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16- Una candela nel buio

Axel

Dopo diciassette anni, luce.

Io non so come questo sia possibile, non riesco a spiegarmelo in nessuna maniera, ma sta accadendo: il dolore non è più l'unica cosa che sento.

C'è anche qualcos' altro ora dentro di me, non so di cosa si tratti di preciso, ma c'è... Una sensazione che conosco, ma di cui non ricordo più il nome.

Tutto è iniziato quando mi sono ritrovato Emma davanti: sola, disorientata, scioccata, ma ancora abbastanza lucida da non lasciarsi prendere dal panico, coraggiosa a tal punto da sfidare l'ignoto pur di raggiungere una persona che amava.

Sarebbe una Notturna perfetta, l'ho capito dal primo momento in cui l'ho vista.

Nell'attimo stesso in cui mi sono reso conto di cosa stavano vedendo i miei occhi mi ha attraversato come una scossa: shock, incredulità, panico, tutto questo insieme mi ha spiazzato, abituato come sono a non sentire mai nulla di diverso dal dolore.

Da quel momento Emma è stata per me una candela accesa nell'oscurità, la prima dopo più di un decennio.

Ho vagato senza una meta per tanto di quel tempo, sempre circondato solamente da buio... Ma non il buio della notte: a quello ci sarei stato abituato, quello mi avrebbe dato conforto. Le tenebre dell'anima sono molto, molto più profonde.

La notte non è in alcun modo assenza di luce, questo è uno dei capisaldi dell'ideologia della Gente della Notte a differenza di quanto credono i Diurni, ma le tenebre che ho vissuto io... Quelle sì che sono assenza totale di luce. E sono terribili.

Emma con la sua luce è riuscita a rischiararle di un poco.

Finalmente ho di nuovo uno scopo, qualcosa di buono da poter fare per qualcuno. Ma Emma non è solo qualcuno, lei è diventata all'improvviso la cosa più preziosa che ho.

Forse è perché dopo anni grazie a lei non sono più solo, grazie a lei ho qualcuno che mi rivolge dei sorrisi, grazie a lei sono tornato a ridere.

Ridere.

Pensavo di essermi dimenticato come si facesse.

Non che la sofferenza si stia attenuando, questo no, sarebbe impossibile e anche sbagliato, però grazie a lei ora non ho più solo quella come compagnia.

Ma io mi merito un simile regalo dalla vita? Mi merito di ridere, io?

Quello che ho fatto... Quello che ho fatto non cambia.

Non conta il fatto che quella fosse l'unica cosa necessaria da fare, non importa se con quel gesto io abbia salvato altre vite, io l'ho fatto e per questo merito che il mio dolore assorbisca in sé tutto ciò che sono, questo non lo devo mai dimenticare.

Eppure adesso... Adesso ho solo voglia di essere di nuovo Axel, solamente Axel, giusto o sbagliato che sia.




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