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Mareil 'POV

È mattina, mi sveglio e rimango a guardare il soffitto ripensando a ieri; guardo l'orario e vedo che sono le sette e mezza... ASPETTA COSA LE SETTE E MEZZA?!!!!!!
Sveglio immediatamente Raissa, le dico che ore sono, lei spalanca gli occhi e scende subito dal letto; io vado nel bagno e lei nel l'altro, mi lavo velocemente, esco, apro l'armadio e opto per la tuta dell'adidas nera con le strisce bianche con anche la felpa sempre nera con le strisce bianche, poi mi metto una maglia bianca a maniche corte e le scarpe bianche.
Mi trucco leggermente, invece, Raissa si è messa una tuta nera che ha una striscia a tutte due lati bianca, poi mette un top bianco, le scarpe bianche e il giubbotto di pelle nero; si trucca anche lei leggermente.
Finisce, ci improfumiamo, prendiamo zaini e telefono, corriamo giù, prendiamo le chiavi, usciamo di casa e ci sono Fay sulla moto e Ricky nella macchina.

Noi: che cosa ci fate qua?!!
Loro: passaggio, dai salite.
Di corsa saliamo e corrono verso scuola. [...] Arriviamo e vediamo che stanno tutti ad urlare e abbracciarsi;  vedo che c'è Jack, un amico di classe mio e di Raissa.

Io: Jack che succede?
Jack: LA SCUOLA È CHIUSA PERCHÉ MANCA ACQUA E CORRENTE E QUINDI SALTIAMO ANCHE IL COMPITO DI MATEMATICA!!!!!
Io sorrido ma allo stesso tempo sono incazzata ho fatto tutto sto casino per niente; vado da Fay, Ricky e Raissa.

Io: Raga la scuola è chiusa per mancanza di corrente e acqua. Dico entusiasta ma incazzata; i ragazzi rimangono di sasso e cominciano ad urlare dall'emozione.
Raissa: ah peccato. Io la guardo molto male.
Io: MA COME PECCATO??!!!. Poi si risveglia dai suoi pensieri.
Raissa: aspetta che cosa, cosa ho appena detto... Oddio abbiamo saltato anche il compito di matematica. Mi salta addosso e mi abbraccia dalla felicità.
Io: allora andiamo a casa.
Raissa: si.
I ragazzi si metto avanti a noi.

Loro: come a casa?!
Noi: e dove dovremmo andare?
Fay: tu vieni con me. Dice Fey indicando me.
Ricky: e tu vieni con me. Dice Ricky indicando Raissa.
Noi: e va bene.
Io salgo sulla moto e Raissa sale in macchina.

Io: ci vediamo dopo Sister.
Raissa: va bene a dopo.
Loro partono e anche noi.

Fay: ti va di mangiare qualcosa?
Io: si e lo sai cosa mi va, una bella crema a caffè.
Fay: anch'io ne ho voglia.
Io: perfetto allora andiamo. Dico e lui si dirige verso il bar. [...]
Arriviamo avanti al bar, Fay entra a prendere le due creme al caffè, mentre, io aspetto fuori, all'improvviso vedo che si avvicina un ragazzo.

Lui: hey bellissima.
Io: ti serve qualcosa?. Dico acida.
Lui: si. Dice mettendomi una mano sulla gamba e là gli do un calcio al petto e lui cade; scendo dalla moto, vado verso di lui e gli metto il piede al collo.

Lui: non respiro. Dice con le mani alla mia caviglia.
Io: facevi tanto il boss e non hai nemmeno un po' di forza, stai messo male.
Fay: Mareil. Mi giro, lascio il ragazzo e vado verso Fey.
Io: siii la mia crema a caffè.
Il ragazzo: non finisce qui. Dice alzandosi.
Io: ohoh tranquillo che non è mai iniziata. Dico e se ne va.
Fay: te la cavi.
Io: grazie. Gli sorrido.
Fay: prego. Mi sorride mamma mia e se lo adoro quel sorriso.
Finiamo le creme a caffè ed andiamo in giro per la città. [...]
Passano le ore e vedo che mi chiama Raissa.

CHIAMATA

Io: Ue sister.
Raissa: Mareil io rimango a mangiare da Ricky.
Io: va bene divertiti. Ride.
Raissa: tranquilla. Ride.

