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*Dal punto di vista di Fame*

Ricordo perfettamente il giorno in cui la vidi, era così bella con i suoi lunghi capelli neri che venivano mossi delicatamente dal vento, intenta ad annaffiare dei meravigliosi ciliegi.

La vedevo sempre sotto quei piccoli arbusti mentre si prendeva cura del suo giardino tanto bello come lei, sembrava un fiore appena sbocciato con i suoi occhi così dolci e gentili.

Sapevo perfettamente che noi dovevamo stare lontano dagli umani, eppure quella donna divenne come droga per me infiltrandosi nei miei pensieri più quotidiani. Spesso dopo che avevo finito i miei doveri quotidiani mi sedevo accanto a lei, anche se non mi poteva vedere, e passavo ore in sua compagnia a guardarla. Era così bella mentre annaffiava i suoi fiori, tanto da sembrare una di loro.

Solo un giorno di inverno feci l'inevitabile, ma ero talmente preso da quella donna che non resistevo più, mi impossessai del corpo di un vicino ed andai da lei a presentarmi, parlammo ore ed ore incantato dalla sua voce così melodiosa.

Non passò molto tempo prima che le mie visite si fecero sempre più frequenti, incapace di stare lontano da lei, ovviamente ad i miei fratelli non dissi niente, avevo paura di una loro reazione e facevo bene perché al tempo Morte era così pericoloso ed instabile che persino noi lo temevamo: non conosceva pietà, comprensione, gioia, dolore ; era mosso soltanto dal suo istinto di uccidere e dalle sue regole.

Io ed Esmeralda nonostante le mie paure riuscimmo a legare molto, il nostro rapporto divenne così intenso che feci l'errore più grande della mia vita... Andammo ad abitare insieme, vivevamo una vita fatta di menzogne per via della mia natura il quale glie la nascosi... Forse per paura di essere odiato, forse perché temevo che non avrebbe mai capito, chi lo sa, fatto sta che nonostante tutto ero felice ed anche lei lo era vedendo i meravigliosi sorrisi che mi regalava ogni mattina.

Passai gli anni più belli della mia vita al suo fianco ed ancora oggi al solo ricordo sentivo nuovamente il cuore riempirsi di nostalgia sapendo che quei ricordi erano destinati a finire per sempre.

La tragedia avvenne qualche anno dopo vendo a scoprire che Esmeralda era in cinta... Stavo per diventare padre, io? Il terrore invase il mio corpo non perché non volevo avete un figlio con lei, ma perché non potevo, come sarebbe nata nostra figlia o nostro figlio? Sarebbe diventata una creatura sovrannaturale come me? E se si, come avrebbe reagito Esmeralda? Orami alle strette non potetti far altro che dire la verità ad Esmeralda prima di qualsiasi inconveniente.

Esmeralda mi guardò per qualche minuto con un espressione sorpresa, per poi urlarmi a dosso. Pensava che mi stessi inventando tutto per paura, perché non volevo la bambina avendo chiaramente visto il mio sguardo carico di terrore, però non poteva capire ovviamente la vera ragione.

La situazione dopo allora divenne sempre più pesante: io ed e Esmeralda ci parlavamo a stento, ogni minima cosa era fonte di enormi litigi... Sentivo il nostro legame andarsi spezzando man mano che andavamo avanti, in più mantenere segreta questa relazione diventava sempre più complicata visto che i miei fratelli vendendo che ero sempre assente iniziarono ad insospettirsi.

Sapevo cosa dovevo fare anche se non volevo: dovevo dire addio a questa vita, separarmi dalla donna che amavo, l'unica che io abbia mai amato, non avrei potuto vedere crescere mia figlia, ne sentirmi chiamare papà. Tutto questo mi aveva spezzato il cuore e l'anima rendendomi la persona fredda ed apatica che sono diventato ora, però non avevo altre scelte tenevo alla sua vita più di ogni altra cosa al mondo e l'unica maniera per proteggerla era dire addio alla mia famiglia.

Andai da Esmeralda cercando di sembrare il più freddo possibile e le dissi delle parole che non solo non avrei mai  usato dire, ma che non pensavo proprio... Le dissi che questa situazione non la sopportavo più, che non potevo più vivere al suo fianco e che ne tantomeno volevo una figlia perciò presi le mie cose e me ne andai per non tornare mai più.

Le lacrime della mia amata mi trafissero il cuore come delle lame affilate, ed anche se faceva male dovevo separarmi da lei. Non la cercai più, non  tentai neanche di sapere che volto avesse mia figlia ne tantomeno sapere il suo nome, faceva troppo male.

Negli anni a seguire il reparto infantile dell'ospedale divenne l'unica mia ancora di salvezza, passavo ore ed ore ad osservare i bambini dietro il vetro, cercando di immaginare come fosse mia figlia rimpiangendo ciò che avevo perso, fino a quando Guerra venne da me in preda ad una crisi isterica. Venni a sapere che Morte non solo aveva fatto il mio stesso sbaglio ma stava anche lottando per non separarsi da colei che amava.

Onestamente? Non provai invidia almeno così pensai all'inizio, ma bensì ammirazione nei suoi confronti, stava facendo ciò che io non ebbi il coraggio di fare, ma al tempo stesso pensai a quanto fosse stupido perché con il suo atteggiamento egoistico stava mettendo a repentaglio la vita di quella ragazza però doveva essere una sua scelta se separarsi o meno da lei per questo risposi la prima volta a Guerra che non ne volevo sapere niente, non solo per dare il tempo necessario a Morte di capire da solo il suo sbaglio, ma anche per permettergli di godersi quei brevi momenti di felicità il quale anche a me furono stati consessi.

Ma con il passare dei mesi Guerra tornò di nuovo da me, raccontandomi tutto quello che aveva fatto per separarli senza alcun risultato, ne rimasi sbigottito anche se lo nascosi benissimo, non solo Victoria aveva scoperto la sua natura e lo aveva accettato lo stesso, ma si era unita assieme a Morte per impedire si essere separata da lui.

Ciò però che mi convinse ad intervenire nella causa di Guerra fu la strana rivelazione da parte sua, in pratica Victoria era in grado si vedere morte molto prima che il padre morisse dunque non poteva essere il tumore come pensavano gli altri, ciò e molto raro ed anche considerando la loro ipotesi per poter vedere Morte fin da bambina doveva avere un tumore in stato avanzato fin dal principio, e non era così dunque la mia ipotesi era una anche se non convincente, che fosse mia figlia? Ma anche questa ipotesi come ho detto prima sembrava surreale perché erano passati molti anni e mi sembrava impossibile che avesse ancora quindici anni, allora chi era? come faceva?

Trovai risposta alle mie domande solamente dopo aver visto Victoria : lunghi capelli ed occhi neri, pelle candida e bianca, occhi meravigliosi pieni d'amore e comprensione.... Era uguale ad Esmeralda, ma lei non poteva essere mia figlia per il semplice fatto che era troppo piccola, così senza farmi vedere da Guerra la segui.

Appena vidi la madre ebbi un tuffo al cuore, era lei mia figlia, Federica... Non mi assomigliava affatto visto che aveva le caratteristiche dell'uomo di cui mi impossessai ma non mi importava, finalmente la trovai ed era bellissima.

Capì che dovevo fare qualsiasi cosa per dividerli perché se solo avessero saputo la verità avrebbero ucciso l'intera famiglia di Federica nonostante fosse composta solamente da lei e sua figlia ma vedendo l'amore nei suoi occhi, e la sofferenza per la malattia di Victoria capì che dovevo darmi da fare, per questo decisi di aiutare Guerra, anche se una parte di me lo fece soprattutto per vigliaccheria, non volevo che sapessero ciò che avevo fatto.

Facemmo di tutto, persino far stuprare mia nipote e nessuno poteva minimamente immaginare quanto ne soffri in quel momento.

Pensavo di essere nel giusto, fino a quando non ho visto lo sguardo disperato di Morte quando riuscimmo ad uccidere Victoria durante il rituale, capì li di aver commesso un errore madornale, si è anche vero che Victoria sarebbe morta da sola visto e considerando il breve tempo che anno a disposizione gli esseri umani non considerando le sue condizioni di salute, ma è anche vero che non c'era bisogno di accelerare la sua morte. In quel momento mi feci una domanda mentre osservavo l'uno lo sguardo dell'altro... Perché avevo realmente aiutato Guerra? La risposta fu sempre... Anche se dicevo il contrario ero invidioso, perché nonostante Victoria sapesse della sua natura lo amava ugualmente anzi, aveva rischiato la sua vita per poter stare al suo fianco mentre io ero scappato nascondendo a tutti ciò che avevo fatto come un codardo solo per un rifiuto da parte di Esmeralda.

