Capitolo Ventiquattro
"Forse uno dei momenti più imbarazzanti della mia vita si può racchiudere nel ritorno a Rose Square, con una sconosciuta seduta nel retro dell'auto insieme con me. Solo il rumore delle ruote sull'asfalto è stato evidente per tutto il tragitto. Più volte, durante quell'eternità che non sembrava passare, ho guardato il viso di Allison e ho rivisto quei brevi istanti, negli incubi che mi aveva mostrato Maryanne e qualcosa dentro di me sembrava urlare di non fidarsi".
"Non ha proferito parola e nemmeno credo che l'avrei ascoltata. Mi sembra così strano vivere una situazione del genere o solo pensare che questo possa essere reale. Vampiri, sangue, io che mi sono trasformata e adesso anche morti secoli fa che resuscitano. Che cosa c'è di ancora oscuro nel mondo cui io non riesco a dare un senso? Ho quasi paura, timore di scoprire che molto altro mi è stato nascosto e che dentro a questo infimo buio non ci possa essere via d'uscita".
"Ho cercato più volte di dare una spiegazione, di pensare a che cosa possa essere davvero accaduto ma non ci riesco. Quegli incubi del passato erano tutti avvertimenti e anche se non riesco a capire se possa esserci un collegamento con Allison, ciò che mi turba maggiormente e quello che ho visto quando la sua mano si è tesa per accogliermi poco fa".
"Ho visto lei, la bionda vampira dalla pelle di porcellana e l'uomo con lei era Alexander. Il sangue e la lotta, prima che morisse. Mi ha fatto sentire il dolore e ciò che ha vissuto, come condivisione di qualcosa di segretamente proprio e che nessuno prima di me avesse visto con gli stessi occhi".
"Ancora in silenzio, scendiamo dall'auto e una volta entrati nella villa, Alexander ci invita a seguirlo nel salone. Le luci sono soffuse mentre la notte è ormai calata e senza preavviso sta per finire un'altra giornata che, come sospettavo, non portava buone notizie. Arthur ci indica di accomodarci mentre Alexander rimane in piedi, con un'espressione imperturbabile e le mani nelle tasche che penzolano ad ogni passo".
"Allison sistema il lungo abito bianco, tirando indietro i capelli biondi e ondulati con grazia. È tesa e il suo viso lo dimostra mentre ci osserva tutti, anche me che siedo a due poltrone di distanza. Non mi sembra il caso di starle così vicina e poi, dopotutto e senza un motivo, lei è la mia creatrice".
<<Signore vuole che vada via?>>. Rompe il ghiaccio Arthur, con il suo solito tono tranquillo.
<<No>>. Risponde Alexander, fermandosi davanti ad Allison.
"Lei alza subito i suoi occhi blu, incrociando il suo sguardo nel silenzio. Sospira pesantemente ma nonostante la veda come un nemico, inspiegabilmente riesco a sentire la sua preoccupazione, la malinconia che la pervade e mi sento quasi dispiaciuta di vederla in questo stato. Mi sta per caso trasmettendo le sue emozioni? È possibile? Ad oggi credo a qualsiasi cosa, anche ai lupi mannari".
<<Tu mi spieghi adesso chi cazzo sei!>>. Getta fuori Alexander, puntandole un dito contro.
<<Mentimi, fingi di essere un'altra persona e di te non ne rimarrà niente. Sei caduta nella trappola, sei in questa casa e non ne uscirai mai più se non parli. Non avrò pietà>>. La fulmina mentre le sue parole sono violente e serie come non mai.
<<Ti ho detto che sono Allison... ti ho parlato di un ricordo che solo tu ed io avevamo, non ci credi? Soggiogami, guarda i miei ricordi Alexander... sono io, Allison... la Allison che secoli fa hai visto morire davanti ai tuoi occhi>>. I suoi occhi brillano, prima che le lacrime scendano dal suo viso insieme ai singhiozzi. S'inginocchia davanti a lui, aprendo i veli del suo abito e stringendo con le mani una sua caviglia.
"Lui abbassa lo sguardo su di lei ancora austero, gli zigomi in alto e le labbra serrate mostrano il suo nervosismo. Stringe i pugni, alzando gli occhi in maniera riluttante. Che cosa sta facendo questa donna? Perché si comporta in questo modo se davvero è Allison? Io osservo, quasi come non esistessi o non fossi presente in quella stanza. Lui non mi guarda e forse è meglio così".
"Non riuscirei a reggere la sua espressione e anche se sento un groppo alla gola salirmi pian, piano e togliermi il respiro, non voglio fuggire. Ho bisogno di sapere e di vedere lui che cosa farà davanti ad una situazione del genere. Muovo le mani nervosamente sui pantaloni, lasciando che di me sia acuto solo il respiro".
<<Alzati!>>. Dice lui, il tono non ammette repliche.
"Lei si porta una mano in viso eliminando le tracce del suo pianto, si sistema l'abito mettendosi in piedi proprio di fronte ad Alexander. Si guardano, quasi cercando le risposte ad ogni cosa nei propri occhi. Respiro a fatica mentre vorrei solo sapere che cosa è reale o meno, quale sia la verità che nasconde e se Alexander, in tutto questo tempo, sospettasse che una cosa del genere potesse accadere".
<<Lasciami parlare, spiegherò ogni cosa>>. Risponde lei malinconicamente.
<<Prima voglio sapere se sei stata tu a trasformare Kate>>. La sua voce è glaciale.
<<Sì ma se non mi lasci spiegare dal principio, niente avrà un senso per te e mi condannerai perché tu sei fatto così, senza ascoltarmi mai più>>. Si passa le mani sul cuore.
<<Non c'è altro che io debba sapere!>>. Getta fuori in un urlo.
<<Io invece sì>>. Interrompo il quadretto, alzandomi in piedi e guadagnandomi l'attenzione di tutti.
<<Io ho bisogno di sapere>>. Continuo con serietà guardando solo ed esclusivamente Allison.
"Lei annuisce, facendo un breve sorriso in segno di ringraziamento ma che muore poco dopo, nella sua espressione seria e delusa. Sospira, attorcigliando le dita delle mani e camminando nervosamente. Ci osserva uno ad uno: Arthur, Alexander e infine me. Scosta una ciocca di capelli dietro al viso e facendosi coraggio i suoi occhi ci incontrano lentamente, prima che le sue labbra comincino a parlare".
<<Ho lasciato Londra il giorno in cui ho incontrato Maryanne per l'ultima volta, lo stesso in cui tu mi hai vista morire...>>. Comincia, indicando Alexander.
<<Con lei erano nate molte dispute nel passato. Quando aveva deciso di percorrere il suo piano per uccidere uomini innocenti e trasformarli nei suoi vampiri segugi, io che l'avevo conosciuta come un'amica di questa crudele esperienza da vampira, ho dovuto rifiutare le sue proposte. Questo aveva spinto Mary ad odiarmi, soprattutto quando ho cercato di salvare te Alexander>>.
<<Molto spesso mi sono ritrovata ad essere stata minacciata da lei ma ad un certo punto ho dovuto cedere. Mi aveva frustrata, mi aveva sfidata e attaccata come se fossi il suo nemico per te, perché ti avevo aiutato a rompere il legame con lei e a non cedere al suo modo crudele e privo di emozioni che voleva farti vivere, ma quel tempo non bastava più a Maryanne e, quando lo sospettavo, la sua minaccia più grande arrivò. Ho tenuto tutto per me, non volevo che questo diventasse un tuo problema proprio mentre stavi crescendo e accettando la tua nuova natura>>. Continua, il suo timbro di voce si mescola in rabbia e inquietudine.
<<Mi disse di doverti lasciar andare e che se non l'avessi fatto, ti avrebbe ucciso a mani nude davanti a me, prima di farmi fare la stessa fine. Non avrei creduto alle sue parole in passato ma Maryanne stava diventando sempre più forte e il fatto che aveva spento completamente ogni emozione umana la rendeva imprevedibile e violenta come una belva. Non sapevo più che cosa fare, come poter sperare di dare a te la vita migliore che ti avevo promesso dal primo istante. Non potevo restare a Londra e con tutto il mio cuore, desiderai essere io la vittima sacrificale proprio per darti la libertà che meritavi e la speranza di poter rimanere umano nonostante la tua nuova vita da vampiro>>. Si passa una mano sul cuore, accigliandosi più volte quando parla di Maryanne.
"L'ascolto, quasi come se stesse rivelando la seconda versione della sua vita e di quella di Alexander. Un qualcosa che riempie finalmente i tasselli mancanti e che ci poterà inevitabilmente a scoprire una nuova verità".
<<Quando dissi a Mary di risparmiarti Alexander, di prendere la mia vita... lei decise di fare peggio. Mi costrinse a soggiogarti di immaginare la mia morte per causa sua, il fuoco che mi toglieva il respiro e mi fece giurare di non tornare mai più a Londra. Se l'avessi fatto, mi disse che l'avrebbe scoperto e che non avrebbe avuto limite alla sua vendetta. Era ciò che voleva, distruggermi e spezzare il nostro amore, perché questo significava averti alla sua portata e modellarti come il vampiro adatto a riempire l'odio che provava verso il genere umano>>. Confessa Allison.
"Spalanco la bocca, quasi incredula alle sue parole. Mi volto verso Alexander che noto non aver cambiato espressione. La guarda con i suoi occhi azzurri come il ghiaccio, freddo e distaccato. Non muove le palpebre mentre la mascella serrata gli dona un'aria quasi scultoria. Stringe un braccio con una mano mentre l'altra e leggermente poggiata sul suo mento. I ciuffetti ribelli gli cadono sulla fronte incorniciando perfettamente il suo volto. È bello, bello da morire e tanto quanto i suoi modi, sa accendere e spegnere dentro di me l'odio e l'amore".
"Deglutisco un po' di saliva secca, l'agitazione che provo dentro di me non è descrivibile, anche se riesco a mantenere apparentemente un distacco. Mi sembra quasi di essere in un'aula di tribunale. Alexander è il giudice da convincere, Allison l'imputata ed Arthur ed io assistiamo, in attesa della sentenza".
<<Sono scappata via, agli inizi sono andata in Irlanda poi, in Scozia e infine ho lasciato l'Europa e ho deciso di non sprecare tempo. Piangevo ogni giorno, sentivo la tua mancanza, il dolore di averti lasciato senza una spiegazione e quando ho ritrovato in me stessa la forza, ho capito che sarebbe stato meglio crescere... diventare più forte e magari avere il potere di contrastare Maryanne e sconfiggerla definitivamente>>. Stringe i pugni, mostrandoli.
<<Perché nemmeno una lettera, un messaggio, qualsiasi cosa... se tu sei realmente Allison, perché non l'hai fatto?>> . Sbotto stupendo anche me stessa.
"Perché lo sto chiedendo?".
<<Non potevo Katherine, avevo paura... di Maryanne. Se avessi mandato anche solo una minima prova della mia finta morte, avrei messo a repentaglio la sua vita, quella di chi gli sta accanto e Maryanne avrebbe agito in maniera violenta... anche uccidendolo. Mary è sempre stata una vampira potente, aveva i suoi mezzi e le persone da manipolare o soggiogare. Avrebbe intercettato qualsiasi cosa mandassi e sono anche convinta che spesso e volentieri mi abbia spiata... lo percepivo, anche se non ne sono sicura>>. Si volta verso di me, spiegando sempre con lo stesso tono dolce.
<<Poi hai deciso senza un motivo di uccidermi e trasformarmi...>>. Mi alzo in piedi avvicinandomi, seria in volto.
<<Arriverò anche a questo, te lo prometto...>>. Risponde, quasi in un mormorio.
<<Sono stata via molti anni e più il tempo passava, più scoprivo cose fondamentali del vampirismo. Non ero più la Allison che doveva aiutare Alexander e anche se stessa. Io mi sentivo forte e ogni giorno, ho capito che i miei limiti sarebbero scomparsi solo con la mia volontà di crescere e diventare migliore>>.
<<Ho tenuto un diario, durante i miei viaggi come già amavo fare. Ho scritto ciò che ho imparato e le persone che ho incontrato. Alcuni miei vecchi amici a Londra ogni tanto, mi mandavano notizie di Alexander. Sapevo ogni cosa della sua vita; quando si è costruito il lavoro da appaltatore, i suoi viaggi, l'amore per Jennifer Hill e Maryanne quando l'ha uccisa. So' che è stata lei, perché nessun altro poteva avere una crudeltà simile nei confronti di una donna innocente. So' di questa Villa anche se mi ero sempre chiesta come fosse dentro e... come immaginavo... è proprio da Alexander>>. Sorride mestamente quando pronuncia le ultime parole.
"Mi mordo l'interno di una guancia, ogni volta che le sue parole calano di tono quasi a sembrare una dichiarazione d'amore. Lo leggo, nei suoi occhi, il sentimento di essere di nuovo vicina a lui. Lo ha seguito in tutto questo tempo, nonostante la distanza e ha continuato a nutrire per lui un senso di protezione. Lo vedo, nel modo in cui lo guarda, nonostante lui sembri essere quasi su un altro pianeta. Probabilmente manipolato dai suoi stessi pensieri per trovare una soluzione, la congiunzione ai tasselli mancanti. Lei, invece, sembra conoscerlo bene... lo dice nelle parole, negli sguardi, in quella pronuncia felice nel sapere che la sua casa è esattamente come immaginava, proprio all'Alexander... così dice... ed io mi chiedo com'è Alexander? Com'è il suo mondo? Che cosa conosco io di lui da quando siamo insieme?".
<<Mi hai spiato?>>. Getta fuori con rabbia Alexander.
<<No, ho solo degli amici fidati. Persone che ogni tanto mi mandavano informazioni su di te in maniera discreta, altre le cercavo su internet ma non ho voluto comunque rischiare di fare il contratio. Ho sempre tenuto ogni cosa custodita nel mio diario. Gli avvenimenti importanti, i tuoi obiettivi e il modo in cui riuscivi a portarli a termine. Sono sempre stata fiera di te e ho visto che eri felice, eri vivo dopotutto... avevi cominciato una nuova vita e sono stata male quando Jennifer è morta. Ho pensato... Alex, a quanta sofferenza avessi provato. Ho pregato Dio, ogni giorno, anche se non avrebbe voluto ascoltarmi da vampira... l'ho pregato che non ti togliesse mai la tua umanità>>. Pronuncia, avvicinandosi e stringendo per qualche secondo una sua mano.
<<Poi?>>. Domando rompendo quel momento.
<<Poi sei arrivata tu. L'ho saputo e grazie ad una foto di una serata di gala, ho visto Alexander in tua compagnia e nel modo in cui vi guardavate... l'amore. È stata una bella sensazione e mi ha reso felice. Vedevo finalmente Alexander in pace e ricordo ancora di averlo scritto nel mio diario – Alexander e in compagnia di Katherine Davis, una donna che gli ha rapito il cuore, nonostante lui dirà di non averne uno. Spero davvero che questa sia la volta buona che il destino giochi a suo favore. Lo merita e la sua felicità mi riempie di vita – è ciò che ho scritto e lo penso davvero>>. Spiega, sfiorando con le dita il tavolo, più volte, abbassando lo sguardo quasi come se fosse in imbarazzo.
<<Che cos'è cambiato allora? Perché sei tornata qui e mi hai trasformata?>>.Urlo avvicinandomi, presa da un momento di rabbia.
"Sono stufa delle sue stupide spiegazioni. A me non importa di quanto fosse felice o triste lontano da Alexander. Io voglio sapere perché mi ha fatto questo, perché mi ha contattata e ha voluto rivelarsi. Cos'è tutto questo, uno stupido gioco? Non funziona così e ne vale della mia vita, di ciò che ero e che Alexander amava, ciò che adesso non vuole più né per me né per se stesso".
<<Ho saputo della morte di Maryanne. Mi avevano detto che era stata finalmente sconfitta e ciò era grandioso. Finalmente, sarei potuta tornare a Londra senza timore... mi preparai, dal luogo in cui vivevo da ormai dieci anni ma... la mia partenza non era ben voluta da tutte le persone che ormai facevano parte della mia nuova famiglia>>. Risponde Allison.
<<Dov'eri?>>. Domanda lui, freddo.
<<Thailandia... un'antica tribù di vampiri sopravvissuta che mi ha ospitato, mi ha dato molto e mi ha insegnato>>. Sospira.
<<Che cosa hanno fatto?>>. Chiedo.
<<Sirikit, il capo tribù da circa mezzo secolo si era innamorato di me. Abbiamo condiviso molto ma io ero sicura di non voler continuare la mia vita lì, insieme con lui. Quando ho deciso di partire per tornare a Londra, gli ho spiegato che ne avevo necessità e che la mia casa mi mancava da troppo tempo. Volevo ritornare ma non solo per Alexander bensì per la mia città, per sentirmi finalmente in libertà e senza la restrizione e le minacce di nessuno>>. Spiega ancora.
<<Cercai di convincerlo in qualsiasi modo ma fu irremovibile. Mi tolse la collana che mi permetteva di uscire al sole e quasi mi costrinse a rimanere rinchiusa in una cella costruita nei sotterranei di casa sua. Ero frustrata e arrabbiata con il mondo. Fortunatamente una mia cara amica riuscì a farmi fuggire ma questo mi costrinse a scappare e partire durante la notte senza niente con me>>.
<<Ho percorso miglia prima di potermi rifugiare in un posto sicuro. Mi sono trovata un buon lavoro, ho comprato il necessario e un biglietto di andata per Londra. La prima volta, nonostante abbia secoli, che ho viaggiato in aereo>>. Fa un sorriso mesto.
<<Ho lasciato ogni cosa e quando sono arrivata a Londra ho scoperto di non aver viaggiato da sola. Sirikit mi aveva seguita e rintracciata. C'è stata una lite forte, mi ha mostrato il mio diario di cui lui ormai era a conoscenza e con ciò anche di voi, di quelli che definivo la mia famiglia originaria. Non l'ho scritto per nessun motivo in particolare, solo perché sentivo la mancanza di Londra e per me, siete voi le persone più vicine ad una famiglia qui>>. Deglutisce a fatica mentre il suo viso si rabbuia.
<<Il diario è finito in pezzi, pochi fogli sono riuscita a salvare ma ciò che mi fece paura fu la sua vendetta. Si scagliò su di me, dicendomi che me l'avrebbe fatta pagare per le mie menzogne e solo poche settimane fa, ogni cosa, è diventata chiara ai miei occhi>>. Dice, osservandomi.
<<Mi dispiace Katherine>>. Mormora, il suo viso è pura tristezza.
<<Di che cosa parli? Io che cosa c'entro?>>. Mi acciglio, ormai confusa.
<<Mi ha soggiogata, mi ha soggiogata a far del male alle persone a me care. Nel mio diario c'era scritto che tu eri umana, che quest'amore così forte avrebbe fatto bene ad Alexander... l'unico vampiro con umanità che conosco. Quelle parole hanno ferito Sirikit e lui mi ha soggiogato a fare qualcosa di cui mi sarei pentita per sempre: far del male ad Alexander, trasformandoti e rendendoti una di noi>>. Risponde, la sua voce diventa lieve.
"Com'è può essere? Non c'è nessuna Maryanne, nessun vampiro che ha complottato contro Alexander. No, è tutto il filo di un intreccio, ogni cosa è dovuta a ciò che ha fatto Allison nella sua nuova vita. Mi porto istintivamente una mano alla bocca mentre le mie pupille vacillano, percorrendo ogni angolo della stanza che non sia un loro volto. Mi sento confusa, distrutta e senza speranze. Non ci sarà mai vendetta per me, niente... e ciò che più mi fa male e pensare che per colpa sua, per colpa di questa vampira e dei suoi modi di pensare la mia vita si è distrutta irrimediabilmente. Tutto è crollato e il mio mondo con Alexander è morto".
<<Vuoi dire che questo è il motivo per cui ho perso ogni cosa?>>. Le urlo in faccia, quasi con le lacrime.
<<Katherine mi dispiace. L'ho scoperto quando ho cominciato a non ricordare niente di ciò che mi era accaduto quel giorno. Ho pensato di essere stata soggiogata ma non sapevo per quale motivo né che cosa avessi fatto. Sirikit mi ha permesso di ricordare, ha spezzato un piccolo frammento ed io ho visto... ho visto il tuo viso rompersi tra le mie mani. Non so' come sia accaduto e neanche come ti abbia convinto a seguirmi. Lui è sparito e come condanna, mi ha costretto a vivere con il senso di colpa. Non so' cosa dire... io non volevo questo per me... per Alexander, figuriamoci per te Katherine>>. Si avvicina a me, guardandomi nelle iridi, come a chiedermi scusa.
"Getto gli occhi di lato, mi passo una mano sul viso e provo a mettere insieme una frase sensata. La rabbia mi pervade e quella sensazione d'ira, pura e intensa come agli inizi, mi stringe sempre di più. Questa morsa che mi permetterebbe di pestare a sangue Allison e questo vampiro pazzo e psicopatico che mi ha fatto questo. Sono delusa, triste, incazzata... vorrei stracciare qualcosa, spaccare un vaso o solo scappare... correre via, per miglia e miglia finché non mi mancherà del tutto l'aria ed io mi sentirò libera... finalmente".
<<Voglio questo cazzo di vampiro e ucciderlo con le mie mani>>. Sbotta Alexander, fulminando Allison.
<<Mi dispiace Alexander io non so', dove sia... so' della Thailandia ma nient'altro. Non ho ricordo né di lui né della sua casa. Mi ha fatto dimenticare. Mi ha manipolata ed io ci sono caduta ferendo voi. Mi odierò per sempre per questo>>. Si acciglia.
<<E tutto questo per un fottuto sbaglio? Allison, come hai potuto sottovalutare?>>. Urla lui.
<<Non lo so... ero presa dalla voglia di tornare a Londra, lui è sempre stato un passo avanti a me. Non... non lo so. Sparirò dalla vostra vita ma è per questo che ho contattato Katherine; volevo che sapesse... volevo che tu sapessi. Ci ho provato ma agli inizi era difficile, lei è forte e faceva resistenza. È stato bellissimo sentire quell'energia che possiede... quando lei ha chiesto il contatto con me ho pensato che fosse meglio mostrarle un modo per incontrarci ed io sono felice che siate venuti. Avevo bisogno di essere sincera e di farvi capire quanto fosse per me sbagliata questa situazione>>.
<<Io non posso cambiare il passato e se potessi lo farei, davvero per ridarti la tua umanità. Ti chiedo solo di trovare uno spazio nel tuo cuore per perdonarmi, per accettare le mie scuse e per affrontare questa tua nuova vita abbracciando la tua umanità e senza perderla mai. Katherine è importante e se hai bisogno, io posso aiutarti>>. Mi dice, i suoi occhi sono pieni di sofferenza.
<<Non lo so... in questo momento sono confusa>>. Abbasso lo sguardo.
"Perché Alexander ha questa reazione? Ha detto che voleva lasciarmi perdere e il muro che c'è tra di noi, adesso, non potrà mai abbattersi. Allison è qui, è tornata ed è vittima a quanto pare. Quante cose cambieranno adesso nelle nostre vite? Ho paura... la sento e questa volta molto di più. Non di ciò che sono bensì di ciò che sarà il futuro".
<<Lo troveremo comunque>>. Cerca di rassicurare lei.
<<Io... devo andare adesso>>. Mi sistemo il cappotto.
<<Andate tutti>>. Getta fuori Alexander, con tono nervoso e passandosi una mano in volto.
<<Io... io non ho un posto. Mi, mi dispiace... Alexander mi troverò un luogo ma per questa notte puoi ospitarmi?>>. Chiede lei.
"Mi volto di scatto appena sento quelle parole uscire dalla sua bocca. Come può chiederlo senza ritegno? È ancora difficile riuscire a fidarsi ma lei... lei crede che sia tutto normale. Guardo Alexander ancora fermo senza proferire parole. Non lo farà mai, se lo conosco abbastanza, non lascerà che questa vampira s'introduca nella sua vita. È presto e bisogna fare prima le dovute ricerche sulla verità di ciò che ha raccontato".
<<Arthur, accompagna Allison nella stanza degli ospiti al piano di sotto>>. Dice lui.
"No, non è possibile".
<<Certo Signor Alexander>>. Fa Arthur indicando ad Allison di seguirlo, questa lo ringrazia con un mormorio.
"Rimaniamo da soli non appena la porta del salone si richiude dietro alle spalle di Arthur. Faccio un sorrisino sarcastico stringendo fin troppo le labbra. Mi volto, abbottono il cappotto e mi fiondo vicino alla porta. Come ha potuto farmi questo? Non ha rispetto neanche per i miei sentimenti, per quello che posso provare io adesso che so' che lei mi ha trasformato e che mi ha rovinato la vita. Stringo forte la maniglia ma quando decido di aprirla, il palmo della sua mano richiude la porta facendomi sobbalzare e stringere gli occhi dal nervoso".
<<Che cosa vuoi?>>. Sputo con rabbia.
<<Parlare Kate, è inutile adesso che tu corra via senza motivo>>. Risponde accigliato.
<<Di che cosa dobbiamo parlare Alexander? La tua ex morta secoli fa e tornata in vita e mi ha trasformata in vampira, soggiogata da un suo recente vampiro geloso del suo voler ritornare a Londra, da te. Di che cosa vuoi parlare? La mia vita l'ha rovinata lei e tu le permetti anche di rimanere a casa tua>>. Urlo, con tutte le mie forze.
<<Che cosa vuoi che faccia? Che vada a dormire sotto ad un ponte o che soggioghi qualcuno per andare in un hotel di lusso? Non è così che funziona la vita>>. Dice a tono.
<<Come fai a fidarti in questo modo? Che cosa ne sai che non sia tutta una finzione?>>. Sospiro.
<<Perché è Allison. Katherine, lei mi ha salvato e so' che non farebbe mai nulla di male. Adesso abbiamo bisogno che si riprenda da tutto ciò che è accaduto, per farci aiutare a trovare il vampiro che l'ha soggiogata a farti questo>>. Scandisce ogni parola mentre serra i pugni dalla rabbia.
<<Io voglio solo stare con me stessa adesso. Questa situazione è difficile per me, tu sei difficile e lei... beh, lei è Allison>>. Faccio una smorfia sarcastica.
<<E con questo che cosa vuoi dire?>>. Mormora ancora accigliato.
<<Niente d'importante>>. Scosto la porta per passare.
"Mi lascia andare e quando sono finalmente fuori da quella Villa, tiro un sospiro di sollievo. Mi sta davvero accadendo tutto questo? Io, Katherine Davis, sto vivendo queste emozioni frammentarie? Tutto questo dolore e mistero che si mescolano in un mix quasi fatale alla mia vita? Posso davvero mantenere la forza che mi serve per aggiungere una soluzione, per riuscire a credere che ne valga la pena? Non sono neanche sicura di avere ancora la possibilità di un futuro con Alexander. Come potrò cercare la vendetta per me stessa quando questa vita da vampira mi regala solo emozioni contrastanti e tutte, anche se differenti tra loro, hanno come causa il comportamento di Alexander nei miei confronti?".
"Come potrò immaginare di trovare nell'odio e nella vendetta la pace di cui ha bisogno la mia luce per uscire da questo buio intenso?".
"Come posso continuare a trovare un motivo per prendermela con il mondo, come fa lui, quando è il suo amore a farmi del male?"
"Come potrò essere felice senza liberare prima il dolore che ho dentro di me?".
Spazio autrice.
Sono in ritardo con la pubblicazione, anche di Catch Me, e mi dispiace tantissimo. Mi farò perdonare dopo queste feste Pasquali. Vi ringrazio, come sempre, del vostro supporto e questo è il mio regalo... non è cioccolata da scartare ma è comunque un capitolo da leggere. Se ve lo state chiedendo, sì lei e la vera Allison e non sto a nasconderlo. Vedremo adesso che cosa accaderà... lasciate commenti&stelline vi risponderò sempre il prima possibile. Grazie!
Tanti abbracci e Buona Pasqua,
R. E. Meyers
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