3. Un angelo, un paio di guanti e due innamorati
Harry rigirò per l'ennesima volta l'insalata che aveva nel piatto e sospirò.
" Si può sapere che cosa ti prende? " chiese Xander, lasciando cadere rumorosamente la forchetta che aveva in mano.
Harry sollevò gli occhi di scatto, tento di sorridere, ma quello che gli apparve sulla bocca fu solo un ghigno tirato.
Xander, evidentemente scocciato, si sporse sul tavolo del ristorante e disse:
" Ci sposiamo fra una settimana, Harry e mi sembri tutto fuorché felice. Stiamo insieme da tanto tempo, ma c'è un qualcosa che ti allontana da me, che fa in modo che la tua mente sia altrove..."
Harry deglutì imbarazzato...come poteva dire al suo ragazzo che, da un anno a quella parte, un paio di occhi azzurri non lasciavano mai il suo cuore?
Stava con Xander da anni, stava per sposarlo, eppure aveva messo in gioco tutto per un uomo che era solo un nome...Louis...
Louis di cui non sapeva nulla, Louis che forse l'aveva dimenticato, Louis che non aveva un numero di telefono, che non aveva un indirizzo, che era avvolto dalla nebbia più fitta.
" Allora? " sibilò Xander con tono irritato, distogliendolo dai suoi pensieri.
Harry si riscosse, tentò di sorridere e di rassicurarlo, ma non riuscì a proferire parola perché il suo sguardo fu catturato da una coppia che cenava vicino a loro.
Lei aveva appena aperto un regalo che il compagno le aveva fatto e il dono era una copia de " L'amore ai tempi del colera ".
Quello era un segno, quello doveva essere un segno...
Harry, allora, sentì nel cuore un coraggio che credeva di non avere, prese un respiro profondo e disse:
" Io...io mi sono reso conto che non me la sento di sposarti "
Xander all'inizio rimase allibito, immobile come una statua di sale, poi, però, reagì nel peggiore dei modi.
Si alzò in piedi, lo insultò a voce alta di fronte a tutti gli altri clienti e poi uscì come una furia dal ristorante.
Harry non scoppiò a piangere per il casino che aveva combinato, semplicemente sorrise e finì tranquillamente la sua insalata.
Era felice perché, finalmente, si era liberato da un peso!
Tornò a casa con il cuore più leggero, ma, una volta solo nella sua camera, gli piombò addosso la consapevolezza di quanto fosse assurda la sua situazione.
Cosa avrebbe fatto adesso?
Avrebbe dato qualsiasi cosa per trovare Louis, ma come poteva rintracciare una persona in una città con decine di migliaia di abitanti?
Si passò sconsolato una mano fra i ricci e sbuffò triste.
Si alzò, andò in cucina e si preparò una camomilla.
La bevve a piccoli sorsi seduto al tavolo e si abbandonò ai suoi pensieri finché il sonno non lo colse proprio lì, sul ripiano in maiolica accanto alla tazza ormai vuota.
Si svegliò il giorno dopo con dolori ovunque alle ossa, si trascinò in bagno, fece una doccia e telefonò a sua madre per dirgli di aver annullato il matrimonio con Xander.
La donna lo rimbrottò ben bene, dicendogli che era stato stupido e Harry fu costretto a troncare la conversazione per non mettersi ad urlare per la frustrazione.
Decise così di uscire a prendere un po' d'aria e, mezz'ora dopo, si ritrovò a camminare per Central Park come un qualunque turista.
Verso mezzogiorno si fermò ad un chiosco a comprare un hot dog e pagò con una banconota da dieci dollari.
L'uomo del chioschetto gli diede il panino e, come resto, un pezzo da cinque.
Harry diede un morso al suo hot dog, cercò di infilarsi la banconota in tasca e si bloccò.
Il panino gli cadde dalle mani e la vista si appannò un istante.
Si sedette a peso morto su una panchina lì accanto e scoppiò a piangere.
Era quella banconota!
Il destino lo aveva aiutato!
Con dita tremanti prese il cellulare, compose il numero che Louis, un anno prima, vi aveva scritto sopra e attese con il fiato in gola.
Ci fu uno squillo, due, tre, quattro, cinque, poi partì la segreteria telefonica.
Harry ci rimase malissimo, riprovò a chiamare, ma ottenne la stessa risposta.
Si lasciò andare sulla panchina e guardò deluso le persone che facevano jogging e portavano a spasso il cane.
All'improvviso, però, si alzò di scatto, si mise a correre e raggiunse il posto di polizia a sud del parco.
Entrò come una furia, poi si bloccò di colpo quando vide l'oggetto della sua ricerca chino sulla fotocopiatrice.
" Paul " esclamò come un disperato " ho bisogno di aiuto! Ti prego....ti prego....se ti do un cellulare mi rintracci l'indirizzo del proprietario? "
Paul, suo amico d'infanzia, scosse la testa ridendo, sollevò gli occhi al cielo fingendosi esasperato, ma poi si avviò al computer della sua scrivania e, in men che non si dica, tese a Harry un fogliettino.
Il riccio lo prese come fosse un tesoro prezioso, lo ringraziò con un enorme sorriso e se ne andò di corsa.
Si infilò nella prima stazione della metropolitana, verificò dal foglietto dove si trovasse la casa di Louis e scelse la direzione adatta.
Salì sul treno non appena arrivò, si sedette in un posto libero e incrociò le dita per tutta la durata del viaggio.
Scese per un pelo alla fermata giusta, si precipitò fuori dal vagone e corse in strada.
Individuò subito la strada dove viveva Louis e trovò la casa, una villetta dai muri bianchi e dal giardino curato.
Con il cuore in gola, suonò il campanello, ma nessuno rispose, nemmeno ad un secondo tentativo.
" Non c'è nessuno, giovanotto " lo avvisò una signora anziana dalla casa vicina " Louis si sposa oggi alla chiesa di Saint George "
Harry sentì il cuore spezzarsi in tanti piccoli pezzi, ma trovò comunque la forza di ringraziare la donna.
Se ne andò con gli occhi lucidi e, siccome era un masochista, decise di andare alla chiesa, se non altro per vedere Louis per un'ultima volta.
Giunto sul posto, si stupì di non trovare nessuno, così, pensando che il matrimonio fosse più tardi, chiese informazioni al sagrestano.
" Non c'è nessun matrimonio " gli rispose quello con tono sbrigativo " è stato annullato ieri "
Harry se ne andò con il cuore più leggero, ma con la consapevolezza che Louis, molto probabilmente, l'aveva fatto per altri motivi e non per lui.
Così, senza sapere il perché, si diresse da Bloomingdale's e raggiunse il piano degli Accessori.
Si fermò proprio dove aveva conosciuto Louis, estrasse dalla tasca il guanto che portava sempre con sè e una lacrima gli scese sulla guancia.
" Forse sarebbe meno solo se avesse il suo compagno...."
Harry sollevò di scatto gli occhi e si trovò davanti Louis, con in mano l'altro guanto.
" Sono stato a casa tua " balbettò l'avvocato " stavi baciando un ragazzo..."
" Mi sono trasferito in un altro appartamento da due mesi..." sussurrò Harry.
Louis allora sorrise e lo fece anche Harry, poi non ci fu bisogno di altre parole, nè di spiegazioni, quelle ci sarebbero state dopo...
I due ragazzi volarono uno nelle braccia dell'altro e si baciarono con passione, fra i fischi e gli applausi degli altri clienti.
" Ah, se non ci fossi stato io..." sospirò Niall, lisciandosi una piuma che spuntava dalla manica della giacca.
Sorrise da solo, orgoglioso del suo lavoro e sparì in un battito di ali, non prima di aver agguantato il panino al prosciutto che un suo collega aveva appena preso al bar.
Era sì un angelo, ma un angelo eternamente affamato!
Grazie per aver letto questa storia, spero vi sia piaciuta!
Domani inizierò a pubblicare " Pan " la nuova avventura della Saga di Cupido!
Me io vi aspettare!
P.S: ho deciso che lascerò le mie storie OS così come sono, infatti, se dovessi fare delle raccolte, dovrei ripubblicare tutto e sarebbe un casino. Tranquilli, tutto resterà uguale!
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