Negli occhi in fin di vita di Victoria rividi lo sguardo della mia amata, così dolce e forte al tempo stesso che nonostante stesse perdendo tutto, il suo ultimo pensiero era rivolto al suo Tim e sua madre, cosa potevo fare ora? Era troppo tardi per aiutare mia nipote? Forse no, per questo manipolai Guerra facendogli credere che l'aiuto di Osiride ci avrebbe permesso una volta per tutte di annientare Victoria, facendola sparire dalla faccia della terra.

Però nel mio piano di mettere le cose a posto nacquero diversi problemi: Osiride voleva trasformarla nel nuovo Ammit per riprendersi per davvero l'inferno, Morte era uscito fuori di testa per il lutto subito più di quanto mi aspettassi, mia figlia si stava frequentando con mio fratello non che suo zio e questo sinceramente mi fece infuriare non poco, in più la bilancia di Osiride era andata perduta...

Per prima cosa cercai la bilancia di Osiride nel mondo di mezzo, non fu semplice trovarla ma in fine la trovai nell'unico posto così plausibile da dover essere quasi scontato.

In antichità vi erano due sfingi in Egitto, purtroppo per via di una tremenda guerra ovviamente potete immaginare chi la fece scoppiare, comunque sia andò distrutta. Ora nel mondo delle anime immonde vi appaiono anche tutti gli edifici distrutti dall'uomo così come la biblioteca di Alessandria ed anche questa sfinge, dunque se la bilancia era stata persa o distrutta si poteva trovare in uno di questi due edifici.

Quando la trovai dovevo pensare ad un luogo dove posizionarla in modo tale da velocizzare le ricerche da parte loro, così la misi nell'unico posto dove sapevo con certezza che vi fosse recato in futuro il nostro caro e prevedibile Osiride, ovvero sia nella biblioteca. All'interno vi era un arco immenso, il quale conduceva in un altra stanza molto luminosa al centro di essa vi era un piedistallo in stile egizio la misi lì assieme ad una mia lettera per Victoria dove le confessavo il mio segreto per filo e per segno e le chiedevo umilmente perdono, spiegandole anche che avrei aiutato Osiride a mandarla in dietro nel tempo per evitare tutto questo. Sotto alla lettera però misi una nota molto importante :

"Cara nipotina, quando ti manderanno in dietro solo tu avrai questi ricordi essendo che sei l'unica che viaggerà in dietro, per gli altri ciò che hai vissuto e ricordi non sono mai accaduti. So che sarà difficile, considerando che dovrai: mentire anche al tuo Tim fingendo di non sapere nulla, non ricorderà il vostro primo bacio, la vostra prima notte passata insieme; ma anche se da un lato questi avvenimenti preziosi andranno perduti, ricordati che il vostro è un sentimento sincero, dunque l'amore che provate l'uno per l'altra non sparirà. Se vuoi rimanere al fianco di coloro che ami devi tacere come ho fatto io.

Hai ventiquattrore per decidere, dopo di ciò verrai portata sul piano terreno da Guerra con l'intento di distruggere la  tua anima, ma stai tranquilla ci sarò io ad impedire tutto ciò spedendoti in dietro prima che accada. Spero che potrai perdonarmi per tutto il male che ti ho fatto, ma come dite voi umani l'invidia e una brutta bestia."

Ero più che sicuro che ad Osiride sarebbe sorto il dubbio sulla purezza dell'anima di Victoria, è una brava ragazza è chiunque si prende la briga di conoscerla lo capisce immediatamente, perciò ero certo che Osiride sarebbe andato a cercare la sua bilancia. Riguardo agli altri non potevo far altro che questo, dare l'opportunità di ricominciare da zero, che purtroppo poteva farlo solamente Osiride.

Victoria aveva ereditato molto da me, più di mia figlia, occhi che potevano vedere cose che agli altri umani sfuggiva e la prova finale di ciò fu quando si trasformò in quella creatura così simile a Tim, si in parte erano state le lacrime ma lei era già così, avevano solamente risvegliato la parte dormiente della sua natura sovrannaturale ereditata da sua nonna così come anche mia figlia la possedeva.

Non erano semplici umane, ma un altra specie per metà umane e per metà come me. Ero stato io a dare il via e sarò io ad interrompere la spirale di dolore che avevo creato.



























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