The8 - Victoria's Secret
Che cosa ci facesse precisamente Xu Minghao nella sua camera, Rin Hee non lo aveva ancora capito. Insomma, certo, aveva invitato la sua migliore amica Ha Gi con Soonyoung per lavorare al loro progetto di tecnica.
Perché Soonyoung era nel suo gruppo? Semplice: Ha Gi aveva una cotta colossale per Soonyoung ed era riuscita a convincere il sunbaenim a fare cambio con Seokmin. In realtà Minghao faceva parte di un altra sezione, era nella stessa classe della loro cara amica Dan Bi. E il perché Minghao in quel preciso momento si trovasse nella sua camera era ancora un mistero.
«Vuoi rilassarti?» sussurra Ha Gi, appoggiando una mano sulla spalla di Rin Hee. Era agitata, quella presenza estranea la metteva a disagio. «Lo ha invitato Soonyoung. Ha pensato che altre due paia di braccia potevano essere utili per il nostro progetto.»
Ecco spiegato il motivo per cui Minghao ora si trovava seduto sul tappeto della camera, accanto a Soonyoung, mentre si guardava in giro incuriosito.
Non che Rin Hee avesse chissà quale rapporto speciale con Minghao, anzi, in realtà era proprio quello che la metteva a disagio, non sapeva come comportarsi con lui. Essere gentile o ostile perché stava invadendo casa sua - tecnicamente - senza il suo permesso?
Rin Hee scosse la testa. Sarebbe stata gentile con lui solo perché poteva aiutarli con il loro progetto. Lo avrebbe ignorato, come se non esistesse.
«Non pensavo che tu avessi certa roba in casa!» esclamò ad un certo punto Ha Gi, tenendo in mano delle mutandine di pizzo color carne. I ragazzi la osservarono, Soonyoung imbarazzato, mentre Minghao tratteneva a stento un sorriso malizioso.
Rin Hee invece, impallidì vistosamente: era così persa nei suoi pensieri su come comportarsi con Minghao che non si era accorta del fatto che Ha Gi si fosse alzata dal pavimento e stava rovistando nel suo armadio.
«Ma sei scema?!» esclamò istericamente Rin Hee, correndo verso l'amica e strappandogli di mano le sue mutande. Le scaraventò nel cassetto, paonazza in volto, mentre osservava con sguardo impaurito i due ragazzi.
Sospirò e si mise le mani sul viso, paonazza: neanche venti minuti erano passati e già Ha Gi l'aveva messa in imbarazzo. «Ah, jinjja.»
«Joseonghamnida» Ha Gi prese le mani dell'amica tra le sue e si scusò formalmente. «È che tu hai gusto per la moda e mi piace curiosare tra i tuoi vestiti»
Rin Hee aprì la bocca per rispondere, ma fu anticipata da Minghao che congiunse le mani, richiamando l'attenzione.
«Allora, iniziamo a lavorare?» Minghao puntò gli occhi in quelli di Rin Hee, la quale sussultò a quell'improvviso sguardo. «Prima iniziamo, prima finiamo.»
Soonyoung sorrise e tirò una pacca sulla spalla dell'amico. «Gurae!»
***
Rin Hee era sfinita: non ce la faceva più a squadrare fogli, era davvero stressante, soprattutto per il fatto che doveva anche essere il più precisa possibile. Si asciugò delle goccioline di sudore con il dorso della mano, mentre sbuffava sonoramente.
«Ce la prendiamo una pausa? Sono esausto.» esclamò Soonyoung, mentre prendeva un ciuffo di capelli biondo platino che gli ricadeva sugli occhi e se li tirava all'indietro, legandoseli con un elastico, in modo da fare un piccolo codino.
Ha Gi si lasciò cadere sul pavimento, sospirando pesantemente. Tirò fuori il cellulare dalla tasca della felpa e guardò l'orario, prima di tirarsi a sedere di scatto. «Oh mio dio, ma è tardissimo!»
«Wae? Che ore sono?» Soonyoung le lanciò un'occhiata incuriosita, mentre Ha Gi si alzava dal pavimento e tirava su le sue cose pronta per correre verso casa sua.
«Sono le otto e mezza. Eomma mi ucciderà!» esclamò, cercando la sua giacca. Soonyoung borbottò qualcosa di incomprensibile e si alzò anche lui, seguendo Ha Gi. Rin Hee lanciò uno sguardo veloce a Minghao, poi si alzò e uscì dalla stanza anche lei, rincorrendo Ha Gi e Soonyoung. «Non potete andarvene! Non abbiamo ancora finito!»
Ha Gi si voltò verso l'amica, un piede già fuori dalla porta. «Mianhae Rin Hee, ma dovevo essere a casa già un'ora fa. Eomma mi ucciderà, già sento che mi romperà le ossa.»
Rin Hee sorrise in modo comprensivo, mentre l'amica si precipitava fuori da casa sua. «A domani!»
«Certo!» urlò Ha Gi in risposta. Soonyoung nel mentre se ne stava sulla porta di casa di Rin Hee, in imbarazzo.
«Rin Hee, ti da fastidio se vado anche io?» Soonyoung abbassò lo sguardo sulle sue scarpe. «Non mi va che Ha Gi vada da sola a casa a quest'ora e poi sono in ritardo anche io...»
«Aniyo, vai pure» Minghao precedette Rin Hee, mettendole un braccio sulle spalle e attirandola verso di sè. Rin Hee arrossì vistosamente a quel contatto improvviso tra lei e Minghao, cominciava anche a deglutire faticosamente. «Finiamo noi quello che manca da fare, non ti preoccupare.»
Soonyoung sorrise e uscì, mettendosi a rincorrere Ha Gi, in modo da raggungerla il prima possibile, mentre Minghao andava a chiuedere la porta. Rin Hee non osava muoversi: era rimasta da sola insieme al biondo che la mandava in confusione da un intero pomeriggio ormai e non sapeva più da che parte sbattere la testa per cercare di cercare di capire cosa volesse lui da lei.
Minghao la superò, diretto alla sua stanza dove c'era il progetto non ancora concluso. Prima che Rin Hee si voltasse per seguirlo però, una voce bassa e profonda la inchiodò ancora sul posto.
«Prima non ho avuto modo di dirtelo, ma... Belle mutande.» soffiò improvvisamente Minghao ad un orecchio di Rin Hee. La ragazza iniziò a sudare freddo, mentre il cuore le palpitava ad un ritmo decisamente irregolare, causato dalla vicinanza di Minghao.
Rin Hee si sentì mancare, quando sentì Minghao sorridere. «Peccato però che non servono ad un fico secco, se non sai nemmeno sedurre un ragazzo.»
Minghao lo faceva apposta. Faceva apposta a comportarsi così con Rin Hee, sentiva che lei si stava agitando. Le prese una ciocca di capelli e cominciò a giocarci con le dita, beandosi della faccia sorpresa di Rin Hee.
«Y-yah!» balbettò Rin Hee, allontanandosi da Minghao. Era come ipnotizzata, quel ragazzo la mandava in bestia e in imbarazzo contemporaneamente. «Chi ti dice che io non sappia sedurre? Non mi conosci nemmeno.»
Rin Hee aveva ragione, Minghao lo sapeva benissimo. Quello che la ragazza però non sapeva era che lui l'aveva sempre osservata quando andava a trovare Dan Bi all'intervallo. Non aveva mai ricevuto attenzioni da lei e avrebbe tanto voluto, perché a Minghao piaceva Rin Hee da ben tre mesi ormai, ma non aveva mai osato rivolgerle la parola... Per paura forse?
Minghao sorrise maliziosamente. Se per avere attenzioni da Rin Hee doveva comportarsi in quel modo, lo avrebbe fatto senza problemi. «Non c'è bisogno che io ti conosca, lo so e basta.»
