14
Ero seduta sul tetto della scuola a pensare a tutto ciò che avevo perso, la mia mamma il mio amato Tim, la scuola, i compagni di classe rompi coglioni. Mi venne da ridacchiare nel ricordare il mio primo ed ultimo ballo di fine anno, fu tutto così magico e perfetto.
Tim fu così dolce che sembrava essere uscito da uno di quei film strappa lacrime per non parlare della sorpresa al gazebo, solo al ricordare quel magnifico e magico giorno il mio cuore scoppiava di gioia, ma al tempo stesso sentivo una morsa dolorosissima al petto per via del rischio che correvo di perdere tutto ciò a cui da viva avevo dato per scontato, che anche se si lotta con tutto se stesso prima o poi si e destinati a dire addio... Eppure la parte testarda di me non voleva arrendersi, si, all'inizio di tutta questa storia mi ero un po' scoraggiata, ma andiamo chi non l'avrebbe fatto al mio posto? Sono morta, Osiride mi dava la caccia per distruggere la mia anima, anche se inizialmente non sapevo che fosse lui, ed in più mi sono trasformata in non so cosa... Il peggio, che sono costretta ad aiutare un essere che odio, colui che mi tiene lontano dalla mia unica ragione di vita, se così si può definire visto che sono morta.
Da qui si vedeva anche casa mia, la mia dolce casa in cui avevo passato gli attimi più belli della mia vita, le lacrime iniziarono a scendere copiose a tali ricordi tanto belli quanto tristi, mi chiedevo cosa avessi fatto di male per meritare una sofferenza talmente grande... Si mi ero innamorata di un cavaliere dell'Apocalisse, è allora? E d'avvero così orribile? Solo per questo merito davvero così tanta sofferenza?
<<Sarà mai possibile che piangi di continuo>>? Mi chiese una voce a me familiare, con tono chiaramente irritato.
<<E chi sa di chi è la colpa>> gli risposi a tono.
Osiride non poteva capire la sofferenza che portavo nel cuore, non poteva capire il peso che mi stavo portando, lui a parte il rancore e la vendetta non provava altri sentimenti.
<<Piangi di nuovo per lui, non e vero? Anche se torni da lui voi non potrete mai stare insieme, Tim o come cavolo vuoi chiamarlo te rimane pur sempre la Morte in persona, e tu? Solo una patetica anima umana>> mi ringhiò Osiride confermando a ciò che stavo pensavo un secondo fa su di lui.
<<Se sono davvero così patetica, perché ti ostini a tenermi prigioniera? L’hai detto tu che ti servo, tu vuoi trasformarmi in quel mostro divora anime. E per quanto lo spero so che non manterrai la tua promessa, non mi permetterai mai di rivedere Tim>> dissi con un filo di voce carico di dolore lasciando completamente sorpreso Osiride.
<<Se lo sai, perché continui ad aiutarmi, si c'è anche il marchio ma l'idea di questo piano e stata tua. Se sai che non ti manderò ugualmente da Morte, perché l’hai fatto? Potevi lasciarmi andare da Lucifero con un alta probabilità di morire, e tu saresti stata salva. Quindi perché>>? Chiese di fatto sorpreso.
<<Perché per quanto ti odio, per quanto vorrei ammazzati con le mie mani spero ugualmente che manterrai fede alla tua promessa. E poi quanto ti guardo vedo tanta sofferenza, so cosa si prova a sentirsi dimenticati, invisibili agli occhi degli altri dunque spero che una volta che avrai ritrovato finalmente la tua felicità perduta, tu mi donerai la mia>> risposi senza pensare.
Anche dopo la morte continuavo a seguire gli insegnamenti di mio padre, perché grazie ad essi che sono la ragazza che sono.
Osiride mi guardò completamente spaesato, non si aspettava una risposta del genere non da me visto che mi teneva prigioniera, dopo qualche secondo a fissarmi con uno sguardo da ebete fece una risata isterica, per poi sussurrarmi mentre fissava l'orizzonte assieme a me:
<<Ora capisco del perché Tim ti ama così tanto. Sei davvero una brava ragazza, non meritavi di morire per via di Fame e Guerra>> si voltò verso di me, mi guardò con uno sguardo carico di gratitudine e mi disse con un sorriso: <<Hai tre ore libere, passale con chi vuoi. Ma allo scoccare del tempo dovrai tornare da me>>
Mi voltai a fissarlo ad occhi sgranati, non riuscivo a credere a ciò che avevo appena sentito, davvero mi aveva dato il via libera di vedere Tim e mia madre? Perché? Insomma non che non volessi, ma proprio non me lo aspettavo da lui, e poi sospettavo a qualche sgambetto ed essendo lui infondo non era neanche tanto sbagliato pensarlo.
<<Che c'è, non sono mica un mostro come pensi te>>. Si lamentò Osiride avendo capito il mio stupore.
<<Davvero posso>>? Chiesi ancora incredula.
<<Si e se non ti muovi perderai tempo, le tre ore sono scoccate>> mi rispose tornando a fissare l'orizzonte.
<<E posso riabbracciare Tim? E mia madre>>? Chiesi ancora sotto shock.
A quel punto Osiride si girò con un sonoro sbuffo per poi rispondermi, mentre mi passava una strana clessidra dalla sabbia dal colore viola chiaro :
<<Prendi questa, quando l'ultimo granello di sabbia sarà caduto e tu non sarai qui di fronte a me la tua anima verrà disintegrata. E non provare ad imbrogliare capovolgendo la clessidra, non funzionerebbe, accorceresti solamente il tempo a disposizione come punizione.>> detto ciò fece un gesto con la mano come se stesse scacciando una mosca e aggiunse: <<Ora va prima che cambi idea>>.
Non me lo feci ripetere due volte, mi alzai di scatto, chiusi gli occhi e pensai a l'unico posto in cui sarei voluta andare, ovvero a casa mia nelle braccia di Tim, sempre considerando se non usava ancora il mio corpo.
Quando riaprì gli occhi mi ritrovai nella mia stanza, in compagnia di Tim, Pestilenza, England e Serana che per via di un intensa discussione non si accorsero subito di me, il primo a notarmi fu proprio Tim grazie ad un richiamo stonato del suo pennuto.
Appena incrociò il mio sguardo rimase pietrificato, con certezza si stava chiedendo se fossi reale o se ero solo frutto della sua immaginazione, io altro canto nonostante fossi felice di vederlo, mi faceva strano guardare un altra me con i capelli più corti mentre mi batteva il cuore a mille, sinceramente era una sensazione strana, sapevo che dentro l'altra me stessa c'erano quei occhi così azzurri da sembrare ghiaccio, gli stessi che mi trasmettevano così tanto amore nonostante tutto, ed anche se poteva sembrare strano come visione di me che abbracciavo me stessa mi buttai fra le sue braccia scoppiando in un pianto di gioia. Non potevo credere che dopo tutto questo tempo ero di nuovo fra le sue splendide braccia.
Onestamente non mi importava che aspetto avesse, io lo amavo per com'era nonostante tutte le cose che aveva fatto io non potevo odiarlo, non potevo far a meno di lui perché il mio mondo iniziava e finiva con Tim.
Anche Tim scoppiò in un pianto di gioia ripetendo a cantilena che se era un sogno di non svegliarlo, purtroppo per lui questo non era affatto un sogno ed aimè sapevo che il tempo era mio tiranno, non so perché Osiride mi concesse un simile privilegio e non mi interessava neanche scoprirlo, quello che volevo ora era baciare il mio uomo a prescindere del suo aspetto attuale.
Appena toccai le sue labbra senti come un esplosione dentro di me, un concerto pirotecnico aveva preso il posto del mio cuore, ed è strano visto che ero morta ed in teoria non avrei dovuto sentire il battito dentro di me, ma come diceva sempre mio padre l'amore non a forme ne regole, quando si ama diventare tutto in reale, quasi hai limiti dell'impossibile.
Un colpo di tosse ci riporto alla realtà, Pestilenza, Enogard e Serana che fissavano Tim come se fosse pazzo ignorando totalmente la mia presenza, eppure pensavo che sarebbero stati felici di rivedermi.
<<Oddio Peste avevi detto che Tim era tornato quello di sempre, eppure si comporta ancora come uno svitato>> commento Enogard lasciando me e Tim perplessi.
<<Già sta baciando il nulla>> commentò Serana.
<<Forse non se ripreso del tutto o magari a perso qualche rotella durante la strada>> prosegui Pestilenza.
<<Ma che dite, che Vichi qui>>. Rispose Tim indicandomi.
Loro guardarono il punto in cui mi trovavo ed inclinando la testa da un lato commentarono all'unisono :
<<Si è ancora fuori di testa>>.
Io d'avvero non capivo, eppure ero qui Osiride aveva detto che potevo vedere chi mi pare allora perché Tim mi vedeva e gli altri no? Aspetta... In passato era già successa una cosa del genere ma al contrario, quando fui violentata e pensavo che Tim mi avesse abbandonato non riuscivo più a vederlo per il semplice fatto che la rabbia nei mie confronti aveva spezzato il nostro legame, sarà mai possibile che lo stesso principio valesse anche per loro.
Ad un tratto Serana urlò a tutti di stare zitti, anche se nessuno aveva aperto bocca sicuramente si riferiva riguardo hai loro pensieri, dopo alcuni secondi si guardò in torno con una strana luce negli occhi urlando dalla gioia:
<<E vero, e qui riesco a sentire i suoi pensieri ma non riesco a vederla>>
<<Allora perché io non la sento>>? Commentò Pestilenza.
Bella domanda, me lo chiedevo anch'io effettivamente non aveva senso anche Peste avrebbe dovuto sentirmi.
<<Forse ho capito. >> intervenne Enogard attirando l'attenzione di tutti: <<Tim riesce a vederla e sentirla perché tra loro c'è un legame più forte della morte stessa, ed anche perché Tim essendo la morte può vedere gli spettatori a differenza vostra e siccome Victoria non è nel limbo riesce anche ad interagire con essa. Serana invece è un demone del limbo, il quale il suo compito è appunto aiutare le anime come lei, ma essendo fuori dal suo territorio non può vederla, però tu Peste no, non ti e mai stato concesso un simile potere, non puoi vedere i morti>> prosegui con tono interrogativo, anche se la sua spiegazione era davvero molto plausibile.
Osiride lo sapeva ecco perché mi lasciò vederli per tre ore, sapeva che non sarei riuscita a dirgli niente, ma aveva scordato che fra me e Tim vi era appunto questo legame così forte ed inseparabile.
<<Tim>> lo chiamai dolcemente ed egli si girò verso di me prendendomi a mo’ di sposa iniziando a parlare a raffica :
<<Ora staremo sempre insieme, non ci lasceremo mai, faremo l'amore tutta la notte e possederò il tuo corpo fino a consumarlo. Dio come mi sei mancata, il tuo sorriso, i tuoi occhi, le tue labbra>> disse avventandosi sulle mie labbra con le lacrime agli occhi per la gioia.
Mi si stava spezzando il cuore, come potevo dirgli che avevamo solamente due ore da passare insieme, e che non si sa nemmeno se lo avrei visto di nuovo? Osiride giocava sporco, andavo avanti con la speranza che a fine missione avrebbe mantenuto la sua promessa ma non avevo nulla di concreto, quindi come potevo dirgli "forse addio?" Nemmeno io volevo farlo, avrei dato chi sa cosa per rivedere i suoi splendidi occhi che mi penetravano l'anima.
A malin cuore però dovetti munirmi di coraggio e dire lui la verità, che forse questo era un addio e non sapevo nemmeno se lo avrei rivisto in futuro. Feci un grosso respiro e scendendo dalla sua presa lo guardai dolcemente con la speranza che capisse la difficoltà nei miei confronti nel dire ciò che stavo per per dire :
<<Forse Osiride ci lascerà stare insieme se lo aiuto a spodestare Lucifero, ma rimane comunque un forse perché la sua idea iniziale era di trasformarmi nel nuovo Ammit. Devo tornare da lui e.. . >> provai a spiegargli ma non mi diede neanche il tempo di proseguire che mi interruppe bruscamente afferrandomi per le spalle:
<<SCORDARTELO TU NON TORNERAI DA LUI>>
Dal suo tono di voce si capiva chiaramente che era disperato, ed anche a me piangeva il cuore nel separarmi da lui dopo tutto questo tempo, ma doveva sapere :
<<Se non torno entro l'ora prestabilita distruggerà la mia anima>> risposi con un filo di voce. <<Ma sappi che qualsiasi cosa accada io ti amerò per sempre. Tim tu hai reso la mia vita una vera favola, sei stato come un angelo custode pronto a difendermi con ogni mezzo ed il tuo ricordo nel mio cuore non svanirà mai>> gli accarezzai la guancia con affetto, mentre le lacrime scendevano copiose lungo le mie guance: <<Grazie per avermi amato... Grazie per avermi fatto sentire speciale ogni minuto che passa, nonostante i problemi, nonostante le persone tentassero di sminuirmi tu non facevi altro che ripetermi quanto fossi speciale... Grazie>>
Tim stava piangendo come me, mi strinse a se sussurrandomi una parola che non sentivo pronunciargli da troppo tempo : <<Grazie a te mio piccolo fiore di ciliegio, ti amo e farò di tutto per riportarti da me>>
So che Osiride non avrebbe mai mantenuto la sua promessa, io gli servivo come nuovo Ammit, ma cascasse il mondo io non mi sarei mai arresa per tornare da colui che amo non lo mai fatto da viva e non inizierò proprio ora che sono morta:
<<Tim dobbiamo fermarlo, io ho preso tempo con un piano a lungo termine, ma quando durerà? Die anni? Quattro? Qualsiasi sia il tempo volerà in fretta visto che ora siamo immortali entrambi. Dobbiamo trovare una soluzione per fermarlo solo così potremmo stare insieme, ti amo troppo per stare lontano da te, mi mancano anche le piccole cose che facevamo insieme>> ridacchiai amareggiata nel pensare a quei bei momenti passati, per poi esternarli anche a lui:
<<Ma ti ricordi quando passavo le ore a guardare gli anime e tu mi rimproveravi perché volevi che uscissi fuori a giocare? O quando ti ho beccato a piangere quando Otani a rifiutato Risa in lovely Complex? Sono quelli i momenti che desidero riavere ardente, quelli in cui eravamo solo io e te, contro il mondo>> prosegui piangendo.
Tim ridacchiò, per poi rispondermi con voce roca per via delle lacrime versate a sua volta: <<Era solo polvere>>
<<Come ora>>? Ridacchiai a mia volta.
Tim mi tirò un buffetto amichevole sulla guancia, per poi rubarmi l'ennesimo bacio carico d'amore come solo lui sapeva darmi, misi un braccio intorno alle sue spalle per stringerlo a me e sentire il suo calore, il calore che la morte mi aveva portato via.
Serana e gli altri non osarono intervenire, sapevano quando era speciale questo momento per noi ed apprezzavo la loro delicatezza nei miei confronti.
<<Ti prego non andare, non posso vivere senza di te>>. Mi supplicò nuovamente Tim ricominciando a piangere con la consapevolezza che avremmo dovuto separarci presto.
<<Tornerò presto pure a costo di svanire nel nulla>>
Controllai quando tempo mi fosse rimasto a disposizione e con mio disappunto non mi rimaneva molto tempo, il tempo era volato in un batter d'occhio, avevo ancora molte cose da dire da chiedere e non avendo altro tempo a disposizione guardai Tim con gli occhi rossi per via delle lacrime e dissi:
<<Tim, di a mia madre che gli voglio bene, che è stata una donna straordinaria che nonostante tutti i problemi che le ho causato lei non si e mai arresa, anche quando le ho confessato che ti amavo, lei non poteva sapere chi sei, ne tantomeno accettare la cosa ma nonostante tutto a finto di credere nella tua esistenza perché mi voleva bene, e vedeva quanto tu mi facessi stare bene. Dille che gli voglio bene, ti prego>>
Tim annuì rassicurandomi che avrebbe riferito il messaggio, per poi darmi un ultimo avvertimento:
<<Se Osiride compirà la sua assurda aspirazione di riprendersi l'inferno, insieme a Lucifero spariremmo anche noi lui lo sa ma evidentemente non a menzionato la cosa per evitare che la tua testardaggine lo ostacolasse>>
Adesso mi era tutto chiaro, Osiride mi aveva dato l'opportunità di dire addio a Tim, non so se sapeva se avrebbe potuto vedermi o meno ma e così che è andata, lui voleva continuare con il suo piano e prima di farlo mi a concesso questo piccolo atto di clemenza...
Ma se aspettava che sarei rimasta zitta ad aspettare una simile fine si sbagliava di grosso, Osiride non sapeva con chi aveva a che fare, non aveva alcuna voglia di dire addio a colui che amo e nessuno potrà portarmi via da lui.
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