15 - Londra buia
Ci volle un po' di tempo per memorizzare il posto giusto ma alla fine elfo e Mangiamorte si materializzarono davanti all'orfanotrofio di Londra dove l'Oscuro Signore era cresciuto. Oltre il cancello si vedeva una bella massa di bambini, non più giovani di cinque anni e non più vecchi di dodici, correre per il cortile, saltare su quadrati disegnati per terra e stare accanto al portone a parlare di chissà cosa. Era carino guardarli giocare ignari di tutto quello che stava succedendo altrove, come nel mondo magico che, nonostante la presenza costante di Dissennatori o Auror, anche nelle scuole e negli asili i bambini andavano regolarmente pur rischiando.
Ma non c'era tempo per rimuginare su un'infanzia che non gli avrebbe restituito nessuno, così Antheo girò le spalle e guardò lenstrade mezze affollate di babbani tranquilli e nauseanti: alcuni erano seduti ai bar a sorseggiare te o alcolici mentre parlavano del più e del meno, altri passeggiavano e si fermavano su panchine leggendo i giornali, altri attendevano amici o figli dalla scuola, alcuni addirittura erano seduti sui marciapiede porgendo cappelli spoechi ai passanti. Il tutto era... Così privo di magia, quasi troppo tranquillo, di certo din troppo lontano dalla realtà a cui Antheo era abituato. In quel momento si rese conto di non essere mai una volta uscito dal mondo magico, come se i genitori lo avessero chiuso in una campana di vetro, sotto il costante controllo dei genitori che si era brutalmente spezzato quando furono arrestati e lui aveva assistito impotente al processo guardando gli altri godere del dolore dei Lestrange quando non gli permisero nemmeno di abbracciare il figlio.
Antheo scacciò quest'ultimo pensiero, che puntualmente si incanalava per la mente ogni volta che vedeva un padre abbracciare il primogenito maschio e parlargli con fierezza, dilaniandogli l'anima. Si voltò e camminò con passo svelto, quasi dimenticandosi della presenza di Boby che poco dopo gli corse dietro evitando do farsi vedere e saltellando per colpa del marciapiede ghiacciato che gli congelava le piante dei piedi scalzi e i sassi che gliele martoriavano. Si attaccò al Montgomery per tenere il passo, non senza un lamento disgustato del padrone.
"Boby si chiede dove stiamo andando, Padron Antheo"
"Stiamo cercando qualcuno di importante Boby, non fare domande stupide"
Boby annuì tacendo e seguì Antheo che percorreva quelle strade sconosciute restando nell'ombra. Si facevano strada tra piccoli gruppi do tre o quattro persone che camminavano in direzione opposta parlando di politica e del meteo, schivando do tanto in tanto cani che potevano scorgere la loro presenza anche sotto il mantello dell'invisibilità, rifugiandosi dentro vicoli bui per non farsi vedere da babbani troppo curiosi e goffi. Non era certo il posto migliore del mondo ma dovevano fare uno sforzo se volevano portare a termine quella missione che, anche se non direttamente, l'Oscuro Signore aveva comunicato. Fu abbastanza divertente vedere babbani ubriachi per i vicoli strette bui senza che loro potessero percepire i loro movimenti, anche se qualche volta Boby venne trascinato via per non fargli aiutare a forza quei poveri diavoli.
"Boby concentrati solo sull'obiettivo, lascia perdere quei babbabi senza anima" disse bruscamente Antheo all'ennesimo uomo seduto contemporaneamente al muro che scavalcò dando un calcio all'elfo che iniziava seriamente ad essere un intralcio; più volte fu anche costretto e minacciarlo per farsi ubbidire, essendo ormai da troppi minuti a contatto con quei parassiti succhia-alcool.
"Mi spiace Padron Antheo, Boby voleva solo aiutare..."
"L'unica persona che devi aiutare è il tuo padrone, non costringerli a farti del male seriamente, se mi hai visto bene sai che non ti conviene"
Non era molto saggio sgridare un elfo domestico in un posto così sconosciuto e per nulla comodo perché un servo si punisse da solo, sapendo che in quel caso Boby sarebbe stato troppo occupato a cercare le cose più dure in assoluto da tirarsi in testa per prestare attenzione, ma Antheo non ci vedeva più dal nervosismo e non vedeva l'ora di andarsene e tornare finalmente a casa ad osservare le foto animate dei suoi genitori che sembravano così... Amorevoli tra loro, quasi innamorati; sentimenti nascosti o solamente una maschera impeccabile che portavano davanti ad ogni ospite? Antheo questo non lo sapeva ma non era così sicuro di volerlo effettivamente scoprire, in fondo erano solo problemi dei suoi genitori e sapeva che se anche sua madre avrebbe voluto andarsene e dimenticare Rodolphus, non ci sarebbe mai riuscita sapendo quanto teneva ad Antheo, al punto di essere capace di portarselo via, e quanto lui potesse mai ricordarle il marito effettivo.
Di un pensiero strano in quel momento, e ultimamente ne aveva parecchi, ma gli venne da pensare ai suoi genitori in un momento tanto sbagliato e non sapeva dirsi il perché. Forse fu una madre con il figlio seduti sotto ad un albero mezzo spoglio a ripprtargli alla mente in modo così pesante la sua infanzia custodita così bene e finita tanto male. Ricordò molto bene le attenzioni di sua madre che rivedeva in quella donna: tanto severa quanto attenta e premurosa, pronta a cambiare radicalmente per una creatura arrivata così all'improvviso.
Scacciò via quei pensieri e continuò il suo percorso, procedendo per tutti i punti più cui e nascosti. Si disse che Nagini, se mai si trovasse a Londra, doveva essere in punto veramente nascosti, era un serpente fino a prova contraria per i babbani e le bestie come lei non facevano mai una bella fine quando incontrava un babbano.
Si lasciò indietro il centro della città, sbuffando dopo l'ennesima chiacchierata sentita da due babbani che parevano molto illustri, e alla fine parlavano di macchinette per il caffè, che poi: esisteva una macchina produci-caffé? Boby invece era estasiato: "Molto interessanti i babbani, Boby non credeva che sapessero fare tante cose!"
"Che stai a dire Boby?! Muoviti invece di tessere lodi in sul se a quei... barbari"
"Ma Padron Antheo, perché credete che siano cattivi? A Boby non sembrano cattivi"
Antheo si girò adirato: "Davvero? Non sembrano?! Cosa credi che farebbero sempre ti vedessero passeggiare per le strade come un comune mortale?! Ti dico già che non ti stringerebbero la mano!" nella sua voce risuonava tutto l'odio che poteva provare e l'indignazione nel sentire il suo servo che osava pronunciare quelle parole. Boby rimaneva lì a guardarlo ascoltando con le sue grandi orecchie e con gli occhi talmente umidi che se li avesse sbsttuti avrebbe potuto riempire un secchio per occhio, cercava di non esplodere in lacrime per la paura e il dispiacere nell'aver offeso il suo padrone. Antheo continuò: "Forse tu non hai memoria di quei tempi dove i babbani si divertivano a perseguitare maghi e streghe per puro gusto, appiccando incendi o affogandoli! Gran bel coraggio a definirli buoni!"
"Sì Padron Antheo, Boby chiede perdono per il suo giudizio, Boby non voleva far arrabbiare il padrone"
"Vedi di pensare la prossima volta, prima di fare giudizi che non sono appropriati, muoviti"
~~~~~~
Si ritrovarono davanti ad un enorme cancello arrugginito che confinava un bello spazio ampio, tutto tappezzato di lapidi e di mausolei o piccole cripte familiari, doveva essere un cimitero.
Era ormai calata la notte, e la nebbia aveva avvolto tutta Londra come una coperta e non lasciava vedere oltre un palmo dal proprio naso. Se non fosse stata un'ambientazione abituale per il Mangiamorte, si sarebbe guardato intorno puntando la bacchetta per non sorprendersi dai pericolosi improvvisi. Varcò il cancello spingendolo piano e sentendolo aprirsi con un cigolio assordante, si avviò scrutando ogni singola lapide scorgendone i nomi mentre dietro di lui l'elfo tremava per la paura e lanciava gemiti e piccoli gridi striduli che due o tre volte fecero voltare il padrone ordinandogli di tacere.
So muoveva piano tenendo le orecchie dritte per ascoltare ogni movimento, ogni suono, sperando di poter incontrare Nagini o, se proprio doveva andargli bene, L'Oscuro Signore in persona. Poco più avanti video la sagoma di una casetta, probabilmente quella del custode del cimitero.
Bussò alla porta ma non rispose nessuno, forse il custode non era presente oppure stava facendo il giro delle tombe per vedere quale dovesse essere pulita. Entrò piano seguito da Boby che gli stava stringendo il Montgomery così forte che stava quasi per sciuparglielo. Percorsero le poche stanze che componevano quella baracca umida e fredda, due stanze al piano terra e tre al piano superiore, con una scala più personale che sicura.
Nella stanza di sopra si sentiva un tanfo terribile, forse i piccioni e altri uccelli la usavano come punto di ritrovo e si divertivano a scagazzare per tutto il balcone. Sopra ad un mobile vi erano delle foto, la famiglia e i parenti del custode sicuramente. La cosa strana era che erano foto animate, curioso per essere un custode babbano, pareva quasi do trovarsi in uno degli appartamenti di Diagon Alley.
"Chi c'è?!" da sotto una voce roca fece sobbalzare Antheo, che posò lo sguardo di Boby chiedendogli con lo sguardo se si fosse ricordato do chiudere la poeta dietro di sé, e vedendo l'espressione terrorizzata dell'elfo poté solo rispondersi da solo.
"Allora?! Se ci sono dei ragazzini casinisti, consiglio vivamente di non fare brutti scherzi!"
Boby si stava tirando le orecchie e dando pugni sul naso per il terrore, mentre Antheo iniziò a lottare contro le convulsioni delle sue braccia per poter pensare lucidamente e trovare un modo per uscire. Iniziò a tastare le pareti per cercare un passaggio o qualunque buco dove potesse infilarsi per nascondersi. Continuò finché non si ritrovò davanti il presunto custode e, con sua grande sorpresa, si trovò un volto conosciuto.
"... Rodolphus?" chiese perplesso l'uomo, vedendo nel ragazzo tanta domanda quella somiglianza dal padre che quando gli parve di vederselo lì.
"... Il figlio" rispose Antheo sorpreso di trovarsi davanti Walden Macnair in persona "Ma che..."
"Cosa ci fai a Little Hangleton?" chiese Macnair una volta realizzato l'incontro con Antheo "Hai fatto una bella strada sapendo che non esci mai dal mondo magico"
A sentire il nome del paese, Antheo si rese conto di essere uscito da Londra percorrendo una notevole distanza, ecco perché era notte inoltrata: "Ma tu cosa fai qui? Fai da custode?"
"No, certo che no. Il custode reale è fuori da sua figlia, ed io ho occupato momentaneamente la casa; un bello schifo considerando che la pulizia non è una priorità per lui, ma tu che fai qui? Non mi hai risposto"
Antheo rimase in silenzio per un po', studiava Walden con uno sguardo interrogativo e, per certi versi, diffidente. La caduta dell'Oscuro Signore aveva portato tutta u a serie di cambiamenti, tra qui tradimenti e rinneghi che spesso venivano criticato e visto come un vero e proprio oltraggio, quindo perché fidarsi così tanto di qualcuno. Tuttavia non aveva grandi scelte e altre scuse da inventare, considerando che un luogo babbano sarebbe stato proprio l'ultimo posto dove Antheo avrebbe messo piede, anzi: non ci avrebbe messo piede a priori, ma questo caso era diverso: "Cerco l'Oscuso Signore, credo sia trovi qui"
"L'Oscuro Signore? Per Merlino anche tu! I tuoi genitori l'hanno pagata cara, non fare il loro stesso errore"
"Il loro non è stato un errore" disse Antheo tenendo la bacchetta ben impugnata "Ma sarò comunque più... Discreto. Cerco il serpente di Lord Voldemort, Nagini"
"E perché un serpente dovrebbe aiutarti a trovarlo? Insomma, non so quanto ti possa... Dire"
Ma Antheo non fece in tempo a ribattere che la sua testa iniziò a riempirsi di suoni ovattati e di sibili assordanti come un mucchio di fantasmi che si erano inseditai nelle sue orecchie; rendevano la vista offuscata dal fastidio. Pian piano divennero parole comprensibili, e la voce divenne più chiara, Nagini lo stava chiamando e di sicuro voleva dirgli dove trovarla.
"Little Hangleton..."
"Little Hangleton..."
Il nome del paese si fece più nitido, e Antheo si trovava proprio lì a Little Hangleton, ma dove poteva trovare Nagini? Non aveva altri indizi. O forse l'indizio era proprio la nitidezza della voce. Ricordò che, in uno dei tanti pomeriggi da piccolo, quando sentiva la presenza di un serpente, più forte e nitida era la voce e più era alta la probabilità di averlo vicino. Quindi si avvicinò istintivamente alle pareti ascoltando con attenzione la voce che a tratti si allontanava per poi avvicinarsi. Comprese che doveva uscire per poterla sentire meglio e si avviò verso tutto quell'ettaro di terreno che permetteva il passaggio senza troppi ostacoli.
"Antheo, dove vai?"
"La sento"
"Senti chi?"
"Nagini, sento Nagini. È qui vicina, forse nascosta da qualche parte" Antheo osservava il paesaggio nebbia e scuro intorno a sé, la voce non la sentiva più ma riusciva aprecepirne la presenza, doveva solo capire bene la posizione di Nagini. Sentì di nuovo il sussurro e camminando si rese conto di vedere una grande struttura: una tomba, con accanto alla grossa lapide una statua, uno scheletro incappucciato con una falce in mano. La lapide portava il nome Riddle e sembrava essere una tomba familiare. La voce di Nagini era più forte e poco dopo si vide una piccola testa dare capolino soprattutto alla statua. Si avvicinò Al ragazzo strisciando dalla statua alla mano tesa di lui per accoglierla, lo avvolse con tutti i suoi nove metro di lunghezza e sembrò sussurrare qualcosa che ho gli altri non poterono capire: "Il maesssssstro è molto debole... Non riessssssce a cominciare con il sssssuo eredeee..." poi fece cenno ad Antheo di farsi aiutare a tornare indietro. Nagini sarebbe stato l'unico punto di contatto con il maestro, diventato troppo debole anche per comunicare.
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