Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 20

Christophe Sherwood pov.
[Oltre il gelo]

Speravo di morire in quel modo, non mi importava di cosa avrebbero pensato gli altri, non potevo farcela, non senza di lui, senza il mio amato principino.

Sentivo freddo, un freddo che non portava conforto, diverso da quello della motte che mi aspettavo,non mi sentivo affatto in pace.

Un forte dolore al petto mi obbligò ad aprire gli occhi, nonostante non avessi voluto, per nessuna ragione avrei addirittura preferito vagare per l'intera eternità nell'oblio.

Comunque, quando lo feci attorno a me potei vedere solo un nero purissimo, un gelo tagliente e il dolore nel mio cure farsi sempre crescente mano a mano che ripensavo al caldo sorriso del biondo e alla sua voce così bella.

E, come se già non lo avessi fatto abbastanza, cominciai ancora una volta a piangere in solitudine, sperando di essere consolato da colui che avevo visto, tramite quella foto, non sarebbe mai più tornato da me e la colpa era mia.

Io non volevo che le cose andassero in quel modo tanto tragico, io non volevo perderlo, io avrei tanto voluto stargli accanto per tutta la vita, stringerlo fra le mie braccia, confortarlo quando aveva degli incubi, proteggerlo da chi voleva fargli del male e amarlo, amarlo più di chiunque altro avrebbe mai potuto.

Ma era troppo tardi, avevo già commesso degli errori ai quali non avrei mai potuto porre rimedio nonostante lo desiderassi ardentemente, nonostante fosse tutto quello che desideravo.

L'unica cosa che davvero volevo era poter spendere tutta la mia esistenza accanto a quell'angelo dalle liquide iridi più belle di ogni smeraldo, era l'unica cosa di cui avevo bisogno per poter esistere perché senza di lui non ero nulla.

Ero rannicchiato a terra con quei dolorosi pensieri nella testa; come potevo proteggere la persona che amavo se non ero in grado di controllare me stesso e non facevo altro che ferirlo per nascondere quelle parti orribili di me...?

Come potevo ammettere che lo amavo profondamente, più di quanto potessi mai amare qualsiasi altra cosa quando non avevo avuto il coraggio di raccontargli di me, di aprirgli totalmente il mio cuore, quando non gli avevo dimostrato fiducia?

Come un idiota realizzai troppo tardi quanto mi ero comportato stupidamente, me ne accorsi quando era ormai troppo tardi, purtroppo, avevo sottovalutato il suo amore e in quel momento mi ritrovavo a pagarne le conseguenze, senza la possibilità di riconquistare il suo cuore e fargli capire quanto fosse importante per me.

Poi sentii una forte presa stringermi il collo come a privarmi del respiro e poi lo vidi, era il mio riflesso, era tutta la rabbia, il rigetto e il dolore che avevo sempre represso, che avevo sempre preteso di non provare per non affrontare la realtà ed era finita in quel modo, alla fine fui costretto ad affrontare ciò da cui ero cosi ostinatamente scappato.

«Ahaha, con le tue stesse mani ti sei distrutto, sei debole » sussurrò una voce distorta al mio orecchio; lo sapevo, sapevo che aveva ragione, non aveva alcun motivo di ripeterlo ancora e ancora.

Presto mi ritrovai con il volto spinto contro il suolo e i movimenti bloccati mentre mi sentivo ripetere tutto quello che mi aveva distrutto, tutto quello che avevo fatto di sbagliato e quello che mi fece più male fu ricordate quando lo feci piangere, quando feci piangere il mio principino.

«Sai che puoi rendere le cose più facili, sai che puoi arrenderti a me e finirà tutto, smetterai finalmente di esistere » sussurrò ancora una volta quella voce tentatrice al mio orecchio promettendo sollievo alla mia anima, promettendo quello che desideravo.

Mi stavo completamente lasciando andare, mi stavo abbandonando all'oscurità che albergava nel mio animo quando un pensiero mi passò per la testa....

Potevo lasciare andare tutto, potevo lasciarmi tutto e tutti alle spalle ma come avrei mai potuto abbandonare Colton, come avrei potuto sopportare di averlo fatto piangere nuovamente per un motivo così egoistico e sciocco?

Semplice non potevo, non potevo e non volevo permettere una cosa del genere, non se lo amavo davvero ed era così.

Finalmente trovai la forza di ribellarmi a me stesso e, una volta in piedi, mi diedi uno schifo in faccia piuttosto forte.

Finalmente ero tornato in me, io che mi arrendevo così facilmente, credevo a delle foto senza sapere come era andata e dubitavo del mio principino, no, non esisteva.

Fu strano ma mi affrontai, affrontai e sconfissi tutto quello che mi aveva reso debole, che mi aveva tormentato e mi aveva reso qualcosa di non molto distante da un bambino spaventato che piange per ogni minima cosa, stavo diventando ciò che sarei sempre dovuto essere.

Alla fine quell'ammasso di negatività svanì e con esso l'oscurità che mi ero sempre portato dentro sin da quando ero bambino e quando lo fece il radioso ricordo del dolce sorriso della mia amata madre riscaldò il mio cure.

Era così che doveva essere quando la ricordavo, non doveva farmi male, farmi sentire colpevole e intrappolato nel passato, ma ricordarmi di quei felici giorni in cui mi dava affetto e mi amava con tutto il suo cuore; quella fu la prima volta che sorrisi serenamente mentre pensavo a lei.

«A quanto pare morire fa bene... » dissi ironicamente fra me e me tornando a sedere su quella superficie ora non più nero pece ma del più scintillante dell'oro e ripresi fiato, dopotutto affrontare i miei demoni non era stata una cosa da nulla e mi aveva stancato.

Rimasi quche istante in quella posizione con le palpebre chiuse mentre sentivo le energie riaffluire nel mio corpo, sembrava una di quelle scene stupide che si vedono nei film a cui nessuno crederebbe.

Pensandoci bene non potevo davvero trovarmi in un luogo di transizione tra vita e morte, ma era assai più probabile che mi trovassi in coma e il mio subconscio mi avesse mandato delle immagini per aiutarmi, lo avevo letto in un libro qualche tempo prima e si adattava meglio alla situazione.

Se ero davvero vivo questo significava che potevo rimediare a quello che avevo fatto, che avevo la possibilità di riabbracciare il mio amato Colton, che potevo sistemare tutto, che nulla era perduto, non ancora almeno.

Diedi tutto me stesso per aprire i miei occhi e, nella penombra della camera d'ospedale avevo intravisto la sagoma mascolina di Colton che giaceva addormentato accanto al mio letto, ma quando mi focalizzai sui dettagli quasi mi venne un colpo.

Si era ridotto così male a causa mia, aveva addirittura una flebo e tutto questo mentre io me ne stavo bellamente in coma a preoccuparmi degli affari miei e a pensare a cose stupide, avevo voglia di uccidermi, sul serio quella volta.

Rimasi ad osservarlo dormire con la tentazione di passargli le dita fra i capelli come facevo sempre, amavo farlo e ne sentivo la mancanza, quasi fossero passati degli anni dall'ultima volta che lo avevo fatto.

Ero combattuto se farlo o meno dato che sembrava molto stanco e affaticato quindi volevo lasciarlo dormire, ma allo stesso tempo sentivo l'impellente bisogno di toccarlo e di baciarlo, alla fine cedetti.

Passai le mie dita ancora fredde fra la sua zazzera dorata meno curata di quanto la rocordassi, accarezzai i suoi morbidi capelli sperando che non si vegliasse ma ovviamente la mia speranza fu vana.

Percepii sotto i miei polpastrelli dei piccoli movimenti provenire del ragazzo e a quel punto ritrassi lentamente la mano aspettando il suo risveglio mentre nella mia mente si succedevano gli scenari più vari.

