13.
The worst thing that can happen to you
is when you admit to the one you love you are in love with him
and he answer back that he loved you, but he moved on.
Stiles'pov.
Erano passate ormai un paio di settimane e, dopo essermi rimesso completamente potevo tornare a scuola.
Mi si era deviato il setto nasale e avevo riportato un leggero trauma cranico, che fortunatamente non aveva causato alcun danno celebrale.
Mi alzai dal letto e una volta in bagno osservai la mia figura allo specchio.
Risultava magra e piena di macchie violacee grandi o piccole che fossero. Sospirai osservando la leggera protubéranza sul fianco sinistro: avevo un paio di costole incrinate.
Non avevo più avuto contatti con Derek, di nessun tipo. Dopo il giorno della discussione non lo avevo più rivisto e questo mi rendeva alquanto triste e cupo. Ogni giorno passato senza incrociare i suoi occhi rendeva la mia vita una vera e propria tortura, mi ero accorto troppo tardi di quanto fosse fondamentale per me averlo nella mia vita.
Aprii il rubinetto e l'acqua iniziò a sgorgare impetuosa all'interno della vasca di ceramica bianca. Mi sciacquai il viso per riuscire a svegliarmi.
Tornai nella mia stanza e indossai una tuta con una maglietta e una felpa larga con cappuccio. Scesi al piano inferiore e uscii senza nemmeno fare colazione, misi le cuffiette nelle orecchie e selezionai Wanderwall degli OASIS che partì a tutto volume. Arrivato alla fermata dell'autobus aspettai finché il veicolo non passasse per poi salirci e andare ad occupare uno dei posti in fondo.
Mi accucciai su un sedile cercando di scomparire alla vista altrui. Avevo così tanti pensieri nella testa. Lydia. Scott. Derek.
Lo vedevo ovunque e più mi costringevo a non pensare a lui più tornavo con la mente alla serata di qualche settimana prima, la sua voce, il suo profumo,i suoi occhi...mi mancava tutto così terribilmente da causarmi quasi un dolore fisico.
Inoltre ero a pezzi per il fatto che non fosse più passato a vedere come stavo, forse non gliene importava nulla di me. O forse avevo rovinato quel poco interesse che nutriva nei miei confronti.
Scesi quando l'autobus si fermò e non appena varcato il cancello Scott e Allison corsero nella mia direzione.
Erano entrambi allarmati e sollevati per il fatto che mi fossi ripreso. Forzai un sorriso che mi costò così tanta fatica da farmi salire le lacrime agli occhi. Non volevo ridere,sorridere o sembrare felice. Non lo ero. Ero stanco, smarrito, triste e dolorante e sorridere e fingere di stare bene era l'unica cosa che volevo evitare.
So che può sembrare egoista ma volevo che la gente capisse il mio stato d'animo anche se non in modo diretto.
Mi guardai intorno più volte alla ricerca di quegli occhi verdi che mi stavano facendo impazzire,avevo bisogno di loro. Avevo bisogno di lui e delle emozioni che mi faceva provare, ma non lo vidi.
Al contrario la scena che mi apparse davanti agli occhi era schifosamente patetica: Jackson che stringeva in un caloroso abbraccio Lydia, la quale sembrava estremamente interessata al discorso del giovane.
Sbuffai,nonostante ciò che vedevo non mi facesse ne caldo ne freddo, semplicemente il mondo poteva andare a puttane e a me non sarebbe fregato nulla.
Avevo solo bisogno di lui.
Rassegnato alla sua mancanza entrai nell'istituto senza dire una parola,in silenzio.
Derek's pov.
Ho mantenuto fede a ciò che avevo detto. Una settimana. 7 giorni che non lo vedo.
Vorrei non pensarci ma è un chiodo fisso, ho paura. Ho paura per la sua salute, per il fatto che potrebbe odiarmi e per la convinzione che non mi perdonerà mai per essermi totalmente disinteressato a lui. Lo sogno tutte le notti,lo voglio qui con me. Voglio mi appartenga. Voglio poterlo stringere tra le braccia per respirare il suo profumo e tenerlo al sicuro,vorrei potergli dire quanto mi piaccia guardarlo e di quanto mi abbia fatto innamorare di sé anche non facendo nulla di particolare.
Ero per strada in moto e più pensavo a lui più le lacrime scendevano copiose sul mio viso e di certo la situazione non migliorò quando le mie cuffie iniziarono a trasmettere "The Scientist" dei Coldplay a tutto volume.
L'ho sempre trovata bellissima, ma estremamente triste. Le parole parlano di un ritorno, un tornare indietro a quando tutto era facile e tutto andava bene,a quando non si pensava al male che ci si potesse fare ma solo al bene che si provava; perché fu solo quando lasciai quella stanza di ospedale che mi resi conto di quanto la sua presenza mi sarebbe mancata. Erano passati già quattro mesi dall'inizio dell'anno e due da quando lo vidi la prima volta.
Dio, quegli occhi, quello sguardo... non li scorderò mai. I suoi occhi scuri e profondi che si perdevano totalmente nei miei e che riuscivano a farli addolcire dopo tutto quello che hanno dovuto sopportare. Era l'unico con cui il mio comportamento cambiava e da stronzo passava a gentile, solare. Me ne meravigliai anche io la prima volta che mi successe, mi sentivo così stranamente leggero, sereno, come se il peso che avessi sul petto improvvisamente si sgretolasse lasciandomi respirare.
Ma ormai la sua mancanza mi stava distruggendo e non solo psicologicamente. Non giocavo nemmeno più con il mio fedele compagno a quattro zampe che ho sempre amato come un fratello.
Sospirai e mi avviai in aula sperando che nessuno mi vedesse o sentisse,volevo solo essere trasparente.
-Signor Hale?-
Sentii una voce pronunciare il mio nome è alzai svogliatamente gli occhi dal pavimento che ero intento a fissare. La donna avanti a me era giovane e...incredibilmente bella! I capelli biondi le ricadevano morbidi sul seno mentre gli occhi color nocciola erano puntati nei miei.
Sentii una fitta acuta al petto. Erano gli occhi di lui. O almeno una vaga copia. Sorrisi forzatamente, volevo essere gentile dopotutto quella signora non mi aveva fatto nulla.
-Sì? -
Ci fu un momento di silenzio, poi le sue labbra sorrisero e il volto le si illuminò.
-Salve sono Kate Argent, la vicedirettrice dell'università di Yale alla quale mi risulta lei abbia fatto richiesta.-
Sorrisi sorpreso. Era vero che avevo fatto richiesta ma ormai non ci speravo neanche più.
-Quando finisce l'orario delle lezioni?-
-All'una.-
Risposi con tono deciso tornando serio e studiandola con attenzione.
Portava una camicetta verdino chiaro sopra ad un paio di jeans neri molto attillati che mettevano in risalto le sue forme perfette. Mi sorrise un ultima volta e poi si allontanò.
-Allora ci vediamo all'una.-
Detto francamente la sua ultima affermazione mi lasciò perplesso,e non solo perché la Yale aveva una gran bella assistente ma soprattutto perché non sapevo ne come mi avesse trovato ne come facesse a sapere dove fossi. In più era strano volesse parlarmi.
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Esattamente all'una mi trovavo in giardino in attesa della donna. Non la vidi arrivare così mi convinsi che fosse uno scherzo e mi avviai verso l'uscita con lo zaino in spalla.
Appena svoltai l'angolo vidi una scena che non avrei mai voluto vedere.
Peter e la vicepresidente erano avvinghiati uno all'altra e si stavano bacindo con foga.
Mi venne il voltastomaco appena li vidi.
Mi allontanai di fretta e salii in moto. Possibile che doveva esserci sempre lui dietro ad ogni cosa? Perché non mi lasciava in pace? Era una settimana che ricevevo messaggi da un numero anonimo,come se non sapessi fosse lui, che mi chiedevano di tornare a Londra con lui. Non ne potevo più.
Parcheggiai e scesi per poi togliermi il casco e attraversare il giardino.
Vidi una figura di spalle aspettare in piedi in veranda. Deglutii.
-Stiles.-
Salve gente so di averci messo tanto ma pnso che questo sia uno dei capitoli fondamentali di questa storia. Vorrei ringraziarvi per le visualizzazioni come sempre♡
Se la storia vi piace lasciate quache stellina :)
Ps: amo profondamente The Scientist ^^
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