2- Ovunque io possa vagare
"La strada diventa la mia sposa
Mi sono spogliato di tutto ma non dell'orgoglio
Chiamatemi come volete
Giramondo, girovago
Nomade, vagabondo
Ovunque io vagherò
Ovunque appoggierò la mia testa sarò a casa
E la terra diventa il mio trono
Mi adatto all'ignoto
Sono cresciuto sotto stelle vaganti
Per conto mio, ma non da solo."
Adríel segnava su un pezzo di pergamena un nuovo testo, un nuovo accompagnamento per il viaggio, ormai erano trascorsi sei giorni e il repertorio era stato utilizzato tutto più e più volte.
Ogni villaggio che Passavano era un grande traguardo, conoscevano gente nuova, diversi modi di fare e di parlare, Adrìel amava ascoltare le leggende popolari, ricche di mistero e avventura, ascoltare le sagge parole degli anziani e magari fermarsi per una notte o due, si può ben immaginare anche l'odore che possono emanare due vaggiatori che si pulivano solo ad ogni ruscello incontrato. La gente del posto era solita offrire cibo, un letto ed un bel bagno profumato alle rose selvatiche, un regalo molto gradito che i due non rifiutavano mai.
In sei giorni passarono per quattro villaggi, quindi molto spesso rimanevano a dormire nei pressi dei sentieri, ma non osavano allontanarsi molto per paura di perdersi, il loro primo obbiettivo era di arrivare alla capitale di Truhal che era situata a nord est dalla loro città natale, sentivano parlare spesso della capitale dai commercianti della zona, la descrivevano come un luogo di incredibile magnificenza.
Non si fermavano in un villaggio per più di un giorno. Il mattino successivo partirono subito e come ringraziamento alla famiglia che li ospitò, lasciò sul tavolo un foglio di pergamena ripiegato che aveva assunto la forma di una rosa che una volta risteso avrebbe svelato un messggio di ringraziamento per l'ospitalità.
La grande città di Truhal distava a tre giorni di cammmino lungo una strada pericolosa, con la fama di essere proseguita da borseggiatori. Reji aveva il cuore in gola solo a pensarci, non era mai stato molto coraggioso specialmente quando aveva brutti presentimenti.
Al contrario invece Adríel era totalmente sereno, camminava senza pensieri, fischiettando per tenersi compagnia.
-Ehy Adrì, questa strada... beh non mi convince, camminiamo fuori sentiero?-
-Vuoi essere divorato dai orsi? A me non va tanto- riusciva a mantenere sempre un buon umore e molta calma.
-Ehm no non dico questo, però...-
-Non devi preoccuparti, Nivel è un'ottima guardia del corpo, sai?-.
Ma la pace non sarebbe durata per molto,dopo poco Nivel uscì dal suo borsello salendo sulla spalla di Adríel iniziando a fare versi d'avvertimento, Adríel afferrò Reji dalla mantellina sussurrandogli di nascondersi e si rifugiarono dietro dei cespugli. I brutti presentimenti di Nivel si rivelarono fondati, dopo poco arrivarono degli uomini in gruppo che avevano un'aria tutt'altro che raccomandabile.
I due ragazzi trattennero il fiato senza emettere il minimo rumore ed aspettarono finchè i tipi non sparirono. Rimasero immobili per alcuni minuti, non erano mai stati così spaventati in vita loro, Reji si girò verso Adrìel e gli diede una gomitata nello sterno.
-Tu e il tuo maledettissimo viaggio! Andiamo, prima che ci rapiscano dei Troll-.
Non si parlarono per ore, Reji era furibondo e non proferiva parola mentre Adríel fischettava di tanto in tanto per compagnia. la sera si accaparono vicino al setiero, Reji accese il fuoco con l'ausilio di un piccolo incantesimo, nel mentre Adrìel preparava qualcosa da mettere a cuocere. Crearono un piccolo spiedo di legno e vi misero a girare un coniglio, che gli abitanti del villaggio prececedente gli avevano cordialmente regalato. Dopo il pasto non vi misero molto per addormentasi stanchi com'erano.
