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JANINE I - Maledetta Natura

Janine

Le foglie avevano ripreso a danzare, in quegli ultimi giorni.

Il loro era stato un lento ritorno alla vita: dapprima si erano smosse come soffiate dal vento leggero dei territori d'Oltre le Nevi, ma dopo un paio di fresche mattine un canto lento aveva fatto da sottofondo alla vita nel villaggio di Narek, riaccendendo le speranze dei suoi abitanti.

Un canto che profumava di magia – diverso per tutti, ma dal significato unico.

Per Janine quella musica aveva un sapore dolceamaro e ineluttabile. Era stata la conferma delle parole di Fyero, il Sacerdote della Natura che solo poco tempo prima l'aveva messa in guardia di fronte alla verità.

"Se dovesse essere lei, Janine... non dovrai opporti. Non potrai portarla via."

Le aveva fatto promettere di non riportare Blaine Wes a Dya, se si fosse rivelata la discendente dell'antica Natura... la nuova epohymia. Ma di quel passo sarebbe stato anche solo un miracolo riuscire a riaverla indietro viva, lì a Lyede.

E se la Natura stava riprendendo a cantare, a danzare... Fyero aveva avuto ragione.

Il peggio era accaduto troppo in fretta, appena qualche giorno prima che la melodia delle foglie pervadesse Narek, senza che Janine la Bianca potesse agire in tempo. Di notte, mentre Nina era stata intenta a scrivere alcune lettere rivolte ai Sussurri che continuavano a giungere al villaggio, un brivido ferino le aveva attraversato la schiena, richiamando la sua attenzione verso l'esterno. Si era affacciata sulla soglia della casupola e, spinta dall'istinto animale che ormai la governava, era corsa verso l'abitazione di Fyero, dove avevano accolto Blaine. Spalancata la porta, però, non l'aveva trovata.

Non lì, quantomeno.

La ricerca era stata frenetica, ma breve – il corpo di Blaine era stato ritrovato nell'unico luogo in cui Nina aveva pregato non fosse: freddo, immobile sulle sponde del fiume Toeba, riportato a galla dalle forze restanti della Natura.

La furia si era unita alla paura e Janine aveva perso il controllo della propria forma animale, trasformandosi seduta stante e accorrendo al fianco di Blaine. L'aveva trascinata sulla terra asciutta e aveva provato a smuoverla, scoprendola immobile e priva di vita.

Priva di vita.

Il dolore di quella realizzazione l'aveva trafitta con una tale violenza da sembrarle impossibile continuare a vivere.

Era stato Fyero stesso a dover intervenire, scattando in avanti e posandole una mano sul muso prima che potesse aggredire i Sacerdoti. L'aveva costretta a tornare in forma umana con un canto antico e perentorio. Nuda, sofferente e delusa Janine era rimasta senza parole mentre Blaine era stata portata via, lontana da lei, lontana dalle sue grida bloccate in gola e incapaci di venir fuori con la dovuta rabbia.

C'era voluto un giorno intero perché Fyero e i suoi uomini potessero riuscire a parlarle, penetrando il velo di oscurità e dolore che l'aveva avvolta. Erano passate ore e ore prima di poter rivedere Blaine di persona, e tutto solo dopo che i Sacerdoti erano stati sicuri Nina avesse udito e compreso le loro parole.

«Non è morta, Janine. Non ancora» aveva asserito Fyero, stringendole il mento mentre un giovane apprendista copriva rapido le sue nudità con una pelliccia, tentando di non guardare. «Ma devi ritrovare la calma, richiamare la bestia.»

E così Nina ci aveva provato – aveva cercato di tornare in sé abbastanza a lungo da assecondarlo.

Poi gliel'avevano mostrata, la Blaine che non pareva più volersi svegliare, la stessa giovane ragazza che aveva cresciuto e che, ora, dentro di sé temeva di star per perdere per sempre. Nel rivederla, Janine non aveva potuto evitare di perdere nuovamente il controllo, finendo per trascorrere la notte seguente nel corpo della tigre, a caccia tra i boschi al limitare di Narek.

L'ho già persa. Il giorno in cui è giunta a Lyede, l'ho persa.

Stesa tra le lenzuola candide di Fyero, il viso disteso in una morte apparente, v'era stato l'incubo peggiore di Janine: tutto ciò che avrebbe voluto evitare, che aveva sperato non fosse vero fino all'ultimo istante.

Il fiume non aveva soltanto liberato Blaine dal malocchio, ma l'aveva richiamata a sé... con l'antica violenza nota alla Natura allo stato brado, senza pietà alcuna della ragazza, né di chi avrebbe dato la vita per lei.

L'esistenza di Blaine Wes si era fermata nel Toeba perché i suoi occhi erano entrati a contatto con la Prima Magia e la sua essenza più pura. Il solo fatto di non essersi più risvegliata era dimostrazione sufficiente di cosa il suo sangue rappresentasse per quel povero regno dimenticato.

Fyero aveva avuto ragione... fin troppa, per i gusti di Nina.

«Ora, più che mai, possiamo solo aspettare» le mormorò il Sacerdote la mattina dopo, quando Janine tornò a Narek con la pelliccia bagnata di sangue, stravolta come non accadeva ormai da anni. Secoli, forse.

Maledetta Natura... me la porti via così.

Ora, come innumerevoli volte sin dalla notte dei tempi, una nuova epohymia avrebbe potuto nascere. Se Blaine voleva vivere, doveva accettare di morire... e doveva lasciare alla Prima Magia lo spazio necessario per rinascere con lei.

Doveva diventare tutto ciò che, Nina aveva sperato, non sarebbe mai stata.

Maledetta Natura, che con i tuoi tranelli mi costringi a voltare faccia alle mie speranze.



***

Note autrice: non so se l'avete notato, ma ho iniziato ad aggiungere i simbolini per i vari pov *-* per Janine una tigre, ovviamente, e per gli altri li disegnerò a breve... li inserirò passo passo!

Alla prossima settimana,
Isa

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