-23- Forever
Quel giorno gli uccelli cinguettavano felici nel limpido cielo azzurro.
Era proprio una bella giornata.
Io è Katsuki passeggiavamo distratti dal meraviglioso paesaggio che si mostrava dinanzi i nostri occhi.
Un prato verde smeraldo, ricoperto di tanti fiori dai colori dell'arcobaleno, un fiume dalle acque limpide scorreva in mezzo ad esso.
Il sole ci illuminava, scaldando con i suoi raggi, luminosi, come i nostri sorrisi al sol vederlo.
«Perché ti volevo suicidare?»
Chiese il mio ragazzo, guardandomi malinconico.
Quando dissi a Kaminare che io e lui stavamo insieme, mi abbracció e mi disse che era davvero felice per noi.
«Perché tu amavi Midoriya, che era morto...»
«Ed hai creduto che io ti amassi una volta rivolto nella lapide? Ma sei voglio ne o cosa?!»
Mi diede uno schiaffo dietro la nuca.
«È tutto passato!»
Sapevo che per lui, quei mesi in cui ero ricoverato in ospedale erano stati difficili, eppure soffriva ancora, sapendo che avessi sofferto per depressione perché lo amavo, è credevo non avesse mai ricambiato i miei sentimenti.
Trascoremmo un po' di tempo ad osservare le farfalle volare è appoggiarsi delicatamente sui fiori, raccogliendo il polline insieme alle api.
Pensai all'inizio della nostra relazione è alle divergenze fra i nostri genitori, che non accettavano il nostro rapporto, anche se poi, si sistemò tutto, ed appena mi trasferii dal mio amato, non poterono essere felici per me.
«Eijirou...»
Katsuki mi chiamò con tono serio.
«Sì?»
«Ne abbiamo passate tante insieme, fra problemi di amicizia, l'inizio di tutto... abbiamo continuato a camminare, correre verso il nostro futuro, nonostante vi erano dei cazzo di ostacoli a non permetterci di continuare...»
Sospirò, stringendo la sua mano alla mia e sorrise, il sorriso più bello che abbia mai visto.
«Noi li abbiamo superato tutti, senza arrenderci, senza esitare, siamo divenuti Pro Heros e abbiamo combattuto la criminalità insieme, fra morte ed altre insidie oscure...»
Non capivo, dove voleva andare a parare?
«Anche quando la situazione era critica, sorridevi, così come facevo io...»
Si inginocchiò
"Chi è lui? Sicuro sia l'uomo che amo?"
«Kirishima Eijirou.»
Delle lacrime mi punzecchiavano gli occhi, mentre sorridevo.
Prese una scatola ricoperta di velluto rosso, guardandomi dolcemente.
«Vuoi illuminare le mie giornate con il tuo splendido sorriso, per sempre?»
Aprì la piccola scatola, mostrando l'anello di diamante ricamato cm di minimi dettagli.
«K-Katsuki...»
«Vuoi diventare il mio sposo, è rendermi l'uomo più felice del mondo?»
Delle gocce calde e lente scendevano da viso, mentre un sorriso si formò sul mio volto bagnato dalle lacrime.
«SI!»
Mi bació con foga. Ricambiai continuando a puangere.
Non erano lacrime di tristezza, nemmeno di dolore, bensì di immensa gioia e felicità.
Oramai le ferite che avevo, avevano finito finalmente per chiudersi, lasciando al suo interno il sangue, le lacrime e la sofferenza di quei giorni colmo di maliconia e gelosia.
Era iniziata finalmente una nuova vita, e volevo godermela.
Nel mentre, il sole tramontava, eravamo soli, noi è la luna, che con i suoi raggi fiochi rendeva il tutto più romantico.
Finalmente potremo stare insieme...
Per sempre.
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