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1. Un paio di guanti


New York, periodo natalizio

Bloomingdale's, sotto Natale, era un vero e proprio delirio!

Una fiumana di gente si riversava su e giù dalle scale mobili alla ricerca disperata dell'ennesimo regalo da comprare e il reparto " Accessori " era quello preso maggiormente d'assalto.

Louis Tomlinson, brillante avvocato trentenne, cercò di raggiungere la zona in cui venivano venduti i guanti e, non appena la raggiunse, adocchiò subito ciò che gli serviva.

Guanti neri, di pelle, eleganti al punto giusto....

Fece per prenderli, quando un'altra mano cercò di fare lo stesso.

Sollevò lo sguardo pronto a litigare, ma non ci riuscì, perché davanti si trovò un viso assolutamente perfetto e due occhi verdi altrettanto perfetti.

" Scusami..." balbettò Louis lasciando andare i guanti " puoi....puoi prenderli pure, volevo...volevo regalarli al mio fidanzato, ma posso comprargli un'altra cosa..."

Il proprietario degli occhi verdi, un giovane alto e con una massa di capelli ricci in testa, sorrise con le gote in fiamme e sussurrò:

" No, no, ci mancherebbe. Cercavo un paio di guanti e questi mi sembravano adatti al mio cappotto, ma ce ne sono sicuramente altri..."

Detto questo, si guardò intorno cercando altri guanti, ma la mano tesa di Louis si materializzò davanti a lui.

" Sono Louis e vorrei davvero che comprassi tu i guanti neri "

Il riccio sorrise, strinse la mano e disse:

" D'accordo, io li compro, ma solo se posso offrirti qualcosa alla Caffetteria Serendipity, quella che c'è all'ultimo piano...ah, io sono Harry...."

Louis annuì, piacevolmente colpito dall'invito e non esitò nemmeno un attimo a seguire il ragazzo riccio alla Caffetteria.

Si sedettero ad un tavolo accanto alla vetrata che dava sui negozi ed ordinarono entrambi due cioccolate con panna.

" Allora, Harry, cosa fai nella vita? " chiese Louis soffiando sulla bevanda troppo calda.

" Sono un fotografo " rispose Harry " ma non ho un mio negozio. Lavoro in quello di mio cugino da un paio d'anni e conto, prima o poi, di poterne aprire uno mio. E tu? "

" Io sono un avvocato ed esercito nello studio del padre del mio fidanzato "

" Il destinatario dei guanti " commentò il riccio guardando il sacchetto dove la commessa li aveva riposti quando li aveva acquistati.

" Già e tu...tu sei fidanzato? " domandò Louis, bevendo un sorso di cioccolata.

" Sì, con Xander, un mio amico d'infanzia. Ci eravamo persi di vista all'epoca dell'Università, poi ci siamo ritrovati ed è scoppiata la scintilla...come si suol dire..."

Louis annuì e, inspiegabilmente, si trovò a provare una punta di gelosia nei confronti di quel ragazzo che non conosceva neppure.

Del resto conosceva Harry da meno di un'ora, eppure sentiva verso di lui una strana e, forse, innaturale attrazione.

Era bello, dolce e simpatico e aveva un qualcosa che lo rendeva davvero speciale.

" Guarda! " esclamò Harry distogliendolo dai suoi pensieri " Ha iniziato a nevicare! "

Louis sorrise, osservando i fiocchi di neve scendere lenti dal cielo e sussurrò, come parlando fra sè e sè:

" Adesso sarebbe bello andare a pattinare sul ghiaccio a Central Park! "

" Beh, ma se non hai impegni adesso, ci possiamo andare! " propose Harry candidamente.

Louis sapeva che avrebbe dovuto tornare a casa dal suo ragazzo, ma non lo fece e accettò la proposta di Harry.

I due giovani trascorsero così l'intero pomeriggio a ridere e a scherzare sulla pista di pattinaggio e, quando giunse la sera e, inevitabilmente, il momento di separarsi, nessuno dei due aveva voglia di farlo.

" Io sono innamorato del mio ragazzo " sussurrò Louis davanti al Waldorf Astoria, dove Harry avrebbe dovuto prendere la metropolitana " ma la giornata di oggi...io..."

Harry sorrise e mormorò:

" Credimi, per me è lo stesso..."

" Scambiamoci i numeri di telefono, allora, chi lo sa...."

" No " scosse la testa convinto Harry " lasciamo che sia il destino a guidare i nostri passi, proprio come ha fatto oggi. Io scriverò il mio numero sulla prima pagina di un libro che ho nello zaino e tu su una banconota da cinque dollari.
Tu la spenderai e io lascerò il libro sul sedile della metropolitana e, se è destino che stiamo insieme, ritroveremo questi oggetti "

Louis, seppur non molto convinto, fece quello che Harry aveva detto e vide che anche il suo nuovo amico stava scrivendo il proprio numero su una copia malconcia de " L'amore ai tempi del colera ".

" Senti " esclamò ancora Harry con gli occhi splendenti e le gote arrossate " facciamo una prova per vedere se il destino ci vuole bene! Entriamo al Waldorf Astoria, prendiamo due ascensori e pigiamo il numero di un piano senza dire nulla...vediamo se è lo stesso! "

Louis, per nulla abituato a fare cose di quel tipo, si trovò invece ad accettare subito con entusiasmo la proposta di Harry e i due ragazzi si precipitarono dentro il grande edificio come due bambini al Luna Park.

Prima di entrare in due ascensori vicini, si guardarono e si sorrisero e, quando le porte si aprirono, pigiarono entrambi il tasto del piano numero 28.

Louis, però, ricevette una telefonata di suo padre e fu costretto a schiacciare il tasto dello Stop sull'ascensore per poter parlare liberamente.

Quando ebbe finito, uscì in fretta al piano numero 28, ma di Harry non c'era traccia.

Scosse la testa ridacchiando e si disse che il destino non aveva funzionato, poi, però, l'occhio gli cadde su una sedia accanto al muro e vide un guanto nero.

Lo prese, lo osservò attentamente e sorrise.

Era uno dei guanti che Harry aveva comprato!

Lo strinse fra le mani, se lo infilò in tasca e scese questa volta dalle scale, pensando al fatto che il destino, forse, era davvero a loro favore!

Ciao a tutti, spero che la nuova storia vi piaccia! È una mini long, ha tre capitoli ed è molto dolce.
Più tardi verranno pubblicati i risultati del concorso " Biscotti a sorpresa "!
Baci piccicati 😍

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