Capitolo 7
Fece una lunghissima dormita come non faceva da mesi; Grainne aprí lentamente gli occhi, riconobbe la stanza di sua nonna, il fuoco nel camino si era spento, e la tenda della finestra faceva filtrare una debole luce. Si stiracchiò leggermente indolenzita, quel movimento le procurò un lieve dolore al ginocchio, ricordandole la brutta caduta e gli eventi successi ad essa.
Si voltò stupita di trovare Cameron al fianco del letto, seduto sulla sedia a dondolo: teneva le gambe appoggiate al letto e stava visibilmente dormendo.
Nonostante la bassa temperatuta indossava una maglia a maniche corte, impossibile da non notare i bicipiti e le sfregio sul braccio destro coperto in parte dal tessuto.
I lunghi capelli biondi arruffati gli cadevano sulle spalle conferendogli un'aria dal sapore mediovale. Doveva ammetterlo era bello, si chiese da quanto tempo non si permetteva di fare quei pensieri su un'uomo? Nessuno gli era mai davvero piaciuto, eppure Cameron nom gli era indifferente e non riusciva a spiegarselo. Si prese del tempo per osservarlo, forse era l'unico momento in cui avrebbe potuto concedersi quel piacere: notò lo sguardo un pò corrucciato, le ciglia lunghe, un profilo ben definito dal forte naso, molto mascolino, tranne la bocca contornata da una linea armoniosa.
Si riscosse stava indugiando troppo su quell'uomo e dandosi della sciocca tentò di alzarsi, ma il movimento le causò altro dolore e scostando le lenzuola notò quanto fosse gonfio il ginocchio, le avrebbe fatto male pet giorni.
< se fossi in te, starei a riposo almeno per oggi. >.
Cameron si era svegliato, teneva ancora le braccia conserte e da sveglio certamente era molto meno innocuo.
< Dormito bene? >.
Grainne annuí.
<potevi andartene. Ti avrei chiamato stamattina>.
Lui scosse la testa.
< ieri mi parevi un pò scossa. Non volevo lasciarti sola dopo quello che mi hai raccontato. >;
< Giusto. Il solo pensiero di ieri notte mi fa ancora rabbrividire.>
< credo sia normale. Hai avuto altre visioni? >.
Lei lo guardo incerta, ricordava di avergli raccontato quello che era accaduto, quello che in parte aveva visto.
< no. Non accade sempre. E io non posso prevedere quando succede. Quando ho scoperto cosa nascondeva il libro ho cominciato a leggere quegli incantesimi, e mentre ne leggevo uno ho visto due donne compiere quel rituale, e subito un'altre delle due compierlo ma con lei c'era un'uomo. Ma non l'ho visto in volto. >.
Cameron aveva una strana espressione dipinta in volto, sembrava triste, pensieroso.
< tua nonna sapeva di queste visioni? >. Grainne annuí.
< si. La prima volta successe sul sagrato della chiesa. Vidi un'uomo di spalle, un cavaliere. Credetti fosse reale, invece lo potevo vedere solo io. Lei mi ignorò, e mi disse che non dovevo dire quelle cose. Non le dissi piú nulla. Ne ho avute altre nel corso degli anni. >.
Cameron si alzò dalla sedia, lo guardò mentre faceva il giro del letto e le si posizionava davanti, mettendosi sulle ginocchia.
Le prese il ginocchio tra le grandi mani callose, il contatto con la sua pelle la fece rabbrividire, spostando lievemente il ginocchio come se si fosse scottata e lui se ne accorse e vide le labbra sollevarsi impercettibilmente.
< fa male lo so. Ti lascio un'unguento che farà passare il gonfiore. >
<sembri mia nonna. >;
< qualche volta me lo preparava. Fu una persona a farmelo conoscere tempo fa. Guarisce molte ferite. >.
Grainne si accorse di essere rimasta immobile come statua mentre lei le toccava il ginocchio, lui si rese conto del suo stato d'animo e prontamente staccò le mani, ma rimase di fronte a lei.
< ti sei mai chiesta perché le visioni? Cioè potrebbero volerti dire qualcosa. Non credi? >.
< non l'ho mai pensata in questi termini. L'ho vista sempre come qualcosa che mi rendeva diversa, strana. Avrei tanto voluto essere normale per una volta nella vita. >
< normale é una condizione relativa. Tua nonna voleva proteggerti. >;
< da cosa Cameron? >
< lo dobbiamo scoprire. Oggi faccio qualche altra ricerca su Grainne e su quello che hai scoperto. Probabilmente qualcuno voleva gli incantesimi é per quello che sono stati nascosti.>.
< forse una persona vicino a lei. Qualcuno che la odiava a tal punto di farla incarcerare. >;
< quasi sicuramente. A ogni modo io vado a fare qualche ricerca, mentre tu vai a una conferenza. >.
Lo guardò stranita.
< mi dai i compiti? >.
Si sollevò guardandola dall'alto a basso.
< evito che ti cacci nei guai. Come ieri. >;
< io non mi caccio nei guai. >.
Lui era quasi vicino alla porta.
< no. Certo, uscire di notte è una cosa normale vero? Vai alla conferenza. Il professore Jasper ha scritto un libro molto interessante, è uno storico affermato potrai fargli alcune domande. Ci sentiamo dopo. >.
Le lanciò un foglio e una vasetto e se ne andò.
Il foglio era la pubblicità della conferenza che su sarebbe tenuta in una libreria di antichitá e il vasetto conteneva una strana poltiglia puzzolente.
Qualche ora dopo, leggermente claudicante arrivò alla libreria, in tutti gli anni che aveva vissuto in paese non si era mai fermata in quel luogo. La porta era piuttosto piccola, le mura erano state dipinte di fresco ma ciò che la colpí era l'insegna, scurita dal tempo e rovinata che recava una scritta in gaelico con un simbolo che faceva fatica a riconoscere; decise di entrare: l'ambiente buio e basso puzzava di libri e muffa, le finestre era piccole e strombate, il soffitto era originale in legno. Era un'ambiente particolare per ricavarci una libreria, rimase lí a guardarsi intorno e percepí distintamente l'arrivo di un'altra visione : gli scaffali ricolmi di libri scomparvero, e lasciarono il posto a tavoli, e uomini, urla e risate e donne dagli abiti succinti. Ma un tavolo attirò la sua attenzione giovani uomini bevevano ormai ubriachi. Uno parlava a voce talmente alta che la taverna ascoltava le storielle oscene che raccontava. < che bella sposina che hai trovato. Uomo fortunato. >. Parlava di qualcuno che non poteva vedere. < te la potrai montare tutte le notti e ci abbandonerai qui con queste baldracche. > e tutti risero.
La visione sparì lasciando Grainne sempre scossa, si accorse che altre persone erano entrate e si stavano accomodando, lei si sedette in seconda fila, si era portata un piccolo quaderno con gli appunti.
Arrivò un'ometto vestito con abito vintage e un papion rosso alquanto demodé, portava spessi occhiali da vista, le parve un'uomo simpatico ed eccentrico.
< Buongiorno a tutti, mi fa piacere che siate numerosi oggi. Siamo qui per parlare del mio ultimo libro, ho raccolto in un'unico volume alcune delle leggende piú importanti di questa terra e nello specifico alcune leggende avvenute proprio in questi luoghi. Tra l'altro siamo in luogo storico, questa un tempo era una taverna, o un bordello meglio definirlo. I proprietari hanno lasciato questo luogo quasi come era un tempo. >.
Grainne si stupí per la prima volta si rese conto che la visione di poco prima non era immaginazione.
La conferenza fu molto interessante, erano anni che non sentiva quelle leggende raccontate, ma quando il professor Jasper concluse Grainne si avvicinò per porgli qualche domanda, e l'ometto acconsentí sorridente.
< grazie per essersi fermato>;
< ma le pare. Cameron mi aveva avvisato della sua presenza. >.
Doveva immaginarselo.
< vi conoscete bene? >
< SI. qualche anno fa si é presentato a una conferenza che tenevo a Edimburgo, é un' uomo molto pragmatico, e strano. Conosce bene la storia di questo luogo. Ma mi ha detto che aveva alcune domande da farmi. >;
<si. Cosa sá del clan Carmag? >;
< era un'antico clan, donato da qualche Laird. Governavano queste terre fino ai confini delle highlands. Il piú famoso Laird fu Roderick la volte di scozia. Si dice fosse un vero tiranno, fu l'ultimo laird poi la casata si estinse. >;
< come mai? >;
< non ebbe mai eredi maschi. La prima moglie fu ripudiata e la seconda non si hanno notizie storiche. >
< ma leggenda vuole che avesse una figlia. >;
< si. Grainne, data in sposa a Finn. >;
< quindi la leggenda è vera? >.
L'uomo annuí.
< piú o meno. Finn era stato accolto dal padre di Roderick quando era un ragazzo. Era rimasto solo con la sorella gemella, la loro famiglia sterminata da un clan rivale, furono accolti finché divenuto uomo non tornò in Irlanda a prendersi ciò che gli apparteneva. Carmag lottava da tempo con gli scandinavi che saccheggiavano le terre e chiese aiuto a Finn. Era pratica comune offrire una merce di scambio, e offrí la figlia. Il resto é leggenda. >.
Forse pensò Grainne.
< e se io le dicessi che ho trovato tracce di Grainne? >;
< impossibile. >.
< ho trovato un documento che attesta che Grainne fu bruciata sul rogo nel 1155. >.
Il professore era basito.
< un rogo? Prima del 1500? >.
< e non é finita. Sullo stipite di una cappella nella chiesa c'é lo stemma di Finn, il leone rampante un dono probabilmente. >;
< questo sarebbe avvenuto solo e soltanto se si fosse sposato e quindi avrebbe fatto un dono o dato denaro alla chiesa. >.
Grainne se ne rendeva conto.
< Serve un certificato di matrimonio. Potrebbe riscrivere tutto. >.
Il professore le lasciò il biglietto da visita.
< io devo tormare ad Edimburgo. Farò altre ricerche, mi chiami fra qualche giorno. >.
I due si lasciarono l'uomo su di giri per aver fatto quella straordinaria scoperta, mentre Grainne sempre piú confusa.
Le parve improvvisamente che qualcosa le stava sfuggendo dalle mani, tasselli che non riusciva a collegare, doveva parlare con Cameron sapeva che lo avrebbe trovato in bibblioteca e lí si diresse.
Come sempre entrare nella chiesa le dava un senso di irrequietezza, ma non quel giorno; mentre camminava per la navata si rese conto di essersi diretta alla cripta che Cameron le aveva mostrato e nel centro di quello spazio vuoto liberò la mente.
Stava camminando, coperta da un lungo mantello aveva fretta e paura che qualcuno la seguisse ma aveva un'appuntamento a cui non poteva mancare. Entrò in chiesa, un'ambiente totalmente diverso, proseguí fino alla cripta dove due uomini l'aspettavo: il prete e un'altro. Era emozionata, ma aveva addosso ancora quella paura che sembrava non abbandonarla mai, e poi sentí il suo nome pronunciato dalla sua voce... Grainne....
< Grainne mi senti? Grainne. >.
Aprí gli occhi per trovarsi davanti Cameron.
< ti ho vista entrare qui. Che c'è? >.
< una visione. Lei era qui, è venuta qui. C'era un prete e un'altro uomo... Forse. Ma si. Certo un matrimonio. Grainne si è sposata con Diarmaid. Un matrimonio segreto. >.
Cameron la guardò sempre in modo strano.
< Tu pensi che Grainne abbia sposato Diarmaid? >;
< non voleva sposare Finn. Suo padre voleva che sposasse Finn, era un'accordo. Ma lei era innamorata di un'altro, anche ieri notte ho visto che urlava il suo nome. Forse sono qudste le visioni, vedere cosa realmente è successo, dire finalmente la verità. >.
Lei era emozionata da tutto quello ma Cameron no. Si era fatto cupo.
< che ti prende? >,
<nulla. Solo... La verità Grainne si nasconde negli antri del tempo. Me lo disse un saggio tempo fa. Mi disse che la nostre mente è un pozzo in cui perdersi, dobbiamo essere capaci di guardare sempre al di là. >;
<non ti capisco? Stai insinuando che io non dica la verità? >;
<no. Dico solo che potresti vedere la verità che ti aspetti e non quella reale. >.
Grainne rimase basita da quell'atteggiamento, ma nin riuscí a dire altro perchè Cameron se ne era andato lasciandola sola.
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