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*dal punto di vista di Federica*

Riccardo non rispondeva hai miei messaggi,  mia figlia era strana...  Era come se non fosse lei,  come se qualcosa in lei fosse cambiato, avevo paura che le fosse successo qualcosa ma se non si apriva con me come potevo aiutarla?  Sospirai pesantemente, avevo aspettato così tanto il suo ritorno ed ora che era accaduto non riuscivo ad essere felice. Perché?  Cosa non va in me,  dovrei essere felice del semplice fatto che ora era qui,  con me ma ripeto non era così.

Oh Riccardo,  avrei proprio bisogno di un tuo abbraccio o di uno dei tuoi meravigliosi sguardi.  Ciò che temevo di più e che si fosse offeso per averlo accusato di aver fatto del male alla mia Victoria...  Come o potuto minimamente pensarlo?  Dopo tutto il quello che ha fatto per me, si va bene quel sogno fu stato parecchio lucido però ciò non giustificava ciò che avevo fatto,  al suo posto anch'io sarei arrabbiata con me stessa...

Se lui non voleva rispondere alle mie chiamate ciò voleva dire che sarei andata da lui. Per prima cosa andai ad avvertire Victoria nella sua camera, bussai un paio di volte prima di entrare e non ottenendo risposta entrai lo stesso, costatando con mio grande stupore che mia figlia non era in camera sua come pensavo. Dove cavolo stava? sospirai nuovamente,  costatando con mio grande piacere che almeno una cosa di lei non era cambiata,  ovvero la capacità di dileguarsi senza il più minimo rumore...  Quante paure mi avrà fatto prendere in passato?  Molte,  ed ora invece ero contenta... Forse sembrerò strana,  ma alcune volte avevo come l'impressione che colei che avevo di fronte non era mia figlia.

Mi scossi da quei pensieri,  anche se alcuni suoi atteggiamenti non li riconoscevo,  con certezza c'era una spiegazione ed ero decisa a scoprire cosa gli era accaduto e dov'era andata via per due lunghi mesi.  Ma prima dovevo andare da Riccardo ed implorare il suo perdono, per me ormai era più di un amico, io lo amavo. 

Alcune volte sembrava provare i miei stessi sentimenti,  mentre altre volte si comportava come se fosse appena caduto dal pero... Raggiungeva livelli di ottusità fuori dalla logica umana..
Appena arrivai davanti casa sua, bussai un paio di volte ma come per Victoria non ottenni risposta,  e siccome non dovevo lavorare oggi mi addetti sui gradini di casa sua ad aspettare pazientemente il suo ritorno.

*********

*Dal punto di vista di Pestilenza*

«Cosa facciamo ora?» chiesi a Tim mentre tornavamo a casa mia.

«Parleremo con Enogard ovviamente, non abbiamo tempo da perdere.» mi rispose Tim con nonchalance.

Capisco che siamo in una situazione critica e che Victoria sia i pericolo, ma dovevo pensare anche al bene di Federica lo avevo promesso appunto a sua figlia ed anche se dovrò mantenere le distanze da lei momentaneamente ciò non toglieva che dovevo mantenere la parola data. In questo momento Tim e nel corpo di Victoria di conseguenza doveva recitare il ruolo  della figlia premurosa o Federica avrebbe iniziato a farsi due domande.

«No,  prima di tutto devi tornare a casa da Federica, a quest'ora si sarà accorta sicuramente della tua assenza e se ci vede insieme... Bhe... » non feci nemmeno in tempo a finire la frase che mi ritrovai Federica davanti al portone che ci fissava confusa.

Si stava chiedendo del perché fossi assieme a sua figlia,  del perché  lei la evitavo ma Victoria no,  dalle sue parole mi sembrava... Gelosa o mi sbaglio?  Mi scossi da quei pensieri e soprattutto mi auto-riproverai per aver violato la sua privacy...

«Madre che ci fa qui! » rispose freddamente Tim.

Dio come avrei voluto tirargli uno scappellotto dietro la nuca con tanto di rincorsa,  ma non potevo perché se Federica mi vedeva picchiare sua figlia con per certo non mi avrebbe più rivolto la parola, e Tim,  pure lui perché gli sta dando del lei.

Feci un grosso respiro, evitando di lanciare occhiatacce omicide a Tim e risposi a Federica:

«Visto che con te non voleva parlare,  l'ho portata da uno psicologico... Sai per sfogarsi ecc.. » ero così nervoso che non so se ci sarebbe cascata,  la mia voce tramava sotto il suo sguardo indagatorio ed il respiro si faceva sempre più faticoso.  Dopo qualche minuto di silenzio a fissarmi,  Federica sbuffò rumorosamente per poi esclamare con tono sollevato:

«Dovrei essere arrabbiata per aver potato mia figlia da uno psicologico senza dirmi niente, però in fondo e quello che ti ho chiesto di fare... Cioè di aiutarmi con lei,  ed io che pensavo che fossi ancora arrabbiato con me. » disse l'ultima frase con tono roco.

Rimasi spiazzato dalla sua affermazione, io volevo evitare che soffrisse perciò mi stavo allontanando,  ma così facendo il risultato rimaneva invariato. Non volevo vederla così,  perciò l'abbracciai forte a me, Federica si irrigidì come un  pezzo di marmo ma dopo qualche istante si lasciò andare,  contraccambiando al mio gesto,  scoppiando in una serie di singhiozzi.

«Scusatemi se vi infastidisco con la mia presenza,  ma io sarei ancora qui sapete?» si intromise Tim con tono infastidito.

Gli dava fastidio vedere la felicità degli altri, specialmente la mia dopo che gli avevo tolto Victoria, e non lo accusavo per questo,  anzi aveva ragione mentre io giocavo a fare...  Qualsiasi cosa stavamo facendo un secondo fa Victoria era non so dove in balia di quelle anime immonde,  non avevamo tempo da perdere così dissi a Tim:

«Victoria torna a casa con tua madre,  ci penso io a chiamare lo psicologo per il prossimo appuntamento.» ovviamente mi riferivo ad Enogard ed Tim nonostante avesse capito benissimo provò a contraddirmi ma lo ammonì dicendogli:

«Niente ma, va e basta ed ascolta tua madre.»

Federica guardò tutta la scena con occhi spalancati,  lei era stupefacente che sua figlia mi avesse ubbidito senza replicare, ma la realtà dei fatti e che mi fece mille minacce di morte prima di andare con sua madre,  che lei non udi perché le pensò sapendo benissimo che io potevo sentirlo. Ma va bhe, mi avrebbe ucciso più tardi,  ora dovevo convocare Enogard  con la speranza che apparisse proprio lui questa volta.

Come l'ultima andai in cantina, posizionai tre candele per terra creando un triangolo, dopo di ciò posizionai un foglio al suo interno e pronunciai le parole per far apparire il demone al suo interno nella loro lingua:

«Ocovni it io, oilbo'lled onarvos etnetop, dragone»

Per mia fortuna apparve Enogard, se ne stava a braccia incrociate all'interno del triangolo con un sopracciglio alzato, per poi dormi con la sua solita gentilezza:

«Che diavolo vuoi!»

Tralasciai la sua educazione, tanto sapevo benissimo com'era fatto ed iniziai a raccontargli ciò che era successo a Victoria,  a metà discorso mi azzittì avanzando una mano verso di me per poi rispondenti:

«Ah, si so già tutto Serana mi ha fatto pressioni per giorni, purtroppo non ho potuto accontentarla per via di impegni burocratici.  Ma ok,  andrò a controllarla.»

«Quindi e vero,  il freddo ed indomabile Enogard dal cuore di ghiaccio si è innamorato finalmente... Comunque la situazione e peggiorata,  Victoria e stata rapita da alcune anime poco disabili e noi non possiamo soccorrerla.» lo avvertì visto che non mi aveva lasciato finire.

Enogard con la sua solita freddezza rispose che ci avrebbe pensato lui e dopo di ciò sparì nel nulla. Ciò che mi sorprese maggiormente e di come fosse cambiato in passato avrebbe risposto che non era un suo problema e che non dovevo disturbarlo per queste sciocchezze ed invece il suo unico pensiero era Serana, sua moglie da quello che è molto amica di Victoria di conseguenza in questi giorni fu molto in pensiero per la sua sorte e lui,  ne soffriva a vedere l'espressione dolorante della sua donna. Perciò mi venne spontaneo chiedermi, se lui poteva innamorarsi che è il Re del limbo,  perché a noi cavalieri dell'Apocalisse ci e stato negato?  Perché per noi e cosi innaturale,  quasi disgustoso provare delle emozioni? 

Mi ero affezionato a Federica non potevo più negare l'evidenza, ma noi distruggiamo tutto ciò che tocchiamo e la prova e appunto Victoria, il prezzo per aver accettato e contraccambiato quei sentimenti,  e finita in un posto disumano dove le anime più nere vi si annidiavano.

Non doveva capitare anche a Federica lo stesso destino.

Nota autore:

Oooook, lo so, per chi mi segue si sarà accorto che sono strana negli ultimi tempi, di solito scrivevo due storie contemporaneamente mentre ora faccio fatica a scriverne una. Purtroppo per me e un momentaccio quindi vi chiedo scusa se vi faccio aspettare, purtroppo questo brutto momento non vuole passare, volevo specialmente ringraziare chi mi segue dall'inizio e nonostante tutto continua ancora ora quindi grazie di cuore..

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