FINE CHIAMATA

Io: Fay per oggi può bastare, mi accompagni?
Fay: certo madame. Risponde e ridacchio. [...]
Arriviamo a casa mia, scendo dalla moto, mi levo il casco,  l'ho saluto con un bacio all'angolo della bocca e lui mi lascia un bacio sul collo, e mi avvicino alla porta.

Fay: ma Raissa già sta dentro?
Io: no, in realtà, è rimasta a pranzo da Ricky.
Fay: e me lo vuoi dire, dai vieni.
Io vado, salgo sulla moto e metto il casco.
Io: dove mi porti?
Fay: a casa mia. Risponde.
Io: va bene. Dico un pò ansiosa. [...]
Arriviamo e... ODDIO È BELLISSIMA LA CASA DI FAY.
È completamente bianca ed ha un giardino stupendo; apre la porta ed anche dentro è un qualcosa di meraviglioso.
Mi porta di sopra e vedo che ci sono tantissime stanze, entriamo in una ed è la sua stanza, che anch'essa è meravigliosa.
Posa il casco e lo zaino e si spiaggia sul letto facendomi il cenno di raggiungerlo.

Io: hai una casa stupenda.
Fay: grazie lo so. Dice ridacchiando.
Io: modesto il ragazzo.
Fay: al 200%. Gli faccio la linguaccia.
Fay: ma soffri il solletico per caso?
Io: si, qui dove si trovano i fianchi ma più sopra.
Fay: ah ok. All'improvviso me l'ho trovo su di me e incomincia a fammi il solletico;  incomincio a piangere dal ridere, poi riesco a liberarmi ma mi trovo io sopra di lui e le sue mani sui mie fianchi, ma che cazzo ma è una fissa!

Fay: hey.
Io: Hey. Dico imbarazzata e subito scendo, vedo che ore sono e sono le, oddio già, due e mezza.
Fay: hai fame?
Io: un po'.
Fay: ti va del sushi?
Io: certo.
Fay chiama per ordinare del sushi, mentre, mi tolgo la felpa che comincio ad avere caldo. Stiamo in cucina e lui ha in cucina una specie di muretto con sopra il marmo e vicino ha degli sgabelli, dove mi ci siedo sopra. Aspettiamo un po' e ad un tratto bussano ed ecco il nostro sushi; Fey paga, viene da me e incominciamo a mangiare. [...]
Finiamo e saliamo di sopra; andiamo in camera sua ed io vado un po' vicino alla finestra e guardo un po' fuori.
All'improvviso sento che arriva Fay dietro di me e mette la mano sulla mia gamba, da dietro, e sale fino ad arrivare al fianco da sotto la maglia, mi sento in imbarazzo.

Io: F-Fay penso che sia meglio che vada a casa. Prendo lo zaino e la felpa.
Fay: aspetta ti do un passaggio.
Io: va bene. Prende il casco e scendiamo giù.
Fay: non devi aver vergogna. Mi sussurra all'orecchio per poi uscire e lo seguo; saliamo sulla moto e ci dirigiamo verso casa mia.
Arriviamo, scendo, mi levo il casco, gli do un bacio sulla guancia e subito entro in casa.

Cosa mi sta succedendo.
Ti piaceeeee sei pazza di luii
Me ne sono accorta grazie
Quindi lo ammetti?
Si.
Ecco

Urlo il nome di Raissa e ancora non c'è, sento bussare alla porta, apro e..È IL RAGAZZO DI OGGI!! MA CHE CAVOLO CI FA QUI E COME HA SCOPERTO DOVE ABITO.

Io: Tu?!
Lui: si io amore. Mi fa l'occhiolino, probabile che la lezione di oggi gli abbia fatto venire un qualche tic.
Io: come hai scoperto dove abito???
Lui: ho fatto le mie ricerche, ah non mi sono presentato, mi chiamo Jason Smith. SMITH?!!!!
Io: aspetta mica sei il fratello di Evelin e Samantha?
Jason: indovinato.
Io: oddio ora capisco tutto, capisco anche perché sei così odioso, irritabile e insopportabile. All'improvviso chiude la porta dietro di se.
Io: ma che vuoi da me?
Jason: eheheheh.
Io: eheheheh un cazzo, che vuoi?
Jason: baciarti.
Io: ma che schifo, NO!. Cerca di avvicinarsi ma corro verso la cucina, prendo una pentola e mi abbasso; lui arriva e si fa il giro intorno alla tavola, arriva dove sto io e gli do la padella in testa e lui cade a terra, ma poi si rialza ma che cazzo.
Ricomincio a correre però mi fermo e lui capita avanti, gli do un calcio poi gli prendo il braccio e glie lo strattono.

Io: vai via, muoviti. Dico affannata e lui in silenzio se ne va.
Mi assicuro che se ne sia andato e salgo di sopra a fare una doccia.

Raissa 'POV

Io e Riccardo c'è ne andiamo, mentre quei due se ne vanno come due piccioncini sulla moto.

Io: dove andiamo?.
Ricky: che ne dici di andare a casa mia?.
Io: va bene perché no.
E ci dirigiamo a casa sua, arriviamo e appena esco dall'auto e rimango di sasso ha una villa strameravigliosa; è bellissima, con un giardino bellissimo.
Entriamo in casa e ci sono delle domestiche che subito lo accolgono; ci chiedono gli zaini che poi metteno in ordine loro.
Ricky mi mostra la casa ed ha tantissime stanza; arriviamo, suppongo alla sua, a una stanza, la apre e...Oddio è un appartamento, è gigantesca ed è, soprattutto, bellissima.

Ricky: vieni con me, ti porto in una stanza speciale.
Io: va bene.
Arriviamo fuori alla porta di questa stanza, entriamo e...rimango incantata, è-è magnifica, c'è un pianoforte.

Ricky: questa è la mia stanza preferita, la stanza dove sono sempre ed il pianoforte beh è la mia vita, scrivo melodie o a volte replico alcune di grandissimi pianisti.
Io: oh dio io adoro il pianoforte. Mi sorride e comincia a suonare una melodia di Beethoven.
Io: vabbè questa la conosciamo tutti ed è bellissima "per Elisa" di Beethoven.
Ricky: senti quest'altra. E comincia a suonare di nuovo.
Io: questa è sempre di Beethoven e si intitola "Virus". Ricky rimane di stucco.

Ricky 'POV

Io me la sposo.

Io: senti quest'altra. Comincio a suonare di nuovo.
Raissa: questa invece è di Mozart e intitola "le nozze di Figaro". Io me la sposo, è la mia donna.
Rimango di stucco.
Raissa: sono anch'io un appassionata di musica soprattutto di pianoforte.
Io: non avrei mai pensato che un giorno avrei trovato una ragazza come te, le ragazze che venivano da me, beh, mi usavano solo per i soldi e facevano finta di essere interessate di musica e quant'altro.
Prendo Raissa per le mani.
Io: invece...tu sei diversa sento che sei veramente interessata alla musica. E le sorrido,  lei abbassa la testa e sorride.
Io: vuoi rimanere a pranzo qui?
Raissa: si certo,chiamo Mareil per avvisarla.
Io: fai pure. Raissa chiama Mareil, l'avvisa, stacca e vedo che ride.

Io: perché ridi?
Raissa: no niente, lascia stare.
Io: mmm va bene, vieni con me andiamo in cucina. La prendo per una mano e la porto in cucina dove ci sono le domestiche che cucinano; cominciamo a sederci a tavola e vedo che cucinano spaghetti col sugo; ci mettono i piatti davanti, vanno di là e noi cominciamo a mangiare.

Raissa 'POV

Sono imbarazzata ma felice allo stesso tempo.
Finiamo di mangiare e mi porta di sopra nella sua stanza; entriamo, mi porta sul letto e ci straiamo.

Ricky: ti va di dormire?
Io: ehm...va bene.
E dopo difficoltà e prendere sonno, mi addormento...

DOPO DELLE ORE

Mi sveglio, guardo l'orario e sono le sette e venti e solo ora mi accorgo che Ricky è abbracciato a me.

Io: Ricky, Ricky svegliati è tardi devi riaccompagnarmi a casa.
Ricky si sveglia, vede l'orario e si alza subito. Scendiamo giù, prendo lo zaino e usciamo subito di casa; saliamo in auto e ci dirigiamo verso casa mia. [...]
Arriviamo, l'ho saluto e lui mi fa l'occhiolino. Corro verso la porta, la apro e la chiudo dietro di me, e chi se la dimentica più questa giornata.
Poso le chiavi e lo zaino e noto che c'è Mareil che dorme sul divano e decido di non svegliarla; salgo di sopra e vado a fare una doccia.
Esco, mi metto il pigiama e, sinceramente non ho appetito e sono ancora un po' stanca, e mi addormento.

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