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2 mesi dopo

Erano passati più o meno due mesi, Scarlett e Francisco avevano iniziato a uscire regolarmente, Anne aveva incontrato un uomo di nome Daniel, per il quale si era presa una cotta, Lucy, invece era ancora single come non so cosa. Lucia aveva detto di aver incontrato lo spirito di un ragazzo sedicenne morto in un incidente d'auto e stavano insieme a chiacchierare e ridere insieme molto spesso. Harley e io ci incontravamo regolarmente sul tetto della palazzina sulla quale abbiamo davvero parlato da donna a donna per la prima volta, perché abbiamo capito che abbiamo la stessa frequenza d'onda, e non riusciamo a combatterci. Siamo diventate molto amiche, anche se la mia cotta per lei non ha fatto che crescere fino a diventare amore vero e proprio. Ho notato che anche lei arrossisce molto intorno a me, ma non so se sono davvero io.

Harley's PoV

In un normalissimo venerdì sera

Harley: "Ciao Mr. J! Io esco!"
Joker: "Senti, posso sapere dove vai tutte le sere, proprio prima di dover attuare il piano?" Chiese con un sorriso più grande e psicopatico del solito. Mi mise un po' di paura, ma ormai la sapevo gestire
Harley: "Semplicemente a fare un giro per conto mio: stare in questa baracca con te che mi ignori giorno e notte diventa noioso, quindi esco per farmi passare la noia."
Joker: "Non è che ti vedi con qualcuno?"
Harley: "M-ma no, che vai a pensare puddin'?"
Merda, 'mo ci sgama
Zitta...
Joker: "Ma ne sei proprio sicura, perché io sono certo che quando qualcuno balbetta così sta nascondendo qualcosa che non vuole fare sapere."
Sì, 'mo ci sgama sicuro
Zitta stupida voce che non sei altro
Joker: "Vediamo chi ti viene a cercare o mi dici con chi ti vedi?"
Rispondi con un qualche cattivo con cui vai d'accordo
Buona idea
Harley: "Mi vedo con Poison Ivy, solo per stare in compagnia, insomma, tra cattivi ci si intende."
Joker: "Va bene, vai, ma ricordati di non uscire quando stiamo per attuare un piano." Appena fui fuori sbatté la porta e io corsi verso la palazzina
Visto che sono utile a volte!
Già, devo ammettere che non sei poi così inutile.

Appena arrivata sul tetto vidi subito il cappuccio bianco di Whitemare ondeggiare alla calma brezza notturna.
Harley: "Ciao, scusa il ritardo, avevo da fare." Lei si girò, si alzò in piedi, mi vení incontro e mi diede un abbraccio stretto che ricambiai subito
Whitemare: "Ciao bellissima, come stai?" Aveva preso l'abitudine di chiamarmi con questo tipo di nomignoli e non mi dispiaceva affatto, infatti mi faceva sentire apprezzata.
Harley: "Tutto apposto bianchina." Lei mi guardò un po' storto attraverso le maschere, ma subito dopo scoppiò a ridere, cosa che feci anch'io, per poi tornare nuovamente cupa
Whitemare: "Bè, però io...non sono sicura che potremo vederci in questo modo così tranquillo e amichevole. Non perché tu non mi stia simpatica, anzi, sei simpaticissima, ma se lo venissero a scoprire Batman, o Joker, come-" le misi due dita dove pensavo che fossero le sue labbra per farle capire di smetterla di parlare. Vidi i suoi occhi ingrandirsi di botto e il poco di guance visibili tinte di scarlatto
Harley: "Finché siamo solo noi due non c'è problema, anche perché se continuo a non partecipare ai piani di Mr. J, B-man penserà che non sono più dalla sua parte e mi lascerà stare una buona volta."
Whitemare: "Ma tu pensi solo al non farti catturare?" Fece giocosa.

