18 - L'ira di Reinhard Lestrange
La porta di casa Malfoy si aprì di scatto sbattendo contro le pareti. Due figure scure si mostravano nella nebbia di quella sera di febbraio. Entrarono senza nemmeno aspettare un consenso o un invito e si diressero subito verso lo studio privato di Lucius ignorando tutti gli alfi che cercavano disperatamente di fermarli, ma senza alcun successo, ricevendo piuttosto calci e bastonate da parte degli "ospiti"
Arrivati davanti allo studio, spalancarono la porta e l'uomo, alto ma con evidenti segni di età avanzata, sbatté le mani sulla scrivania facendo sobbalzare Lucius, che tolse di mezzo il Giornale.
"Ma a che gioco stai giocando Malfoy?!" Urlò furente l'anziano signore, che illuminato dalla luce della lanterna si scoprì essere Reinhard Lestrange.
"Che cosa intende signore?" Disse molto tranquillamente Malfoy, nonostante sapesse perfettamente di cosa si stesse parlando. La prima pagina mostrava la foto di Antheo che per poco non uccideva uno studente con l'Avada kedavra.
"Perché hai detto a tutto una cosa del genere?! Quei docenti da quattro soldi non hanno alcun diritto di penalizzare mio nipote!" Sbraitò Lestrange mentre la moglie tentava di ritirarlo a sé perché si calmasse. Lucius di tutta risposta piegò con calma il Giornale, si alzò e andò verso la finestra: "Io ho dovuto acconsentire a dargli una punizione ragionevole, per evitargli l'espulsione; non capisco cosa ci sia di sbagliato in questo"
"C'è di sbagliato che hai lasciato a quelli là carta bianca per poterlo emarginare, quando lui ha più capacità e dignità di tutta la scuola messa insieme! Inoltre potevi tacere sull'accaduto! Ora tutti credono che mio nipote sia solo un pazzo! Ma io so che non è così" Reinhard si drizzò sulla schiena "Non ho mai accettato il fatto che lo avessero affidato a te, io avrei potuto dargli molto di più, invece hanno dato la custodia a te"
"Non vi ritenevano adeguato per la sua educazione, un Mangiamorte che si prende cura di un ragazzo rimasto solo non porta a niente di buono"
"Non parlare come se tu ne fossi fuori da questa storia Malfoy, sei Mangiamorte anche tu e lo sai benissimo, e Antheo lo è più di tutti; lui ha molte più possibilità di successo di tutti noi" sembrava quasi orgoglioso, il suo amato nipote, colui che avrebbe ereditato tutto dai Lestrange non meritava un trattamento così mediocre.
"Dovrebbero rivedere le loro idee!"
"Ma si da il caso che Antheo sia sotto la mia protezione e non posso permettergli di mettere in cattiva luce la mia famiglia"
"Certo! Sia mai che la meravigliosa famiglia Malfoy venga rovinata dal pericoloso nipote Lestrange! Allora potevi mettere una buona parola per me e per mio figlio, così che Antheo potesse vivere in un clima migliore!"
"Mia moglie provvede alle sue attenzioni, è tutto sotto controllo"
Lestrange senior strinse i pugni, non sopportava un simile atteggiamento nei suoi confronti e non sopportava che suo nipote potesse essere penalizzato in modo irreversibile.
"Tu non lo conosci come lo conosco io, a differenza della mia famiglia, sei sempre rimasto estraneo alle sue attenzioni"
"È mio nipote, non è mio figlio; io devo dare le giuste attenzioni a Draco, così come ad Antheo dovevano pensarci Bellatrix e Rodolphus"
Dentro la carrozza trainata dai Thestral, i Lestrange non osavano aprire bocca. Ognuno era immerso nei suoi pensieri. Reinhard si stava stringendo la parte della giacca all'altezza del cuore, poi tirò fuori dal taschino interno una foto sbiadita: il suo amato nipote appena nato che accennava un sorriso, con i pugnetti rivolti verso l'alto e da cui si vedeva perfettamente il marchio sul braccino sinistro.
"Nonno, che cosa significa questo segno sul braccio?" Le parole squillanti del nipote da piccolo riecheggiarono nella testa dell'uomo, che con grande nostalgia si immaginò quel preciso momento: Questo è il marchio nero, un simbolo di fedeltà verso il signore oscuro, lui ci proteggerà e darà vita a un'era dove noi sanguepuro potremo di nuovo prevalere" quanto orgoglio nel vedere Antheo entusiasta "Io diventerò un mago forte come te nonno! E come l'oscuro signore!"
"Sai cara..." disse poi verso sua moglie "Forse avremmo dovuto essere molto più presenti per Antheo, almeno ora lo avremmo qui con noi"
"Non ti torturare, non sarebbe cambiato niente. Quel ragazzo somiglia sempre si più al nostro Rodolphus"
Lestrange senior guardò fuori dalla carrozza con un sorriso: sì, Antheo assomigliava sempre di più al padre. Se lo ricordava bene, quando alla magione correva dietro ai corvi come Rodolphus e Rabastan erano soliti fare insieme ai cugini, spesso era invidioso di come i cugini Black si comportavano col nipotino, così legati ed entrambi non erano più riusciti a stargli accanto.
Antheo aveva resistito a tutto, ma come poteva reggere anche a tutte queste cattiverie? era solo un ragazzino, indifeso e ancora in procinto di imparare ad usare bene la magia, sperava che potesse maturare in tempo.
"Sai caro, mi ricordo quando cercavi di insegnargli ad usare la tua bacchetta, non gli riusciva male" disse lei sorridendo, cercando di tirare su di morale il marito. Lui se lo ricordava, suo nipote aveva sempre avuto una buona dimestichezza con la magia.
"Credi che ce la farà?" chiese guardandola, la preoccupazione era comunque lecita. Ma Lucille non se ne preoccupò, aveva fiducia in suo nipote, da sempre aveva dimostrato di essere il migliore in tutto.
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