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Vinceremo...

La chiamai, ma non mi rispose, decisi di riprovare per altre cinque volte, alla fine si arrese e mi rispose: - che cosa c'è? devo stare attenta, stiamo giocando una partita importante che stiamo pure perdendo!- esclamò furibonda, alzando un braccio al cielo; evidentemente non sapeva che la stavo guardando dagli spalti. - Ho la soluzione, so come li possiamo battere- dissi sorridendo sadicamente al solo pensiero di schiacciare quei sempliciotti degli avversari. - Cosa? stai guardando la partita? non lo sapevo! ma comunque scendi e spiegami tutto!- esclamò, chiudendo subito la chiamata e informando i ragazzi in panchina del mio aspetto, facendo in modo che mi potessero identificare. Mi alzai e mi diressi alla paratia, dove saltai giù, atterrando accucciata sul pavimento, per fortuna nessuno mi aveva notata. Riko in primo momento mi guardò di traverso, poi però sentimmo l'ennesimo canestro risuonare nell'intera palestra e decise di lasciare perdere. MI fece sedere in mezzo ai ragazzi in panchina per far ascoltare anche a loro il mio piano per distruggere gli avversari. - Il loro punto debole è la velocità di reazione, ma loro non lo considerano troppo un problema visto il continuo possesso palla che hanno. Dobbiamo sfruttare Kuroko facendogli prendere palla quando il possesso passerà al componente più debole della squadra, ovvero il numero sette che ha poca forza fisica rispetto agli altri componenti del gruppo che sembrano delle rocce. Quindi noi dobbiamo indurre questo procedimento, far si che avvenga il prima possibile, per questo dobbiamo creare una particolare situazione. Come ben potete vedere sono tutti molto orgogliosi di loro stessi, ma non sono troppo stupidi, capiscono quando gli conviene o non di fare qualcosa, quindi bloccheremo tutti coloro che possiamo tranne due, che saranno sotto al canestro, che saranno appunto il numero sette e un qualsiasi altro giocatore- spiegai, sistemando le pedine sulla lavagnetta che mi avevano passato. - Ma se passano al giocatore più forte e lui fa direttamente canestro, senza considerare il numero sette?- mi chiese Koganei, piuttosto confuso dalla mia improvvisa apparizione, sebbene abbastanza grato. - Semplicemente faremo sembrare il passaggio al numero sette più sicuro di quanto in realtà sia, infatti lui non sarà neanche lontanamente marcato a prima vista, anche se dopo ovviamente apparirà Kuroko, mentre  l'altro giocatore sarà più vicino a noi, e questo indurrà chiunque a passare al numero sette e di conseguenza al secondo giocatore- dissi, indicando anche nel campo. - Ma perché non marchiamo direttamente anche il secondo giocatore, almeno siamo certi che passano al numero sette!- esclamò Furihata, convinto di aver detto una cosa intelligente. Sbuffai, chiedendomi che cosa avesse nel cervello - perché poi farebbero uno dei loro giochetti di cattivo gusto, tenterebbero un tiro lungo che sicuramente non andrebbe a segno...- cominciai, vedendo i loro sorrisi accentuarsi - per fari si che si ritirino tutti in difesa, e così i loro giocatori possono recuperare il pallone e farlo entrare- i loro volti tornarono ad essere malinconici. - Ah e Kagami sarà vicino al canestro avversario, pronto a ricevere palla da Kuroko. Tutto ciò è solo per riprendere il possesso palla, poi spiegherò anche le altre strategie da adottare- finii, alzando lo sguardo verso la partita; il divario si era allargato a ventisette punti. Subito dopo fischiò la fine del terzo quarto e i giocatori si ritirarono in panchina con il fiatone. - Cavolo Riko, credevo che li avessi allenati meglio questi! - esclamai, scrutandoli e guadagnandomi un bel po' di occhiatacce. - Fortunata che sei una ragazza, altrimenti ti avrei picchiata- sussurrò Hyuga, lanciandomi uno sguardo assassino. Scossi a testa e per poco non scoppiai a ridere - non credo mi vorrai picchiare dopo che vi avrò fatto vincere- ribattei, vedendo i loro occhi come illuminarsi dalla felicità. -Perfetto ragazzi, ascoltate con attenzione...- e rispiegai tutti da capo, limitandomi a dare ordini e poche spiegazioni. L'arbitro fischiò la fine della pausa proprio quando finii di dire le ultime parole. Annuirono tutti e tornarono in campo, preparandosi ad attuare la mia nuova tattica. - Sei sicura che reggeranno questa tecnica? sono molto stanchi e per vincere come ci hai detto tu devono avere tempi di reazione molto veloci - mi chiese Riko, preoccupatissima, appoggiando la testa sulla mia spalla. - Certo sorellona, ce la faranno sicuramente, sono sicura che tu li abbia allenati a meraviglia- risposi, osservando ogni singola mossa che avveniva durante la partita. 

La partita finì, il Seirin vinse con un punto di vantaggio, tutto grazie alla mia tattica ovviamente. Ci radunammo negli spogliatoi, dove mi imbucai e nessuno mi notò finché Kuroko, non volse lo sguardo su di me - grazie per averci aiutati a vincere, chi sei?- mi chiese, porgendomi la mano, pronto a presentarsi. Lo fermai e gli sorrisi, mentre gli altri borbottavano, chiedendosi da dove fossi spuntata; - Di niente Kuroko, ti conosco bene sai, conosco bene ognuno di voi, mia sorella mi ha parlato tantissimo della vostra squadra, anche se non mi ha parlato della vostra evidente pucciosità, che peccato- feci una piccola pausa per osservarli arrossire - comunque io sono Nellie Aida, la sorella minore di Riko, piacere di conoscervi di persona!- esclamai, porgendo la mano, che venne stretta da troppe persone in contemporanea. - Bene, adesso che abbiamo finito, direi che possiamo andare a mangiare- lanciai un'occhiata alla mia sorellona, chiedendole il permesso di portarli nel nostro posto preferito in assoluto, lei annuì e si decise a condurre la squadra. Andai in fondo alla fila, affiancando Kuroko - allora Kuroko, ti sei divertito?- chiesi, guardandolo come se avessi un punto interrogativo al posto degli occhi, forse mettendolo anche a disagio. - Certo, è stata una bella partita, all'inizio ero sicuro che avremmo perso, ma grazie a te ce l'abbiamo fatta- rispose titubante, guardando verso Kagami, come se fosse preoccupato che potesse scomparire da un momento all'altro. - Non è vero, io ho solo esposto prematuramente qualcosa che sicuramente avreste compreso anche da soli, i campioni siete solo voi. E comunque sono proprio felice di poter essere stata d'aiuto, anche se credo che sarà l'ultima volta che mi succederà una cosa del genere, mia sorella maggiore è formidabile ad allenarvi con passione e costanza, lei riuscirà sempre a farvi vincere finché la vorrete in squadra, è fatta così- dissi, perdendomi con lo sguardo nell'orizzonte. - Secondo me tua sorella ti vuole in squadra, si è visto dallo sguardo felice che aveva a bordo campo mentre ci aiutavi. Anche se lei sembra riesca a fare tutto da sola ha bisogno di aiuto, e ora sono convinto che tu gliela possa dare una mano- spiegò, indicando Riko mentre parlava con uno dei componenti della squadra. Sorrisi e abbracciai Kuroko, cercando di non scoppiare a piangere dalla gioia. - Grazie Kuroko, non sai proprio quanto mi sei d'aiuto- sussurrai, lasciandolo andare mentre veniva assalito dalla squadra curiosa di sapere cosa fosse successo, e andai dalla mia sorellona, proponendole un'alleanza. 

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