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Nota autore :

Eccoci alla fine della storia, ammetto che il seguito di questo racconto e stato un po' dura, perché ho talmente idee e voglia di scrivere nuovi racconti che spesso non mi piace fare il seguito però ho pensato di mettere qui nel seguito il vero finale destinato a questa sti8che purtroppo per far contenti alcuni lettori l'avevo cambiato. Si lo so che non si fa, però alla fine mi sono corretta ed ho imparato la lezione, ovverosia di mantenere le mie idee.

Buna lettera e spero che vi sia piaciuta la storia.

*********

<<Vichi non puoi capire ma fidati di me quel ragazzo è pericoloso ti farà del male>> mi urlò in preda al panico il mio Tim.

Praticamente mi aveva costretto ad andare in camera mia per parlare in privato con me, in un altra occasione l'avrei ascoltato essendo consapevole che aveva sempre ragione, ma questa volta si stava sbagliando perché l'unico modo per tenere a bada Fame era farlo incontrare con sua figlia altrimenti la gelosia e l'invidia verso di noi lo avrebbero spinto ad aiutare Gera, che poi si sarebbe limitato a far fare tutto il lavoro sporco a lei.

Però con noi era diverso, l'amore verso sua figlia non solo lo avrebbe spinto a contribuire ma vedendo i suoi occhi potevo percepire che avrebbe fatto di tutto per lei, per questo sapevo che era la scelta giusta.

<<Tim io capisco quello che mi vuoi dire, ma so quel che faccio. Anche se ti può sembrare una pazzia quei due dovevano incontrarsi>>. Gli risposi vagamente, facendolo inevitabilmente insospettire.

<<Vichi tu nascondi qualcosa... Cosa sai esattamente di quel ragazzo?>> Mi chiese di fatti.

<<Quel che so ora è irriverente ti chiedo solo di sostenermi, capirai a tempo debito>>. Gli risposi sempre sul vago.

Tim non gradì la mia risposta ma i fidava di me così si limitò a fissare torvo Fame appena tornammo in salotto da mia madre, la egli era così preso nella conversazione con sua figlia che si dimenticò del mondo circostante :

<<Ma davvero? Tua madre era un avvocato?>> chiese entusiasta Fame.

<<Si>> confermò mia madre. <<Ed era anche molto brava, si occupava dei bambini in affido, sai per le famiglie sole, genitori sconsiderati ecc>> specifico lei.

Povero Fame, potevo vendere chiaramente il dolore nei suoi occhi apparentemente così freddi. La sua ex, dopo essere stata scaricata con una bambina in arrivo al posto di scoraggiarsi si era fatta forza non solo per lei ma anche per tante altre donne nella sua stessa situazione. Tim notò il mio strano sguardo carico di compassione nei confronti di Fame, provò a chiedermi se c'era qualcosa che non andasse ma non potevo rispondere, così mi limitai ad ascoltare la loro conversazione.

Mia madre gli fece vedere una vecchia foto della nonna, erano sul prato affianco agli alberi di ciliegio che aveva piantato mia nonna, solo che nella foto gli alberi non era dei piccoli arbusti, erano medi quindi doveva essere stata scattata qualche anno dopo la nascita di mia madre.

<<Questi sono gli alberi che ha piantato mia nonna>> esclamai distinto pentendomi subito dopo di averlo detto perché mi fissarono tutti con espressioni scioccante.

La prima a parlare fu mia madre, che mi chiese con tono confuso: <<E tu come fai a saperlo, non te ne ho mai parlato>>.

<<Già come fai a saperlo Vichi>> si intromise anche Tim sempre più sospettoso nei miei riguardi.

Stavo già per inventarmi mille scuse al riguardo tutte poco plausibili a dire il vero, però in mia fortuna intervenne Fame salvandomi letteralmente il posteriore :

<<Perché è logico che le a piantate tua madre, si vedono che sono arbusti giovani e di certo non potevi essere stata tu per il semplice fatto che eri troppo piccola>>

Che qualcuno benedica quest'uomo... Era talmente convincente che persino Tim se ne convinse. La giornata a parte per quel mio piccolo esperiente andò divinamente, Fame si fece raccontare un sacco di aneddoto divertenti sulla vita di mia madre e di mia nonna, furono così presi che stettero fino a tarda sera a chiacchierare ed essendo che mia madre era parecchio logorroica non gli venne alcun dubbio al riguardo di tutte quelle domande.