Rin Hee fece una smorfia: ma chi si credeva di essere? Gliel'avrebbe fatta pagare, non si doveva permettere di dire certe cose se nemmeno la conosceva.
Fece finta di non essere stata toccata dalle sue parole e gli diede una spinta, facendo retrocedere Minghao fino a metterlo con le spalle al muro. Sorrise strafottente, poi cominciò a guardare con insistenza le labbra sottili del ragazzo, rimasto stupito da quel cambio di comportamento da parte di Rin Hee.
La ragazza cominciò a passare le mani sul suo torace, mentre schiudeva le labbra in modo sensuale. Minghao sbarrò gli occhi e deglutì rumorosamente, trovandosi alla sprovvista. Rin Hee si avvicinò sempre di più a lui, solo pochi millimetri li dividevano. Minghao smise di respirare, il profumo di Rin Hee alo zucchero filato era dolcissimo e gli stava dando alla testa.
Quando Rin Hee poi, si passò la lingua sulle labbra, Minghao la allontanò da sè delicatamente, il respiro affannoso. «Jaebal... Non farlo. Sono a tanto così dal non rispondere più di me stesso.»
Minghao era serio, non stava scherzando e Rin Hee lo notò. Ma nonostante questo, non voleva allontanarsi da lui, anzi, ora voleva andare fino in fondo. Con un passo raggiunse ancora Minghao, arrivandogli praticamente davanti. C'era qualcosa che la attirava.
«E se volessi che tu non rispondessi più di te stesso?» chiese innocentemente, appoggando una mano sul suo petto ampio. Minghao la guardò dritta negli occhi e si avvicinò al viso di Rin Hee.
«Beh, allora le cose cambiano.»
In un lampo, le labbra di Minghao furono su quelle di Rin Hee, voraci, affamate dal desiderio. Aveva sempre voluto farlo, assaggiare quelle labbra rosee e morbide.
Dopo poco il bacio diventò più tranquillo e dolce. Minghao prese in braccio Rin Hee, trasportandola di peso in camera. L'appoggiò sul letto, mentre lei lo trascinava sopra di sè, accarezzandogli i folti capelli biondo platino e scompigliandoglieli.
Un secondo dopo, le posizioni furono ribaltate: Minghao era sdraiato sul letto e Rin Hee si trovava a cavalcioni sopra di lui. Si guardarono per un secondo, con il respiro affannato, poi ricominciarono a baciarsi, e si staccarono solo quando Minghao prese i lembi della maglietta di Rin Hee per togliergliela e viceversa.
Le mani di Minghao cominciarono a giocare con il gancetto del reggiseno, mentre Rin Hee cercava di slacciargli i pantaloni invano. Le posizioni si ribaltarono ancora una volta, Rin Hee ora si trovava sotto il corpo di Minghao.
Le tremavano le mani, Rin Hee era troppo eccitata all'idea di fare sesso con Minghao, qualcosa in lui la attirava. Minghao sembrava quasi una droga, non riusciva a staccarsi da lui, e - come se non bastasse - lui era dannatamente perfetto.
Minghao sorrise sulle labbra di Rin Hee, lasciò stare il gancio del suo reggiseno e si slacciò i pantaloni, facendoli cadere a terra. Aiutò anche a togliere quelli di Rin Hee, in modo da restare entrambi in intimo.
Solo un pezzo di stoffa li separava.
Ricomnciarono quel gioco di lingue che avevano interrotto prima, mentre si buttavano sul letto. Tutto il resto venne da sè. Nessuno dei due non ci pensò più assolutamente.
Minghao sganciò il reggiseno di Rin Hee, mentre lei gli abbassava lentamente le mutande, fino a quando non le vide sul pavimento con il resto dei vestiti. A farle compania arrivarono il reggiseno e le mutande di Rin Hee.
Minghao era dannatamente felice finalmente e Rin Hee rivalutava completamente il ragazzo davanti a lei, mentre si consumavano di piacere e passione in quella strana serata.
Sicuramente Rin Hee non l'avrebbe dimenticata facilmente e Minghao nemmeno.
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