II
Sono così agitata che mi tremano le gambe e faccio fatica a rialzarmi.
"E ora che si fa? Su o giù?"
Scendo,
Sono nel panico, niente di tutto questo e normale, perchè ci sono entrata?
Arrivo al portone, ma non c'è più, al suo posto c'è solo la ruvida e fredda pietra.
Non mi resta che salire e sperare di trovare un'altra uscita.
Dentro di me so che tutto andrà solo a peggiorarsi.
Salgo.
Continuo a camminare nel buio trascinando una mano sulla parete per reggermi.
Finalmente la scalinata finisce e mi ritrovo d'avanti una porta di legno marcio.
Le do un calcio attenta a non perdere equilibrio e rotolare giù per tutta la rampa di scale. Pezzi di legno cadono all'interno creando in passaggio abbastanza grande per entrare.
Il buio all'interno è assoluto.
Mi avvicino al muro e cammino senza allontanare la mano dalla parete.
Con la mano sfioro qualcosa, un interruttore.
So che sarà inutile, ma ci prova comunque.
Sposto la levetta.
Vedo le luci, sorprendentemente, lampeggiare e poi accendersi.
Mi guardo attorno.
Mi trovo in una grande stanza senza porte ne finestre (sono come un topo in trappola), le pareti sono spoglie e si vedono i matoni.
La camera è vuota, ma, vicino alla parete difronte a me, c'è una una sedia a dondolo con appoggiata sopra quella che sembra una una bambola di porcellana.
Mi avicino incuriosita, mi sono sempre piaciute le bambole di porcellana, anche se molti le ritengono inquietanti, ma per me è solo percè vedono troppi film horror.
Ho fatto solo qualche passo quando la luce inizia a lampeggiare.
Sento una risata da infante riecheggiare tutta intorno.
Il cuore palpita e respirare mi diventa difficile.
Sento un cla cla avvicinarsi lento sempre di più.
Le gambe si fanno deboli.
"Non cadere Kat, devi restare in piedi!"
Le luci continuano a lampeggiare e mi sento stordita.
Resto immobilizzata finchè non sento qualcosa toccarmi e aggrapparsi alla gamba sinistra.
La risata riecheggia nuovamente, ma ora non sembra più umana, è quasi demoniaca.
Salto per la paura.
Sento un rumore di ceramica infranta.
La risata malefica si zittisce di colpo.
Le luci si riaccendo improvvisamente.
Difronte a me la sedia dondola da sola e ai miei piedi giace in mille pezzi la bambola di porcellana che era sulla sedia.
Non resisto più.
Urlo e una lacrima mi scende lungo la guancia.
"Perchè sono entrata qui?" Mi chiedo.
Le luci si spengono nuovamente.
Io crollo a terra.
Tra le lacrime scorgo nuovamente una luce.
Una luce rossa.
Il legno della sedia ha preso fuoco.
Una fiammata si erge alta difronte a me.
Mi rialzo in piedi.
"Devo scappare!"
Ma subito ricordo di non avere una via di scampo.
Mi volto verso la fonte di luce che sta pian piano consumando tutto l'ossigeno.
Il fuoco si sta spegnendo, e la mia vita con lui.
Mi brucia la gola.
Tossisco.
Presto non potrò più respirare.
Crollo di nuovo a terra.
Ombre.
Vedo delle dannate ombre nella penombra.
Lunghi artigli affilati.
Rumori di passi.
Passi che si avvicinano.
É la fine!
Maledico la mia curiosità.
I miei occhi si abituano alla luce fioca.
Adesso vedo cosa mi sta attaccando.
Quelli che credevo fossero artigli , in realtà sono zampe.
Otto zampe lunghe e sottili che sorreggono un corpo enorme.
Le zanne del ragno sono a pochi centimetri dalla mia faccia.
Non ho più forze.
Non posso muovermi.
Chiudo gli occhi.
Mi arrendo alla morte.
Sento un tocco freddo sulla mia mano destra.
Credo di essere già morta.
Per il ragno o per l'aria, sono morta.
Apro gli occhi.
Sono ancora in quella stanza.
Il ragno non c'è più.
Il fuoco è spento.
Le luci accese.
Non sento più la mancanza dell' aria, ma sono ancora stanca.
Molto stanca.
Volto la testa verso destra.
Vedo una donna seduta accanto a me.
È pallida e il suo corpo sottile è avvolto in una candida veste.
Mi sorride amichevolmente e mi accarezza la mano.
-Oh povera, cara, piccola Kat.- dice dolcemente con voce soave e rassicurante-Non lo sai che la curiosità uccise il gatto?-.
Per un attimo il suo sorriso si allarga, la pelle diventa trasparente e poi sparisce con tutto il resto, lasciando visibili le ossa, mentre il suo abito diventa nero e le compare una falce in mano.
Cerco di strisciare lontano da lei, ma mi sento paralizzata.
-Oh cara- dice appena torna normale con la stessa voce dolce e soave, che però ora non mi sembra più così tanto rassicurante -quella che hai visto è un'altra delle mie tante forme, la più conosciuta.-
Deglutisco.
-Hai capito chi sono no?-
Non posso rispondere.
Mi mancano le forze.
Ma sì, sì, so chi è.
La Morte.
La vista mi si annebbia.
La testa si fa leggera.
Non è poi una così brutta sensazione morire.
-Mia cara- dice la donna, ora la sua voce sembra lontana -prima di morire...ti starai chiedendo perché ti sto facendo questo, perchè non ti faccio morire in un modo ''normale",- smette di parlare per un istante, poi riprende -A dire la verità mi annoiavo e ho creato questa casa vagante che mostra a chi ci entra cose terrificanti. Tu, come tutti del resto, sei stata un caso, non scelgo chi deve morire qui, ne nessuno mi dice chi devo far entrare e chi no, come succede di solito. Quando poi il mal capitato muore la casa si sposta e costringo l'anima del defunto a cercare la prossima vittima-.
Non pensavo che la Morte fosse così sadica, non l'ho mai pensata come una spece di persona, e anche se l'avessi fatto avrei pensato che le facesse chifo il suo "lavoro", e invece..
Vedo tutto nero, sento un tocco sulle mie labbra, il bacio della morte, poi più niente.
*Il giorno seguente sul giornale locale*
Macabro ritrovamento questa mattina. Un uomo ha notato il cadavere di una ragazza nella zona vecchia della città, steso per terra.
L'uomo ha chiamato la polizia e l'ambulanza, ma ormai non c'era nulla da fare, era morta da tempo.
La polizia è accorsa sul posto e ha iniziato ad indagare, ma il caso è stato ben presto archiviato quando i medici forensi hanno detto che la morte è avvenuta per cause naturali.
Il corpo comunque è stato identificato, si tratta della giovane Katrine Parker di 16 anni.
I genitori la piangono disperati.
Dopo non averla vista tornare a casa quella notte si erano preoccupati, ma non si sarebbero mai aspettati di ritrovare solo il suo cadavere.
-Pensavamo fosse con i suoi amici- ha detto la madre tra le lacrime -credevamo fosse rimasta a dormire a casa di qualcuno di loro, e invece abbiamo scoperto che non usciva più da tempo con quei ragazzi e che probabilmente ogni sera usciva da sola per recarsi nella città vecchia-.
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