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Capitolo 2: Una noiosissima giornata per Peperina.

La dolce voce di Cassandra mi risveglia.

<< Signorina Blaze, mi spiace disturbarla ma oggi, a suo malincuore, è sabato. >> dice lei con un mezzo sorriso.
Io piagnucolo nascondendomi sotto le calde coperte, ma il solo pensiero di mia madre spazientita mi fa cambiare idea e mi scopro sbuffando.
Cassandra, come risposta al mio comportamento, ridacchia e posa dei vestiti sopra il comodino.

<< Questi sono i vestiti puliti Blaze, tua madre sarà qui fra qualche minuto, cerca di essere puntuale, sai com'è fatta. >> mi dice con uno sguardo annoiato.
Io rido per la sua espressione e annuisco approvando.
Cassandra mi sorride uscendo dalla mia camera e, delicatamente, chiude il portone di legno.
Mi metto seduta sul letto sbuffando e prendo i vestiti riposti sul comodino: Un vestito reale rosso corallo, intimo nero, corona di rubini e ballerine anch'esse rosse corallo. Cassandra ha cercato di abbinare ogni capo per farmi sembrare una ragazza perfetta e impeccabile agli occhi di mia madre anche se, sappiamo tutti, che io sono l'esatto contrario.
Mi vesto velocemente e vado davanti alla specchiera per truccarmi, devo essere perfetta o mia madre inizierà con le sue lamentele di prima mattina e, sinceramente, non mi va.
Mi metto un po' di ombretto bianco, mascara marroncino e rossetto rosso.
Mi faccio uno chignon e, come ultimo tocco, metto la corona.
Mi guardo allo specchio: " perfetta! " direbbe una vera reale, ma sinceramente..io penso il contrario.

" che schifo. " dico fra me e me con la faccia disgustata.

Esco dalla mia camera e scendo le scale.
Come sempre, nella sala principale, trovo mio padre davanti al portone d'ingresso. Anche lui, come me, vestito in maniera impeccabile.
Sembra nervoso e agitato, e non lo biasimo, anch'io lo sono anche se mai lo darò a vedere. La sola idea di vedere quella narcisista di mia madre mi da la nausea.
Mio padre si volta, probabilmente aveva sentito la mia presenza, e mi sorride.
Ricambio quel sorriso e scendo abbracciandolo.

<< Pronta ad avere pazienza? >> dice ridacchiando e sciogliendo l'abbraccio.

<< Per niente >> dico io sbuffando.

<< Coraggio peperina, è solo un giorno e dopo possiamo dirle addio e mandarla a quel paese. >>

<< Se ti avesse sentito adesso ti avrebbe urlato. >> dico io ridacchiando.

<< Che urli al suo cuoco personale, fa una pizza disgustosa, solo cibo francese mangiano quelli li. >>

Scoppio a ridere e lui con me.
Cassandra viene ad avvisarci che mia madre è arrivata in paese e già mi sento mancare.
Usciamo dal portone principale dando le spalle a Cassandra che ci da l'imbocca al Lupo.

<< CREPI IL LUPO! >> gridiamo io e mio padre.

Cassandra ridacchia e chiude il portone.
Io e mio padre ci avviamo in piazza dove, di solito, ci aspetta mia madre.
Scesi in paese sentiamo già le sue urla.

<< Ci aspetta una luuuunga giornata >> commenta mio padre.
<< MOOOLTO lunga >> dico io approvando.

Come risposta lui ridacchia e cerca mia madre con lo sguardo.

<< Eccola >> dice poi indicandola.

Lei ci viene incontro e noi ci inchiniamo.
Mia madre ci fa cenno di alzarci e noi le ubbidiamo.

<< Non si indicano le persone Alexander, è maleducazione. >> dice mia madre guardando storto il re.

<< Scusa Anastasia..>> dice lui inchinandosi un'altra volta.

<< Che non si ripeta più >> commenta lei voltando il suo sguardo tagliente verso di me.

<< Vedo che hai imparato a vestirti Blaze, era ora. >> dice la " vipera " guardandomi annoiata.

<< Grazie madre.. >> dico io inchinandomi.

<< Bene, ho fame, portatemi a palazzo! >> ci ordina.

Noi annuiamo e le facciamo strada verso la nostra dimora.
Nel tragitto io e mio padre ci scambiamo battutine per rallegrare un po' l'atmosfera mentre mia madre ci riprende di continuo dicendo quanto le battute siano di cattivo gusto.
Io e mio padre sospiriamo sperando che questa giornata finisca il prima possibile.
Arrivati a palazzo, Cassandra ci accoglie cortesemente nelle mura.

<< Buongiorno vostra maestà >> dice Cassandra a mia madre inchinandosi.

<< Ciao Cassandra, è pronto il nostro pasto? >> dice mia madre spazientita.

<< Si vostra maestà, si accomodi pure in sala da pranzo, il suo posto è quello della capotavola. >> dice lei cercando di sorridere.

<< Ottimo >> dice mia madre recandosi in cucina.

Cassandra sospira e noi ridiamo.

<< Già a dettare le regole è? >> dice la nostra amata pecorella rosa.

<< Si, non immagini che strazio >> dico io massaggiandomi le tempie.

<< Coraggio, dopo pranzo sta un po' con noi e se ne va >> dice mio padre cercando di non far trasparire la noia che scorre in lui.

Annuisco e vado in sala da pranzo seguita dal re.
Mia madre già mangia e noi ci sediamo ai nostri posti.
Addentiamo il pasto e ce lo gustiamo lentamente anche se, di solito, siamo dei veri mangioni io e mio padre ma con mia madre qui meglio comportarsi da persone " normali " se così si può dire.
Finito di mangiare andiamo, tutti assieme, a fare una passeggiata.
Al nostro passaggio la gente si inchina, impaurita dalla " sbranatrice " e lei, come rispista, annuisce ogni volta.
Ci sediamo sopra una panchina e mia madre inizia a dar da mangiare ai piccioni.
Insomma, tutta la giornata la passiamo così, stando seduti su una panchina a poltrire, cioè che strazio.
Mia madre inizia a parlare di matrimoni e robe varie, mi chiede se ho trovato l'amore e di cercare un ragazzo bello e ricco che possa mantenermi.
Io rispondo solo " si " o " no " a ogni sua domanda e, subito dopo, il silenzio torna a regnare.
Dopo poche ore mia madre se ne va, salutandoci con il suo solito e noiosissimo inchino e, appena vediamo la carrozza scomparire all'orizzonte, io e mio padre iniziamo a ballare in mezzo alla piazza trionfando per la nostra libertà. I cittadini ridono, e noi con loro.
Tornando a casa, ci scambiamo le nostre solite prese in giro ed entriamo trionfanti a palazzo.
Cassandra ride vedendoci entrare e noi iniziamo di nuovo a ballare.

<< Smettetela di ballare o domani pioverà >> commenta Cast con tono saggio.

<< Stai per caso insinuando che noi non sappiamo ballare Cassandra?! >> diciamo io e mio padre in coro.

Lei alza le mani in segno di sconfitte e subito dopo scoppiamo a ridere come imbecilli.
Ceniamo tutti assieme scherzando e prendendo in giro mia madre copiandola nei modi di fare.
Dopo cena do la buonanotte a entrambi e vado in camera mia.
Mi svesto, mi metto il pigiama e vado sotto le coperte.

" ecco..questa si chiama famiglia.." Penso io sorridente.
Questo pensiero mi culla fino al punto di farmi addormentare...e, a quel punto, il re dei sogni mi porta dolcemente via con se.



















Spazio alla pazza(?)

PHELLA A TUTTI MALANDRINI!
Ok la smetto...
Ecco un nuovo capitolo della mia storia che nessuno caga al mondooo!!
Vi starete chiedendo: ma silver? :|
Se volete vederlo vi invito a leggere il prossimo capitolo!

YOULOOOO!!

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