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20.08.1988

Pov Naruto

Sono passati quattro anni
Quattro anni e quattro mesi e Sasuke non si è più fatto vedere.
Inizialmente avevo pensato scherzasse, che non mi stesse cacciando veramente.
Pensavo che fosse un po' arrabbiato per il fatto che avessi dormito sul suo letto ed invece mi sbagliavo e probabilmente: le parole che aveva detto e che mi rimbombavano dentro ogni giorno erano vere.
Lui mi odiava, mi odiava e quel che è peggio è che io, solo dopo averlo perso mi sono reso conto di essere innamorato di lui, di provare qualcosa che va oltre l'amicizia ed oltre la fratellanza.
Ero innamorato di lui e se ripenso bene ai miei comportamenti durante tutti questi anni, mi risultava anche abbastanza palese ora.
Non sapevo quando era successo, ma ero stato un cretino a non capire che quella per Sakura era una cotta passeggera che si era trasformata in un' abitudine.
Ora passo il tempo con Hinata.
È diventata una bella ragazza e sostanzialmente è l'unica a non avercela con me per il fatto che non abbia denunciato Sas'ke.
Mi domando ogni giorno se davvero mi disprezza, ma non faccio nulla per scoprirlo.
Mi duole ammetterlo, ma non sono più lo stesso.
Non mi preoccupo di fare sorrisi finti per non far preoccupare le persone, ne tanto meno, mi privo del tempo che anche con Sasuke avrei utilizzato nell' allenamento per aiutare qualcuno.
Sono diventato intrattabile e l'unica persona che mi resta è una ragazza cotta di me dall'accademia, per la quale ho sempre provato semplice amicizia.
Entrare ed uscire da lei è semplice sfogo per bisogno fisico, ma lei sembra essere contenta, sembra godere.
La monotonia del villaggio e l'odio che sento in quella che consideravo la mia famiglia sono distruttivi.
Voglio andarmene e voglio andare da lui.
Hinata è appena andata via, le ho detto che oggi ho da fare e non ho tempo per lei.
Forse sono stato un po'sgarbato, ma non sono più il quindicenne rincoglionito che ha conosciuto e ricorda.
Butto nello zaino tutte le cose che potrebbero servire e spero con tutto il cuore che non abbia cambiato abitazione.
Ripercorro per la prima volta quelle strade che mi avevano riportato al villaggio con le lacrime agli occhi.
Mi sono stufato di interrogarmi senza avere risposte; per lo meno voglio sapere cosa pensava di aver capito prima di cacciarmi.
Quando arrivo a destinazione noto che la casa è ancora intera, probabilmente è un passo avanti, se l'avesse bruciata probabilmente non avrei avuto speranze nel ritrovarlo.
Guardo dalla finestra, tutto è come l'ultimo giorno in cui sono stato qui, persino il divano è ancora aperto...
Lascio andare un sospiro tremulo, accertarmi che se ne sia andato ora è impossibile, le porte sono chiuse e non vedo ne l'armadio ne il bagno, dove entrambi tenevamo le nostre cose.
Decido di nascondermi ed aspettare, se fosse ancora qui, prima o poi dovrebbe rientrare.
Nascondermi tra gli alberi non è stato difficile, ma di Sasuke non c'è nemmeno l'ombra.
Sono passate cinque ore e le mie speranze sembrano voler sfumare. Nemmeno la mia forza di volontà pare volerle tenere unite; lascio andare una lacrima.
Forse l'ho perso.
Forse non lo rivedrò mai più.
Forse la nostra amicizia per lui non è davvero mai esistita.
Mi tiro su, ho le gambe un po' intorpidite e barcollo leggermente nel farlo; sono indeciso.
La devo sfondare quella porta?
Non saper prendere le decisioni mi irrita, prima facevo tutto per istinto e se mi lasciassi andare a questa mia voglia la porta non ci sarebbe già più, ma non posso.
Devo comunque trovare un modo per aprire.
Una volta ho partecipato ad una missione Anbu, ricordo che c'era un ragazzo che in un modo strano era riuscito ad aprire la porta senza romperlo, forzando la serratura.
Prendo velocemente due legnetti da terra e ci provo.
È dannatamente difficile, ma dopo qualche minuto finalmente riesco.
Entro ed il suo odore mi pervade, non è andato via, è ancora qui.
Asciugo una lacrima che è sfuggita al mio controllo e vado in camera sua; apro l'armadio e noto che i vestiti ci sono.
Sorrido.
L'ho trovato, è ancora qui.
Poi noto una cosa che mi lascia basito.
Dietro alle sue cose, nascosto in un angolo, noto la mia vecchia tunica.
È stropicciata ed ancora sporca di sugo e terra.
Perchè non l'ha lavata o buttata?
Raggelo.
Lui è qui.
È dietro di me.
Non l'ho sentito entrare; la situazione è la stessa di sette anni fa.
Il suo kunai nuovamente sul mio collo.

《Cosa ci fai qui Naruto?
Avevo detto che non volevo vederti mai più, perchè diamine sei nuovamente qua?》

Il suo ringhio è basso e tremo.
La sua voce mi era mancata così tanto...
Mi giro lentamente graffiandomi leggermente.
Vedere i suoi occhi, averlo di nuovo vicino a me.
Tutto.
Mi era mancata ogni cosa di lui.

《Ciao Sas'ke...》

Mi sembravo un idiota.
"Ciao Sas'ke"
Ma che diavolo avevo nel cervello?
Non lo vedo da quattro anni, l'ultima volta mi ha cacciato a calci e l'unica cosa che riesco a dire è "Ciao Sas'ke"?!?
Prenderei il coltello che ho puntato al collo e mi ammazzerei da solo per quanto sono un idiota.

《Come stai?》

Di bene in meglio.
Ovvio prima i convenevoli, chissene frega se ti vuole ammazzare e nel suo sguardo si vede benissimo.
Bah.
È palese.
Sono un deficiente.

*Pov Sasuke*

Stavo tornando a casa dopo un allenamento più pesante e lungo del solito.
Una volta arrivato però, avevo trovato la porta aperta; mi ero quindi messo sull' attenti e avevo impugnato il kunai.
Vedere Naruto lì mi sconvolse, era più alto di me ora, i suoi capelli erano sempre biondi erano ancora più lunghi ed incasintati, le spalle più larghe e i muscoli più definiti.
Deglutii e gli puntai l'arma al collo in un'imitazione squallida di sette anni fa; gli domandai cosa ci facesse qua ed ignorai -seppur difficilmente- il suo saluto ripetendo nuovamente la stessa identica domanda.
Si era girato, anche il suo viso era cambiato, sembrava più serio, meno bambino e quasi non trovavo traccia delle rughe d'espressione che aveva sempre avuto sotto gli occhi.
Lo vidi deglutire, tremava un po' o forse ero io a farlo, non lo so, ma mi rispose.

《Voglio sapere perchè mi hai cacciato, non ci credi nemmeno tu al fatto che non siamo mai stati amici; voglio sapere cosa pensavi di aver capito, perchè se tu sei riuscito ad andare avanti io no.
Io sono rimasto a quel giorno.
Nonostante tutto quello che succede al villaggio io sono qui, con la mente, con il cuore e qualsiasi cosa e tu.
Tu non mi hai dato nessuna giustificazione al tuo comportamento.》

Mi aveva ringhiato queste parole, ma non capivo cosa ci fosse nei suoi occhi, erano strani, lucidi, arrabbiati ed allo stesso tempo felici.
Non risposi.
Non potevo, non sapevo cosa dire.
Tolsi il kunai dalla sua pelle e dissi:

《Vattene, quello che mi succede non ti deve importare, ne tanto meno quello che penso sono fatti tuoi.》

Reggere i suoi ringhi, i suoi sguardi frustrati ed ogni sua parola è difficile.
Mi incolpa di avergli rovinato la vita, mi dice che non avrebbe mai dovuto accettare di venire con me, che non merito nulla, nemmeno il suo odio.
Ed incasso, incasso perchè è giusto così, perchè ha ragione, perchè merito ogni sua accusa.
Chino il capo per non vederlo, per evitarmi questa ennesima lancia nel petto e stringo il kunai fino a farmi sanguinare il palmo della mano; fino ad incidere la mia carne.
Prendo la sua mano e gli do quel pezzo di ferro affilato, lo guardo negli occhi e mantenendo una voce ferma ringhio:

《Ammazzami.
Fallo e metti fine alle tue sofferenze, perchè io non ti voglio, perchè per me non sei mai stato niente e non voglio nulla da te.
Visto che sei così arrabbiato, uccidimi. Vendicati perchè ti ho fatto rovinare con le tue stesse mani la tua vita; perchè ti ho privato della felicità, dell'amicizia e di tutto ciò che ti è caro.》

Dolore è ciò che sento, ciò che sono stanco di sentire.
Il suo risentimento è giusto, io stesso mi ammazzerei.
Perchè non mi pianta quel kunai nel cuore?
Glielo domando:

《Forza uccidimi, che aspetti?
Che ti dica che è tutto uno scherzo? Non lo è io ti od-》

Non riesco a terminare la frase che le sue labbra sono sulle mie, il mio cuore cessa di battere, il respiro aumenta velocemente,le mani tremano ed i miei occhi si spalancano,sono stupito, non so che fare e non faccio in tempo a ricambiare che Naruto si stacca.
Lo guardo, è ad un soffio da me e delle lacrime abbandonano i suoi occhi, come lui prima di baciarmi ha lasciato cadere il kunai a terra.
La mano tagliata brucia, ma non riesco a farci caso.
Il calore del suo sospiro sulla mia guancia è quasi soffocante.
La porto sulla sua guancia sporcandolo, senza dire nulla.
La lascio scivolare sui nei capelli e li stringo, poi lo tiro a me, spinto quasi da una volontà esterna.
Infilo la mia lingua nella sua bocca in un bacio rabbioso, pieno di morsi, scambi di saliva poi lo spingo contro il muro e gli mordo la giugulare con violenza.
I nostri respiri affannati sono l'unico rumore che si percepisce all'interno della stanza, anche le cicale sembrano aver smesso di frinire.
Un gemito di dolore misto ad eccitazione esce dalle sue labbra e poi mi sento strattonato e sbattuto a mia volta.
Le nostre labbra litigano, ballano senza sosta e quando entrambi sentiamo il bisogno di prendere fiato ci stacchiamo, ma rimaniamo vicini .
Le sue labbra sono congestionate, rosse, tumefatte per i morsi e gonfie.

《Scusami》

Sussurrai, lasciandomi sostenere dal muro.
Il mio petto si alzava e si abbassava velocemente, quasi i polmoni volessero uscirmi dalla cassa toracica. Mi spostai e mi sedetti sul letto, seguito da Naruto.
Con il capo chino ripresi:

《Non volevo rovinarti la vita.
Mi hai chiesto come mai ti avessi mandato via...tu piangevi.
Non ti avevo mai visto piangere e se lo stavi facendo era solamente colpa mia.
Della mia stupida voglia di averti, della mia incapacità a perdonare e del mio stupido odio.
Tu invece non mi hai mai odiato.
Speravo di averti ferito così tanto da essere riuscito ad allontanarti per sempre ed invece eccoti qua.》

Mi sentivo un deficente e mi mordicchiai le labbra ridacchiando, come a prendermi in giro.
Mostrare così tante emozioni non era da me, ma non era da me nemmeno baciare qualcuno, ne tanto meno innamorarmi.
La verità è che non sono me stesso da una vita e non mi sono mai mostrato ne fragile ne felice in realtà.
Mi sono sempre comportato da stronzo dopo la morte della mia famiglia ed il "tradimento" di Itachi.
Mi lasciai cadere sul materasso sotto i suoi occhi, in reatà ero parecchio eccitato.
Avrei volentieri smesso di autocommiserarmi e rendermi ridicolo, ma non sapevo che fare.
Non ho idea di cosa dirgli dopo quel bacio.
Ne agognavo nuovamente le labbra, le avevo agognate per quattro anni dopo essermene accorto, mi ero chiesto come avevo potuto non rendermene conto e come diamine avessi potuto essere così ottuso.
Il fatto che però mi avesse baciato mi aveva lasciato sconvolto; sorattutto perchè stavamo litigando, ed anzi lo stavo pregando di uccidermi.
Io, io che avevo lottato anni per rimanere in vita, lo stavo implorando di ammazzarmi per sfogarsi.
Doveva essere tutta un' enorme presa per il culo perchè a pensarci ora, mi prenderei a schiaffi per avergli dato la possibilità di spezzare la mia vita.
Il silenzio regnava da un po' nella stanza, i nostri respiri ormai si erani regolarizzati, ma entrambi eravamo persi nelle nostre menti.
Scossi per l'accaduto e indecisi sul da farsi.
Alzai il volto e mi girai verso di lui.
Mi stava guardando, quasi a volermi studiare, a voler accertarsi che si trattasse di me e non di una copia.
Gli stiracchiai un sorriso e lui lo ricambiò, posandomi successivamente la mano frai capelli.
Non mi ero accorto che si fosse sdraiato, dovevo essere proprio sovrappensiero.
Mi misi su un fianco per guardarlo meglio.
Gli avevo sporcato il viso ed i capelli, ma averlo accanto a me era stato il sogno di tutte le mie ultime volte.
Ad interrompere il silenzio fu lui.

