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12 - Lo zio codardo e il nipote audace

Prima di iniziare il capitolo volevo informarci che ho in mente diverse idee per alcuni personaggi la cui morte ammettiamolo mi sta un posto' qua ecco.

Per non spoilerare e rovinare la narrazione non vi dico niente e vi lascio godervi la storia e farvi i vostri film mentali.

Bene, non perdiamoci oltre e buona lettura!

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Lucius percorreva il lungo corridoio quasi correndo, la prima pagina della Gazzetta del Profeta gli aveva quasi mandato do traverso la colazione e i nervi gli erano già girati male. Dopo quella notizia non aveva più dubbi: Antheo Lestrange era vivo e vegeto, anche se molti stavano negando la lo so stessa testimonianza. Molti durante gli interrogatori davano risposte vaghe, senza entrare nei dettagli, e Ollivander stesso aveva ripetuto fino alla nausea la stessa risposta anche a domande diverse: che non era stato rubato nulla, che qualunque cosa stesse cercando ip criminale non c'era e quant'altro.

Inoltre, quando il gufo aveva portato il giornale, e Narcissa aveva letto la prima pagina, aveva preso ad assillarlo chiedendogli, qualora fossero riusciti a prenderlo, di essere clemente verso suo nipote e di fsvorirpo il più possibile. L'amava davvero tanto, ma quando si impuntava con la famiglia diventava davvero pesante. Per non parlare di Draco: appena sentita la notizia, strilli acuti a tutto spiano senza fare nemmeno una sosta per riprendere fiato.

Alcuni colleghi cercarono di attirare l'attenzione di Malfoy accennando un buongiorno, chiedendogli come stasse, ma lui liquidava tutto con un lamento annoiato e nervoso.

Arrivò davanti alla porta del suo ufficoo e fece per entrare quando, per l'ennesima volta, venne chiamato da un altro collega: "Signor Malfoy! Buongiorno e buon Martedì!" disse il mago mostrando un sorriso a trentadue denti.

"Sì, buongiorno dipende per chi"

"Che succede, dormito male?"

"No" bofonchiò Lucius voltandosi verso il collega "È solo che sta mattina la Gazzetta del Profeta ha ben pensato di rovinarmi la giornata e la colazione, per non parlare della confusione a casa!"

Gli passò il giornale raccontandogli della prima pagina e della reazione alquanto prevedibile della moglie, che non la smetteva più di trapanargli le orecchie sostenuta da quell'aquila di Draco, in due avrebbero retto il tifo della colpa del mondo di quidditch se fossero andati avanti ancora un po'. Il mago di tutta risposta si mise a ridere cercando di tirarlo su di morale e di rigirargli quella giornata iniziata in modo tanto nervoso. Lucius rimase addosso ascoltarlo, probabilmente stava anche pensando se affaturarlo o no, poi lo interruppe bruscamente: "Ti ringrazio per avermi... migliorato la giornata, ma ho molto lavoro da sbrigare" e gli chiuse quasi la porta in faccia.

Si voltò, sbuffando mentre raggiungeva la sua scrivania e si lasciò cadere sulla poltrona di pelle. Si grattò la fronte e sempre emettendo lenti nervosi scrutò gli ultimi moduli arrivati.

"Figurati, rogne su rogne per me; dovrò prendermi a cuore il ministro Caramel se voglio sperare in qualcosa di concreto" disse tra sé e sé mentre sistemava in un angolo i fogli.

Allungò le gambe per mettersi comodo quando sentì qualcosa contro di essere, come se avesse dato un calcio a qualcosa. Si abbassò per controllare ma sotto alla scrivania non c'era nulla: era vuota proprio come la vedeva sempre. Si accovacciò per verificare che effettivamente non ci fosse niente ma venne interrotto da un altro collega insieme al tirocinante che quasi entrarono di prepotenza.

Alessio, il malcapitato sotto la scrivania, ringraziò tutti i santi che gli vennero in mente quando vide la porta aprirsi e Lucius rialzarsi per la sorpresa.

Tutto quello movimento in ogni caso non poteva capitare in un momento peggiore, ora avrebbe dovuto aspettare che uscissero rutti prima di continuare, e recuperare i fogli che Malfoy aveva rimesso a posto sarebbe davvero stata una seccatura.

"Signor Malfoy! Ha sentito le ultime notizie? È possibile che sia così?!"

"Alcuni miei ex compagni hanno confermato che si trattava del Mangiamorte che due anni fa ha quasi ucciso Silente"

"Che dicano quello che vogliono! Ho già subito ogni tipo di domanda da mia moglie e da mio figlio"

Alessio alzò leggermente lo sguardo per capire meglio di cosa stessero parlando, e gli occhi gli caddero sull'immagine animata della Gazzetta del Profeta che il tirocinante stava stringendo in mano: Barty e Rookwood non stavano scherzando, Antheo aveva davvero scatenato l'inferno a Diagon Alley.

"Ma è possibile che sia lui?"

"Mi dissocio, ho già detto tutto quello che avevo da dire: lo abbiamo portato agonizzante al San Mungo e lì è scomparso, volatilizzato. Nient'altro"

"Ma se così fosse, sarete contento che almeno sia vivo vostro nipote"

"Tantissimo, sono felicissimo"

Nipote? Antheo aveva quell'elemento come zio? Alessio iniziò a capire il motivo per cui Antheo si nascondeva da tutte le parti meno che da lui, con un parente del genere.

"E se fosse un segno di voi-sapete-chi?"

"Colui-che-non-deve-essere-nominato é scomparso, nulla di più chiaro. Non credo che mio nipote, ammesso che sia vivo, voglia davvero insinuarsi in una missione tanto suicida"

Alessio roteò gli occhi sentendo tante assurdità messe insieme in un unica mattinata, poi li osservò uscire tutti dall'ufficio e si dedicò alla ricerca delle possibili piste.

Arrivato all'ingresso dell'Atrium, video la sorella aspettarlo con una certa ansia, stava sa ltellando sulle punte e si guardava intorno in modo assiduo. Lui la raggiunse da dietro e la prese attirandola a sé sentendola sussultare ed smettere un verso spaventato: "Alessio! Per l'amor di Dio ma vuoi uccidermi?! Mi è preso un colpo!"

"Non hai idea di chi ho avuto il piacere di incontrare" le disse lui con voce sarcastica gesticolando come un marchese. Lei lo guardò con uno sguardo perplesso, temendo che avesse inalato qualcosa che lo avesse fatto ammattire, ma poi lo vide tornare serio: "Lucius Malfoy, lo zio di Antheo"

"Lo zio?! Aspetta: ha uno zio al Ministero?"

"Non ne sapevi niente?"

Béatrice scosse la testa, già ai tempi della scuola non avevano mai avuto molti moment i per parlare della famiglia e in estate si scrivevano molto di rado, e Antheo spesso e volentieri ometteva tante informazioni.

"Be' credo do sapere per quale motivo non ne parlasse sorellina: l'ho sentito parlare con altri colleghi riguardo all'Oscuro Signore, pare che per Malfoy sia morto"

"Questo Antheo me lo aveva accennato: litigava spesso con lo zio perché aveva rinnegato la sua fedeltà"

"E questo spiega li suo modo freddo quando ha parlato del nipote" Alessio raccontò dell'incontro a cui aveva assistito e del giornale che aveva scrutato, dicendo che Antheo, o almeno la sua sagoma, appariva in grande nella prima pagina della Gazzetta del Profeta. Béatrice lo informò di aver assistito ad una scena simile in un altro ufficio, dove aveva visto Moody.

"È incredibile" disse intristendosi "Ne parlano tutti, ovunque, ed io sono l'unica che non può vederlo"

"Tranquilla Béa, lo troveranno, presto; e quando sarete di nuovo insieme andrà tutto per il meglio"

Lei sorrise al pensiero di poter riabbracciare il suo amato Antheo, poi le tornò in mente i fogli che aveva sottratto al Ministero: ersno alcuni luoghi europei dove vi erano stati avvistamenti di magia oscura, Norvegia, Ungheria, Austria... E pareva che in alcuni punti la traccia fosse più forte delle altre. Alessio le mostrò i suoi fogli e video che alcuni contenevsno le stesse informazioni, ciò voleva dire che dovevsno essere le tracce più probabili.

"Credi che questo ci permetterà di essere dentro al gruppo al cento per cento?" chiese ad un tratto Alessio con una nota di speranza nella voce, che la sorella non poté non notare.

"Voglio dire: così smetteranno di trattsrci come degli sprovveduti"

"E sicuramente tu miri anche a qualcos'altro fratellino, ti conosco fin troppo bene" gli disse lei mentre si stavano dirigendo verso un punto poco caotico per smaterializzarsi. Camminavano col capouccio del mantello sopra al capo, come fscevsno gli altri per non essere riconosciuti.

"Ma no! Insomma ammetto che non mi dispiacerebbe affatto, ma il mio è uno scopo più in generale"

"E lo scopo immagino abbia in nome" gli disse ridendo "Alecto Carrow"

"Non prendermi in giro! Lei è... Particolare, non si perde in stupide smancerie, in inutili riti amorosi come fiori o regali... Le piace l'azione, essere pronta a tutto, e poi hai visto come esegue bene i compiti?" nella voce di Alessio c'era ammirazione, comense vedesse una musa che ispirasse ogni sua giornata. Pareva alquanto strano che, per il target di Alessio, Alecto fosse finita tra i suoi interessi principali, di solito non era tipo da tessere lodi per le donne, nemmeno quelle chengoiavevano messo gli occho addosso.

"Alessio mi stupisci: normalmente sei più... Razionale, come quella Marilyn te la ricordi?"

"Sì... Niente di serio; invece Alecto è tutta un'altra cosa, sento che devo impegnarmi molto per ottenere qualcosa da lei" svoltarono verso Nocturn Alley per smaterializzarsi al cimitero Lestrange.

Appena entrarono nel Mausoleo, iniziarono già a sentire delle voci, voci alte, come se qualcuno stesse litigando o discutendo. Normalmente le mura non lasciavano uscire i suoni, il che voleva dire che probabilmente gli interlocutori erano molto vicino alla porta a scomparsa. Entrando nella postazione segreta, Alessio e Béatrice notarono Rabastan e Barty discutere animatamente: uno si trovava appoggiato al tavolino con sguardo di chi non voleva essere contraddetto, l'altro era poco distante dalla porta con un piede sopra al gradino.

Rabastan osservava severo Barty mentre gratta va le dita conto al tavolo, infnorando apertamente la presenza dei gemelli che li stavano guardando preoccupati.

"Mi vuoi dare retta un secondo? Credi che il Ministero non si stia muovendo?" chiese Barty guardando in cagnesco Lestrange, era la prima volta che discutevano in quel modo, tra di loro c'era sempre stata una certa intesa basata sul rispetto reciproco e le poche parole essenziali, ma quella volta semvravano essere proprio arrabbiati.

"Se dove si mo muoverci rischieremmo di rovinare tutto, verrà da solo, non serve che tu lo rincorra come un cagnolino"

"Come un... È tuo NIPOTE! E per tua informazione ha percorso chilometri per libera e ti e ha rischiato grosso per aiutarmi! Senza di lui noi non saremmo qui! Mi stai dicendo che non sei minimamente preoccupato?!"

"Certo che sono preoccupato! E tanto anche! Ma se dovessimo muoverci in massa potremmo rischiare di farci catturare tutti, Antheo compreso!"

Barty appoggiò il piede e si avvicinò a Rabastan con gli occhi furenti: Lestrange era stato il primo a farsi avanti per ogni cosa con la priorità di non perdere suo nipote, per davvero magari, ed ora si tirava indietro? Gli ricordava per certi versi quelli che li avevano traditi, e chi poteva sapere che ora non stessero cercando di consegnarli usando ogni mezzo?

"Barty: i Cruciatus torneranno presto e avremo notizie" Rabastan si sforzava di tenere un tono tranquillo, ma la sua voce tremava e cercava di nascondere la preoccupazione. I gemelli so guardarono e decisero di prendere la parola per tentare i calmare gli animi: "Scusate se vsniamo in un brutto momento ma..."

"...Abbiamo trovato alcune piste che potrebbero essere utili"

Consegnarono i fogli ai due uomini, che il esaminarono attentamente passandoseli uno per uno; si giardarono tra loro e posarono i fogli sul tavolo tenendo solo quelli con i luoghi uguali.

"Ottimo lavoro" si complimentò Rabastan sorridendo ai gemelli "Ammetto che siete stati molto bravi"

Poco dopo sentirono il rumore di persone che si erano materializzate e videro Alecto, Amycus e gli altri Ceuciatus tornare con uno sguardo sconvolto e confuso. Li videro fermarsi davanti alla porta senza alzare lo sguardoce per poco non sembrò che qualcuno stesse per svenire.

Rabastan si staccò dal tavolo: "Allora, lo avete trovato?"

Amycus e Thorfinn si guardarono preoccupati; il primo stringeva tra le.mani un cappello: una tuba nera tutta smessa e sporca di terra e sangue, sembrava essere stata danneggiata. Rabastan gliela strappò di mano, con uno sguardo che passò da rosa a bianco latte, conosceva quella tuba, era stato un suo regalo, quando aveva iniziato la scuola, ai tempi gli stava anche grande.

"Dove l'avete trovata?"

"Era per terra, poco distante dal ministero... C'erano tanti Dissennatori"

Rabastan non fosse niente, non ne ebbe la forza, sentì ogni energia venire meno e si sedette per non cadere per terra a causa delle gambe diventate improvvisamente molli. Béatrice gli so avvicinò con un bicchiere d'acqua, anche lei con un viso visibilmente sconvolto.

Barty scansò tutti con nervosismo e prendendo il mantello uscì dal Mausoleo. Béatrice lo seguì avvolgendosi nel suo mantello. L'aria fuori era ghiacciata e la nebbia rendeva il cimitero ancora più tetro, soprattutto in quei mesi così freddi. Seguì Crouch chiedendogli di fermarsi, di cercare di essere lucido e di calmarsi.

"Non fermarmi Béatrice, non me ne resterò buono aspettando che sono muova qualcosa"

"Non mi sto riferendo a quello, non voglio che voi torni a te dentro! Voglio venire con voi" fli disse raggiungendolo e lottando contro l'aria gelida che le premeva sul viso.

"No non puoi, è fuori discussione" borbottò Barty "Non ri porto con me, rischi di farti male"

"Male? Ma io... Io ho rubstovdei documenti dal Ministero, ho rischiato di essere scoperta e di essere sbattuta da Azkaban o peggio: essere condannata direttamente al bacio del Dissennatore per furto di documentazione importante e alleanza con l'Oscuro Signore; e tu mi parli di rischi?"

Barty si fermò e si voltò a guardarla: "Ma adesso è diverso, adesso rischiamo di incappare in qualche imboscata o essere attaccati" la guardò negli occhi, voleva capire quanto fosse determinata, dato che voleva davvero seguirlo per cercare Antheo "L'ultima cosa che voglio e perdere qualcun altro"

Béatrice rimase a fissarlo, anche se a fatica sosteneva quello sguardo consumato: "Come pensi di trovarlo? Non si trova da nessuna parte"

"Dovunque sia lo troverò, lui ha aiutato me nel momento del bisogno, devo ripagarlo. Vedrai che lo troverò"

"Ma la tuba è tutta..."

"È un diversivo" tagliò corto Barty. Non voleva credere che Antheo fosse scivolato in una sciocchezza, lo aveva sempre visto: riusciva ad affrontare qualunque cosa, proprio come i suoi genitori. Quindi vedere una prova non era sufficiente per lui: se davvero era morto voleva constatsrlo da sé. Béatrice fli corse dietro implorandolo di poterlo seguire, dicendogli che Rabastan era sconvolto e dovdvsno tirarlo su per poter continuare la missione, dicendogli che per una volta voleva dare un contributo concreto, per la causa, per loro, per Rabastan: "Non riesce semplicemente a e lavorare la notizia ma non è un codardo"

"No quello no grazie ba Dio, i codardi sono ben altri" concluse Barty.

Vedendo che non c'era verso di fermare la ragazza, si arrese ma prima che lei potesse ringraziarlo, la ammonì ordinandole di ascoltare e fare tutto ciò che le avrebbe detto. Quello nom era un gioco né tanto meno una pagliacciata, gli Auror erano pericolosi e i Dissennatori di più.

"Non si preoccupi signor Crouch, non la deluderò"

"Chiamami Barty cara, preferisco non essere chiamato come mio padre"

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