L'AVVENTURA DI SAMANTHA
C'era una volta, tanto tempo fa, una ragazza di otto anni che viveva in una capanna in un bosco.
Si chiamava Samantha, e viveva con sua nonna, a cui voleva tanto bene.
Samantha era una ragazza molto curiosa e vivace, ma anche molto altruista e gentile.
Fu proprio in virtù della sua gentilezza che una notte, mentre dormiva, le si manifestò lo spirito protettore del bosco, in forma di orso.
"Ciao, Samantha." le disse "Non avere paura: sono il protettore del bosco, e sono qui per mostrarti qualcosa di speciale."
Lo spirito le disse che per ricompensarla delle sue buone azioni l'avrebbe portata a vedere alcuni luoghi speciali.
Ma ad una condizione: durante il viaggio non avrebbe dovuto fare i capricci.
"Se li farai..." disse "...il viaggio terminerà subito, e ti riporterò a casa."
La bambina sorrise al grosso orso dall'aspetto gentile, e solennemente promise "Non li farò, signor orso. Lo prometto."
Samantha andò così con lui, seguendolo nel bosco.
Lo spirito orso la condusse ad una grande radura, dove gli animaletti del bosco giocavano tranquilli sotto la pallida luce della luna che piena brillava alta nel cielo stellato, privo di nubi.
A Samantha fu permesso di unirsi a loro: ella giocò contenta con le creature del bosco, giocando a rincorrersi con le lepri, facendo nascondino con le volpi, arrampicandosi con gli scoiattoli e cantando con i gufi, mentre un gruppetto di procioni la guardava da un albero.
Dopo un po', lo spirito le disse che era tempo di andare nel luogo seguente.
Samantha sbuffò, volendo rimanere con gli animaletti, ma obbedì.
L'orso la portò quindi in una nuova zona del bosco, una zona riparata e ben celata, ben più in profondità tra gli alberi e le frasche.
Qui, c'era un villaggio di gnometti dei boschi.
La bambina, meravigliata, corse incontro ad un gruppo di gnomi che formava il comitato di benvenuto: essi la accolsero sorridendo, e la invitarono ad unirsi a loro.
Samantha stette con loro, passando momenti estremamente sereni: mangiò la torta di mele delle capo gnoma, ascoltò le storie degli gnomi anziani e giocò con i bambini gnomi.
Dopo un po' di tempo, l'orso le disse che era ora di andare.
Samantha sbatté un piede a terra, e disse di voler restare lì con gli gnomi.
"Non è giusto! Io voglio stare qui!" esclamò.
"Stai facendo i capricci, Samantha?" chiese l'orso, guardandola con aria severa.
La ragazza arrossì e si calmò. chiese scusa e disse di essere pronta ad ubbidire.
"Mi dispiace, signor orso. Ho infranto la promessa." disse, cominciando a singhiozzare.
L'orso le sorrise e la perdonò, ritenendo si fosse fermata in tempo.
"Sei una brava bambina, Samantha. Vieni, il viaggio non è ancora finito." disse.
Lo spirito la condusse dunque al terzo e ultimo luogo: nel più profondo cuore del bosco.
Qui, Samantha vide casette a forma di fungo, abitate da strani ometti blu: erano i Puffi.
I Puffi accolsero Samantha, e lei si divertì come mai in vita sua facendo le più svariate attività, dallo studiare incantesimi col Grande Puffo a parlare con Quattrocchi e Tontolone, dal mirare le invenzioni di Inventore ad assistere alle prove di forza di Forzuto, e tante altre.
Alla fine, dopo aver giocato tantissimo con i Puffolini, Samantha si accoccolò tra le braccia di Puffetta e lì si addormentò, serena come non era mai stata prima.
Lo spirito la riportò a casa, nel suo letto, e le promise che, fintanto che fosse stata brava, gli animaletti del bosco, gli gnomi e i Puffi sarebbero stati suoi amici e avrebbero sempre vegliato su di lei.
Il giorno dopo, Samantha andò ad abbracciare sua nonna, promettendole che sarebbe sempre stata brava.
La nonna la abbracciò e la riempì di baci, sussurrando "So che lo sarai."
Lo spirito orso osservò la scena da fuori la finestra, sorrise e volò via.
E tutti vissero per sempre felici e contenti.
Fine
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