Avevo davvero paura che le cose andassero male, avevo davvero paura di aver rovinato tutto e averlo fatto per sempre perché se così fosse stato, io non sarei mai riuscito ad andare avanti, non senza di lui.

Bastò un singolo attimo per mandare in fumo ogni paura e preoccupazione, bastò un singolo sguardo perché il mio cuore iniziasse a battere come se avessi appena corso una maratona infinita.

Feci per parlare ma non me lo lasciò fare, mi trovavo stretto fra le sue braccia con lui che piangeva affondando il volto nella mia spalla chiamando ancora e ancora il mio nome, forse lui, come me, aveva paura che fosse tutta un'illusione, ma non lo era e glielo avrei dimostrato.

Lo staccai lievemente da me e gli accarezzai la guancia, poi lo guardai dritto negli occhi cercando di trasmettere la realtà delle mie parole «Mi dispiace... » sussurrai non ancora abituato a parlare e in risposta lui si gettò sul mio petto stringendo il tessuto che ricopriva il mio petto.

«Mi dispiace, mi dispiace cosi tanto, è stata tutta colpa mia... » lo sentii farfugliare mentre piangeva disperato facendomi stringere il cuore, odiavo davvero con tutto me stesso vederlo in quello stato, mi faceva morire dentro.

«No, non è stata colpa tua Colton, anzi, è grazie a te che ho trovato la forza di distruggere i miei demoni e di svegliarmi... » feci una piccola pausa asciugando le sue lacrime con i pollici delle mie mani e acarezzando le sue guance morbide.

«Sono stato io che non riuscivo ad accettare ciò che avevo fatto e ciò che ero, sono solo io che ho agito come un idiota e sai, quando ho realizzato che non ti avrei più rivisto, che non avrei potuto più sentire il suono della tua voce, che non avrei più potuto starti accanto e amarti me ne sono pentito profondamente, non esagero quando dico che senza di te io non sono niente » dissi pronto a raccontare ogni cosa di me e lo feci.

Raccontati del mostro che potevo essere, del trauma che non avevo mai veramente superato e di tutto quello che si era annidato nel mio cuore per anni e anni, tutto spazzato via solo grazie al pensiero del mio amato principino.

«Chris, non avere mai paura di confidarti con me, io non ti lascerei mai, neppure se tu mi dicessi di aver ucciso qualcuno, perché io ti amo » disse con voce tremante e occhi lucidi forse ancora scosso dalla situazione e io gli sorrisi, non lo facevo da troppo tempo.

Amavo vedere il suo volto illuminarsi ogni volta che gli sorridevo, amavo vedere le sue gote diventare di un leggero rosso ma non fu quello che accadde, mi sorprese posando le sue labbra sulle mie in un contatto desiderato quanto disperato.

Le nostre labbra si cercavano e scontravano combaciando alla perfezione, le nostre lingue bollenti si aggrovigliavano più violente e bramose del solito a causa della mancanza, i nostri respiri caldi si erano fusi in uno soltanto e quel calore così familiare si propagò nuovamente nel mio petto.

Amavo quella sensazione di pace e libertà, quella percezione di un amore così caldo e piacevole da far invidia ai caldi raggi solari estivi, tanto che non volevo separarmi da quel bacio così appassionato e desiderato.

Colton sembrò della mia medesima idea dato che si sporse in avanti, con un ginocchi sul materasso e le mani appoggiate accanto al mio volto, sul cuscino, mentre io con le mie tenevo il suo viso vicino al mio in quel bacio.

E quando ci staccammo ormai a corto d'aria ci guardammo negli occhi che erano finalmente tornati a brillare, fronte a fronte l'uno si stava perdendo nelle gemme dell'altro in quella magica atmosfera scoppiettante d'amore dove un solo sguardo era sufficiente per comunicare ogni cosa.

Ma quel bellissimo quanto piacevole momento venne interrotto dall'arrivo dello staff medico che avendo riscontrato un'anomalia nella mia frequenza cardiaca si era precipitato qui temendo che fosse nuovamente successo qualcosa, sorpresi del mio risveglio.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro