8- Sarei disposto anche ad uccidere
Le biblioteche imperiali avevano sede nella torre più alta di tutto Truhal, ovvero la torre di smeraldo del castello di Truhal, quaranta metri di libreria impilate una sopra l'altra, tutte attorno le pareti suddivise in venti piani, ogni una contenente oltre cinquecento libri, disposte in tre cerchi attorno la scala a chiocciola che percorre i piani fino al tetto.
La sede della sapienza mondiale strettamente riservata ai membri del congresso imperiale, Deryel dopo la morte della sorella non dormì per giorni e stette tra quelle librerie a studiare senza mangiare ne dormire e quando il sonno era così pesante da distrarlo, era disposto ad auto infliggersi delle ferite per mantenere l'adrenalina in circolazione.
la pila di libri era ogni giorno più alta, tomi d'incantesimi, pozioni e artefatti, tutti letti con avidità ed ossessione, verso la ricerca della resurrezione.
Le ricerche conclusero sempre con un nulla di fatto fino a quando non presse da uno scaffale un vecchio e polveroso libro completamente nero, senza titolo e senza autore, aveva una specie di ideogramma molto antico, lo portò al tavolino trascinandosi con le poche forze che gli erano rimaste nel corpo, l'aprì e vide scritto nella prima pagina la parola "morte" Deryel si rinvigorì un poco leggendo quella parola, iniziò a leggere avidamente, forse aveva trovato ciò che cercava, le parole con il tempo erano un po' sbiadite ma ancora leggibili "Shi To Jinsei, la dimensione eterea dell' oltretomba è l'ultimo stadio della vita, in molti ritengono che sia eresia pensare di sfuggirvi, ma è possibile ottenere la vita eterna, come l'hanno ottenuta le guardie imperiali, basta una pozione dell'immortalità"
-NON È QUESTO QUELLO CHE MI SERVE - Urlò Deryel contro il libro.
Sospirò tentando di calmarsi e con un ultimo tentativo disperato girò pagina.
"La resurrezione" Deryel si immobilizzò ed incominciò a leggere lentamente per capire a fondo ciò che vi era scritto.
Furono dieci minuti di assoluto silenzio, esisteva sul serio una pozione della resurrezione, ed in mano teneva la ricetta per crearla, i suoi occhi scorrevano lungo le righe fino a fermarsi sopra tre parole.
-Fenice Di Hotgar- Sussurrò Deryel con voce debole e rassegnata, si alzò lentamente e si diresse alla sezione "Fauna selvatica" della libreria, afferrò il volume più recente e lo aprì nel capitolo dei animali mistici.
"Fenice Di Hotgar, animale dal sangue puro e immortale, usato nell'alchimia, viveva tra le montagne di Makras prima di estinguersi per spietato bracconaggio "
Il libro gli cadde dalle mani e le sue urla di rabbia e disperazione rimbombarono per tutta la torre, mettendo in allerta le guardie che accorsero a controllare.
Nel momento in cui arrivarono gli bloccarono la mano con cui reggeva un pugnale che puntava verso il proprio petto.
Lottò per liberarsi, ma la guardia lo teneva bloccato a se, Deryel la strattonò per liberarsi, ma riuscì solo a procurarsi un profondo taglio sotto l'occhio sinistro per poi cadere a terra urtando la testa e svenire.
-Apri gli occhi- Sussurrò dolcemente una voce femminile all'orecchio del ragazzo, disteso sul letto dell'infermeria reale, non aveva ancora recuperato tutte le forze ma con un po di fatica obbedì a quella voce dal tono tanto dolce.
Lentamente le palpebre si aprirono e contemporaneamente le sue iridi venivano penetrate dalla luce che filtrava dalle finestre, quasi di prepotenza.
Pian piano gli occhi si abituarono ed il bianco accecante della luce, lasciava lentamente il posto a delle figure sfocate che man mano diventavano sempre più nitide, mettendo a fuoco una figura incappucciata, abbigliata di vesti lunghe marrone chiaro con rifiniture scure che formavano degli ideogrammi della stessa lingua della copertina di quel libro, che percorrevano i bordi delle vesti.
-E tu chi sei?-Chiese Deryel con tono aggressivo.
-In questo momento sono la tua unica amica, e se mi ascolterai, sarò anche la tua unica cura- La donna sapeva esattamente cosa dirgli, come se lo conoscesse da molto tempo.
Deryel si ammutolì e la lasciò parlare, spinto dalla curiosità.
-Bene, adesso ascoltami... Io so cosa desideri, ho letto il tuo cuore, vuoi compiere un gesto così amorevole ed allo stesso tempo egoista- Anche se il volto della ragazza era nascosto dal cappuccio, Deryel sentiva che lei lo stava fissando dritto nei occhi, cosa che lo costrinse a distogliere lo sguardo e voltarsi da l'altra parte.
-Sta tranquillo, non voglio dissuaderti dal farlo, anzi... Voglio aiutarti a compiere il tuo fato- La ragazza venne interrotta da Deryel.
-L'unico modo che esisteva... ormai non si può più mettere in atto-Sussurrò con aria malinconica.
La ragazza fece una leggera risatina che rimbombò per tutta la stanza.
-Oh no, mio caro Deryel, ne esiste un'altro, hai mai sentito parlare della fonte di Nirya?- Deryel Rimase impietrito a quelle parole che subito lo innervosirono.
-La fonte di vita che generò il nostro mondo dal nulla? Mi vuoi prendere in giro con delle fiabe per bambini? Se è così sparisci dalla mia vista!- Rispose Deryel furibondo.
-Invece esiste eccome, ne conosco anche l'esatta ubicazione caro Deryel, devi soltanto ascoltarmi... Posso far tornare in vita tua sorella se mi permetti di aiutarti- Lo rassicurò on un tono materno.
-Parla.-Ordinò Deryel con tono secco ed autoritario.
-A sud di Eosirya, nel mar Fortress, tra le due dita centrali che toccano il mare, quando arriverai li suona questa melodia ed io mi manifesterò immediatamente- Dal nulla con una fiamma viva formatosi sul tavolinetto del paziente si materializzò un foglietto di pergamena bruciacchiato, con sopra scritte delle note su uno spartito.
-E quando sarò li, che dovrò fare?- Chiese Deryel, cercando con gli occhi il viso della ragazza.
Lei si avvicinò al suo orecchio e sussurrò dolcemente -Sei disposto a tutto, mio caro Deryel?-
-Sarei disposto anche ad uccidere.- Affermò con tono secco.
A quella risposta la ragazza sparò lasciando al suo posto una densa nuvola d fumo nero accompagnata da una risata maliziosa.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro