Verbs
Martedì. Quarta lezione d'italiano.
La professoressa ci ha domandato come stanno procedendo i nostri vasi di fiori e io le ho risposto "Bene". Dopo aver chiarito con Michael, ho ritrovato il buonumore che mi serviva per buttar giù qualche schizzo del fiore che avevo pensato per Noemi. Oggi la rivedo. Se solo ci ripenso, potrei mettermi a ballare in mezzo alla classe. Non ho la benché minima idea di come quella ragazza abbia fatto, ma solo a sentire il suo nome mi sale un'energia e un'adrenalina che mi fa accelerare i battiti cardiaci. Sospiro, tentando di calmarmi, ma non riesco a levarmi dalla faccia quel sorriso un po' da ebete che mi sorge spontaneo al suo solo pensiero.
Appena suona la campanella, che segna la fine dell'ora di biologia e, quindi, della giornata, schizzo fuori salutando Lucas e il suo ragazzo. Stanno parlando di non so che cosa vicino al muretto della scuola. Michael ha in bocca una sigaretta, mentre il biondo lo osserva con uno sguardo innamorato. Spero solo che il tinto non faccia soffrire quell'angioletto, altrimenti se la dovrà vedere con me.
Corro a casa e appoggio la cartella all'ingresso. La prof. di biologia ha detto che tra due settimane inizierà ad interrogare. A quelle parole sono andato in panico. Io non so leggere l'italiano. Sarà maledettamente complicato... mi chiedo se la mia professoressa sarà in grado di aiutarmi...
Pranzo con questi pensieri e mi rilasso un attimo. Recupero il quaderno di italiano che uso con la mia tutrice e ripasso le precedenti lezioni. Voglio dimostrarle ciò che ho imparato sino ad ora. Spiega così bene che capisco tutto al volo. Se non afferro subito il concetto, lei, paziente, me lo rispiega volentieri. Ha un tono di voce basso, non tende a strillare. È un piacere ascoltarla, davvero.
Suona il campanello e, con un sorriso stampato in volto, mi dirigo ad aprire, sicuro di chi mi ritroverò di fronte.
« Ciao Noemi! Come stai?»
« Ciao! Tutto bene Ash! Tu?»
« Bene, grazie. Vieni, andiamo in cucina.» la scorto sino alla sedia, praticamente, poi mi accomodo anch'io. La osservo per qualche istante e lei, arrossendo un po', mi dice di scusarla, ma non ha avuto tempo di truccarsi e quindi sembra la Regina Cattiva di Biancaneve. Io ridacchio leggermente per il paragone –decisamente esagerato- e poi le canticchio una canzone di Katy Perry:
« I think you're pretty without any makeup on...» (Penso tu sia carina senza trucco...)
« Teenage dream!» esclama subito lei, riconoscendo il titolo. Io sorrido e annuisco. Lei mi rivela che Katy è una delle sue cantanti preferite.
« Piace molto anche a me!»
Dopo esserci ricomposti da questi brevi scambi di battute, mi informa sull'argomento della lezione di oggi: i verbi e, se ci avanza del tempo, includiamo anche un po' di lettura. Sospiro, sperando che non sia troppo difficile.
Inizia dicendomi che il verbo è fondamentale in una frase, e che, anzi, può, da solo, costituirne una. Mi spiega che in italiano i verbi possono terminare con -are, -ere ed -ire, perciò, all'infinito, sono semplici da riconoscere. Mi dà una lista di quelli che mi capiterà di sentire e di utilizzare più spesso. Man mano, andremo ad allungarla. I soliti esempi di uso quotidiano non mancano mai. Oggi insiste particolarmente sulla pronuncia. Mi corregge alcuni accenti e mi fa ripetere un verbo su cui ho maggior difficoltà più volte.
« Oh, wait please! Let's take a break!» (Oh, aspetta per favore! Facciamo una pausa!) dico a metà lezione, un po' affaticato.
« Okay, ma dopo ripartiamo. Intesi?» mi piace quando scandisce il tutto lentamente, di modo che io capisca. È così dolce... mi viene voglia di mangiarla! ...Ehm... Per modo... di dire...
Approfitto della momento di stacco per andare al bagno. Prima che io mi allontani, mi domanda cosa desidero da mangiare e le rispondo quello che va bene a lei.
Poco dopo essere ritornato, vedo sul tavolo due tazze di thè caldo e dei biscotti. Passo la lingua sulle labbra, ingolosito da ciò che ha preparato. Mi siedo, accolto da un suo sorriso, e penso che sia davvero carina. Ha quel qualcosa, quel particolare che la rende unica. Mentre la osservo, sorseggiando lentamente il thè, noto che si tortura leggermente il labbro inferiore. Come se volesse parlarmi, ma qualcosa la blocca. Allungo una mano verso la sua, accarezzandola inconsciamente, e vedo le sue guance prendere un po' di colore. Sposta lo sguardo nel suo thè, come incantata dalla leggera increspatura della superficie, e poi mi domanda incerta:
« Tu... che scuola frequenti?» era davvero questo il quesito che la bloccava? Diamine, è timidissima! Più di quel che immaginassi...
« Arte.»
« Fai l'artistico qui vicino? Perché lo conosco...» annuisco e guardo spuntare un sorriso lieve sul suo viso pallido.
« E tu? Cosa... studi?» le chiedo incerto sulla pronuncia del verbo, ma un suo cenno mi fa capire che l'ho azzeccato.
« Moda.» corrugo la fronte, non credo di aver capito bene. Moda? Che intende? Credo che comprenda la mia confusione, perciò mi spiega, lentamente:
« Disegno vestiti e provo a realizzarli.» la ascolto affascinato e una domanda mi sorge spontanea:
« Perché?»
« Desidero... Voglio diventare una stilista. Tipo Dolce&Gabbana o Moschino, per capirci.» mai come in quel momento ho amato i suoi occhi. Si sono accesi di una luce spettacolare, sono diventati vividi e vispi. Un sorriso ampio ad allargarle la bocca piccola. In quel momento l'avrei accarezzata, baciata e stretta a me. Ma mi sono trattenuto per paura di farla scappare via. Alla fine, lei sembra l'unica disposta a passare due pomeriggi alla settimana, spiegandomi quella lingua affascinante quanto complicata che è l'italiano. Non posso permettermi di perderla così, per un mio gesto impulsivo.
« It's... a big dream. I think you can make it happen because I can see it in your eyes.» (È... un grande sogno. Penso tu possa realizzarlo perché te lo leggo negli occhi.)
« G-Grazie Ashton. S-Sei davvero... gentile.»
Il thè è finito e i biscotti anche. Ci alziamo in contemporanea per mettere nel lavello le nostre tazze. La tentazione di abbracciarla è davvero forte. Ma sono nuovamente costretto a mettere da parte l'istinto, seguendo ciò che mi dice la mente. Ormai è chiaro: mi sono invaghito mica male di Noemi. Ma non posso urlarlo ai quattro venti.
« Ashton...? Ash, are you ready to restart?» (Ashton...? Ash, sei pronto per ripartire?) il suo sorriso incoraggiante mi fa quasi tremare le gambe, ma, riprendendomi velocemente, la raggiungo al tavolo.
Mi spiega che preferisce fare una breve introduzione di Essere e Avere, i verbi principali, esattamente come in inglese, e la prossima volta farmi provare a leggere. Un verbo può essere coniugato al passato, al presente o al futuro. Ci sono otto tempi: quattro semplici e i rimanenti composti. Mi ha già avvertito che non sarà semplice, per questo ci staremo sopra fino alla fine delle lezioni.
Alle sei e mezza decide di levare le tende, esclamando qualcosa come "Oh cazzo, domani ho la verifica di inglese! Devo correre a ripassare!". Si è scusata, mi ha salutato con una pacca sulla spalla e se n'è andata. Naturalmente io non l'ho persa di vista nemmeno un attimo, sinché non è sparita all'orizzonte, come sempre.
Sospiro. Ora che ho preso consapevolezza, bene o male, di ciò che provo per lei, non sarà per nulla semplice nasconderglielo.
***
Note dell'autrice:
I'M BACK! I'M NOT DIED! PLEASE FORGIVE ME!
(Mode English: Off)
Ragazze e (se ci sono) ragazzi che leggono questa storiella...
Eccovi un nuovo capitolo!
...
Okay, che ne pensate? Vi piace Ashton che si è invaghito della sua tutrice d'italiano? Secondo voi Noemi come reagirà al suo "studente"? Ma soprattutto... vi sta simpatica?
PLS ANSWER ME
Detto questo, vi ringrazio delle letture, dei voti e dei commenti.
VI ANOOOOO!!!
Lol, Harry si impossessa del computer ogni tanto.
Vi lascio al video di Teenage Dream e alla cover dei 5SOS (che poi è quella che intendevo nel capitolo, ma okay):
♥ ♥ ♥ KATY ♥ ♥ ♥
♥ ♥ ♥ 5SOS ♥ ♥ ♥
E niente, vi saluto.
Bye-Bye ♥
-DR23.
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