La mattina successiva rano pronti a ripartire, ancora avevano due giorni di cammino prima di arrivare alla Grande città, la capitale del regno.
La foresta iniziò a diradarsi lentamente, lasciando lo spazio a delle strade fatte di pietra, si iniziava a percepire la presenza di qualcosa di nuovo, una grande città con mercati, quartieri, palazzi e perfino un castello. Si sentiva il profumo di una vita frenetica.
Le strade si diramarono in tutte le direzioni, indicate da vistose incisioni sugli alberi con decorazioni a tema floreale ed illuminati da Fuochi Fatui, guardiani dei sentieri e dei viandanti smarriti, e presero una grande strada che li avrrebbe condotti verso la grande capitale di Truhal.
La strada divenne nuovamente buia, gli alberi coprivano il cielo con le loro fronde e la loro immensa altezza, lasciavano filtrare solo qualche raggio di sole.
Passarono almeno cinque ore di cammino quando iniziarono a sentire delle urla provenire dall'interno della foresta, vicino al sentiero.
-Andiamocene Adrì...- suggerì Reji terrorizzato
-Smettila di fare il codardo Reji, qualcuno è in pericolo-
-Avanti Adrì! smettila con questo altruismo e corriamo via-
Adrìel si girò verso Reji con sguardo furibondo - Se hai tanta paura allora sparisci e torna a casa, qualcuno ha bisogno d'aiuto e io lo aiuterò "Mi sono spogliato di tutto ma non dell'orgoglio"-
Inizio a correre addentrandosi nella foresta e Nivel saltò di fretta e furia verso il luogo da cui provenivano quelle atroci urla.
Si rivelò essere un'accampamento di banditi, quattro per l'esattezza ed un quinto uomo era legato ad un'albero, ma non erano urla di dolore, quei suoni raccapriccianti non era altro che la musica di un violino, un rumore insopportabile. Quella si che era una vera tortura anche per un guerriero.
Valutarono la situazione, non sapevano come agire quando ad un certo punto Adrìel si sentì tirare la spalla, il gelo pervarse il suo corpo e si girò, fortunatamente per lui l'unico ad averlo seguito era Reji che si fece di coraggio e lo raggiunse.
-Non sono un codardo- Disse fermamente porgendogli la mano in segno di pace.
Adrìel strinse la mano e gli sorrise compiaciuto -Sapevo che non mi avresti abbandonato, ecco il piano Reji..-.
Fu un secondo, Adrìel si nascose velocemente su un'albero ed iniziò a suonare un'atroce quanto angosciante melodia, che richiamava a se il buio della foresta, illuminata solo da un debole fuocherello d'accampamento, fuoco che venne ravvivato con la magia da Reji facendogli assumere per un secondo una forma e altezza umana. I banditi erano terrorizzati e si allontanarono strisciando all'indietro dal fuoco, nel mentre la melodia si aggravò di più nell'angoscia di quella gente malavitosa. Anche se era arrivato allo stremo, Reji si sforzo per fare uscire delle braccia di fuoco dal falò di ormai grandi dimensioni, che tentarono di afferrare i quattro uomini che ormai scapparono disprdendosi nella foresta.
Adrìel saltò giù dall'albero e ridendo si avvicinò al suo amico ormai stremato prendendo il suo braccio sopra la spalla per regerlo in piedi, entrambi si avvicinarono all'uomo che non sembrava terrorizzato, ma sinceramente divertito, lo slegarono senza pensarci due volte e lo guardarono mentre cadde a terra stremato dalla fame.
-Come ti chiami straniero?- Chiese con tono pacato Adrìel dopo avergli porso la mano per rialzarlo.
-D... Deryel...- Disse a fatica quell'uomo prima di accasciarsi a terra dai crampi allo stomaco.
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