《Io non ti odio Sas'ke, non l'ho mai fatto e non riuscirei mai ad ucciderti, proprio come non ci riuscirai mai nemmeno tu.
Ti ricordi cosa ti dissi quando decisi di seguirti?》

Annui e mormorai un "si", ma non riuscivo a stare dietro al suo ragionamento e probabilmente avevo messo su una faccia basita perchè rise.
Ma tanto.
Così tanto che mi stavo chiedendo se fosse l'ora di dargli una testata e dirgli di spiegarsi, ma a quanto pare lui trovò un'alternativa migliore.
Con lo scatto degno di un felino si mise sopra di me.
La temperatura iniziò a riscaldarsi, Naruto aveva preso a baciarmi ed io ero completamente perso.
Le sue mani vagavano sul mio corpo leggere, quasi a voler prendere coscienza del fatto che davvero si trovasse sopra di me, che davvero mi stesse baciando e accarezzando.
Io non riuscivo a ragionare, tutti i pensieri, le angosce e le paranoie di poco fa sembravano essersi volatizzate con il tocco delle sue labbra.
Non riuscivo a trovare un sapore da attribuirgli, era Naruto, il suo sapore.
Non lo avevo mai assaggiato così.
Le sue labbra erano morbide, un po' screpolate e la sua lingua era sfuggente e serafica.
Aveva lasciato il mio volto per dedicarsi al mio collo, mentre mi privava della coscienza e dei vestiti.
Qualche gemito inizia ad uscire dalle mie labbra, i suoi baci, i suoi strusciamenti per non perdere il contatto con la mia pelle sono ardenti. La mia pelle che accaldata da pallida ed eterea arrossisce al suo passaggio e diventa sensibile.
Non sento il tempo passare, siamo io e lui.
Lo prendo per i capelli e scivolo con il volto sotto il suo.
Ribalto le posizioni.
Ora a condurre i giochi sono io.
Sorrido, il peso di tutti questi anni si annulla nel vedere il suo volto sorridente ed accaldato.
Scoppio a ridere lasciando cadere una lacrima -di gioia immagino e non mi era mai capitato- lui si lascia coinvolgere e ride, donandomi questo suono con gli occhi.
In un attimo anche lui è nudo sotto di me, solo un paio di boxer ormai stretti ci separano e nuovamente le posizioni si invertono.
Le sue labbra sono incollate al mio torace e le sue mani stanno togliendo ciò che ci divide, mi sento esplodere di gioia ed allo stesso tempo faccio scivolare anche le sue.
Naruto ha un fisico asciutto e longilineo, la sua pelle è calda e morbida e dopo l'ennesimo strattone che segna un nuovo scambio scendo fino alla sua intimità, assaggiandola.
Non sono mai stato con un uomo e in realtà non ho idea di cosa fare, ma quel qualcosa lo faccio e a quanto pare bene data l'espressione beata del biondo.
Sadicamente non lo porto all'apice, torno a baciare le sue labbra, sono diventate quasi droga.
Rotoliamo su noi stessi intrecciati come dei bambini sulla neve scambiandoci baci, tirandoci i capelli, sfregandoci l'uno contro l'altro e ridendo.
Dopodichè lui punta le sue braccia di fianco ai miei fianchi
È sopra di me e sfiora la mia entrata, preparandomi alla sua intrusione e quando quest'ultima avviene, un dolore lancinante mi pevade e gemo lasciando andare due lacrime.
Si ferma e mi bacia nuovamente per distrarmi e farmi abituare alla sua presenza.
Quando sente i miei muscoli rilassarsi attorno a lui inizia a muoversi ritmicamente.
Non so dire cosa provo, so solo che è strano.
È strano essere qui, sotto di lui.
Lui che ho aspettato così tanto e che ho sperato non arrivasse mai, voledo in realtà il contrario.
Lui che ha creato una colonna sonora alla mia vita, impedendomi di essere un mucchio di carne,ossa ed odio senza sentimenti al di fuori di quello.
Lui.
Lui che nella mia vita è stato una delle cose più importanti.
Non sono sicuro che sia vero; sembra tutto un sogno; uno di quelli assurdi che quando finiscono, lasciano l'amaro in bocca e lo stomaco attorcigliato.
È strano, ma è meraviglioso.
Sono creta sotto le sue mani, non posso fare a meno di fremere ad ogni suo tocco; di rabbrividire e cercare un contatto maggiore sfregando il mio pube contro il suo ventre, piatto e sporco da quell'sigillo che è sempre assomigliato ad un sole ai miei occhi.
Mi perdo nelle sue carezze, nei suoi baci, spostandomi a suo piacimento e allungandomi come un gatto al suo tocco.
È paradisiaco sentire le sue spinte, sentire ogni sua singola carezza o bacio.
Sono costretto in un limbo di piacere.
I suoi occhi sono languidi e mi perdo nel suo blu, per poi tirargli i capelli ed avvicinarmelo al volto nuovamente convolgendolo ad un ennesimo bacio famelico, bagnato e sconcio.
Oramai sono al limite, mi ha fatto impazzire.
Il cuore sembra volermi uscire dal petto e sento che anche per lui è così.
Anche lui è perso dentro di me, anche lui non sente più il mondo fuori dalla stanza ed è ad un passo dal venire.
Gli lecco le labbra, le mordo a sangue, le tiro, quasi a volerle strappare e poi come a chiedere scusa le bacio ripetutamente, teneramente.
E vengo.
Vengo ad una spinta più forte delle altre nel sentire il suo gemito roco e il suo respiro ansimante e il mio nome mormorato dalle sue labbra, come solo lui riesce a spezzarlo, mangiando quella lettera che lo rende freddo e facendolo diventare miele.

《Sas'ke...》

Sorrido.
Anche lui è venuto, appena dopo di me.
Forse per l'irrigidimento dei miei muscoli intorno a lui.
Non lo so, ma ora è sdraiato sul mio corpo ed il suo peso è morbido sul mio ventre.
I suoi capelli mi solleticano il viso ed io non riesco a fare altro che passarci le dita in mezzo.
Mi ha tolto il respiro ed ho quasi paura a spezzare questo silenzio che ci culla.
Ho paura di poter rovinare ogni cosa tra noi due, so che il nostro rapporto cambierà da adesso, ma come?
Ho paura, paura di essere incapace di amarlo, ho paura di farlo soffrire di cancellare dal suo cuore ciò che prova per me... forse è quello che dovrei fargli fare.
Dovrebbe uccidermi.
Mettere fine a tutto.
Sono come sono e non gli chiederò perdono.
In un mondo senza regole io sono un sasso e lui è il mare.
Annegare nel suo cuore forse è il miglior modo di morire che mi potrebbe capitare...

Pov Naruto

Ho il fiatone, non avevo la minima idea in realtà di come ci eravamo ritrovati a fare l'amore su quel letto.
Ero passato dall' essere così arrabbiato da volerlo prendere a pugni, all'essere eccitato ed ora ero steso su di lui.
Alzo il viso e sorridendo infilo anche io la mano nei suoi capelli.

《Come mai io e te dobbiamo sempre scannarci?
Sasuke, io davvero non voglio altro che stare con te.
Konoha non mi interessa.
È casa, lo sarà sempre, ma non è ciò che voglio di più.
Non è te.》

Mi mordicchiai il labbro e poi ghignai

《Chi mi tira scemo se non ci sei tu?
Non posso non avere modo di inzigare qualcuno》

Sasuke ridacchiò ed il suo sorriso era una delle cose più belle che io avessi mai visto.

《Vorrei farti una domanda in realtà.
Vorrei sapere perchè hai ancora la mia tunica, ma soprattutto perchè è ancora sporca; insomma non ti fa un po' schifo?》

Vidi Sasuke arrossire intensamente; come mai avevo visto fino ad oggi, ma non ricevetti una risposta.
Mi degnò solo di un

《Non te lo dirò mai》

Prima di coprirsi il viso con una mano e tirarmi un pugno sulla spalla.
Non capisco come mai deve essere sempre così violento; manco gli avessi detto che ha un bel culo.
Sono basito.
Mi alzo e ci copro con la coperta.
Oramai è sera, sono quasi certo che appena il mio cuore smetterà di battere a novantanove chilometri orari probabilmente gelerò come un polaretto.
La serata si conclude così, dopo una doccia di pochi minuti e qualche carezza sul letto.
Il mondo mi sembra aver ripreso il colore vivo che aveva; non è più tutto bianco e nero.
Hinata a confronto, nonostante i capelli blu come quelli di Sasuke fa proprio schifo.

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