Capitolo 11 parte 2
Kakashi interruppe il silenzio "Va bene, il prossimo." tutti guardano verso l'Uchiha che aveva le mani incrociate davanti alla bocca e i suoi capelli neri gli nascondevano leggermente il viso "Il mio nome è Sasuke Uchiha, odio un sacco di cose e non me ne piace nessuna in particolare. Non voglio parlare dei miei sogni... Ma ho un'ambizione! Riportare agli antichi fasti il mio clan... E uccidere chi so io." un silenzio denso avvolse il gruppo mentre tutti guardavano Sasuke, Kakashi non sembrava impressionato, Yukie lo guardava seriamente, Sakura lo guardava affascinata mentre Naruto sembrava piuttosto nervoso.
"Bene. E per finire te." disse Kakashi guardando Sakura, lei si sistemò leggermente riprendendosi dal suo stato di trans "Io sono Sakura Haruno. C'è una cosa che mi piace... Anzi, una persona" disse arrossendo e guardando in modo non molto discreto Sasuke "Ahem... Non so se dirvi il mio sogno nel cassetto... NO NON CE LA FACCIO!" sbottò all'improvviso e sia Yukie che Kakashi rimasero piuttosto imbarazzati e frustrati dal comportamento della ragazza "I miei hobby..." guardò di nuovo Sasuke e Yukie ci rinunciò sbuffando, pensando che la ragazza fosse piuttosto fastidiosa. "E le cose che odi?" chiese Kakashi sperando di risollevare la conversazione "NARUTO!" disse lei infantilmente. Yukie le lanciò un occhiataccia sottile mentre Kakashi sembrava aver lasciato perdere la causa persa, a quanto pare quella ragazza era interessata solo all'amore. Kakashi lanciò un occhiata a Yukie e vide che stava guardando male la ragazza dai capelli rosa ma alla fine non ci fece troppo caso e continuò
"Bene! Ora basta con le presentazioni. Da domani vi assegnerò un compito." Naruto subito pieno di entusiasmo scattò in piedi "Di quale compito si tratta?! Evviva! Una missione!"
"Per cominciare, una cosa da fare solo fra di noi." disse Kakashi con tono pacato, "Cosa?! Cosa?!" chiese Naruto eccitato, "Un esercitazione di sopravvivenza." disse semplicemente Kakashi. Yukie aggrottò le sopracciglia, effettivamente Kakashi non le aveva detto nulla sul test a cui avrebbe sottoposto i tre ragazzi e quindi era curiosa di sapere di più. "Un'esercitazione di sopravvivenza?" chiese Naruto confuso mentre si sedeva di nuovo poi Sakura aggiunse "Perché come missione si dai un'esercitazione? Di quelle ne abbiamo fatte un sacco a scuola!"
"Sarò io il vostro avversario... Ma non si tratterà di una semplice esercitazione." tutti lo guardarono confusi apparte Yukie "E allora cos'è?" chiese innocentemente Naruto. Kakashi non rispose ma una risata bassa povenì da lui, "Scusa sensei... Cosa c'è di divertente?!" chiese Sakura leggermente innervosita, Kakashi si prese un attimo di tempo e poi disse divertito "No, è solo che sono certo che se ve lo dicessi vi spaventereste."
"Spaventarti? E perché?" chiese Naruto, Kakashi cambiò completamente umore guardando con un freddo e agghiacciante sguardo i suoi studenti "Dei ventisei studenti che si sono diplomati, solo nove potranno diventare genin. I restanti diciotto dovranno tornare all'accademia. Questa esercitazione è un esame di ingresso con un tasso di fallimento superiore al 66%". I tre ragazzi rimasero completamente sotto shock mentre guardavano il loro sensei. Yukie si aspettava questa reazione e purtroppo per quanto duro fosse quello che diceva Kakashi era la verità. Kakashi rise della loro reazione e disse "Visto? Siete terrorizzati." i tre genin rimasero in silenzio mentre ancora metabolizzavano le cose dette da Kakashi. Yukie sospirò leggermente, Kakashi quando voleva sapeva essere un vero sadico. All'improvviso Naruto sbottò "MA È ASSURDO! Con tutta la fatica che abbiamo fatto... Allora a che diavolo è servito l'esame di diploma?!"
"Be' quello... Serviva solo a stabilire chi avesse le qualità per diventare genin." disse Kakashi con calma "COOOSAA?!" urlò di nuovo Naruto, Kakashi però riprese a parlare "Comunque domani dopo l'esercitazione deciderò chi promuovere o bocciare. Portatevi tutto l'equipaggiamento che avete. Ah, un consiglio, non fate colazione altrimenti vomiterete!"
I tre ragazzi sembravano terrorizzati ma nei loro occhi brillava la determinazione a superare quella prova. Kakashi si avvicinò a Yukie e le fece cenno di seguirlo, lei annuì leggermente e gli andò di fianco. "Domani mattina alle 5 del mattino dovrete essere al campo di allenamento 4, mi raccomando siate puntuali. Potete andare." disse Kakashi per poi cominciare a camminare e al suo seguito Yukie. I tre Genin si guardarono e poi tornarono alle proprie abitazioni. Kakashi, quando i tre non erano più in vista si rivolse a Yukie "Domani vieni al campo di allenamento 4 verso le nove e mezza, domani non prenderai parte al test visto che non sei un genin e starai comunque con me per ordine dell'Hokage." Yukie lo guardò male "Sei un sadico Kakashi lo sai?" Kakashi sorrise innocentemente "Io? Ma no, quei ragazzini devono vedere attraverso l'inganno e sto solo cercando di insegnare loro che il mondo ninja è più duro di quello che pensano." Yukie sospirò sconfitta "Kakashi volevo chiederti una cosa." disse lei, Kakashi canticchiò in risposta "Mmhh?"
"In cosa consiste il tuo test, non me lo hai mai detto." Kakashi la guardò in silenzio pensieroso poi alzò lo sguardo al cielo con un sorriso nostalgico "È un test molto particolare, che anche io alla loro età feci. Serve non solo a valutare le loro capacità ma anche il loro lavoro di squadra, in poche parole li metterò di proposito l'uno contro l'altro e vedrò se saranno idonei per diventare genin a tutti gli effetti. Domani vedrai. Per oggi credo che abbiamo finito, si è fatto piuttosto tardi. "
Yukie lo guardò volendone sapere di più ma non spinse sull'argomento capendo che forse era un tasto dolente. Kakashi sospirò leggermente e poi la guardò sorridendo, le mise una mano sopra la testa e le arruffò i capelli, Yukie fece il broncio e borbottò "Ma che diavolo hai contro i miei capelli" Kakashi rise in risposta e Yukie sentì del calore salire sulle sue guance, diede un colpo leggero al suo stomaco un piccolo "oof" venne da Kakashi ma continuò a ridacchiare. Alla fine i due si separarono e tornarono alle proprie case con un piccolo sorriso sul volto.
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