Capitolo 79
Beth's pov.
Il fischio del treno mi fa quasi sobbalzare. Mi stringo fra le braccia di Cameron cercando di proteggermi dal forte vento, mentre una vecchia signora ci guarda sorridente. Volto il viso.
Le persone sembrano fissare un punto interminato oltre la ferrovia, sembrano perdersi con lo sguardo in un posto che non sia questo.
-Tutto okay?- mi domanda Cam tenendo la mano salda sulla sua valigia.
-Si- rispondo mordendomi le labbra.
-Certo- continuo poi sarcastica.
-Smettila di fare così Beth- sussurra lui baciandomi la fronte.
-Hai ragione- rispondo fredda, distaccata. Un altro fischio fa sobbalzare le mie parole disperdendole nell'aria, mentre una fila di gente si affretta ad avvicinarsi al treno che è appena arrivato.
-Non parlarmi a monosillabi, lo odio- mormora poi.
-Scusa Cameron, è che...- inizio, ma mi blocco interrotta da un nodo che si è appena formato in gola.
-Lo so Beth, anche se sto cercando di mascherarlo, non sai quanto io stia soffrendo in questo momento- afferma voltando lo sguardo verso l'orizzonte.
Sto in silenzio e guardo la ferrovia che termina lá dove la nebbia è troppa per farla continuare. Una donna stringe fra le braccia il suo piccolo bambino, cercando di nascondere la lacrima solitaria che le riga il viso. Il bambino la guarda sorridente e volta il viso verso suo padre. Lui schiude le labbra e poi le posa sulla fronte della moglie che annuisce sussurrando qualcosa al suo orecchio.
Mi giro verso Cam e noto che tutti e due stiamo guardando la stessa scena, le sue labbra nascondono un piccolo sorriso che cerca di trattenere.
Scuoto la testa e ridacchio scacciando via i pensieri.
Cingo le mie braccia al suo collo e gli lascio un bacio a stampo sulle labbra.
Mi stringo al suo petto osservando tutto quello che mi circonda.
-Che fai qui?- chiede.
-Non riuscivo a dormire- rispondo abbassando la testa.
-Entra- dice spostandosi di lato.
Mi accomodo sul letto e chiudo gli occhi.
-Non fare rumore, c'è Nash di là- sussurra sedendosi accanto a me.
-Allora? Cos'hai?- domanda Cameron strofinandosi gli occhi con il palmo della mano.
-Io ho fatto un sogno- sussurro.
-Anche io stavo sognando, sai sono le quattro del mattino- risponde lui.
Ridacchio fra me e me.
Andiamo- borbotta il ragazzo. Ci porta davanti un enorme paracadute.
-Oh no- sussurro.
-Oh si- risponde Cameron.
Giro sui miei tacchi e cammino il più veloce possibile lontano da lí.
Mi sento sollevata da terra e in poco tempo mi ritrovo la schiena di Cameron spiaciccata alla faccia.
-Mollami! Puoi scordartelo che mi butto da un palazzo!- urlo.
-Shhh....non succederà nulla- sussurra.
-Non succederà nulla?! Davvero? ! Ma si, infondo ci stiamo solo buttando da un fottuto palazzo, giuro che ti stacco la testa Cameron! Mettimi giù!- continuo ad urlare.
-Cam?- domando ridendo.
-Sì piccola?- risponde.
-Ti ricordi quando mi hai portata a fare paracadutismo?- chiedo.
Lui comincia a ridere e annuisce.
-Dovevi vedere la tua faccia quando siamo arrivati, eri pallida come un lenzuolo, ho temuto che svenissi- dice ridendo a crepapelle.
Gli tiro un pugnetto.
-Non é vero!- esclamo.
-Faró finta di crederci okay?- risponde soffocando le risate.
-Ops...non ci riesco!- continua poi.
Per un istante mi sembra di essere tornata ad i vecchi tempi.
-Sei uno scemo!- dico mettendo il broncio.
-Solo perché ti brucia la verità?- inzia.
-Ma stai zitto vai!- esclamo baciandolo dolcemente.
Una voce robotica ci interrompe.
"Il treno diretto verso Philandelphia é in arrivo"
-È il mio- sussurra Cameron cambiando espressione.
Annuisco e mi stringo alle sue braccia. Una lacrima mi riga il viso e Cameron si affretta ad asciugarla passandoci un dito sopra.
-Ti amo- mormora.
-Ti amo- rispondo.
Il treno arriva scostandomi i capelli dal viso. Un brivido mi percorre la schiena e il mio respiro si blocca per un attimo.
Il nostro sguardo si posa sulla mamma che stringe il suo bambino fra le braccia e il padre che piange silenziosamente.
Poi il nostro viso si volta e le nostre pupille si incontrano.
Basta un secondo, un singolo istante per capire che tutti e due stiamo pensando la stessa cosa.
Le sue dita si intrecciano alle mie ed iniziamo a correre via, lontano dal treno, lontano da tutto, verso una meta senza destinazione, corriamo, corriamo e basta. Le nostre figure scompaiono avvolte dalla nebbia.
Fine.
Okay inizieró cosí. Vi ricordate il primo capitolo? È passato cosí tanto tempo, ma per qualche strano motivo sembra essere passato solo un singolo secondo da quando ho scritto il primo capitolo, volevo ringraziarvi e non smetterò mai di farlo perché per me siete tutto, siete la mia seconda famiglia e non sapete quanto mi dispiaccia che tutto sia finito. Vi prometto che presto ritroverò per farvi vivere una nuova avventura e prometto che sarà anche meglio di questa. Io davvero, sono così felice di avere così tante persone accanto. Tutto è iniziato solo come uno sfogo un mio modo di immaginare qualcosa di lontano, poi si é trasformato in qualcosa di piú. Vi giuro io vi abbraccio e vi auguro un buon anno ad uno ad uno.
Vi voglio bene😚
Ci sentiamo presto😗
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