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Levi:"Merda...ho rovinato tutto."
Erwin:"Levi, stai calmo. Hai avuto una dura chiamata, capita a tutti."
Levi:"No, Erwin non iniziare con la storia degli umani, e del fatto che non siamo perfetti e che sbagliamo. Quella ragazza, è stata probabilmente uccisa a causa mia..."
Erwin:"Hai ragione, ma allo stesso tempo ti stai autodistruggendo. Forza, vai a casa. Ti meriti un giorno libero."
E col ciò, Levi uscì dal suo ufficio e si diresse verso gli armadietti, nel corridoio principale, prese la sua giacca, le chiavi della sua moto ed il suo telefono.
Levi aveva bisogno di tempo per rilassarsi, ma anche pensare e quindi prese il suo telefono, digitò il numero del suo amico e poi lo chiamò.
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Farlan:"Capisco...beh non devi prenderti tutta la colpa. Non tutto va sempre per la migliore direzione..."disse il suo amico, mentre bevve un sorso di caffè.
Lui e Levi si trovavano nella Starbucks per rilassarsi e chiacchierare.
Levi:"Dici le stesse identiche cose di Erwin..."
Farlan:"Forse, è perché è vero."
Levi:"Tch...non ho bisogno di sentire la stessa identica merda per due volte."
Farlan:"Questo è un tuo problema, Ackerman..."rispose il ragazzo con calma, mentre si avvicinò alla faccia dell'amico.
Levi sentì un brivido percorrergli la spina dorsale, non solo a causa della corta distanza tra i volti dei due, ma anche perché, la maniera in cui il suo amico, pronunciò il suo cognome, fu alquanto inquietante.
Farlan:"Amico, ti sei messo da solo in questa posizione. Sei tu che hai scelto il lavoro, avresti potuto scegliere un altra professione, ed invece hai deciso di lavorare come operatore. Il che non è un male, visto il tuo successo. Ma sai cosa? Nella SRPD non vedrai sempre rose e fiori. Qualche volta, dovrai pure affrontare i suddetti sacrifici."
Levi, che era in una situazione di completo disagio, odiava il fatto, che ciò che gli fu detto, fosse vero.
Levi:"Ti ha colpito in fondo, vero?"
Farlan si risedette, prese un altro sorso di caffe e sorrise dolcemente.
Farlan:"Ho perso Isabel, a causa di qualcosa che IO ho fatto. È stata uccisa a causa di una mia scelta. Ma non mi sono fermato lì, ho deciso di continuare ad essere un officiale della polizia. E penso che Isabel sia fiera di me. Ecco perché mi aspetto da te, che tu continui a lottare, e che tu dia sempre il TUO massimo.Capito?" statò in maniera calma.
Levi prese un sorso del suo thè, e poi rispose.
Levi:"Affermativo."
Farlan:"Quindi vuoi tornare a casa? Oppure dormire a casa mia?"
Levi:"Non sono più un bambino Farlan. Posso cavarmela da solo."disse il ragazzo per poi alzarsi e mettere la sua sedia nel suo posto originale.
Farlan:"Non è ciò che mi dissi quando avevi cinque anni. Volevi sempre dormire con me quando avevi una brutta giornata o un incubo."
Levi:"Bhe...non ho più cinque anni, e tu sei il mio fratellastro. Quindi non vedo niente di sbagliato."
Farlan:"Si, ma sei sempre il mio fratellino."disse il biondo, per poi sorridere.
Levi:"Tch..."
Il corvino iniziò a camminare verso l'uscita. Ma poco prima di uscire parlò.
Levi:"Grazie, comunque sia."
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Oggi era il giorno libero di Levi.
La notte prima il corvino non aveva fatto altro che pensare a Petra e alla sua ipotetica morte.
La mattina Levi si trovava sul letto a guardare qualche video finché, all'improvviso, sentì il campanello suonare.
Levi si alzò ed andò ad aprire la porta.
'Oggi non doveva venire nessuno...chi disturba?'
Levi:"Arrivo."
Levi aprì la porta, e si trovò un ragazzo dai capelli bruni sull'uscio.
??:"Hey!"
Levi:"Cosa ci fa qui Jäeger?"
Eren:"N-niente...è solo che ho parlato con Farlan...e bhe volevo sapere se stavi bene. In più ho portato del cibo! In caso avessi fame. Ovviamente ho portato il sushi!"disse il ragazzo prendendo sempre più confidenza mentre parlava.
Levi:"Mi hai fatto alzare per questo?"
Eren:"Scusa...stavi dormendo?"chiese il ragazzo, mentre mano a mano, perdeva la confidenza ottenuta precedentemente.
Levi:"Forse."
L'altro ragazzo rispose con una faccia confusa.
Il fatto che il corvino non sapesse se stesse dormendo, sì o no, lo spinse a fare quella faccia confusa.
Eren:"Allora, hai fame?"
Levi aveva veramente fame. Non mangiava da ieri pomeriggio infatti. Ma non rispose, il suo stomaco rispose per lui.
Eren:"Vedo che ho ragione."
Levi:"Muovi il tuo culo ed entra. E togliti le scarpe, ho fatto lavare la moquette due giorni fa."
Eren:"Signor sì, capitano!"
Il più giovane entrò, si tolse le sue converse nere, come gli fu ordinato dal più grande ed infine si diresse in cucina. Posò la busta col cibo sulla penisola della cucina, ed infine si sedette. Da lì a poco venne raggiunto da Levi, che si era cambiato il pigiama. Levi prese del latte parzialmente scremato dal frigo, lo versò all'interno di un pentolino e lo scaldò.
Eren:"Ma, Levi?"
Levi:"Umh?"
Eren:"Sushi con latte?"
Levi:"No. Il latte è per qualcun'altro."
Eren:"O capisco."disse per poi sorridere.
Levi chiamò il suo gatto, Elizabeth 4th, versò il latte nella ciotola e lo diede al gatto.
Levi:"Felice? Per colazione, latte."
Eren:"Bene. E per noi?"
Levi:"Stai calmo, per noi il sushi. Comunque sia, come va la scuola?"
Eren:"Bene. Finalmente io, Armin e Mikasa, abbiamo consegnato il nostro progetto di scienze!"
Levi:"E come è andata?"
Senza rispondere, il ragazzo aprì il suo zaino, e fece uscire un foglio, con sopra stampata una A+ gigante.
Eren:"È stato il voto più alto!"
Levi:"Bravi."
Eren:"Grazie fratellone!!"
Il corvino finì di preparare i piatti con il sushi. Eren che nel frattempo si era già seduto a tavola, si alzò e prese fazzoletti, bicchieri e posate.
Levi servì i due piatti, si sedette ed iniziò a mangiare.
Eren:"Quindi...Levi, cosa fari con il tuo lavoro?"
Il ragazzo smise di mangiare, posò le sue posate, si alzò e portò a tavola la salsa si soia. Infine rispose.
Levi:"Perché?"disse mentre continuò ad osservare il suo piatto in silenzio.
Lo trovava incredibile, che con solo una domanda, il fratello minore lo aveva messo in un angolo.
Eren:"Non hai sentito il telegiornale?"
Levi:"Il telegiornale?"
Eren:"Levi!?!?"disse accentuando la prima parte del suo nome.
Eren si alzò prese il telecomando e accese il televisore.
Cambiò canale, e trovò il telegiornale della mattina, che trasmetteva delle immagini, riprese da un elicottero,di una casa, e dei poliziotti all'interno.
Levi:"Cosa succede?"
Eren:"Ascolta."
TV:"Petra Ral, 18 anni, è stata trovata morta nella sua casa. Il suo corpo, è stato trovato nudo, senza capelli ed una mano, in più il suo corpo riportava tagli nella parte superiore del suo corpo. La polizia scientifica è arrivata al punto, che la ragazza è morta a causa del troppo dolore. Ciò significa, che le ferite ed i tagli sono stati apportati mentre la vittima era ancora viva."
Presentatore:"La maniera in cui la ragazza è stata uccisa, è orribile. Dubito che una persona, riesca a fare tutto questo senza alcun senso di risentimento."
Levi guardò pietrificato le notizie. Ma ci fu solo una cosa, che lo sconvolse...l'immagine del corpo nudo della ragazza censurato.
Levi:"Sapevo sarebbe successo."
Eren:"Allora?"
Levi:"Non ti impicciare in cose che non sono di tuo interesse."
Eren:"Non è illegale preoccuparsi per i propri fratelli."
Levi:"È solo...apprezzo che tu sia venuto a trovarmi."
Eren:"Di niente!"
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Il giorno seguente, Levi tornò al suo lavoro.
Provò a non mostrare a nessuno, il fatto che con l'ultimo incidente, era diventato particolarmente più debole.
Ma è questo è ciò che tutti si aspettavano da lui. Di continuare a lavorare, di non fermarsi, ma anzi di dare più di ciò che potesse dare prima...
Magari, avrebbe avuto potuto salvare qualcuno, questa volta...
Hey, scusate se aggiorno in ritardo. Aspettavo che la storia diventasse un pochino famosa.
In più ora che la storia, ha 68 views, con solo il primo capitolo, mi sa che inizierò a pubblicare più frequentemente.
Comunque sia, spero che il capitolo sia stato di vostro gradimento.
Ciao~
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