Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

JANINE II - Il mio limite

Janine

Il villaggio di Narek era vecchio d'almeno un millennio, risalente ai tempi in cui la Natura era stata la Signora indiscussa delle Terre del Tempo e nessuno avrebbe mai osato affermare il contrario. Era divenuto nei secoli l'avamposto dei Sacerdoti della Natura a sorveglianza del fiume dei miti, il Toeba, le cui acque si diceva avessero poteri miracolosi – lì erano state benedette le spade leggendarie, impregnate di Prima Magia, e sempre lì erano stati battezzati i più grandi cavalieri, eroi passati alla storia. In principio, dopo aver perso Blaine a Dublino, Nina aveva pensato di poterla trascinare fin lì per chiedere aiuto ai Sacerdoti. Con ostinazione, aveva sperato fino all'ultimo che Blaine fosse soltanto quello: una semplice figlia della Natura, che quel mondo violento non avrebbe reclamato a sé con la forza.

Ma a nulla erano servite le speranze – perché Blaine si era rivelata esserlo, la Natura.

Erano passati già un paio di giorni da quando Blaine era stata ritrovata morta – e di morte si trattava, benché apparente – ed erano ormai più di quarantotto ore umane che Janine la Bianca attendeva al suo capezzale che la giovane si risvegliasse.

Senza alcun successo.

Al contrario, Blaine impallidiva, perdeva colorito e vitalità, e con ogni nuovo giorno a Nina sembrava la vita la stesse abbandonando. Contemporaneamente, in uno scherzo del destino che Janine non trovava neppure divertente, la Natura di Narek si faceva più forte e serena; era quasi come se stesse rubando linfa vitale alla ragazza, ignorando il bisogno della Bianca di riaverla accanto, ignorando come, dopo tutto ciò che Nina aveva perso, la sopravvivenza di quella che ormai riteneva una figlia fosse fondamentale per permetterle di continuare a vivere.

La Natura sarebbe tornata a fiorire anche se Blaine fosse rimasta intrappolata in un sonno eterno, ma Nina no.

Svegliati, Blaine.

La sera del terzo giorno, fu quando le cose iniziarono a peggiorare. Janine lo lesse nell'espressione della ragazza: dapprima serena, benché pallida, adesso il viso di Blaine si era increspato di un grigiore cupo e morente, sempre più lontano da ciò che la giovane era stata. Fu quel nuovo risvolto a convincere Nina a lasciare per la prima volta il fianco di Blaine e le foglie che danzavano poco lontane, dirigendosi a piè veloce verso le abitazioni degli altri Sacerdoti, sbattendosi la porta alle spalle e, stavolta, chiudendola a chiave.

Non sarebbe più accaduto nulla senza che lei ne fosse stata al corrente, e di certo non a Blaine.

Janine si mosse tra le casupole di Narek ripercorrendo ogni vicolo a memoria, i ricordi che quasi rivedeva dietro ogni angolo, le immagini di un passato lontano e allo stesso tempo così vivido. Aveva vissuto per anni in quel villaggio... anni dopo essere stata esiliata e maledetta, perché solo lì v'era rimasta abbastanza Prima Magia da permetterle di riacquisire la sua forma umana, e solo lì era potuta sfuggire alle colpe che gravavano sulla sua schiena, il peso di secoli di guerre e tradimenti.

Qualcun altro le aveva fatto compagnia – occhi bigi che l'avevano saputa rassicurare, che l'avevano tenuta lontana dalla bestia che era divenuta parte di lei, a farsi beffe del nome della sua famiglia e che, dopo la maledizione scagliatale, aveva lentamente preso il sopravvento fino a farla impazzire.

Il ricordo delle braccia di lui che la stringevano, conducendola lontana dalla tigre... il ricordo del suo profumo, della sua vicinanza.

Ma anche quello stupido è andato via, e ora solo sola.

Si fece ricevere da Fyero, senza però farsi annunciare, trovandolo in compagnia: seduti nei pressi del Toeba scovò un gruppetto di uomini inviati dalle fazioni ribelli che si celavano tra i monti del Nord, al riparo dagli occhi vigili di Luiss III e di Chev.

Folli.

Quegli stolti che cercavano la rivoluzione... dicevano di battersi per Lyede, per il regno che un tempo era stato e che poteva tornare a essere – con la loro follia, erano parte del motivo per cui Nina aveva perso Blaine e, ne era più che certa ormai, erano la causa per cui aveva perduto anche quello sciocco di Fidel.

