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20

Mi ritrovai un una stanza tutta bianca, il quale al centro di essa vi era solamente un piedistallo tutto colorato con scritte egiziane con sopra la famosa bilancia di Osiride. Non so perché, ma questa stanza mi dava uno strano senso di pace come se tutti i pensieri e le sofferenze subite fossero solamente un lontano ricordo. Da quello che so è che questo luogo non veniva usato da migliaia di anni ed io ero la prima a riusare la bilancia dopo la caduta del antico impero Egiziano, onestamente avevo un po' di timore, anche perché visto che il vecchio Ammit non c'era più non sapevo cosa mi sarebbe capitato in caso di disfatta.

Osiride si trovava dietro la colonna con il mio cuore in mano intento a fissarmi con uno sguardo carico di dolore nei miei confronti:

<<Victoria, ti ringrazio per esserti fidata di me, per avermi voluto aiutare a riconquistare l'inferno anche se ciò significava dire addio a Tim, ti ringrazio davvero di cuore. Sei una ragazza splendida e se prima avevo dei dubbi ora mi e tutto più limpido, sono più che certo quale sarà l'esito della bilancia>>

Non sapendo ovviamente chiesi ad Osiride come funzionava la pesatura dei cuori, e come facevo a capire se ero degna o meno. Lui mi indicò la bilancia per poi chiedermi con tono pacato :

<<Vedi com'è?>> Io annui rispondendogli che era dritta e prosegui dicendo: <<Se la bilancia rimarrà così anche dopo aver posto il tuo cuore all'ora sarai degna, ma se al contrario si sbilancerà verso il basso allora vorrà dire che sarai condannata in eterno a governare il limbo degli immondi in quanto erede di Fame>>

Dunque era questo il mio destino se mi dimostravo indegna. Onestamente avevo un po' di paura perché come ogni essere umano ovviamente anch'io avevo i miei peccati, non sono una santa, però speravo che le buone azioni superassero le cattive, non potevo far altro che stare buona ed aspettare l'esito. Osiride vedendo il mio turbamento mi tranquillizzò con un dolce sorriso sussurrandomi:

<<Tranquilla andrà tutto bene>>

Gli sorrisi anch'io un po' meno tesa rispettato a prima grazie alle sue parole, anche se non sembravano un granché sapere che avesse così tanta fiducia in me mi diede un po' di coraggio successivamente, dopo di ciò feci un profondo respiro dissi ad Osiride di iniziare.

Osiride cambiò faccia assumendo un espressione seria, più adeguata alla situazione, posò il cuore sulla bilancia ed essa iniziò ad oscillava in verticale. Avevo il cuore in gola, tremavo per il nervoso in attesa dell'esito e nel fratello che la bilancia dava il suo verdetto le pareti che inizialmente erano bianche vi apparvero delle immagini. Su ogni parte vi era un esatto momento della mia vita : alla mia destra vi erano proiettate tutte le buone azioni, alla mia sinistra invece vi erano tutte quelle negative. Le immagini scorrevano veloci mostrandomi tutta la mia vita fino ad ora.

Rividi i meravigliosi sguardi rubati fra me e Tim, le carezze, i baci, persino la nostra prima notte di passione al gazebo ma stranamente erano alla mia sinistra ed è strano visto che dicevano tutti che stavamo sbagliando, che era peccato, dunque dovevano essere proiettati alla mia sinistra e non alla mia destra... Dunque il nostro amore non era così sbagliato come volevano farci credere tutti.

Ma all'ora perché ero stata punita così durante? Cosa avevo mai fatto di così sbagliato da meritarmi il limbo delle anime immonde? Guardai alla mia sinistra per capire meglio ed ebbi risposta alle mie domande.

C'era io in fin di vita nelle braccia di Tim nella sua vera forma mentre piangeva quelle lacrime così simili a gocce dorate, ricordo quel giorno ed anche Osiride mi disse più volte che commisi peccato quel giorno ma fino ad ora non avevo mai capito il perché, rivedendo quelle immagini notai che bevetti accidentalmente alcune lacrime... Forse si riferiva a questo Osiride però come dissi a lui non era intenzionale semplicemente volevo fargli un semplice gesto d'affetto.

Ormai con i nervi a mille chiusi gli occhi, ci stava mettendo troppo tempo la bilancia ed ormai avevo il cuore in gola per lo stress. Dopo alcuni minuti Osiride sospirò avvertendomi che il verdetto era stato preso.

Per paura apri un occhio soltanto, e quando vidi la che il mio cuore non aveva sbilanciato la piuma dall'altro capo iniziai a saltellare di gioia gridando dalla felicità, ignorando ogni tentativo da parte di Osiride per farmi riprendere il controllo, ero troppo felice finalmente avrei potuto stare con il mio Tim esattamente come hai vecchi tempi, quando eravamo solo noi due contro tutti.

<<Vichi per la mor del cielo calmati ora non abbiamo finito>> mi ammonì per l'ennesima volta Osiride chiaramente spazientito.

<<Vorrei vedere te vecchietto, ho la possibilità di tornare in dietro non e cosa da tutti quindi cercare di capire>> mi difesi ovviamente.

<<A tal proposito>> mi rispose Osiride con un tono che non prometteva niente di buono <<Visto e considerando che non e una cosa da tutti per questo motivo per permetterti di tornare in dietro c'è bisogno di una piccolissima cosa>> prosegui sempre con quel tono. Fece una breve pausa e prosegui dicendomi : <<Prima che ti mandarti in dietro voglio solo che tu sappia che in questi mesi che siamo stati insieme ti ho voluto bene, esattamente come una figlia. Sei stata l'unica a credere in me, anche in circostanze che normalmente nessuno l'avrebbe fatto, mi hai fatto capire che per conoscere il cuore di una persona non c'è bisogno di bilance od altri oggetti, tu hai il potere di cambiare in meglio chi ti circonda>>

Rimasi scioccata dalle sue parole, non perché aveva ammesso che mi voleva bene ma perché sembravano parole d'addio per via degli occhi umidi che aveva... Cos'ha in mente? Cosa serviva realmente per tornare in dietro?

Non feci nemmeno in tempo a chiedere ulteriori spiegazioni che notai qualcosa di agghiacciante, le gambe si Osiride stavano svanendo davanti hai miei occhi mentre le mie iniziarono ad essere più pensanti, come se fossero...

<<OSIRIDE COSA STAI FACENDO FERMATI! >> Urlai in preda al panico avendo capito cos'era che mancava al rituale.

Osiride però mi sorrise dolcemente, si avvicinò a me ed accarezzandomi dolcemente una guancia mi rispose fissandomi negli occhi :

<<Che peccato però, mi sarebbe piaciuto averti come il mio nuovo Ammit... Saremmo stati una bella coppia, ti avrei reso felice>>

<<Osiride>> balbettai orami in preda ad un pianto disperato vedendo che di lui rimaneva solamente mezzo busto.

<<Per farti tornare in dietro c'era bisogno che qualcuno ti donasse la sua immortalità>> mi spiegò dolcemente, ed asciugandomi una lacrima aggiunse : <<Non piangere, preferisco sacrificarmi e farti tornare in vita più tosto che passare l'eternità senza di te, grazie per avermi supportato Vichi>>.

Dette quelle parole Osiride scomparve del tutto lasciandomi da sola con il mio dolore mentre precipitavo verso il vuoto. Dove stavo andando? Com'ero caduta?

Osiride sapeva perfettamente che se venivo a conoscenza di questo fatto non glie lo avrei mai permesso di sacrificarsi, e come potevo chiedere o minimamente pensare che qualcuno dovesse rinunciare alla propria vita per me? Ero scioccata.

Soprattutto, non avrei mai pensato che Osiride provasse tali sentimenti di affetto nei miei riguardi... Insomma mi ha sempre trattato: male, spesso era scontroso, antipatico, crudele; dunque mi venne spontaneo chiedermi, quando ha cambiato idea su di me? Ricordo chiaramente il giorno che mi a permesso di incontrare il mio Tim, lui sosteneva di essere stato ingannato ma da chi ancora non so, anche se secondo me i responsabili potevano essere solo due, Guerra e Fame. Comunque sia disse che non gli sembravo un anima in monda ma che non ne era pienamente certo, dunque a suon di logica i primi momenti d'inferno passati con lui pensava che ero una peccatrice dunque per questo motivo mi trattava tanto male.

