Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

7 - Qualcosa di strano...

"Padrone... "

"Padrone... "

I Mangiamorte erano riuniti intorno al grande tavolo in sala da pranzo aspettando che gli elfi domestici sparecchiassero la cena. I calici pieni di vino bianco francese frizzavano con allegria, erano tutti molto contenti di non aver perso compagni durante una missione segreta che in realtà non avrebbe dovuto destare sospetti.

Barty e Amycus si guardarono divertiti mentre raccontarono tutti i dettagli della missione. Amycus si divertiva e si soffermava sui Dissennatori chiamandoli con tutti gli appellativi possibilmente dispreggiativi.

Barty, molto più educato si limitò a informare che Lucius era stato piuttosto bravo a nascondere ogni prova che potesse constatare che l'Oscuro Signore fosse ancora vivo.

Alzarono i calici per festeggiare il salvataggio dei loro compagni e si abbandonarono in una risata collettiva.

Alessio, mostrando uno sguardo sinceramente divertito, iniziò a sentire un buon tepore dentro di sé, si sentiva bene e gli sembrava di essere dentro ad una società che lo accettasse del tutto. Rideva insieme a tutti gli altri e piacevolmente notava che molti gli rivolgevano la parola.

"Vedrai che questo è solo l'inizio" gli disse Dolohov "A noi piace particolarmente il rischio e l'avventura, se non sei quasi stato ucciso, la missione è uno schifo" e gli diede due pacche sulla spalla amichevolmente.

Quell'atmosfera era semplicemente meravigliosa: erano Mangiamorte, erano ritenuti dei parassiti al ministero e secondo Hogwarts erano soggetti da evitare; ma quel momento lo facevano sentire bene, come in famiglia, più larga.

"Piano Antonin" disse sorridendo Rabastan "Così gli spezzi le spalle buone. E tu come ti trovi in questo posto alternativo? A parte la presentazione un po' traumatica"

"Signor Lestrange non potrei trovarmi meglio" confessò Alessio sorridendogli, il suo tono lasciava trasparire gioia ovunque. Rabastan ricambiò il suo sorriso con un Brindisi per accoglierlo del tutto nella loro cerchia, non era certo una risorsa da buttare via.

Poi Alessio, tra una chiacchierata e l'altra, finì per guardare Alecto che mangiava in silenzio il dolce. Non aveva ancora detto la sua ma era una figura tutta da studiare: uno sguardo deciso e crudele, che non si faceva intimorire facilmente, era determinata a concludere tutto ciò che le veniva affidato. Al ragazzo venne una sensazione di vertigini quando la vide alzare lo sguardo verso di lui. Distolse lo sguardo a sua volta per non imabarazzarsi.

"Tu invece? Cosa ne pensi di questo gruppo un po' improbabile?" Chiese poi Rabastan a Béatrice, che era stata esclusa da ogni giudizio fino a questo momento. Tutti la conoscevano solo perché Antheo aveva informato del loro fidanzamento, anche se non ufficializzato dalle famiglie, ma nessuno l'aveva ancora considerata del tutto.

"Io? Ammetto di aver ricevuto un benvenuto singolare... ma ammetto che come ambiente è molto caldo e accogliente; non è come lo avevano descritto a scuola" spiegò lei con un tono timido.

"Che novità!" Intervenne Augustus tracannando un calice intero "Figurati se in quella scuola dicono le cose come stanno"

Lestrange senior ascoltava in silenzio e con un sorriso stampato sulle labbra, lo rendeva appagato vedere figlio minore e suo nipote circondati da una tale compagnia.

Antheo però se ne stava in disparte, non ascoltava né interveniva. Fissava il vuoto, con uno sguardo che lasciava intendere dubbi, sembrava perplesso, assorto nei suoi pensieri, forse si stava preoccupando per quello che gli era successo. Non era la prima volta, ma questa volta il risultato era stato diverso.

La prima volta, se lo ricorda bene, aveva visto i suoi genitori, suo zio e Barty torturare i due Auror; gli sembrava di essere lì fisicamente per poi accorgersi di esserci solo... spiritualmente, come una presenza senza sostanza, e all'epoca non potè fare nulla per aiutare i suoi genitori. Questa volta invece era stato anche in grado di impedire che Barty e Amycus cadessero per mano dei Dissennatori, aveva anche sentito il suo Signore, che cosa voleva mostrargli adesso?

Si girò verso tutti gli altri che allegramente scherzavano intorno al tavolo, e gli venne spontaneo pensare come sarebbe andata la serata se invece non fosse intervenuto, se non avesse raccolto le forze per aiutare i compagni, come si sarebbero comportati in quel caso?

Per fortuna erano tutti vivi e vegeti, ancora a scherzare, per fortuna quel giorno aveva potuto fare qualcosa...

Qualcosa...

"Padrone..."

"Non potevi fare niente... non ti torturare..."

Sentì un dolore improvviso e molto pungente alla mano destra preceduto da un rumore sordo che lo risvegliò da quello strano trans e vide tutti i compagni guardarlo con sgomento.

Guardò la sua mano e la vide grondante di sangue, e l'enorme pozza che si estendeva per tutta la tovaglia. La fissò per qualche istante, ammirando il colore acceso che contrastava il bianco della tovaglia, poi, per non dare l'idea che fosse più di là che di qua, prese la bacchetta e curò i tagli. Si scusò per il disagio e si alzò uscendo dalla sala da pranzo sospirando stancamente.

"Ma che gli è preso? Stiamo tutti festeggiando e lui sembra tutt'altro che felice"

"Forse non sta molto bene" disse Thorfinn pulendosi la bocca con il tovagliolo "Non potete immaginare come l'ho trovato: sembrava impazzito"

Béatrice fece per alzarsi ma venne fermata da Rabastan che le mise una mano sulla spalla spingendola leggermente in basso per farla sedere, ci avrebbe pensato lui, era lo zio e doveva essere presente al posto del padre ora che Antheo aveva bisogno do una figura su cui contare. Inoltre, aveva avuto questo onorevole compito alla nascita do suo nipote, Rodolphus lo aveva onorato di quel ruolo.

"Tranquilli ragazzi, ci penso io; mio nipote avrà solo bisogno di restare un po' da solo e smaltire tutta questa giornata. Ma per favore continuate"

Alessio osservò di nascosto quella Mangiamorte così seria, così impassibile, come se niente la potesse distrarre. Alecto era veramente ipnotica con quello sguardo rude e famelico. La vide alzarsi e la seguì senza farsi vedere dagli altri che tornarono a parlare con allegria e spensieratezza, in fondo era una serata di gioia.

"Ehi" mormorò Alessio una volta raggiunta Alecto sul balcone. Lei si girò di scatto e appena lo vide distolse lo sguardo piano, con svogliatezza. Lui le si avvicinò di un passo: "La serata non è di tuo gradimento?" Chiese con tono timido.

"Non sono tipo da feste" disse lei senza guardarlo "Io preferisco l'azione, il sangue, il terrore. Nulla a che vedere con le tue routine piccolo lord" e fece un sorriso divertito, pernorenderlo un po' in giro.

Alessio rimase lì un attimo senza dire niente, con la bocca semiaperta, forse cercava di metabolizzare quel nomignolo che lei gli aveva appena rifilato. Poi guardò in basso deglutendo e strisciando una scarpa piano, per trovare le parole giuste per iniziare un discorso.

"Be'... nemmeno a me piacciono feste così movimentate a dire il vero..." improvvisò il ragazzo rosso grattandosi la fronte per non sembrare troppo impacciato. Alecto soffocò una risata divertita ma non si girò a guardarlo, volev proprio vedere quali metodi aveva per conquistare una donna.

"Davvero?" Gli chiese in tono provocatorio "Non sembrava, mi pare che stessi ridendo di gusto con mio fratello" si girò a quel punto con un'occhiata da chi si aspetta una risposta convincente.

Alessio ne rimase bloccato, come preso alla sprovvista, e iniziò a balbettare parole incomprensibili per vincere l'imbarazzo del momento.

A quel punto Alecto lo superò ridacchiando: "Sappi che in questo ambiente... i tuoi stupidi metodi di rimorchio non funzioneranno piccolo lord"

-----------------------------------------------

Rabastan trovò suo nipote in piedi nel grande corridoio che separava la sala da pranzo al salotto principale, intento a fissare il nero della notte dal finestrone. Aveva uno sguardo assorto, tutto suo padre in quel volto steso mentre pensava fissando il vuoto.

Gli si avvicinò piano per non spaventarlo, e guardò a sua volta il paesaggio tetro: la nebbia dava un certo terrore e dei brividi lungo la schiena camminavano automaticamente, anche se non si aveva paura.

"Non è serata stasera?" Gli chiese rompendo il silenzio. Antheo emise un lamento appena udibile, che non confermava né negava.

"Barty e Amycus ti sono grati, hai impedito che i Dissennatori li uccidessero. Perché non sei contento?"

"Non lo so..." disse Antheo, con la voce mescolata al respiro pesante che aveva. Suo zio aveva ragione: doveva ridere come tutti gli altri per la serata andata bene, eppure qualcosa lo opprimeva.

Se fosse stato subito in grado di intervenire già dalla prima volta, forse i suoi genitori non sarebbero ancora a marcire ad Azkaban consumati da un lutto che non hanno subito, condannati per un gesto che non era richiesto loro con così tanta foga, ma non era l'unica cosa che lo preoccupava.

Se l'Oscuro Signore gli aveva mostrato cosa stesse succedendo, se aveva potuto assistere, anche se impotente, ad una missione, voleva sicuramente che lui intervenisse.

"Io ho visto tutto zio" disse poi mettendo di nuovo fine al silenzio e girandosi verso di lui "Ho visto i Dissennatori attaccare Amycus"

"Come?" Chiese perplesso Rabastan "Tu eri qui con noi, ti ho visto e ti ho anche parlato" non lo seguiva ma sentiva che c'era molto di più dietro a quelle parole.

"Non è la prima volta zio" gli disse con uno sguardo disperato "Era già successo"

Rabastan iniziò a preoccuparsi, suo nipote non era ridotto bene.

"Ti ho visto torturare i Paciock zio, con mamma, con papà, con Barty... sento l'Oscuro Signore parlarmi dentro e vedo... cose..." Antheo vomitò tutto, suo zio doveva sapere ogni cosa, il Signore Oscuro era vivo anche se debole, aveva guidato il suo erede fino a quel momento.

"Quindi tu sei... in grado di sentirlo? Perché non hai detto niente a Lucius?"

"Uno che rinnega l'Oscuro Signore per vigliaccheria non merita di sapere"

Rabastan rimase in silenzio, non aveva tutti i torti, conoscendo Lucius avrebbe potuto fare di tutto meno che ascoltare suo nipote.

"Zio che cosa significa questo? Perché vedo queste cose?"

"Non farti prendere dal panico caro, cerca solo di goderti la serata e rilassati, hai un dono sicuramente"

Antheo sospirò. Se solo quel giorno non fosse stato presente.

"Padrone..."

"Padrone..."

Antheo sentì improvvisamente una morsa nel collo, un dolore fastidioso si insinuò nei suoi nervi costringendolo a schioccare il collo. Sentì intorpidorsi i muscoli, i nervi e un formicolio partire dalla nuca e percorrere tutta la schiena.

"Parone..."

"Padrone..."

Quel sibilo ritornò nellenorecchie facendosi più forte ad ogni formicolio. Ma com'era possibile? Erano tutti lì, nessuno escluso, intento a consumare il loro pasto, perché quella sensazione stava ritornando? Non aveva senso.

"Padrone..."

Venite..."

Per qualche strana ragione, sentì che la voce di Nagini non stava chiamando l'Oscuro Signore, stava chiamando lui.

Rabastan lo guardò perplesso, non capiva cosa stesse succedendo ad Antheo: "Ti senti bene nipote?" Gli chiese guardandolo con sguardo preoccupato. Antheo non rispose, forse non lo aveva sentito, e Rabastan pensò che quella doveva essere la stessa situazione che aveva descritto Antheo, che ci fosse un pericolo in vista?

-----------------------------------------

Dolohov scrutava il mare agitarsi attraverso la finestra. Lo vedeva appena per colpa della lice che si rifletteva nel vetro impedendo una chiara visione del paesaggio notturno. Ma non lo stava ammirando per la sua bellezza. Sembrava che lo stesse osservando. Le risate si erano placate ed ora tutti i presenti parlavano piano riuniti in gruppetti.

Poi i fiori che si erano addormentati iniziarono a presentare una patina bianca, come se si stessero... ghiacciando. Un'aria gelida iniziò ad entrare attraverso il camino della sala, spegnendo il fuoco; stava diventando tutto freddo e silenzioso.

I Mangiamorte smisero di parlare e rimasero in ascolto: qualcosa si stava muovendo lungo la gola del camino, scendendo fino alla sala stessa.

Poco dopo un mantello nero fece capolino dal camino. Tutti i Mangiamorte si nascosero nell'occlumanzia per non farei sentire dai Dissennatori che erano appena entrati.

Nessuno mosse un muscolo, mentre quelle bestie nere perlustravano lentamente la sala. I loro movimenti erano terrificanti e quel mantello che copriva loro il volto privo di occhi e lineamenti non rassicurava per niente.

Poi una di loro si fermò davanti a Béatrice. Lei non era in grado di svuotare la mente e dentro di lei si stava facendo strada la paura. Il Dissennatore le rimase davanti immobile per un po', la guardava impassibile.

E poco dopo aprì la bocca. Béatrice emise un gemito spaventato, un sussulto, iniziò a sentire freddo, si sentì improvvisamente triste e non riuscì più a sentire l'ambiente intorno a sé. Il Dissennatore la stava provando della felicità e lei era totalmente indifesa.

Quasi come uno schiaffo sentì la voce di suo fratello e quella di Alecto mentre vide il Dissennatore essere scagliato contro al muro. Per un attimo rivide tutta la sala in preda alla follia e all'azione: Mangiamorte contro Dissennatori in una lotta a colpi di bacchetta senza riposo.

Alessio le si parò davanti e scagliò il suo patronus, un'alce fiera e possente, contro quei fantasmi senza volontà propria, nessuno avrebbe toccato sua sorella.

Alecto lo imitò, seguita da Amycus, poi Barty, Rookwood, Rowle e tutti gli altri, a illuminare la sala solo con l'aiuto delle loro bacchette.

Una cosa era certa. La tenuta Lestrange aveva appena perso la sicurezza che godeva fino a qualche ora fa.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro