16.
Stiles' pov.
Okay,la tensione nell'aria era divenuta palpabile. Tirai la manica a Derek che mi guardò con espressione dura e gelida per poi addolcirsi leggermente notando i rossori sulle mie guance.
-Dai...possono entrare...-
Dissi lentamente e con voce non troppo alta quasi in un bisbiglio.
Lui fece un respiro profondo e si spostò accanto allo stipite della porta per lasciare libero il passaggio.
Peter entrò e dietro di lui una figura alta e bionda. Lo sguardo di Derek si fece prima sorpreso, poi incazzato e alla fine tornò freddo come il ghiaccio.
Chiuse la porta dietro di sé e poi si girò raggiungendoci in salotto dove, i due ospiti, si stavano guardando in giro.
Sul viso dell'uomo comparve un sorrisino malvagio e schioccò la lingua sul palato.
-Beh, ti sei accasato bene non c'è che dire... è mogano?-
Chiese toccando il legno della parete facendo finta di niente mentre il ragazzo dai capelli neri lo osservava attentamente attraverso i suoi limpidi e gelidi occhi smeraldo.
Derek annuì e Peter sorrise maliziosamente per poi passare lo sguardo su di me sino a giungere alle nostre dita intrecciate.
Si. Era già abbastanza imbarazzante che Derek mi stesse tenendo la mano, in più ci si metteva il suo sguardo malizioso. Stavo veramente morendo d'imbarazzo.
Provai a liberare le dita ma il Moro strinse la presa facendomi male e contrasse la mascella continuando a fissare il biondo.
Deglutii e ricambiai leggermente la stretta, lo sentii allentare leggermente la presa e sospirare.
-Che bella casa signor Hale.-
Aggiunse la donna che intanto si era avvicinata. Era una bellissima donna, alta con i capelli lunghi e biondi che, con i riflessi del sole che stava tramontando si facevano dorati. La pelle era candida e gli occhi marroni e persuasivi, quasi dolci.
Mi sorpresi della durezza con cui le rispose il ragazzo al mio fianco, dopotutto mica gli aveva ucciso il cane!
-Grazie.-
Lo guardai alzando un sopracciglio e lui mi fece cenno di lasciar perdere. Abbassa di nuovo lo sguardo a terra annuendo.
-Sabato partiamo. L'aereo è alle 8 in punto.-
Dopo quella frase un silenzio assordante piombò nella stanza. Avevo gli occhi sgranati e la bocca aperta. Derek sarebbe partito? Dove e con chi? Per quanto?
Una miriade di domande iniziarono ad affollarsi nella mia testa tutte contemporaneamente, e la situazione si fece ancora più confusa quando notai che il Moro aveva la mia stessa identica espressione.
-Come scusa?!-
Disse quasi urlando.
-Sabato torniamo a Londra, sii puntuale.-
Affermò nuovamente Peter alzando le spalle con aria indifferente. Le guance di Derek diventarono rosse e le vene sporgenti ben visibili sul collo e la fronte.
Come faceva a non sapere che sarebbe partito?
Derek's pov.
Partire? Ma che diamine stava dicendo? Io non sarei andato mai da nessuna parte con quel figlio di pu****a. Ne in que momento ne mai.
-Ma te lo sogni.-
Risposi bruscamente scuotendo le spalle.
Stiles notò il mio stress e comprensivamente mi strinse la mano guardandomi e cercando di infondere un po di tranquillità.
Come faceva lui ad essere sempre così calmo non riuscivo a capirlo.
-Ascolta Peter... è meglio per tutti cos-
-Tu zitta stronza.-
Zittii la bionda non appena provò ad aprire bocca in difesa di quell'uomo. Non lo sopportavo, come gli era anche solo potuto girare per l'anticamera del cervello che potessi accettare pacificamente una cosa simile? Okay era il mio tutore e lo sarebbe stato fino ai ventuno anni, ma non aveva alcun diritto di portarmi con sé dove gli pareva.
Insomma è se a me non fosse andato bene? No. Con lui specialmente non sarei mai andato da nessuna parte, non lo avrei mai accontentato su nulla. Mio zio otteneva sempre tutto ciò che chiedeva, alla fine, è questo doveva cessare.
Inoltre, il fatto che la vicedirettrice fosse la sua compagna mi turbava. Come facevo a tornare a Londra se veramente ero stato ammesso alla Yale? Risposta: menzogna.
Quell'uomo, avrei finito per ucciderlo ne ero certo e se lo sarebbe meritato dopo quanto era successo ai miei.
-Tu non hai alcun diritto di portarmi via di qui! E poi sono stato ammesso all'università e ho Stiles... insomma non pensarci nemmeno.-
Sbottai alzando gli occhi al cielo, ma lui non demorse.
-Ho più diritti di quanti immagini, perciò non te lo ripeterò una seconda volta: fila a fare i bagagli.-
Ma chi si credeva di essere? E perché l'avevo lasciato entrare? Lo guardai con sguardo di puro odio, trasudavo rabbia da tutti i pori e lui, accprgendosene, fece il suo solito sorrisetto bastardo.
-Che fai ora ti metti a piangere come quel codardo di tuo padre?-
In un secondo mi ritrovai su di lui e gli tira un gancio in pieno viso.
Come si permetteva di insultare i morti? Era un bastardo, e lo odiavo.
Mi bloccò il pugno e mi storse il polso facendomi cadere violentemente a terra.
"cazzo" pensai. Nonostante sembrasse un figlio di papà tutto perfetto aveva la forza di un tir. Mi rialzi affaticato e dolorante.
-Fuori di qui. ORA!-
gli urlai mentre la bionda si era ravvicinata a lui.
Stiles mi era corso vicino e mi aveva aiutato a rialzarmi, mi faceva terribilmente male la spalla.
-Ragazzo ci vediamo domani, sii puntuale.-
Disse avvicinandosi alla porta aprendola.
-Col cazzo. Tu non sei nessuno, fottiti perché non farò mai ciò che dici! Non sei nessuno per me e puoi ordinarmi di fare proprio nulla.-
-Oh figlio mio posso più di chiunque altro, fidati-
Sorrise malvagiamente e uscì seguito dalla bionda.
Figlio!?
Buonsalve ❤
Eccoci al 16esimo capitolo! Ora la storia si fa bella interessante.
Comunque noto ancora un notevole calo di interesse😦 quindi per il prossimo almeno 15☆
Vi ringrazio di leggere perché vi adoro tantissimoooh.
Bytheway che vi aspettate succeda d'ora in avanti? Che è successo ai genitori di Derek? Chi è Peter?😏
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