Capitolo 24
MARCO'S POV
Devo ammettere che, nonostante le mie convinzioni e diffidenze verso le coppie e le relazioni in generale, Anna mi ha cambiato un po' la vita. Non dico che senza di lei morirò o cose simili, ma dico con certezza che è una persona che ha lasciato il suo segno nel mio percorso. Ci sono persone che rimangono, altre che vanno via, ma la loro lontananza non implica necessariamente la loro rimozione da quel bagaglio chiamato «Esperienze» né tantomeno essa può rimuovere tutto l'affetto che si prova tra tali persone.
Ho sempre guardato con diffidenza le coppie. Ora provo le emozioni che si possono vivere con un'altra persone al proprio fianco. Non avevo mai provato quelle sensazioni che ti sconvolgono il cuore in modo violento, burrascoso, improvviso, ma allo stesso tempo delicato, dolce e memorabile.
Non l'avevo mai provato questo sentimento così prepotentemente insediarsi in me.
Solo a pensare ad Anna mi spunta un sorriso.
L'amore.
Amare è qualcosa di destabilizzante.
Qualcosa di confusionario.
Qualcosa che ti prende, ti sconvolge e che non ti fa comprendere più nulla.
È qualcosa di unico, di raro in questo mondo.
È qualcosa che si mostra in tutta la sua purezza.
Potrebbe essere pieno di problemi, conflitti, dubbi, domande, ma è puro.
La cosa strana, in fondo naturale è che tutto va scemando.
Tutto ha un suo sviluppo, con l'immancabile finale.
L'amore no, l'amore non finisce mai.
Può essere per un po' smorzato, o meglio, tenuto sotto controllo nelle proprie possibilità, ma non si ha la capacità di eliminare questo sentimento.
Esso è nascosto, oscurato dalla crudele, oscura maligna realtà che ci circonda e che ci rende inconsciamente partecipi. In questo mondo senza sincerità, raramente l'amore si mostra e viene percepito. Questo sentimento è complicato da descrivere, profondo, ma eternamente eterno. Soltanto perché è nascosto dalla crudeltà e dalla falsità del mondo, non vuol dire che l'amore non esista.
Esiste in ognuno dei nostri cuori.
Non lo si riesce a coltivare e per mantenerlo integro lo si conserva, tenendolo in una teca o viene distrutto, in parte dalla crudeltà del mondo.
Viene ucciso.
Perciò tocca a noi tenerlo in vita.
Anna mi ha sconvolto. Mi ha reso tutto quello che sono ora e niente di ciò che sapevo potessi desiderare.
Lei è stata la mia sorpresa. Lei è stato il mio tutto, il mio nulla, le mie paure, le mie insicurezze. Lei è stata un po' il mio amore, no? È stato il mio «Non avere timore, ci sono io con te». È stato il mio tesoro per un po'. Il mio amore. È stata lei a farmi credere, oggi, a quel concetto detto amore.
Mi è troppo importante e non sopporto questa ignota lontananza.
Mi è troppo importante e non voglio perderla.
Mi è troppo importante, ma non so cosa fare.
Mi sento come intrappolato in questo luogo. Intrappolato e senza la possibilità di poter far nulla.
Mi sento un pesce fuor d'acqua.
Provo a richiamarla varie volte, ma ci fosse stata una volta che avesse risposto. È destabilizzante questa distanza, questo oceano, quest'assenza, questo tutto. Sta diventando un'ossessione la sua assenza.
Ero abituato alla consapevolezza della sua vicinanza, mentre ora non so nemmeno più dove si trova.
Io...
"Marco!" Mi chiama Roberto, così mi giro e gli dico dove sono, per poi chiedergli cosa vuole.
"Ieri è venuta una ragazza, circa una dieci minuti dopo che sei andato a dormire. Ti cercava. È entrata in camera tua e poi non so cosa sia successo. Dopo un quarto d'ora è andata via, ma prima di farlo mi ha detto, testuali parole: «Stai affianco a tuo fratello.» Era emotivamente provata, gli occhi rossi e la voce rotta dal pianto, ma, a parte che annuire, non ho fatto altro. Cos'è successo?" Mi informa Roberto e io non posso far altro che maledirmi per essere crollato.
Abbasso lo sguardo e con tono basso gli rispondo, confuso: "Io.. non saprei da dove comciare."
Lui, con la preoccupazione dipinta in volto, mi sprona a raccontargli i vari avvenimenti e, dopo vari tentennamenti mi perdo in un discorso lungo ore in cui parlo di lei, dei momenti condivisi, delle nostre paure e della sua assenza che in questo momento mi sta logorando.
"E ora cosa vuoi fare?" Chiede Roberto, che di smettere di scrutarmi non ne vuol sapere.
"Non lo so." Inizio a dire, per poi alzarmi e iniziare a camminare nervosamente. "Non so dov'è, non so come rintracciarla visto che al telefono non risponde. Sto incasinato."
"Non t'avevo mai visto così, fratè!" Ironizza mio fratello ed io, con sguardo amaro, sussurro: "Neppure io sapevo di poter essere così."
"Vuoi sapere cosa penso io di tutto questo?"Chiede ed io annuisco, bisognoso di un consiglio.
"Se fossi in te io correrei, andrei a cercarla e so che non sai dove andare. Chiamala, chiedile dove si trova, falle capire quanto la ami, Marco."
"Io.. non ho mai det-to di am-marla.." Balbetto io per lo sforzo sovrumano che ho compiuto nel dire tale frase, seppur vera.
"Stai scherzando? Non ti sei reso conto di quanto ami quella ragazza? L'amore è cieco! Qualcuno l'ha detto e aveva proprio ragione."
"Io... Io ho bisogno di certezze e ora ci vuole... cos'è che mi fa dubitare di ciò che hai detto?"
"Cos'è? Anche se può sembrarti strano è la sua assenza e il dolore che quest'ultima ti provoca dentro. Sei talmente concentrato su queste due cose che non ti chiedi perché provi dolore a causa della sua assenza. Amandola, provi dolore per il suo non esserci, Marco."
"Potrebbe anche essere che essendomi affezionato a lei, io..."
"Lascia perdere, la ami ma non lo ammetti a te stesso perché credi che questo possa renderti più debole. Sarà pure vero, ma l'amore è cedere un po' di sé stessi agli altri, no?" Mi zittisce lui con questa frase ed io non posso far altro che guardarlo e ringraziarlo con gli occhi per avermi fatto comprendere che tra me e Anna non è questione di affetto, di condivisione di dolore o quant'altro. Tra me e Anna c'è amore. Ma basta poco meno di una settimana per innamorarsi?
- Non è questione di tempo, Marco. Anime che si incrociano, che si abbracciano, che si consolano, anime che dipendono una dall'altra e il gioco è fatto. Non opporti ai tuoi sentimenti. È da tanto, troppo tempo che ti consumi quest'anima reduce di un passato troppo doloroso. Non rinunciare a lei. Sai che soffrirai. Sono dentro di te e più di ogni altra cosa tu hai bisogno d'affetto. Tu hai bisogno di Anna.-
"Credo d'amarla." Dico a bassa voce, alzando sempre di più la voce, fino ad urlarlo, come nei film.
"Credi?"
"Credo."
"Hai ragione. Credi. Non devi dirlo a me, devi dirlo a lei, ma prima devi esserne cosciente te e spero davvero che tu lo sia. Alla fine siete in due a soffrire. Lei voleva stare qui, lo sai." E dopo aver detto questo, Roberto mi abbraccia ed io lo stringo forte, sapendo di essere fortunato ad avere lui perché, sì, alla fine ho solo lui qui.
"Non rinunciare a lei. Abbiamo sofferto, sopportato e pianto troppo. Non sarà facile, ma lotta per lei. Te ne pentirai se non ci proverai neppure. Provaci! Non aver timore di provarci, altrimenti te ne pentirai."
"Ci proverò."
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