Quando arrivò l'ora di andarsene Fame prima di uscire si fermò sul liscio della porta, si voltò verso di me è con uno sguardo pieno di gratitudine mi ringrazio, accennando vagamente per non farsi capire da Tim che non mi avrebbe lasciata sola, potendo contare sempre sul suo sostegno.

Inutile dire che Tim si ingelosì a tal punto che quando fummo soli mi fece una scenata assurda su come ero incosciente, che non ascoltavo mai ma soprattutto, sue testuali parole, che non potevo avere rapporti amorosi ne con lui ne con qualsiasi altro maschio esistente perché erano tutti porci. Siccome sono stronza, e mi mancavano questi suoi attacchi di gelosia gli risposi, giusto per metterlo un po' in difficoltà :

<<Mmm.… eppure ho come l'impressione che tu sia geloso...>> mi picchiettai il mento con l'indice e prosegui con tono beffardo: <<Chi sa perché ho questa impressione>>.

<<Io non sono geloso, semplicemente non voglio che qualche maiale si approfitti di te>> mi rispose chiaramente imbarazzato. Che caruccio.

<<Eppure era così carino quel ragazzo>> gli risposi per punzecchiarlo, si lo so sono stronza e che le sue reazioni mi facevano morire dalle risate.

<<TU DONNA, NON VORRAI TRADURMI SPERO>> Urlò questa volta Tim e li non c'è la feci più scoppiai a ridere di gusto, accasciandomi a terra per le risate e li ormai fu chiaro che lo stavo prendendo solamente in giro, di fatti capendo la situazione mi guardò trattenendo un sorrisetto per poi dormi con tono falsamente minaccioso:

<<ah si? Se ti diverte così tanto prendermi in giro ora ti faccio vedere io signorina>> e detto ciò me lo ritrovai a dosso che mi faceva il solletico.

Ormai ero diventata un Anguilla, mi dimenavo freneticamente con il vano tentativo di liberarmi ma Tim non mi lasciava via di scampo affermando che meritavo di essere punita. Nonostante stessi morendo dalle risate questi momenti erano quelli che mi erano mancati di più, quando eravamo solo io e lui passando le nostre giornate a fare i cretini tutto il giorno, a scambiarci sguardi teneri e amorevoli; dopo un infinità di tempo ero nuovamente felice, come in passato. Sapevo che mi rimaneva poco da vivere ma nonostante ciò ero felice, perché ero nuovamente con l'uomo che amavo dal più profondo della mia anima.

******

I mesi trascorsero in fretta in compagnia di Tim e di mia madre, questa volta assaporai con calma ogni piccola gioia che la vita mi donava, facendone tesoro. 

Con Tim furono dei mesi fantastici nonostante la malattia che mi stava uccidendo pian piano, ogni attimo fu magico, si rimpiangevo i vecchi ricordi, ma proprio come disse la lettera di Fame i nostri sentimenti non cambiarono di una virgola si percepiva ad ogni sguardo, ad ogni abbraccio, anche nelle serate più comuni come guardare gli anime, ridevamo e scherzavamo come non avevamo fatto da tempo e per me questo vale più di mille ricordi.

Ormai erano da un paio di mesi che mi trovavo in ospedale, le mie condizioni si erano aggravate così tanto che non potevo spostarmi dal letto, Osiride mi aveva riportato indietro, mi aveva dato la possibilità di essere salvata ed al tempo stesso di stare con l'uomo che amavo. All'inizio di questo viaggio non avrei mai pensato che avrebbe rinunciato alla sua vita per me, ma Osiride in fondo non era cattivo e lo dimostrò a pieno.

Si avevo ancora il tumore, la notte al gazebo non era mai successo, Tim non si era ancora dichiarato pensando che io non sapevo della sua natura, però mi aveva dato la possibilità di salvare la mia anima, di passare il restante dei miei giorni con la persona che amavo ed anche se sarei dovuta morire ugualmente e dirgli addio, almeno l'avremmo fatto come si deve, come doveva accadere fin dal principio.

Ero sul letto d'ospedale a fissare sia mia madre con le lacrime agli occhi sapendo che da un momento all'altro avrebbe dovuto dirmi addio per sempre, e dall'altra c'era Tim, anch'esso disperato pregandomi di bere le sue lacrime e saremmo potuti vivere insieme per sempre, ma non sarebbe andata così, no, io lo so perché lo vissuto, se le bevevo sarei stata condannata a sorvegliare il limbo dei dannati per l'eternità e questa volta non c'era Osiride che mi permetteva di andare da lui, dunque in entrambi i casi non saremmo potuti stare insieme. Anche se può sembra triste non era così, perché come ho detto prima, assaporai ogni istante della mia vita e non potevo desiderare di meglio.

Ora però dovevo dire realmente addio all'uomo che amavo, così chiesi a mia madre di lasciarmi sola con Tim, ed anche se non mi credeva mi concesse quest'ultimo desiderio sapendo che per me era importante, anche perché io e lei un giorno ci saremmo rivisti assieme a papà, ma con Tim era diverso, il nostro era un addio...

Appena fummo soli lo guardai con le lacrime agli occhi, lui non sapeva che conoscevo i suoi sentimenti per me, come lui non sapeva i miei, ma ora sentendo che la vita stava abbandonando questo corpo volevo che sapesse la verità :

<<Tim tu mi hai regalato momenti indimenticabili, la notte più bella della mia vita, sei stato un amico, una guida ma e ora di andare. Non posso accettare le tue lacrime perché ciò significherebbe dirti addio comunque aimè non siamo destinati a stare insieme, ma sappi una cosa...>> feci un grosso respiro e mentre le lacrime scendevano silenziosamente sulle mie guance proseguì dicendogli : <<Io ti amerò per sempre, nonostante sei la morte io ti amo non potrei provare sentimenti diversi. Ti amo perché sei semplicemente unico e quando sentirai la mia mancanza ti basterà chiudere gli occhi e cercarmi nel tuo cuore, io sarò li' ed anch'io farò lo stesso>>.

Tim iniziò a piangere guardandomi con un espressione sbalordita : <<Tu lo sapevi>> sussurrò con voce roca.

<<Si, l'ho sempre saputo>> sorrisi amareggiata e al pensiero di perderlo. <<Sapevo che eri la morte, sapevo che Pestilenza mi dava la caccia così come Guerra, perciò ho chiesto l'aiuto di Fame, ma non potevo dirti niente o altrimenti ti avrei distrutto, ti avrei trasformato in un Tim che non sei. Ma qualsiasi sia la tua natura... Tu resterai sempre l'unico amore della mia vita>>.

Tim pianse tanto, ma sapendo che orami era arrivata la mia ora ed io non volevo saperne di bere le sue lacrime si avvicinò al mio volto sussurrandomi a filo di labbra : <<Anch'io ti ho sempre amato, non so che farei senza di te, non voglio perderti>>.

<<Ma non mi perderai mai amore mio>> indicai il suo cuore per poi aggiungere <<Io sarò sempre qui accanto a te, per sempre, lontani ma vicini, legati da un amore che nessuno può capire>>

A quel punto Tim mi baciò, un bacio carico d'amore e di tristezza. Un bacio che aspettavo da così tanto tempo da farmi scoppiare in profondi singhiozzi. Tim mi stava dando il bacio della morte, lo capi dalla sensazione di debolezza che aumentava, fino ad arrivare al punto di farmi addormentare in un sonno profondo che sarebbe durato in eterno.

Ma nonostante me ne stessi andato, sapevo che il nostro sentimento non sarebbe mai sparito, anche dall'aldilà avremmo continuato ad amarci.



















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