Cambio di programma
Stefania's p.o.v.
Per rendermi presentabile a Junho prima di avvisarlo, decido di farmi una doccia.
Mi fa ancora un po' male la testa, tuttavia riesco ad alzarmi abbastanza facilmente.
Apro la porta della camera e cammino per il corridoio cercando lui.
Cerco Junho disperatamente per tutta la casa, non trovandolo però da nessuna parte.
Ma dove sono finiti tutti quanti?
La casa è deserta.
Ripassando in cucina per la terza volta, mi imbatto in Taecyeon, che sta facendo colazione.
Ha nel piatto quattro croissants intatti, uovo in camicia e due fette di prosciutto. E anche del caffè.
Sembra che non sia qui da molto.
Mmmm.. che languorino..
Ma poi sono quasi le 11, e loro che sono dei cantanti non hanno nulla da fare tutto il giorno? Mah...
《Ehi, Taecyeon, hai mica visto Junho?》gli domando.
《Mmm.. sì, visto che tu stavi male è uscito con Nichkhun per comprarti qualcosa, senza dirmi però dove sarebbe andato. Ha detto che se tu ti fossi svegliata mentre lui era ancora in giro, avrei dovuto avvisarti. Quindi ecco, ora te l'ho detto》mi risponde, conciso, finendo di sorseggiare la sua tazza di caffè.
《Ok, grazie mille》rispondo, andandomene.
Dunque pare che in casa ci sia solo Taecyeon, oltre a me.
E ora che faccio tutta la mattina?
Finché Junho non torna non posso stare qua senza far niente.
Dovrei forse preparare zaino e tutto l'altro materiale per domani ma.. mi sfugge un piccolo particolare: non ho nulla qui con me, quindi devo aspettare che Benedetta torni.
Uff.. che palle.
Potrei passare del tempo con Taecyeon, ma non mi sembra molto propenso a stare in mia compagnia.
Vagando per un po' senza meta, esplorando una casa di cui ancora non conosco appieno tutte le stanze e i passaggi, mi ritrovo davanti alla palestra.
Ah, che ricordi, la palestra.
Mi incanto davanti alla porta che dà sul giardino.
Mi ritorna alla mente la scena in cui io ed Erika entrammo qui per la prima volta e vedemmo tutti i nostri idoli provare "My House" dal vivo, un momento che non dimenticherò mai.
Mi appoggio alla porta chiusa, rilassandomi, ma inizio a sentire una strana musica all'interno.
Aguzzo l'orecchio:
*Put your hands up, put your hands up, pupuput your hands up*
*Put your hands up, put your hands up, pupuput your hands up*
Oddio, ma è "Hands Up" dei 2PM!
Ma allora non è vero che non c'era nessuno in casa.
Abbasso lentamente la maniglia della porta, cercando di non farmi vedere.
Da uno spiraglio minimo che ho aperto, riesco a vedere Chansung tutto sudato che si sta allenando da solo.
La porta che sto tenendo aperta, però, ha un cigolio improvviso e Chansung si volta, accorgendosi della mia presenza.
《Ah, Stefania!》esclama, correndo subito a spegnere la musica a tutto volume.
《Cosa ci fai qui?》domanda poi, sedendosi per terra ed invitandomi a mettermi al suo fianco.
《Ecco.. vedi.. sono tutti in giro fuori casa stamattina, tranne Taecyeon, e a quanto pare, anche tu, che ti stavi dando molto da fare. Mi sono svegliata senza vedere nessuno, così mi sono alzata a fare un giro e per caso sono capitata qui》rispondo.
《Mi spiace di averti disturbato, se vuoi ora me ne vado subito》aggiungo poi, alzandomi.
《No, aspetta》Chansung mi blocca un braccio con la sua mano.
《Devi dirmi una cosa, te ne prego》mi dice con tono deciso.
Mi risiedo comoda, e curiosa, chiedo: 《Dimmi, Chansung, di che si tratta?》
《Ti ricordi il primo giorno che arrivasti qui con Erika..? Io ti fissai inebetito perché ti avevo trovato, a dir poco, molto carina, ma così, senza pretese. Poi però, da quando è arrivata Benedetta, mi sono sentito come abbagliato. E quando siamo usciti ieri.. il mio cuore stava per esplodere. E ieri sera mi ha apertamente confessato che sarebbe stato divertente uscire anche con Jun K.. e allora non ho potuto trattenere le lacrime.. ha detto che si è divertita, e ne sono felice, ma il fatto che abbia menzionato Jun K mi fa stare davvero male.. in fondo la conosco da poco, ma già ne sono rimasto ipnotizzato. Secondo te.. esiste l'amore a prima vista?》mentre parla arrossice sempre di più.
《Chansung.. i tuoi sentimenti per Benedetta.. sono davvero così forti? Sicuro non si tratti di una cotta?》gli domando, spiazzata, cercando di fargli capire ciò che prova veramente.
《Sicurissimo, mai stato più sicuro. Ci metto la mano sul cuore》mi risponde serio, portandosi una mano al cuore.
Povero Chansung, non credevo stesse così male.
《Allora.. vai da lei e diglielo. Anche se voleva stare Jun K, ha detto però che con te si è divertita molto. Quindi non aver paura: va e dille tutto, Chansung. Credo che tu sia in grado di farle cambiare idea》
Questa situazione è un po' bruttarella.
In fondo però, confido in lui.
A proposito, chissà se Benedetta è andata da sola al mio ex appartamento? O forse è stata accompagnata da Jun K?
Erika's p.o.v.
Lacrime, nient'altro che lacrime.
È tutto ciò con cui riesco ad esprimermi.
Il mio Wooyoung, il mio povero Wooyoung.
Lui ora è chissà dove, mentre io me ne sto qui a piangermi addosso.
E mi odio, per questo.
Flashback
Mentre balliamo, mi sento cadere a terra oppressa dal suo stesso peso, ma fortunatamente riesco a scostarmi in tempo.
Un tonfo a terra mi fa gridare.
《Wooyoung!!! Woooyung!!!》
Mi avvicino al suo petto, temendo il peggio. Non lo sento respirare.
Oddio, e adesso che faccio?
Sono nel panico più totale.
Se chiamassi un'ambulanza, poi lo metterei nel casino più totale, rivelando ai media la nostra ancora neo relazione.
Sì, è vero, la vita è più importante di qualsiasi altra cosa, ma io non voglio che lui debba vivere male per colpa mia.
Devo salvarlo. Non posso lasciarlo qui.
《Woooyoung! Wooyoung!》continuo a chiamarlo, disperata, ma non sento nessuna risposta.
Sto cercando di ripetere a me stessa che non può essere vero, non deve essere vero, è la mia mente che si immagina certe cose.
Invece purtroppo è tutto dannatamente vero.
Senza vedere i tasti del cellulare, da quante lacrime ho davanti agli occhi, digito il numero dell'ambulanza.
Porto il cellulare all'orecchio, tremante: 《P-pronto.. qui in mezzo alla radura di Seoul, è stato trovato un corpo in gravi condizioni vitali.. venite... venite presto.. vi prego》
Questo è tutto ciò che sono riuscita a dire, poi ho chiuso la chiamata, senza aspettare alcuna risposta.
Ora sono rifugiata dietro un albero, lacrimando come non mai, e dopo pochi minuti, che mi sembrano un'eternità, vedo atterrare un elicottero di soccorso.
I soccorritori, non appena vedono la sua faccia, lo identificano subito: 《Ma.. questo è Wooyoung dei 2PM! Trasmettete subito la notizia ai media, presto!》
"Che codarda sono stata" penso, di me stessa.
Avrei voluto assisterlo amorevolmente finché non fossero arrivati i soccorsi, ma il pensiero che la vita di Wooyoung sarebbe stata rovinata per colpa mia ha preso il sopravvento.
Ora che finalmente la mia vita aveva presto una svolta positiva, una disgrazia mi è caduta dal cielo.
Mi dirigo in lacrime verso l'uscita della radura, e, attraversato il bosco, mi ritrovo in periferia di Seoul, vicino all'areoporto.
Crollo su una panchina a lato della strada, sentendomi il male che mi brucia dentro.
Non ci credo ancora.
Io ho... ho lasciato il mio amore.. da solo.
*Bip Bip Bip Bip*
Nonostante le lacrime, riesco a leggere sullo schermo "Mamma".
Non è decisamente il momento migliore per parlare, ma non posso lasciarlo squillare senza rispondere. Sono giorni che non sento i miei familiari.
《P-pronto..?》rispondo, ancora in lacrime.
《Erika! Erika! Dio grazia che hai risposto!》sento la voce agitata di mia madre dall'altro capo del filo.
《Ma-mamma..》riesco a balbettare, in lacrime.
《Hai già saputo?!》mi chiede mia madre, angosciata.
《Eh? Co-cosa..?》domando a mia volta, fra i singhiozzi.
《Papà ha avuto un infarto!》
Papà ha avuto un infarto.
《C-cosa..?》biascico.
Papà ha avuto un infarto.
《Devi assolutamente tornare qui a Venezia! Ti ho ricaricato il conto in banca, preleva 800 euro e parti immediatamente!》grida, preoccupata.
Papà ha avuto un infarto.
La mia presa sul cellulare si indebolisce, lentamente.
Sento l'inconfondibile tonfo del cellulare che cade.
Fisso un punto davanti a me.
Mio padre... mio padre ha avuto un infarto.
Non può essere vero.
Io.. mio padre... papà...
Papà.. ha avuto..
Un infarto...
Mi sento il fiato corto.
Mio padre.. il mio caro padre.
Devo tornare in Italia.
Devo tornarci immediatamente.
Io, Erika, condannata a una perenne infelicità.
Mi sento come bloccata, il mio sguardo vaga nel vuoto.
Sento il mio corpo alzarsi lentamente ed iniziare a camminare.
Cammina, Erika, continua a camminare.
Forse... in fondo a quella via.. arriverai all'aeroporto.
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