Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

36 - La battaglia con gli Auror

Aveva aspettato quel momento da quando era tornato a scuola, quell'ultimo anno lo avrebbero ricordato tutti, quello era il momento giusto.

Sette anni per prepararsi all'inevitabile, per mostrare cosa avevano provocato le assurde restrizioni del ministero e di Silente stesso, e far tremare tutti sotto ai suoi piedi.

Mentre percorreva la scala dai sotterranei, seguito da tutto il suo esercito, pensava alla fine di quella battaglia: avrebbe fatto irruzione ad Azkaban e avrebbe liberato tutti i mangiamorte imprigionati, e avrebbe liberato i suoi genitori, suo zio e tutti coloro che lo avevano sostenuto in un percorso tanto arduo.

Si fece strada cercando il bersaglio principale del suo piano, quel preside che tutti reputavano migliore, dicendo agli altri di aspettare.

"Professor Silente..." la voce gli uscì unito a un sibilo, mentre il preside Silente si girò verso quello sguardo colmo d'odio e rabbia.

Ma il volto di Silente non mostrava né resistenza né paura né altro, sentiva che sarebbe arrivato a quel punto, sentiva che Antheo non avrebbe avuto altro destino se non quello di Tom Riddle stesso, Lord Voldemort. Aveva capito da tempo che Antheo era un possibile pericolo, ma aveva comunque cercato di portarlo sulla retta via e fargli dimenticare tutta quella violenza.
Ma un ragazzo cresciuto in mezzo alla violenza e all'oscurità, come poteva cambiare?

"Antheo..." disse molto tranquillamente, sicuro che nulla lo avrebbe dissuaso dal suo intento "È colpa mia, mi dispiace, non avrei dovuto arrivare a tanto"
Antheo lo zittì, non voleva più sentire niente da lui, aveva già detto abbastanza. Ora poteva anche dare tutte le sue giustificazioni possibili, non sarebbero più servite.

Una cosa era vera: non doveva arrivare a tanto, non doveva chiudere in una gabbia tutto quel potere, prima o poi sarebbe esploso. Ora doveva solo prepararsi al peggio, affrontare ciò che aveva da troppo tempo rimandato, non si poteva più scappare.

Antheo gridò alla carica e tutti i suoi seguaci balzarono fuori, in contemporanea con gli Auror che si erano appostati pronti al contrattacco. Maledizioni e incantesimi di disarmo volavano per tutto l'atrio, in tutti i punti, chi vinceva tra gli studenti e chi cadeva sotto l'avada kedavra tra gli Auror, in un unico scenario capeggiato dal mangiamorte Antheo che colpiva ogni avversario facendolo soccombere.
"Ho aspettato questo momento... per rendere fieri i miei genitori..." diceva mentre lottava con le unghie e con i denti "Ho sopportato ogni forma di cattiveria, le vessazioni e l'isolamento per poter mostrare il loro valore, no infranto regole per proteggere ciò in cui credevo e ciò a cui tenevo..." si avvicinava a Silente, che rimaneva immobile, con la voce rotta dalla rabbia e dalla disperazione "Ma voi... mi avete portato via tutto ciò che avevo di felice"
"Erano degli assassini Antheo, non potevamo fare niente"

"Erano... I MIEI GENITORI, ERA LA MIA FAMIGLIA!!!" mosse la bacchetta, riprpdisse l'anatema che uccide a ritmi brevissimi, sbaragliava ogni muro e stroncava un gran numero di avversari nel giro di poco. Era fuori controllo ed era pronto a distruggere tutto, stava liberando da sé ogni sentimento represso nel silenzio, non sarebbe più stato sotto agli ordini di nessuno.

Le immagini erano come a rallentatore: studenti e Auror in una battaglia all'ultimo incantesimo, lampi verdi che saltavano fuori dalle punte belle bacchette si facevano strada nell'aria per colpire il bersaglio, in una lotta senza fine. In quel momento nessuno sembrava intento ad arrendersi, a capire che tutto poteva essere risolto in un alto modo, ognuno ormai lottav per le proprie idee e avrebbe fatto di tutto per tenerle in vita.

Ma perché tutto questo? Perché lui doveva far rischiare la vita di tutti solo per potersi prendere ciò che riteneva giusto solo lui, per lui, per raggiungere i suoi obiettivi, era tutto lecito, anche sacrificare chi aveva di caro.

Béatrice era rimasta in disparte e osservava tutta la scena: non la vedeva né con gioia né con rancore, non era la sua battaglia, quella l'aveva persa alla nascita. Improvvisamente sentì prendersi da dietro, con forza e venire trascinata fino al campo di battaglia, per quanto cercasse di divincolarsi la presa del suo carnefice era più forte. Si girò e vide il volto scuro di Moody fissare il campo: "No no no no... aspetta che vuoi fare... lasciami..." lo implorava mentre cercava di fare dietrofront, non voleva rimanere vittima di uno scontro da cui non ne traeva niente, la sua vita era tuttalpiù felice perché rovinare tutto?

"Avrà quello che si merita" si limitò a dire Alastor mentre piazzava la ragazza davanti a lui trattenendola per la divisa scolastica.

"Non è necessario arrivare a tanto... arrendetevi e si fermerà... per favore..."

"Tranquilla, non è mio desiderio rimetterci una vita innocente, se è intelligente si fermerà lui" disse puntandole la bacchetta alla testa: la sua idea era minacciare Antheo per costringerlo a fermare tutto e ad arrendersi, in modo da poter agire meglio, se Antheo teneva così tanto alla sua ragazza, non avrebbe mosso un dito.

Lo chiamò facendo risuonare la gran voce, e il mangiamorte si girò subito sgranando gli occhi: Béatrice, la sua Béatrice era nelle mani di quello zotico di un Auror. Fece per attaccarlo ma Moody fu più furbo e parò davanti la ragazza: "Non ti conviene fare mosse azzardate Lestrange, se non vuoi vederla morire sotto i tuoi stessi incantesimi!"

Antheo rimase fermo, respirava affannosamente per gli sforzi e per la stanchezza, doveva pensare come agire, e doveva farlo molto bene altrimenti... non sarebbe potuto tornare indietro.

Abbassò la bacchetta e abbassò la testa, stava pensando e intanto dava una falsa speranza all'Auror, sembrava arreso. Moody guardandolo ridacchiò, si sentiva potente, aveva messo a testa bassa una bestia come Antheo, poteva quasi considerarlo alla pari di colui-che-non-deve-essere-nominato.
Lasciò distrattamente Béatrice e subito dopo Antheo alzò di scatto la testa: "BÉATRICE GIÙ!" gridò muovendo la bacchetta "SECTUMSEMPRA!"

La bacchetta sprigionò l'incantesimo, che volò dritto verso l'Auror, la ragazza si abbassò appena in tempo per non essere colpita, ma Moody non si fece cogliere impreparato: "Protego!"

Il sectumsempra era stato bloccato, ma rimbalzando tornò indietro con la stessa traiettoria. Antheo non fece in tempo a spostarsi.

Sentì un dolore acuto al volto e cadde a terra.

Sentiva solo qualche parola distinta, aveva battuto la testa.

Sentiva Béatrice chiamarlo in preda al panico.

Le sue mani lo tenevano stretto e poteva avvertire le sue lacrime cedergli in faccia.

Il respiro affannoso, il corpo che iniziava a pungere per le lesioni e i tagli che si stavano formando, aveva guidato il suo esercito ed ora era il primo ad affondare.

Non urlò.

Non si lamentò.

Quando riprese per un attimo i sensi, riuscì a sentire le mani di sua zia Narcissa, quando era arrivata? Non era molto importante.

La spostava la bacchetta dal corpo, che cercava di chiudere le ferite, non voleva essee aiutato.

Sentiva l'occhio sinistro, quello più scuro, pulsare l'addome dolore, poteva sentire il sangue colare dalla faccia, quanto era grande quella ferita?
Volle provare a dire a Narcissa di non sprecarsi, non ne valeva più la pena, aveva dato tutto, ed ora poteva essere felice.

"Non..." provò a dire spostando il braccio di sua zia, mentre lei continuava a rimetterlo davanti alle ferite per chiuderle. Voleva dirle di fermarsi, di lasciarlo morire così che tutti potessero almeno ricordare le sue azioni, grandi come quelle del suo predecessore che ancora aspettava di tornare.

La guardò con quei suoi occhi che ormai si stavano spegnendo, ma volle farle  vedere tutta la gratitudine che aveva coltivato in lei.

"Non te l'ho mai detto ma..." fece una pausa parlando sottovoce "Sei la zia migliore del mondo"

Guardò Narcissa, la sua adorata zia, che non gli aveva fatto mancare niente, si odiava dentro per essere stato tanto distaccato nei primi anni, avrebbe voluto rimediare.

Narcissa lo guardò con le lacrime, grosse lacrime, che le rigavano il volto e che cadevano su quello del nipote, non avrebbe accettato un'altra perdita, e questa volta permanente.

Lui le spostò un'ultima volta il braccio, per poi lasciare cadere il suo accanto al corpo.

Chiuse gli occhi solo per un momento.
Vide tutto bianco, come quando aveva ripercorso i suoi ricordi.

Si rivide piccolo a casa sua, con sua madre che lo coccolava per farlo dormire e con suo padre e suo zio Rabastan che lo incitavano, sarebbe diventato un grande mago, lo avrebbero aiutato.

E poi dai suoi nonni materni, Cygnus e Druella, che davanti alla figlia si mostravano tutti composti, ma appena girava lo sguardo passavano un'ape frizzola al bambino in segreto.
Rabastan che gli mostrava come duellare: "Vuoi fare una prova? Vediamo se mi superi"

"Ma zio io non ho una bacchetta, non posso"

"Allora usa la mia, colpisci quel bersaglio"

Tutti gli insegnamenti che gli aveva dato, tutti i pomeriggi passati con lui, la gioia negli occhi che solo Antheo coglieva.

"Sai figliolo?" La voce del padre si fece strada nelle sue orecchie "Non te l'ho mai detto ma... è stato tuo zio a pensare al tuo nome. Poi tua made lo ha composto"

E poi Andromeda, la zia buona e dolce, ancora si chiedeva se la sua famiglia sapesse delle sue fughe segrete.

Non doveva più dimostrare niente, poteva comunque vedere i loro sorrisi, mentre Narcissa cercava di curare le sue ferite.




******




Be' che dire: un finale proprio col botto vero :D?
Eh? Non ve lo aspettavate? Non vi è piaciuto ._.?
Oh, be' immagino che voi non vogliate fermarvi qui vero? Voglio dire: Bellatrix e Rodolphus non sono usciti da Azkaban, il signore oscuro non è ancora tornato, credo abbiate capito :)

Tranquilli: ci sarà un sequel! La storia non si è fermata qui.
Quindi se vi è piaciuta la storia scrivetemi dove volete come vi è sembrata, cosa vi è piaciuto di più e come avete visto Antheo!
Ciiiaoooooo

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro