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Sono pesante, più di quanto immagini...

Il giorno seguente, mi presentai agli allenamenti leggermente in ritardo, con una sorpresa per Izuki. Con un borsa sotto al braccio gli feci cenno di avvicinarsi a me. Lui arrivò subito con una faccia un po' preoccupata e un po' imbarazzata. - Ieri sera ti ho detto che ti avrei ripagato con la stessa moneta, ma ci ho pensato, e ho deciso invece di farti un regalo che spero apprezzerai- dissi, porgendogli la borsa. Lui ne rimase sorpreso e guardò all'istante dentro la borsa e facendo un salto all'indietro non appena si accorse di cosa gli avevo regalato. Me ne andai ridacchiando mentre il resto della squadra lo assaliva, cercando di capire che cosa ci fosse dentro la borsa, quando lo scoprirono, scoppiarono a ridere anche loro. - Una guida su come diventare divertenti e sulle battute?!- esclamò Izuki, rincorrendomi. Presi a scappare, avendo continue fitte di dolore che però, non mi impedirono di sorridere. Lui improvvisamente sembrò ricordarsi dell'infortunio, e in un attimo accelerò, prendendomi in braccio e facendomi sedere in panchina. Mi divincolai imbarazzatissima, ma non potei fare niente contro la sua forza. La squadra ci guardava ridacchiando e confabulando fra di loro, qualcuno ci indicò anche. - Perché lo hai fatto?! adesso ti prenderanno in giro!- esclamai a bassa voce, tenendolo per il bordo della maglietta. - Non mi prenderanno in giro quando sapranno che l'ho fatto per via del tuo infortunio- sussurrò, appoggiando una mano sulla mia, facendo si che lo lasciassi andare. Sorrisi e abbassai lo sguardo, diventando cupa -fortuna che hai qualcuno di cui fidarti Izuki, sono proprio felice per questo- mormorai appena, sdraiandomi e chiudendo gli occhi, sapendo di averlo lasciato con dei punti di domanda in testa. 

Quando l'allenamento finì, Izuki venne a svegliarmi, dandomi un colpetto sulla spalla. Aprii un occhio e quando vidi che era il ragazzo, lo richiusi, girandomi dall'altro lato e riprendendo a dormire. - Ma che fai, abbiamo finito di allenarci, stiamo andando tutti a casa!- esclamò, sedendosi in uno spazio libero affianco a me. - Si, lo so, finisco di dormire e poi me ne vado, solo tra un'ora c'è la prossima squadra, quindi posso benissimamente fare con calma!- esclamai, colpendolo sulla schiena e incitandolo ad andarsene senza di me. Lo sentii sospirare e successivamente sentii i suoi passi allontanarsi. Quando fui certa che fosse abbastanza lontano, mi alzai di colpo e corsi al cestino delle palle, preparandomi per fare qualche tiro. Andarono tutti a segno, ma il dolore al piede riusciva solo ad aumentare e l'euforia non poteva fare assolutamente niente al riguardo. Raccolsi tutti i palloni che avevo utilizzato e li rimisi a posto, sedendomi poi alla base del cestino, per massaggiarmi il piede. Feci un respiro profondo e mi alzai in piedi, camminando tranquillamente verso l'uscita, con lo sguardo abbassato. Andai a sbattere contro qualcuno e per poco non imprecai. - Scusa- dissi flebilmente, senza nemmeno guardare in faccia chiunque avessi scontrato, scostandomi di lato per farlo passare. - Nellie, sei stata brava con quei canestri, ma non devi esagerare!- esclamò una voce familiare, afferrandomi per le spalle. Alzai lo sguardo scioccata e vidi Izuki. - Io...io...scusami- mormorai, senza sapere cosa dire, cominciando a torturarmi le mani. Lui le afferrò, portandole all'altezza del suo petto, facendo si che lo guardassi negli occhi. - Non scusarti, capisco che vuoi giocare, mi sentirei esattamente come te se fossi nei tuoi panni, ma prima devi guarire!- esclamò, lasciandomi e dirigendosi verso gli spogliatoi. Lo aspettai all'ingresso con un sorrisino inquietante e malinconico - sai cosa ti dico io invece Izuki? chenon guarirò mai. Sai come mi sono infortunata? ho fatto un salto che pretendeva troppo dal mio corpo, ho fatto canestro, mi sono appesa e alla fine, quando ho mollato il cerchio, ho appoggiato male il piede, mi sono rotta quasi tutte le ossa del sinistro. E' successo mesi e mesi fa, ma non guarirò mai del tutto, i dottori mi continuano a dire che è impossibile- uscii dalla palestra, ritrovandomi davanti alla squadra che mi guardava a bocca aperta. Spalancai gli occhi, indietreggiando. - Perché? perché siete tutti qui? perché adesso? perché sono stata così sciocca?- mormorai, correndo via, inseguita dai ragazzi che mi urlavano dietro. - Ma quanto è veloce?!- esclamò uno di loro, facendomi ridere. Improvvisamente si mise a piovere, dandomi un netto vantaggio. Sfruttai il cemento bagnato per aumentare notevolmente la mia velocità, seminandoli in un batter d'occhio. Mi fermai sotto la copertura di un negozio fallito da un bel pezzo. Mi sedetti per terra, guardando il cielo nuvoloso e aspettando che qualcuno mi trovasse. Sentii Kuroko arrivare e mi voltai verso di lui - ciao Kuroko- dissi, indicandogli di sedersi affianco a me. - Nellie, Izuki ti sta cercando come un pazzo, forse è meglio se vai da lui...- commentò, sedendosi e indicando un puntino dai capelli neri in lontananza. - Ovviamente, ho solo fatto un po' la scema, scappando. Un tempo adoravo scappare sai? era la tattica di difesa che mi si addiceva maggiormente, la utilizzavo in qualsiasi campo, l'amicizia, lo sport, la famiglia, ovunque potevo solo scappare. Ma adesso, non posso scappare e questo, mi sta facendo arrancare, perché non sono brava con le persone, non so gestirle, non so capirle, mi sento un automa fuori posto, mi dispiace, ma avevo bisogno di scappare per un po' dai miei doveri. Siete stati bravi a trovarmi, da adesso prometto che non scapperò più, mi dispiace solo che sarete voi quelli che scapperete da me. Vabbè, me ne dovrò fare una ragione- mi alzai e corsi verso Izuki, inchinandomi e chiedendo scusa, mentre Kuroko da lontano cercava di assimilare completamente le mie parole. 

- Perché lo hai fatto?- mi chiese Izuki, seguendomi per una stradina secondaria. - Perché non riuscivo proprio ad affrontarvi tutti così, sul momento, in una volta- mi voltai verso di lui per vedere la sua reazione e lo vidi piuttosto indifferente. Sorrisi e ripresi a parlare - non ci so proprio fare con le persone, preferisco scappare e sembrare una codarda che essere abbandonata ogni singola volta- ripresi a camminare, però lui mi fermò, trattenendomi per la maglietta bagnata. Mi voltai verso di lui, notai che avevo lo sguardo triste e ferito, come se si aspettasse di meglio da me. Gli appoggiai una mano sulla testa, scompigliandogli i capelli. - Mi dispiace di aver deluso le tue aspettative, sono fatta così, è per questo che amo scappare, non voglio vedere gli sguardi delusi delle persone, fa troppo male- dissi, alzandogli la testa e guardandolo negli occhi, come per dimostrare che avrei sopportato il dolore del suo sguardo deluso, poi però vidi che non era deluso, era solo dispiaciuto. Spalancai gli occhi, lasciandogli il volto e riprendendo a camminare. - Faccio proprio ridere, ti ho appena conosciuto e ti scarico addosso il peso che invece dovrei portare sulle mie spalle- mormorai, facendo una faccia disgustata da me stessa. Lui ebbe uno scatto di ira, mi si parò davanti e mi afferrò per le spalle più furioso che mai. - Non pensare nemmeno per un secondo queste cose! non mi stai scaricando niente addosso, sono felice che tu condivida tutto ciò con me, significa che ti fidi, e io voglio che tu abbia fiducia in me, perché nonostante tutto, io ce ne ho in te!- esclamò abbracciandomi forte e lasciandomi senza parole. - Grazie Izuki, sono felice di conoscere delle persone come te e il resto della squadra. Siete tutti così buoni e gentili, volete bene ai vostri amici e compagni di squadra, è qualcosa che posso solo ammirare. E sappi che io mi fido di voi, più di quanto mi fidassi della mia vera famiglia, ma non sono sicura di riuscire a continuare a stare al vostro fianco. Perché sai qual'è la differenza tra me e voi? voi camminate verso la vittoria mentre io rimango ferma al fallimento, sorridendo al solo pensiero di cosa realizzerete- sussurrai dolcemente, mentre la sua stretta aumentava ad ogni parola che diceva, come se avesse paura che scappassi di nuovo. Gli passai una mano tra i capelli, sorridendo felice di poterlo abbracciare. - Allora sai cosa farò? ti porterò in braccio con noi, mentre cammineremo verso la vittoria, così potrai conoscere un sentimento diverso dalla tristezza da cui sei posseduta, conoscerai la gioia di avere degli amici, dei compagni di squadra meravigliosi!- esclamò ferocemente, alzando la voce, facendomi sentire ciò che voleva dire. - Sei sicuro? guarda che sono pesante io, più di quello che sembra- sentii le lacrime scorrermi lungo il volto, ma rimasi il più seria possibile. Lui si allontanò un po' da me, abbastanza da vedere le mie lacrime ed asciugarle con un pollice - in realtà, sei proprio leggera-. 

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