Fatto sta che si era dimostrato più gentile di come voleva far apparire, ancora ora mentre cadevo da non so dove piangevo per la sua perdita. Forse la sua anima sarà andata dispersa, per molti è stato dimenticato, ma non per me, perché finché avrò vita l passerò a ricordarlo ad ogni istante essendo il motivo principale che mi ha permesso di riabbracciare i piccoli piaceri della vita, gli stessi a cui avevo dato per scontato.

************

Mi risvegliai a scuola mentre i miei compagni mi cantavano a coro che ero la ragazza corvo, anche se non so bene il perché, non sapevo neanche come cu ero finita qui. Che diavolo stava succedendo? E perché mi chiamano tutti così? Mi sentivo così confusa, e poi avevo uno strano dolore al petto che non andarsene e poi avevo anche la strana sensazione di aver già vissuto questa situazione...

Tempo qualche minuto a rifletterci su e ricordai tutto: la mia morte, il sacrificio di Osiride, Fame che si rivelò mio nonno... Questo se non sbaglio era il giorno in cui avevo litigato con Tim perché ero andata all'ospedale a trovare Jeremy, ma all'epoca non sapevo che quello era in realtà Pestilenza, in più ieri fu il giorno in cui quel bastardo mi fece crescere il tumore ne sapeva ancora nessuno delle mie condizioni di salute. Dopo aver fatto un riassunto della situazione giusto per non dire niente di sbagliato corsi immediatamente fuori dall'aula in cerca del mio Tim ignorando l'insegnante che mi intimava di rimanere in classe.

Volevo rivederlo, riabbracciarlo e di certo non mi sarei mai fatta fermare dalla professoressa, cosa poteva succedermi al massimo, una punizione di mia madre? Nulla che non avrei potuto sopportare avevo vissuto di peggio.

Appena varcai l'uscita che conduceva al cortile Jò che in questo periodo mi rimaneva sempre incollato volò subito verso di me, ma non gli diedi neanche il tempo di farlo posare sulla mia spalla che gli ordinai con tono autoritario di portarmi da Tim. Ormai avevo compreso benissimo che era in grado di condurmi da lui e non solo questo, come all'epoca anche questa volta Jò gracchiò per poi schizzare a grande velocità verso i cancelli della scuola, e proprio come ricordavo Tim spuntò davanti al pennuto rimproverandolo:

<<Jò, stupido pennuto cosa diavolo avevi in mente di fare?>> 

In una frazione di secondo mi gettai fra le sue braccia facendolo cadere anche a terra, lo abbracciai forte scoppiando in un pianto di pura gioia. Tim molto confuso dal mio comportamento tentò di farmi scendere da lui usando la scusa che ci stavano guardando tutti ma non lo ascoltai, anzi, lo strinsi più forte a me rispondendogli con la voce roca per via del pianto :

<<Pensavo di non rivederti mai più, pensavo che questi momenti non sarebbero più tornati ed eccoti qui fra le mie braccia>> strinsi nuovamente la presa urlando per via dell'emozione : <<MI SEI MANCATO DA MORIRE>>

<<Ma di cosa parli, sono stato via solo una serata mica per un anno>> mi rispose ovviamente il mio Tim, lui non ricordava ma io si per me erano passati anni se non di più dunque non riuscivo a trattenere le lacrime di gioia. <<Vichi ti guardano tutti, scendi>> provò nuovamente, ma come la prima volta non lo ascoltai ed accarezzandogli una guancia gli risposi prima che potesse farmi la predica :

<<Starò lontano da Jeremy dico sul serio, farò tutto quello che mi dici di fare: niente domande, non investigherò, qualsiasi cosa pur a costo di non dovermi separare nuovamente da te>>.

Tim imbarcando un sopracciglio mi chiese con tono sospettoso: << come mai sei tanto ubbidiente? Non e da te>>

C'era da aspettarsela una simile domanda in fondo facevo sempre di testa mia, ma ormai non avevo bisogno di sapere chi è realmente Tim so che è la morte e so anche del perché non poteva dirmelo, all'epoca per via della mia curiosità e della mia stupidaggine forzai troppo le cose causando ciò che è successo, non ho sofferto solo io ma anche tutti gli altri attorno a me dunque non avrei permesso che il sacrificio di Osiride sarebbe stato vano, avrei fatto la brava facendomi bastare quei brevi attimi di felicità che la vita mi aveva concesso.

<<Vichi scendi per piacere>> mugolò ormai sconfitto, avendo ben capito ormai che non avevo intenzione di scendere.

******

Dopo la scuola al posto di inventarmi la scusa della biblioteca come feci allora andai direttamente a casa. Sapevo cosa sarebbe successo, e poi dovevo trovare un modo per dire a Tim che Jeremy mi aveva baciata facendo così cambiare la data della mia morte. E questo mi preoccupava, ricordo che mi sarei ammalata a breve ed i primi sintomi sarebbero comparsi presto e poi l'ultima volta la presa davvero molto male, ma sapevo anche come prenderlo ormai.

Per prima cosa lo feci sedere sul letto della mia stanza, che per quanto sono stata via mi sembrava anche un posto estraneo, dopo di ciò con un bel sospiro gli raccontai di ciò che ricordavo di quel giorno all'ospedale.

Tim non la prese molto bene, come quella volta: le finestre iniziarono a sbattere, i suoi splendidi occhi azzurri divennero tutti neri, libri che volavano da una parte all'altra della stanza. Stava già per prendere la sua pergamena, quando lo fermai dolcemente posando una mano su di essa e gli dissi con tono dolce :

<<Ora calmati, sarei morta ugualmente ho il tumore da quando sono piccola non te lo mai detto perché sapevo che ti saresti preoccupato dunque non volevo farti penare inutilmente ma ciò che voglio in questo momento e stare con te, te lo chiedo per favore non scappare resta con me...>> mi avvicinai a lui e stringendolo in un abbraccio affettuoso gli sussurrai all'orecchio : <<Io ho bisogno di te>>.

Tim era chiaramente spaesato aveva capito che nascondevo qualcosa, infatti precedetti la sua domanda per evitare che scappasse di nuovo, e sinceramente avevo paura perché non solo questo a breve sarebbe venuta anche Guerra e se volevo vivere i miei ultimi giorni di vita in tranquillità c'era una sola persona che poteva fermarla, ma Tim non doveva sapere niente o tutto si sarebbe ripetuto e questa volta Osiride non c'era più per portarmi nuovamente in dietro.

<<Come fai a sapere che saresti morta ugualmente? >> mi chiese di fatti.

<<Come non ha importanza, ciò che conta e che posso contare su di te, posso vero?>> gli chiesi con tono dolce, anche se sapevo chiaramente che potevo fidarmi di lui, avrebbe fatto di tutto per me e lo so benissimo.

Tim a quella domanda mi accarezzò la testa ed incrociando il mio sguardo mi rispose con il suo splendido sorriso : <<Vichi per te morirei se mi è possibile>>

Sono Dio sa quanto mi erano mancati questi momenti, stare fra le sue braccia mentre le nostre labbra sfioravano l'uno la bocca dell'altro senza mai baciarsi, il cuore che batteva a mille, le mia guance che avvampavano come se impazzite. Amavo quest'uomo più di ogni altra cosa al mondo e nulla e nessuno mi avrebbe impedito di passare serenamente i miei ultimi istanti di vita, per questo presi una decisione al quanto rischiosa ma l'unica che mi avrebbe permesso di morire in pace.

<<Tim, io devo andare a fare una cosa ma non puoi seguirmi e per quanto voglia dirti la verità non mi e possibile farlo devi solamente fidarti di me>>.

<<Vichi mi fido di te solo che a volte sei una sconsiderata perciò non posso lasciarti sola faresti pazzie>> mi rispose Tim stringendomi di più a se come per farmi capire che ero sua, Il solito testardo, mi scappò istintivamente un sorrisetto divertito che non andò inosservato al mio lui:

<<Perché ridi? >> chiesi di fatti inarcando un sopracciglio.

<<Perché sei sempre il solito, però mi piaci anche per questo tuo lato morbosamente protettivo>>. Risposi ridacchiando. Però dovevo risolvere la situazione e Tim doveva fidarsi di me per una volta, anche perché temevo l'arrivo di Guerra, non volevo che si ripetesse quella orribile notte, così gli chiesi nuovamente di lasciarmi andare da sola perché era veramente importante, Tim storse il naso alla mia domanda ma dopo aver specificato che Jò sarebbe venuto con me accettò senza obiettare, solo non sapeva che avrei bendato il pennuto per non fargli vedere cosa stessi facendo. Onestamente mi sentivo uno schifo a non dire la verità a Tim, sapevo che mi avrebbe aiutato ma considerando gli avvenimenti passati o per lo meno che io ho vissuto capi che per il bene di tutti dovevo stare all'oscuro di tutto, lui non sapeva che ero a conoscenza dei suoi poteri ed è meglio così infondo, almeno potevo essere sempre un passo a lui.

*******

Durante il tragitto Jò gracchiò per tutto il tempo, tentando di togliersi la benda di dosso ma invano perché glie la legai talmente bene che fu impossibile per lui levarsela e poi lo minacciai di legargli le ali e zampe e di buttarlo a mare, dopo di ciò si calmò all'istante.

Sinceramente non sapevo dove trovarlo, non lo conoscevo così bene da poter immaginare dove fosse, gli unici dettagli della sua vita ne ero venuta a conoscenza nella lettera che mi scrisse.... MA CERTO IL REPARTO INFANTILE DELL'OSPEDALE....

Scrisse chiaramente che quello era diventata l'unica sua ancora di sicurezza, dunque non poteva essere in nessun altro luogo, ho almeno lo speravo visto che era l'unico posto che sapevo dove trovarlo e siccome Guerra ancora non era venuta in città avevo anche la certezza di trovarlo da solo, soprattutto che nessuno avrebbe interferito.

Andai di corsa da lui, e per mia fortuna era li davanti alla vetrina a fissare i bambini ma nonostante conoscessi il suo dolore i suoi occhi non trasmettevano nulla, era come se la perdita della sua amata avesse spento un qualcosa a lui esattamente come Tim, che si trasformò completamente durante la mia morte.

Non si accorse subito di me nonostante gli fossi praticamente a fianco, anche perché dava per scontato che non potessi vederlo.

Visto e considerando che non potevo neanche parlare visto che Jò avrebbe riferito tutto a Tim, scrissi un messaggio su un pezzettino di foglio che mi ero portata con me:

"Caro Fame, so chi sei come so la tua storia, forse non mi crederai mai ma ci proverò ugualmente. Proprio tu, come sto facendo io ora mi scrissi una lettera in cui mi raccontasti di Esmeralda e del vostro peccato d'amore, se c'è una cosa che ho imparato è che l'amore non e una colpa, fidati so quel che dico. Sono qui per chiederti una cosa, quando arriverà Guerra ti prego, aiutami a tenerla lontano da me e da Tim emm... La Morte, so che pensi che stiamo sbagliando ed anche se fosse morirò presto ho un tumore in stato avanzato.

So cosa ti starai chiedendo: come fa a sapere chi sono? Come fa a conoscere Esmeralda? E come fa a vedermi? Purtroppo posso rispondere solamente alla seconda domanda per buoni motivi che tu stesso mi hai chiesto di tacere, Esmeralda era mia nonna"

Appena finì di scrivere la lettera glie la porsi. Fame mi guardò terrorizzato perché prima d'allora nessuno era mai riuscito a vederli in questa forma ma io ci riuscivo perché proprio come mi disse lui nel mio sangue scorreva anche il suo quindi potevo fare cose che altri umani non potevano. Fame stava già per rispondermi quando lo azzitti immediatamente portando l'indice sulle labbra per poi indicare Jò, per mia fortuna capi immediatamente per poi prendere il foglietto.

Il suo sguardo rimase impassibile per tutto il tempo ad eccetto di un piccolo tremolio su due linee, sicuramente quando menzionai il nome di Esmeralda. Quando fini di leggere la lettera mi guardò sempre impassibile ma dopo una varia analisi vidi che i suoi occhi erano leggermente umidi, si avvicinò a me ed di istituto mi allontanai leggermente e come biasimarmi era stato un nemico per così tanto tempo che stentavo ancora a credergli, ma non fece niente ad eccezione di prendere la penna che avevo in mano e rispondere alla mia lettera:

"Non mi sarei mai aspettato che nonostante conoscessi il nostro segreto saresti venuta qui. Comunque sia, si per me state sbagliando ma se mi prometti che morirai presto allora farò in modo che voi due possiate passare questi ultimi tempi insieme, anche a me è stata concessa la felicità ed e giusto che anche voi l'avete. Solo una cosa, ma Tim sa che sei a conoscenza della sua natura?"

Io leggendo l'ultimo rigo scossi la testa rispondendo che non doveva saperlo non solo per il suo bene ma anche per il bene di sua figlia o l'avrebbe condannata ad un dolore molto più atroce della mia morte.

Fame mi guardò ad occhi sognati, si vedeva chiaramente che voleva conoscere sua figlia ma era come se avesse paura di non so che cosa, anche se le probabilità di rifiuto erano maggiori provai comunque a chiedergli:

"Vuoi venire con me? Se ti impossessi del corpo di un ragazzo della mia età passerai in osservato Pestilenza penserà che mi stai sorvegliando e potrai conoscere finalmente tua figlia"

Fame leggendo quella mia proposta spalancò gli occhi completamente spaesato, ora più che mai si leggeva la sua paura, ma al tempo stesso si percepiva il desiderio di conoscerla. Ci pensò su per qualche istante per poi declinare l'offerta, come immaginavo ovviamente, ma se non incontrava almeno una volta sua figlia con per certo la gelosia avrebbe preso il sopravvento così insistetti ancora una volta scrivendo l'ennesimo biglietto:

"Prova almeno una volta, se non lo fai ora te ne pentirai ricordati che noi umani abbiamo vita breve se dovesse morire passerai l'eternità con il rammarico di non conoscere neanche il suo volto"

Fame a quelle parole si convinse mettendoci d'accordo che se mai Tim fosse stato in casa io avrei dovuto fare finta di non sapere la loro natura, e prima di dirigerci a casa andammo prima all’obitorio della polizia per trovare un corpo adatto a Fame e per non farci beccare Fame ipotizzo tutti in modo tale da passare in osservati. Non fu semplice trovarlo anche perché alcuni erano morti da troppo tempo perciò non poteva usarli ma per nostra fortuna in una cella frigorifera trovammo il corpo di un ragazzo dai lineamenti molto delicati.

Lungo la strada di casa Fame borbottò parole incomprensibili, era più teso di una corda di violino un po' mi dispiaceva per lui ma lo facevo per il bene di tutti perché con lui al mio fianco avrei potuto vivere i miei ultimi giorni in santa pace con l'uomo che amo.

Appena entrammo ovviamente c'era Tim che fissava Fame come se fosse un extra terrestre, aveva paura perché ovviamente lo aveva riconosciuto ma non potette dire niente che subito dopo apparve mia madre alle sue spalle :

<<Tesoro e lui chi è?>> mi chiese dolcemente.

<<E un mio... >> ecco ora che mi inventavo? Tim sapeva che non solo non avevo amici, ma conosceva anche tutti i miei compagni di classe... Andai letteralmente nel panico, per fortuna a Fame venne una brillante idea salvandomi il posteriore :

<<Sono un nuovo studente trasferito dall'America, la scuola ci a assegnato a delle famiglie per questi due mesi che frequenterò questa scuola>>

Wow, bravo complimenti solo che Tim ormai lo stava uccidendo letteralmente con lo sguardo, non so se ci aveva creduto veramente a questa bugia ma prima di uscire gli chiesi di avere più fiducia in me, spero solo che stia tranquillo perché se va tutto secondo i piani io e Tim potremmo essere felici, anche se per poco.

******continua *******
































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