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Capitolo 5


Osservo il mio grembo, poi di nuovo il dottore, ripetute volte: sono scioccata...:<< Scelga lei se vuole abortire, se è un peso per lei, essendo così giovane...>>:

:<< Ci penso>>: rispondo a  bruciapelo. In quel momento  il dottore decide di lasciarmi sola affinché io riposi.

La notizia mi ha talmente scossa che non riesco a chiudere occhio e rimango ad osservare il soffitto.

Poi mi passa per la testa un pensiero: ma è davvero Federico il padre?

Ad un certo punto entra in camera Federico, e  si siede accanto a me, ora appare più tranquillo << senti, scusami per prima>>: sussurra

e poi mi prende la mano e inizia ad accarezzarla e  continua :<<io volevo chiederti la mano sai, prima di quel dannato giorno che ci ha rovinato la vita>>:

le ultime parole le pronuncia  con voce tremolante, è molto scosso dal ricordo di quel giorno.

Gli sorrido dolcemente, l'idea del matrimonio in sé è bella ma non credo che sia il caso per ora di sposarmi con lui.

Devo dirglielo oppure no che sono incinta? La prenderà male? Poi mi avvicino a lui e gli sfioro una guancia, lui chiude gli occhi e sorride, ma io lo faccio solo per compiacerlo e per il fatto che mi sento in colpa,  non per affetto: per me è come uno sconosciuto. 

:<< Sono incinta>>: dico, poi mi mordo il labbro maledicendomi.

Lui rimane scioccato, mi fissa per qualche secondo e da visibilmente preoccupato, diventa esultante  :<< davvero?! Che bello!>>:

poi si fa serio, si avvicina a me e mi lascia un bacio sulla fronte, quasi impercettibile. :<< Perché non ci sposiamo? È proprio il momento giusto! Abbiamo venticinque anni, una vita davanti e un futuro roseo per la nostra piccola creatura>>: spiega lui entusiasta.

Io rimango senza parole, poi con il poco coraggio rimasto rispondo in tono piatto :<< credo che non sia il caso.>>:

Lui ci rimane di stucco, poi si alza e visibilmente serio inizia a gironzolare per la stanza ripetendo fra sé e sé :<< quel dannato incidente.>>:

Si gira verso di me e inizia a parlare :<< senti, so che non ti ricordi di me, ma se mi sposi giuro che farò di tutto per renderti felice, il bambino inoltre è anche mio...ti farò ricordare tutto, lo prometto e se non riesco ti farò innamorare di nuovo di me, come la prima volta.>>:

Io sono titubante, chi mi dice che sia davvero lui il padre del bambino?

Una voce dentro di me mi dice di accertarmi della cosa, di non saltare a conclusioni affrettate. Mi sento mancare l'aria  questa situazione è davvero troppo per me, la stanza si restringe, i contorni si fanno meno definiti e più labili, sembra che mi stia per venire un attacco di panico, ma non ne sono sicura .

Entra in stanza il dottore, stranamente mi sento risollevata e tutto torna ad essere limpido.

È molto serio e chiede al ragazzo di uscire.

Quando Federico chiude la porta, si avvicina a me e si siede sulla sedia accanto al letto reclinabile dell'ospedale, sembra molto teso.

Poi come preso da un pensiero fissa la finestra che si trova nella stanza e inizia a parlare :<< senti, tu non ti ricordi di me, ma abbiamo avuto una storia in segreto, il bambino può essere anche mio non solo del tuo attuale fidanzato, dobbiamo fare gli accertamenti.>>:

Una storia con il dottore? Lo osservo attentamente per capire se mi stesse prendendo in giro, ma lui rimane serio.

:<< Dimmi tu come vogliamo procedere, ma dobbiamo informare anche il tuo ragazzo...non so come la prenderà.>>:

Poi nella mia testa si palesa un flashback, questa volta è solo un'immagine, l'immagine appare poco nitida ma sembra ritrarre me e il presunto dottore in intimità.

Ma perché la me del passato ha fatto questo a Federico? Se lo meritava? Amavo il dottore e Federico no? La mia testa brucia, sento come se il soffitto mi crollasse addosso e improvvisamente svengo, portata via dalla marea di interrogativi che si affollano nella mia testa.

Mi risveglio, non c'è nessuno con me nella camera. Penso tristemente al fatto che questa volta il destino non abbia giocato a mio favore: non sono finita a Versailles.

Ancora non ho compreso a pieno come funzioni, spero però che quella realtà non sparisca, non voglio che mi sfugga. I miei pensieri mi portano a riflettere: questa realtà non fa altro che ricordarmi che la mia vita faceva schifo. 

Versailles forse è il frutto della mia immaginazione, un mondo onirico ambientato nel  passato dove invece tutto è roseo e splendente e io sono avida della sua luce.

"Egoista! Egoista!" Ripete la voce della mia coscienza, ma io la lascio urlare senza sentirmi realmente in colpa.

Ho paura di fare il test di paternità, e se fosse il dottore il padre come la prenderà Federico? Come sono potuta finirci a letto? Forse sono stata trascinata dal suo fascino o dall'ebrezza del divertimento.

Sì, probabilmente volevo divertirmi, volevo fuggire, volevo sentirmi viva. Questo me lo ricordo, ma non ricordo altro.

Poi mi coglie una curiosità e dolcemente mi scopro la pancia mentre accenno un lieve sorriso, lo spettacolo che vedo però mi lascia senza fiato: sono piena di lividi.

Spazio autrice💫
Ciao cari lettori 💕 vi ringrazio se siete arrivati fino a questo punto! Ma il viaggio non è ancora terminato, anzi come potete notare ci sono molti imprevisti, ma "non tutto il male vien per nuocere"! Spero che questo capitolo vi sia piaciuto ^-^  (e non siate rimasti troppo sconvolti •_•)  Lasciate  un commento💭  o una stellina✨ se vi va! Al prossimo capitolo🤗

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