E ora sono venuti fin qui. Cosa pensano di trovare tra i Sacerdoti?

«Questo è un luogo di fede» fu il suo esordio, infatti, prima ancora che Fyero potesse intravederla sulle sponde del Toeba. Janine immaginò che a sapere del suo arrivo avrebbe provato a fermarla, e il suo sguardo corrucciato glielo confermò – aveva fatto più che bene a ignorare le lamentele degli apprendisti, raggiungendolo senza preavviso.

Da quando avevano ritrovato Blaine, per Nina si era fatto più difficile distinguere le sottili differenze tra istinto e ragione, e Fyero lo sapeva bene. Tuttavia, negli ultimi giorni la Bianca si era comportata in maniera impeccabile: aveva tenuto a bada l'emotività con fierezza, senza cadere più preda della tigre. Il Sacerdote non avrebbe potuto rinfacciarle nulla.

E se anche avesse rischiato d'impazzire, avrebbe resistito per Blaine.

Tutti hanno un limite... questo è il mio, Fyero.

Il Sacerdote strinse i denti ma parve comprendere, annuendo nella sua direzione senza nascondere un filo di esasperazione. I tre uomini abbarbicati accanto a lui sollevarono gli occhi in sincrono, puntandoli sulla figura stravolta di Nina e guardandola con una certa sorpresa. Nessuno dei tre parve riconoscerla, perché quasi nessuno conosceva più la sua forma umana – eccezion fatta per chi, come Fidel e Fyero, aveva vissuto abbastanza a lungo da incontrarla in carne e ossa. Il tempo era trascorso, poi... Janine aveva lasciato le Terre del Tempo secoli prima, quando il suo corpo aveva dimostrato a malapena vent'anni. Scegliendo una vita priva di magia, a contatto con il suo lato umano, però, aveva guadagnato poco più di un decennio sulle spalle, che le aveva permesso di divenire tutta un'altra persona. La voce del suo ritorno si era sparsa, lo sapeva, ma difficilmente qualcuno avrebbe potuto capire.

Non c'erano tigri, lì, a svendere la sua identità. A parte il Principe Vladimir, a parte quei pochi che avevano avuto occasione di vederla almeno una volta, prima che Blaine Wes entrasse nella sua vita, Janine era morta secoli addietro per quel mondo.

Il suo nome dimenticato, le sue origini perdute.

Non m'interessa se questa gentaglia si sconvolge un po'.

«E questa dove spunta fuor...» iniziò a sbottare uno dei ribelli, dando improvvisamente le spalle a Fyero con espressione tesa, scrutando Nina con diffidenza. «Avevi detto che non c'erano estranei, qui, Sacerdote.»

I due compagni – il più alto, dai capelli radi e biondicci e il fisico possente da combattente, la scrutò seduto a terra di fronte al Toeba, impassibile rispetto al compagno che aveva reagito di malagrazia. Poco più in là, invece, quello che doveva essere a malapena un ragazzino sbarbato, poco più grande di Blaine, la scrutò con curiosità, con grandi occhi azzurri sotto una zazzera di capelli castani.

Nessuno dei due fiatò.

Fyero sospirò. «Infatti, Janine non è un'estranea» replicò morbido, tendendo una mano verso Nina, facendole cenno di avanzare. Al nome della donna, quello che doveva essere il capo dei dissidenti sgranò gli occhi, mentre i suoi due compagni reagivano con stupore, ma in maniera nettamente diversa: il ragazzino con un sorrisetto divertito e il combattente aggrottando appena le sopracciglia, cauto.

«Janine la Bianca» la presentò Fyero. «Janine, ti presento...»

«Un manipolo di sporchi ribelli» finì per lui Nina, avanzando a testa alta e fermandosi a un passo dai tre, scrutandoli con diffidenza. Osservò l'uomo che aveva parlato, il più vecchio e smilzo, risedersi su una radice di un albero in un moto di soggezione. Aveva spalle strette e un viso spigoloso, ma iridi limpide come le sponde del Toeba, che la guardavano con improvvisa incertezza.

Janine lo vide reagire senza offesa alla sua affermazione, visibilmente provato piuttosto dalla scoperta di averla lì, di fronte a sé. L'uomo si volse verso Fyero con discrezione, provando a bofonchiare qualcosa senza riuscirci veramente, distogliendo poi lo sguardo con imbarazzo.

Vi furono alcuni istanti di silenzio, che fecero quasi sollevare gli occhi di Nina al cielo.

Dei, non ci sono più i ribelli di una volta...

Poi il più massiccio dei tre, il combattente, si rialzò dalla sua postazione accanto alle sponde del fiume, avvicinandosi piano a Nina. La squadrò dall'alto in basso, scettico, e Janine rispose al suo studio con il proprio sguardo, gelido e irrequieto.

Non riusciva proprio a levarsela di dosso, quella sensazione... la perenne irrequietezza della bestia.

«Io sono Orion.» La voce profonda le giunse alle orecchie con una delicatezza inaspettata, così tanto in contrapposizione con la stazza dell'uomo, il suo viso ruvido quanto lo sguardo duro. Lo vide far cenno verso il capo che ancora non aveva ritrovato la parola. «Lui è Duncan» presentò, puntando poi un dito verso il ragazzino seduto su un tronco basso, che ancora guardava la scena con una fiammella di entusiasmo negli occhi.

Entusiasmo – quando dovevano essere lì per motivi che sfioravano la follia, che mettevano a repentaglio la loro vita per idee utopiche e impossibili.

«Lui, invece» lo presentò Orion. «È Lohan.»

E il sorriso del ragazzino si allargò, brillando se possibile ancora più eccitato.

Stupido moccioso, non hai idea della follia verso cui vai incontro.

Orion ricatturò lo sguardo di Janine, incrociando le braccia al petto e sostenendo una lenta sfida di sguardi con lei. Rimase in silenzio come ad aspettarsi una sua qualche reazione o risposta, che Janine gli accordò solo per zittire la tigre che continuava a ringhiarle di assalire il branco di ribelli.

«Vi direi che è un piacere conoscervi, ma sarebbe una menzogna» si lasciò sfuggire – il minimo che poté fare, fu rendere le minacce che sentiva sulla pelle solo a parole.

Orion aggrottò le sopracciglia, annuendo grave. «Apprezzo la sincerità, donna. Il sentimento è reciproco.»

Dandole poi le spalle e tornando verso il fiume, ricadendo sulle sponde con un piccolo tonfo.

«Duncan, devo chiedervi di attendere. Continueremo il discorso più tardi...» iniziò a quel punto Fyero, sfiorando Janine con una mano e indicandole di seguirlo dentro.

Quel gesto la indispose alquanto. «Hai paura di come potrei reagire ai vostri stupidi discorsi, Fyero?» domandò con una punta di irritazione. «Ho vissuto più battaglie di quante tu e i tuoi ribelli ne abbiate mai affrontate.»

Silenzio. Le iridi castane del Sacerdote la scrutarono con attenzione, tinte non di fastidio, come Nina aveva forse sperato, ma di comprensione. Fyero sapeva stesse parlando spinta dalla rabbia, dall'incapacità di fare alcunché per Blaine, per aiutarla.

Ed era vero. Il dover rimanere con le mani in mano, senza poter far nulla, la stava uccidendo.

Ma ti sbagli, Fyero. La strada da percorrere c'è e la conosciamo entrambi. Io sono solo pronta a imboccarla.

«Sacerdote, se questa è veramente la Bianca...» s'intromise Duncan, prendendo un passo incerto nella loro direzione. Nina lo fulminò con lo sguardo e quello si bloccò, intimorito, ma non smise di parlare. «Se lo è, vorrei che sentisse anche lei le ultime novità. Potrebbe tornarci utile un suo consiglio.»

Fyero sospirò, lasciando andare il braccio di Janine mentre anche il ragazzino, quel Lohan, si metteva in piedi, e Orion sbirciava annoiato la situazione da oltre la spalla. «Lo è» confermò il Sacerdote della Natura, passandosi una mano sui lunghi capelli bianchi. «Ma i problemi qui non mancano, amici, e i Sacerdoti possono molto, ma non hanno più i poteri di una volta – non possiamo tutto.» La sua spiegazione, benché criptica, alle orecchie di Janine risuonò come un chiaro riferimento a Blaine. Il problema alla mano...

Dovevano parlare. Doveva dirgli cosa stava accadendo, dovevano fare qualcosa – ora.

I ribelli li stavano guardando poco convinti. Il capo fece per parlare ancora: fece un altro passo avanti, titubante, ma venne bloccato stavolta ancora prima di aprir bocca.

«Ho bisogno che mi addormenti» scandì Nina, perché ormai di essere udita da altri le importava poco e nulla. Cos'avrebbero capito, tanto? Non sapevano nulla di magia, nati e cresciuti in un mondo in cui era stata data per morta. L'unica cosa che potevano notare, forse, era la finalità con cui Janine sentì di aver pronunciato quelle parole, sostenendo l'espressione sorpresa del Sacerdote.

Fyero non perse un colpo. «Assolutamente no.»

«E invece lo farai, perché non sta a te decidere.» Déjà-vu. Con quell'affermazione Nina tornò indietro di lunghissimi e infiniti giorni – a quando l'aveva sentita pronunciare a Fyero stesso, prima che Blaine chiudesse gli occhi, prima che la Natura gliela portasse via.

Stavolta, però, la scelta spettava a Nina e a Nina soltanto.

È il mio limite, Fyero. Lei è il mio limite.

Quella stupida ragazza che aveva cresciuto, che doveva ritrovare.

Devo risvegliarla... e per farlo devo chiudere io stessa gli occhi.

«È pericoloso» mormorò a quel punto Fyero, in modo da farsi sentire solo da lei. I suoi occhi esprimevano tutto il suo scetticismo, ma la voce del Sacerdote era calma, asseriva la realtà dei fatti. «Anche con le tue capacità, potrebbe rivelarsi la scelta sbagliata. Un errore madornale.»

Ma almeno sarebbe stata la sua, di scelta.

L'odore del fiume investì Janine con un soffio di vento, portando con sé un odore di sale completamente fuori posto. La donna chinò il capo verso il Toeba, intercettando per un istante solo l'attenzione del combattente, Orion, spostandosi poi a cercare qualcosa ancora oltre.

C'erano solo le casupole di Narek, il flusso costante del Toeba...

Sapeva fosse pericoloso, addentrarsi nel buio in cui Blaine era sprofondata – ma se la ragazza non fosse riuscita a tirarsene fuori da sola, Nina avrebbe dovuto vederla appassire di fronte ai propri occhi. Poteva già immaginarla spegnersi, morire davvero dinnanzi a lei mentre la Bianca non tentava nemmeno di reagire.

Incapace di rischiare, per riaverla a fianco. Era pericoloso, ma lei avrebbe potuto permetterselo – aveva già sofferto in passato, richiamando la Prima Magia a sé, liberando la fiamma che un tempo le aveva impresso la guancia a marchiarla sin dalla nascita. Era stata il dono dell'antica casata di cui aveva rinnegato il nome, maledicendola per averla condannata a un'eternità con la tigre che la divorava dall'interno. Giorno dopo giorno la bestia dei Marof, la sua bestia, aveva voluto sempre di più da lei, dalla sua anima. Aveva desiderato farla a brandelli.

C'è riuscita? Nina chiuse gli occhi, domandandolo a sé stessa senza ricevere risposta, estraniandosi per lunghi istanti da Narek, da Fyero che la guardava, dai ribelli che non potevano capire.

Quando li riaprì, poté sentire la fiamma sul proprio viso che implorava di essere risvegliata. Voleva condurla nel buio dove Blaine si era persa... o voleva ucciderla, e lei sarebbe morta nel tentativo di affrontarla.

È possibile – potrei morire.

Ma ne sarebbe valsa la pena.

Afferrò il polso di Fyero, avvertendo gli artigli della tigre minacciare di venir fuori, sentendo le sue stesse iridi assottigliarsi quando le fissò sul Sacerdote.

Parlò una sola volta, ma lo fece con finalità.

«Ho deciso» affermò, la voce che sfociava nel gutturale, la bestia che chiedeva di essere liberata. «E tu lo rispetterai.»

Non avrebbe accettato altro che un .

Blaine doveva accogliere la Natura, la Prima Magia che chiedeva di impossessarsi di lei.

E Janine Darbre Marof l'avrebbe ritrovata e costretta a farlo.





***

Note autrice: Cari lettori, scusate il ritardo dell'ultimo periodo ma mi sono concentrata moltissimo sulla stesura del seguito della mia altra storia, Gradier, che sta per concludersi su Wattpad. In più ho avuto impegni vari tra le vacanze e la preparazione per il trasferimento all'estero... perché sì, vado via dalla nostra bella Italia, ma continuerò a scrivere e pubblicare qua! Questo però comporta un po' di lentezza che mi costringe a modificare la pubblicazione della Danza: da un capitolo a settimana, finché non finirà Gradier pubblicherò se non ogni domenica, ogni due. Il prossimo capitolo proverò a farlo arrivare domenica prossima, ma se non dovessi riuscirci lo avrete il 25 ;)

P.s. chi si aspettava la rivelazione del nome completo di Nina? 'Sti Marof... sono ovunque. ò_ò

A presto,

Isa

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro