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Capitolo 32

ELENA'S POV

Quando sono andata a chiamare Anna per cena, ho visto nei suoi occhi una luce che non le vedevo da quando siamo andate via da Long Beach, ma allo stesso tempo ho visto il rammarico e il senso di colpa in essi.
Sono io la causa dei suoi problemi con Marco; se non avessi insistito ad andare via, probabilmente ora loro starebbero parlando. Vorrei che si rincontrassero, ma non so come fare.

È passata una mezz'ora da quando ha finito di parlare a telefono, ma ancora non scende, così decido di andare da lei. Entrata nella stanza, la vedo correre verso di me e abbracciarmi, piangere e sussurrare il nome di Marco.
Mi vengono gli occhi lucidi a pensare a tutto il dolore che sta affrontando. L'unico modo per parlare, per vedersi, è partire.

"Parti." Le dico in modo autoritario, appoggiando le mani sulle sue spalle , guardandola negli occhi.

"Ma sono appena arrivata, mamma."

"Prenoterò un volo per Sacramento e poi andrai a Long Beach. Devi parlargli, subito."

"Probabilmente non vuole neppure vedermi!" E scoppia a piangere.

"Tesoro mio, nulla è perso! Andrai il più presto possibile a parlargli, te lo prometto."

"Mi ha detto cose troppo dolorose; non sono sicura di volerlo ancora vedere."

"Anna, partirai il più presto possibile per parlare di tutto con lui. Ora andiamo a cenare, su! Stasera andremo in giro per Roma." Le dico e, dopo dell'insicurezza, annuisce.

                                                                          *  *  *

Siamo usciti e ci stiamo dirigendo al Colosseo, il monumento che oltre ad essere il più famoso di Roma, è anche il più importante per me.
I miei genitori e Rebecca parlano animatamente, invece io ed Anna siamo silenziose ed interveniamo solo quando è necessario.
Penso ad Anna e Marco.
Penso a quest'ostacolo e penso come l'amore, alle volte, possa renderti suo anche in pochi giorni.

Se due anime sono destinate a incontrarsi, non importa dove, né importa quando, si incontreranno.

Penso a me e a Daniele.
Penso a come io ancora senta la sua mancanza. Dopo anni passati ancora lo amo. In lui avevo trovato la mia forza per andare avanti, il mio per sempre che per sempre non è stato.
Vorrei rivederlo.
Vorrei perdermi nei suoi occhi e amarlo con lo sguardo.
Lui ora, probabilmente, sarà sposato e padre di meravigliosi bambini, ne sono certa.

Sento gli occhi pizzicarmi e decido di voltare lo sguardo verso la mia destra. Ed è lì che lo vedo. Io vedo le sue spalle, ma io lo conosco e so che quello è lui. Mi fermo immediatamente e mi aggrappo ad Anna per non cadere.
Anna mi guarda e guarda colui che sto fissando.

"È lui?" Chiede ed io annuisco, sopraffatta dall' emozione.

Vorrei tanto dimenticare il mio passato, andare via, ma ecco che si gira e mi guarda. Vedo troppe emozioni scorrergli negli occhi, troppi ricordi che pulsano ancora nel mio cuore.
Ci guardiamo e in quello sguardo ci sono tutti i nostri inespressi "mi sei mancato", i nostri "ti amo".
Lo vedo avvicinarsi e guardare Anna, per poi voltarsi e guardare me, ricordandomi quanto i suoi occhi fossero splendidi.
Nel corso di questi anni mi ha chiamata chissà quante volte e, soprattutto quando il mio ex mi maltrattava, avrei voluto essere nelle braccia di Daniele per essere consolata. Talvolta il desiderio di chiamarlo si impossessava di me, ma non l'ho mai fatto perché non mi sembrava giusto chiamarlo solo quando avevo un bisogno maledetto di lui e delle emozioni che mi regalava e delle sue carezze e della sua voce e dei suoi abbracci e dei suoi baci e dei suoi "ti amo" sussurrati sul collo e sulle orecchie e sulle labbra.
Ho sempre avuto bisogno del suo odore.
Ho sempre avuto bisogno di lui, ma l'ho sempre negato a me stessa, è questa la verità. Anche i sogni infiniti che ho fatto sui nostri ricordi servivano a farmi capire quanto io, in realtà, non avessi mai imparato a dimenticarlo.

Arrivato di fronte a me, vedo delle lacrime cadergli dagli occhi e un sorriso illuminargli il viso.
È come se ci fossimo solo noi due. Ah, dimenticavo gli effetti dell'amore!
Delicatamente gli tolgo le lacrime che scorrono sul viso. Mi sembra un sogno vedermelo di fronte, toccare il suo volto ed osservare, sprofondare nell'intensità dei suoi occhi. Invece no, questa è la realtà perché delle emozioni imponenti, ma splendide si sono impossessate di me.
Con le dita gli tocco gli angoli degli occhi per evitare, sul nascere, di far sgorgare altra acqua salata e subito li chiude, dandomi la possibilità di ritornare indietro nel tempo, quando lui pianse per il nostro ultimo litigio e chiuse gli occhi. Quando lo fa, si arrende all'evidenza.
Prendo le sue mani, le guardo e appoggio una di essa sul mio viso; voglio avere la certezza che lui è qui.
Chiudo gli occhi per assaporare ancora di più l'intimità di questo momento, per ritornare ai tempi in cui lui era con me, per ritornare ai tempi in cui eravamo io, lui e la mia famiglia, per ritornare ai tempi in cui ero fidanzata con lui, ai tempi in cui ero felice, tanto felice.

Troppo felice.

Apro gli occhi e, prima che possa rendermene veramente conto, lo bacio. Non mi interessa se è sposato o che.
Ho bisogno di dargli questo bacio; imprimo in esso il dolore, la sofferenza, ma, soprattutto, la felicità di essere qui, con lui.
Ci baciamo con passione, ci baciamo perché ci siamo mancati, perché il tempo fa l'amore con le nostre sensazioni e noi dobbiamo saperle gestire.
Ci baciamo perché ci siamo amati intensamente, perché abbiamo sofferto, ma, soprattutto, perché ci amiamo ancora.

E non importa quando e non importa dove.
Voglio stare insieme a lui, per sempre.
Voglio baciare lui solo, per sempre.
Voglio amare lui, all'infinito.

Qualcuno li ha visti tornare

tenendosi per mano.

Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita, ma, anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro.

Patti Smith.

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