Non so cosa mi prese in quel momento, ma sentii che non avevo mai trovato una persona così disposta ad ascoltare, scherzosa e caritatevole con me, tranne lei. Sapevo solo di aver poggiato le mani sulle sue spalle e di averle dato un bacio sulle labbra attraverso la maschera inferiore. Chiusi gli occhi, ma la sentii staccarsi, pensavo di aver fatto una vera e propria cazzata, ma si abbassò la mascherina, mi prese per in fianchi, e ormai a un soffio dalle mie labbra disse
Whitemare: "Se dobbiamo baciarci, almeno baciamoci bene, no?" E mi baciò.
Sentii letteralmente i fuochi d'artificio esplodermi nel petto, avvolsi le braccia attorno al suo collo e lei mi abbracciò dalla vita, poi ci staccammo
Harley: "Wow..."
Whitemare: "Ecco, questo era un bacio fatto bene." La abbracciai stretta, affondando il viso nell'incavo del suo collo
Harley: "Whitemare, credo di amarti."
Whitemare: "Se è vero che l'amore è pazzo, penso che più pazzo del nostro si supera difficilmente."
Harley: "Mi ami anche tu?!" Chiesi incredula
Whitemare: "Lavoro in un locale italiano da dieci anni?"
Harley: "...Sì?"
Whitemare: "Indovinato!" Mi diede un bacio a stampo, mi sorrise e poi mi chiese
Whitemare: "Ti va di dormire a casa mia?"
Harley: "Va bene." Mi prese la mano e in uno schiocco di dita fummo in un salotto, presumibilmente di casa sua
Whitemare: "Bè, io vado a farmi una doccia, vuoi andare a prendere un pigiama da usare?"
Harley: "Ok." Mi accompagnò in camera sua, prese un pigiama e dell'intimo pulito per sé e andò in bagno. Scelsi per pigiama una maglia rossa e un paio di pantaloni sportivi blu. Dato che non era ancora tornata, mi misi a guardare intorno per la stanza e trovai una fotografia incorniciata di quattro persone al parco divertimenti sul comodino, c'erano tre femmine e un maschio. I genitori, sorridenti, abbracciavano due bambine con i capelli castano chiaro. Una aveva la gonna e l'altra i pantaloncini, una i capelli lunghi fino alla vita e l'altra fino alle spalle, una sorrideva ingenuamente e l'altra stava facendo una linguaccia scherzosa alla fotocamera.
Whitemare: "Quelle eravamo me, i miei genitori e mia sorella gemella."
Harley: "Oh, dove sono?" Vidi il suo sguardo diventare più lacrimoso, prese in mano la foto e la abbracciò stretta a sé, facendo scappare poche lacrime amare dai suoi occhi.
Whitemare: "I loro corpi sono sei piedi sotto terra, lo spirito di mia sorella mi è sempre accanto, i miei genitori non lo so..."
Harley: "Oh, mi dispiace, non lo sapevo... Posso... Posso chiedere come sono morti."
Whitemare: "È stata tutta colpa di Joker. I miei genitori sono morti per una bomba assieme a non so quante altre persone. A mia sorella ha tagliato la gola davanti ai miei occhi." Lasciò la foto sul comodino e mi abbracciò stretta. Sentii il tessuto che copriva la spalla bagnarsi, e senza pensarci, le diedi un abbraccio consolatorio e dolce come mai ne avevo dati.
Whitemare: "Grazie...non ne ho mai parlato per davvero... è una bella sensazione liberarsi di questo peso." Stava sorridendo e singhiozzando nello stesso momento. Sì asciugò le lacrime e mi indicò il bagno, così mi struccai e andai a lavarmi. Cinque minuti dopo, eravamo già abbracciate sotto le coperte
Erica: "E comunque, mi chiamo Erica, Erica Roxy Bianchi."
Harley: "Sei la definizione di un bel nome per una bella donna."
Erica: "Guarda che anche tu non scherzi. Buonanotte piccoletta."
Harley: "Notte amo."

E sì, alleluia, 8 capitoli per metterli insieme 'ste qua! È stata 'na storia difficile e non è ancora finita, restare sintonizzati per ulteriori aggiornamenti. Detto questo

Alla prossima mezzelune

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