivò Luke in stanza con un succo di frutta e due caffè.
Mauro chiuse il quadernino, finendo di scrivere gli appunti e prese una delle tazze di caffè, ringraziando il fratello.
Kris invece prese il succo e si mise a berlo in silenzio, perso fra i pensieri e i sensi di colpa.
Kris: "Troverò un modo per aiutarti, lo prometto.."
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